Economia

«Siamo come una squadra di calcio che parte da -26».

L'affondo di Prodi sul fisco. "Otto anni per battere gli evasori"

Romano Prodi

Romano Prodi, ora, ci prova con una metafora calcistica. Intervistato da Sky Tg24, vuole spiegare perché il suo governo stia giocando di rincorsa, classifica deficitaria e troppe ansie. Il numero non è scelto a caso: «Venti sono i miliardi di euro necessari per i parametri europei, sei il deficit di ferrovie e Anas per il piano opere pubbliche». E questo è il peso che grava sulle prime scelte di politica economica fatte dal governo dell´Unione e sulla Finanziaria. Meno ventisei, altro che Juventus in serie B. Il problema è spiegare che, a differenza del Calcio, qui non ci sono ricorsi al Tar e arbitrati a rimettere le cose a posto.

Per uscire dalle difficoltà non ci sono scorciatoie. E in questo senso, Prodi non ha nessuna voglia di rimangiarsi le sue parole sul «Paese impazzito» che tanto scandalo hanno suscitato sabato: «Non siamo come i passeggeri del Titanic che continuavano a divertirsi mentre la nave affondava. La nostra nave è robusta, ma se non cambiamo direzione, andremo in balia delle onde». Dunque, «l’obiettivo è far capire che il Paese è un blocco sociale unito. Non è possibile che ognuno in teoria porti avanti l’interesse generale e in pratica sia durissimo nell’interesse di categoria e di parte».

La voglia di combattere c´è: «Adesso basta con le corporazioni – scandisce il premier – Adesso comincia l’interesse del paese», perché «se tutti difendono l’interesse particolare, ancorchè legittimo, siamo finiti». Insomma, «è un problema etico: un paese che dice di volere un obiettivo comune deve essere coerente nelle scelte, deve accettare la parte di sacrificio che ogni convivenza civile comporta».

Categorie:Economia, Governo

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