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Grande Coalizione?

 

Grande Coalizione?

Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti risponde a Bruno Vespa che nel suo libro ‘L’Italia spezzata’, in uscita il prossimo 4 novembre e di cui sono state diffuse alcune anticipazioni, gli chiede come si comporterebbe nel caso fosse varata una Grande Coalizione. Per il presidente della Camera sarebbe drammatico, tanto da ipotizzare le sue dimissioni da presidente della Camera. “Sarebbe un momento drammatico della mia vicenda personale uno scenario al quale non voglio pensare. Per il nostro popolo sarebbe una sconfitta terribile. Non si potrebbe cambiare il presidente della Camera? Una situazione del genere sommerebbe la sconfitta, la resa, il compromesso inaccettabile. Non voglio usare toni troppo gravi, ma le sinistre dovrebbero ripensare tutto”.  Rispondendo ad una domanda su un eventuale governo tecnico Bertinotti aggiunge: “Darei perfino un giudizio peggiore, proprio per il suo carattere tecnico. Nel momento in cui il Paese ha bisogno di più politica, un governo tecnico equivarrebbe a una forma di dimissioni dalla politica”.  “Sarebbe – conclude – una Grande Coalizione travestita, con la colpa aggiuntiva di occultare la sua vera natura dietro una presunta tecnicità. Sarebbe la sublimazione della Grande Coalizione”.

“Se i Ds facessero a meno del correntone di sinistra, se la Margherita perdesse, che so, la Bindi e l’ala radicale, forse si creerebbero le condizioni per una Grande Coalizione capace di guidare l’Italia su una strada di sviluppo e di modernità”, afferma Silvio Berlusconi nell’ultimo libro di Bruno Vespa. “So che è difficile, ma così non si va avanti”, afferma l’ex presidente del Consiglio.

Non la pensa così Gianfranco Fini: “Un modello di larghe intese alla tedesca in Italia non è possibile”. Suggerisce, però, di ispirarsi all’esperienza tentata da Maccanico nel 1995. A Vespa che gli ricorda come nel ’95 An era contraria alla formazione di un governo Maccanico, Fini risponde: “Con un capo dello Stato come Giorgio Napolitano che ha una certa storia alle spalle, so che sarebbe impensabile andare subito al voto se il governo Prodi dovesse cadere. Quindi…”.

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