Economia

Senato approva la Legge Finanziaria 2007

La legge stabilità è legge. Approvazione definitiva al Senato

Senato approva la Legge Finanziaria 2007

Il Senato approva (con 162 sì e 157 no) la Legge Finanziaria 2007, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Lo stesso giorno il Senato approva (con 162 sì e 3 no) la Legge di Bilancio. Su quest’ultimo provvedimento le opposizioni non partecipano al voto.

La Banca centrale europea promuove la Finanziaria del governo Prodi. E per la prima volta da tempo spende parole di deciso elogio per un paese-chiave dell’ Unione che di fatto è da anni nel ruolo scomodo di sorvegliato speciale dell’ Istituto a causa del disordine dei suoi conti pubblici. Ma al tempo stesso la Eurotower lancia un chiaro monito: se è un fatto che il disavanzo primario (deficit corrente) dei conti pubblici italiani rientrerà infine nel 2007 al di sotto della soglia del 3 per cento del prodotto interno lordo (Pil) posta dal Patto di stabilità, è altrettanto vero che l’ Italia resta, tra i paesi aderenti all’ Unione monetaria, quello il cui debito pubblico complessivo è il più elevato, in rapporto al Pil stesso. Elogi di tono nuovo e moniti sono contenuti nel rapporto mensile di dicembre della Banca centrale europea, reso pubblico ieri a Francoforte. Il bollettino sottolinea che – in sostanza per la prima volta – la situazione generale delle pubbliche finanze dei paesi della zona euro migliorerà grazie anche agli sforzi di risanamento che l’ Italia sta varando. Avverte comunque, una settimana dopo il rialzo dei tassi centrali dell’ euro, che l’ istituto resta al massimo livello di vigilanza sul fronte della lotta all’ inflazione. Pronto a nuovi, tempestivi interventi del genere non appena lo riterrà necessario. Lo scenario complessivo della Eurozona è descritto come confortante. In media il disavanzo corrente scenderà all’ 1,5 per cento, quindi la metà della soglia del Patto di stabilità. E il debito complessivo calerà a un livello medio del 78 per cento. Sempre molto superiore al limite del 60 per cento posto dal Patto e da Maastricht, ma comunque in calo. Su questo sfondo, acquistano il loro peso gli elogi alla politica di risanamento italiana. Grazie al risanamento strutturale attuato e in corso di attuazione tra il 2006 e il 2007, dice infatti il bollettino Bce, il rapporto tra deficit e Pil in Italia scenderà, seppure appena di stretta misura, al di sotto del 3 per cento, «coerentemente con gli impegni presi dal paese». La correzione tuttavia sarà leggermente inferiore allo sforzo richiesto a livello europeo a tutti i paesi membri dell’ Unione monetaria. Sforzo pari all’ 1,6 per cento del Pil, secondo le raccomandazioni del Consiglio direttivo della Eurotower. E in Italia l’ anno prossimo sarà attuato solo per la metà. Mentre il debito pubblico totale italiano resta, in rapporto al Pil, il più elevato dell’ intera eurozona. I custodi dell’ euro, che col recente aumento del costo del denaro e l’ allusione a possibili nuovi rincari dei tassi hanno voluto confermare la linea del rigore inflessibile, hanno dunque deciso di inviare un segnale politico positivo a Roma. Il risanamento dei conti pubblici in Europa, dice il loro rapporto, riflette gli sforzi di risanamento della Germania, con la moderazione delle spese e l’ imminente aumento della pressione tributaria, e dell’ Italia con la Finanziaria. Progressi considerevoli si notano in Grecia – che potrebbe finalmente entrare nel tetto dei criteri del Patto di stabilità sul deficit – e in Portogallo, che pure resterà al di sopra dei limiti di spesa. Miglioramenti più modesti in Francia e Germania, ma comunque Berlino esce promossa: dopo anni di violazione del criterio del disavanzo al 3 per cento del Pil, tornerà a rispettare il limite con un anno d’ anticipo sul previsto. Il bollettino mensile comunque non risparmia critiche e severi consigli. Ripete ancora una volta che tutti i paesi membri della zona euro devono fare di più sulla via del consolidamento dei bilanci e di riforme strutturali per contenere le spese dei sistemi previdenziali e garantirne la finanziabilità nel futuro. E raccomanda una estrema moderazione sul fronte salariale.

2 risposte »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.