Guerra

L’Italia e la Unifil 2

L'Italia e la Unifil 2

L’Italia e la Unifil 2

Il ritorno dell’Italia sulla scena diplomatica

L’Italia accelera il dispiegamento delle sue truppe nel sud del Libano, le cui modalità saranno approvate oggi dal consiglio dei ministri. Domani salperanno cinque unità navali, tra cui la portaerei Garibaldi, mentre venerdì mille militari, paracadutisti e lagunari, sbarcheranno a Naqura, dove saranno raggiunti da altri 1.800 soldati entro la fine di ottobre. A fine febbraio, quando l’Italia prenderà il comando dell’Unifil 2, il suo contingente di terra potrebbe raggiungere i 3.500 uomini, la metà degli effettivi inviati dall’Europa. Un grande impegno che ha senza dubbio sorpreso più di un alleato.
Le Figaro, Francia [in francese]


L’Italia tratta con Hezbollah

Il leader degli Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha confermato ieri che l’Italia si è offerta di mediare tra Israele e Hezbollah per uno scambio di prigionieri. “Sono cominciati dei contatti per i negoziati”, ha detto Nasrallah in un’intervista alla televisione libanese New Tv. “Gli italiani stanno cercando di favorire dei colloqui e credo che le Nazioni Unite siano interessate”.
La Vanguardia, Spagna [in spagnolo a pagamento]


Roma non si è fatta attendere. Il presidente del consiglio Romano Prodi ha dichiarato ieri di aver confermato al segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan “la disponibilità italiana a comandare la missione dell’Onu” in Libano. Ma sarà Annan a decidere, alla fine della settimana, se a guidare la missione sarà la Francia o l’Italia. Parigi si era detta disponibile ad assumere il comando, ma contemporaneamente ha proposto d’inviare nel sud del Libano solo duecento soldati. L’Italia, invece, è pronta a inviarne tremila.

Le Figaro, Francia [in francese]


Il vicepremier israeliano dopo l’incontro con Prodi a Palazzo Chigi: ”Amici italiani disposti ad aiutarci per la liberazione dei soldati rapiti”
“L’Italia può guidare questo grande sforzo e può essere di aiuto per l’apertura di nuovi negoziati di pace con il Libano”. Lo afferma il vicepremier israeliano, Shimon Peres, che oggi a Palazzo Chigi ha incontrato il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema. ”L’Italia – ha detto Peres – è nota in tutto il mondo come grande costruttrice di ponti. Il ponte che sta costruendo oggi è in Medio Oriente verso il Medio Oriente. Se l’Italia non avesse deciso di inviare truppe in Libano la risoluzione dell’Onu 1701 sarebbe rimasta un pezzo di carta”.  Peres ha quindi ringraziato il nostro Paese per l’impegno avuto in questa crisi. ”L’Italia riscuote la fiducia di tutte le parti, israeliani, siriani, libanesi e palestinesi. E noi non abbiamo nulla contro queste buone relazioni italiane con questi Paesi. In Israele abbiamo il più alto rispetto per il ruolo avuto dall’Italia in questa crisi, per la sua velocità, chiarezza e decisione”.

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