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Governo Prodi II: quarto mese

Governo Prodi II: quarto mese

Cesare Damiano e Paolo Gentiloni

Il Maalox (contro lacidità di stomaco, Aventis) vende più degli spaghetti. L’Enterogermina (contro il mal di pancia, Sanofi Aventis) vale più del riso che non scuoce. Nei tre giorni di apertura delle vendite dei medicinali nell’ipermercato barese di Santa Caterina – si legge oggi su Il Sole 24 Ore – la Coop ha fatturato con i farmaci da banco l’1,9% dellintero giro daffari di tutto il punto vendita, compresi frigoriferi, mountain bike, surgelati e detersivi. Negli ipermercati Coop di Carpi (Modena) e Ferrara le medicine hanno rappresentato l’1,5% delle vendite totali. E secondo le stime preventive, elaborate prima che arrivassero i dati delle vendite sperimentali, il fatturato di un banco farmaceutico potrebbe aggirarsi sui 250-300mila euro l’anno.

Dopo quella sui primari, il ministro della Salute Livia Turco annuncia una nuova rivoluzione: presto toccherà ai medici di famiglia. “Voglio stringere con loro un patto su diritti e doveri” anticipa il ministro in un’intervista a Panorama in edicola da venerdi’ 18 agosto.   “Investo sulla vostra formazione universitaria, sulla vostra qualificazione, sul vostro potere in sanita’. Voi pero’ vi fate trovare negli studi medici, vi associate, garantite la continuità assistenziale e il rapporto con l’ospedale, vi dotate di un computer, fate le prenotazioni per i pazienti, li andate a visitare a domicilio”.  Quello sui medici di base e’ il cardine della riforma sanitaria che sara’ avviata in autunno: un “patto sulla salute con le Regioni” su finanziamento, programmazione, rapporto pubblico-privato

Il premier sul dibattito in Parlamento: «Vado solo alla Camera». E sull’ex presidente Telecom: «Non mi disse nulla sul riassetto» «Un presidente del Consiglio non va mai in due rami del Parlamento. Mi è stato chiesto di andare il 28 e così resta stabilito». Romano Prodi ufficializza così la decisione di intervenire direttamente solo alla Camera sul caso Telecom spiegando che giovedì, al Senato «parteciperà un rappresentante del governo». Il ministro delegato a riferire a Palazzo Madama sarà Paolo Gentiloni della Margherita. Il premier ha poi tenuto a puntualizzare di non avere assunto questa decisione a seguito della telefonata del presidente della Camera: «La telefonata con Bertinotti – spiega – c’è stata, ma la decisione era stata presa prima». Sul caso-Rovati, infine, torna a chiedere di mettere la parola fine: «Basta. Il Paese non ha bisogno di giocare su invenzioni, ma di ragionare seriamente sul futuro delle telecomunicazioni. Abbiamo già dato tutti i chiarimenti possibili». Gli investitori non sembrano convinti che la riorganizzazione di Telecom Italia proposta da Marco Tronchetti Provera riuscirà a risolvere i problemi finanziari del gruppo. Il titolo Telecom ieri ha chiuso a 2,29 euro, in rialzo solo dell’1,5 per cento. Telecom Italia ha un debito di 41,3 miliardi di euro, quasi lo stesso ammontare della capitalizzazione. Il valore delle azioni è dimezzato rispetto al 2001, quando Tronchetti Provera prese le redini del gruppo. Angelo Rovati si dimette da consigliere della Presidenza del Consiglio in seguito ad una presunta ingerenza nei piani di ristrutturazione del gruppo Telecom.

Massimo D’Alema si muove nel solco della «migliore tradizione della politica estera italiana». E’ il giudizio del “grande ex” Giulio Andreotti, che da Trento, in occasione del Premio De Gasperi conferito a Ciampi, ha commentato la condotta del titolare della Farnesina nella crisi Libano-Israele. «Molte cose D’Alema le fa giustamente — ha detto Andreotti — secondo una tradizione che non è né di Andereotti né di D’Alema». E ha definito «più che giusta l’equidistanza tra Israele e Palestina». Un riconoscimento anche a Giorgio Napolitano: l’attuale capo dello Stato, con un suo viaggio da dirigente del Pci negli anni ’70, «contribuì non poco a rasserenare gli animi» tra Italia e Stati Uniti. La Francia, dopo aver fatto approvare la risoluzione sulla forza Onu, batte in ritirata. L’Europa si sgretola. E allora resta l’Italia: il premier israeliano Ehud Olmert ha chiesto al collega italiano Romano Prodi di prendere la guida della missione in Libano. Prodi gli ha risposto che “parteciperemo con una forza consistente”. Favorevoli anche Libano e Usa. Mercoledì si terrà un vertice europeo chiesto da Parigi. Il vicepremier israeliano dopo l’incontro con Prodi a Palazzo Chigi: ”Amici italiani disposti ad aiutarci per la liberazione dei soldati rapiti”. “L’Italia può guidare questo grande sforzo e può essere di aiuto per l’apertura di nuovi negoziati di pace con il Libano”. Lo afferma il vicepremier israeliano, Shimon Peres, che oggi a Palazzo Chigi ha incontrato il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema. ”L’Italia – ha detto Peres – è nota in tutto il mondo come grande costruttrice di ponti. Il ponte che sta costruendo oggi è in Medio Oriente verso il Medio Oriente. Se l’Italia non avesse deciso di inviare truppe in Libano la risoluzione dell’Onu 1701 sarebbe rimasta un pezzo di carta”.  Peres ha quindi ringraziato il nostro Paese per l’impegno avuto in questa crisi. ”L’Italia riscuote la fiducia di tutte le parti, israeliani, siriani, libanesi e palestinesi. E noi non abbiamo nulla contro queste buone relazioni italiane con questi Paesi. In Israele abbiamo il più alto rispetto per il ruolo avuto dall’Italia in questa crisi, per la sua velocità, chiarezza e decisione”.

I controlli aumenteranno, ”questo e’ evidente. Ma gran parte dei controlli avviene in via automatica. Per questo cambieremo radicalmente la struttura dell’anagrafe tributaria e la imposteremo sull’individuo, sul contribuente”. Cosi’ il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega come si svolgera’ la guerra all’evasione fiscale decisa dal Governo Prodi, un’evasione, dice il viceministro, che ”e’ di massa e copre interessi molto forti” e il cui ”recupero – chiarisce Visco – serve a ridurre le aliquote, ad abbassare le tasse quando sono eccessive”. Se si fosse mantenuto quel livello oggi avremmo il debito pubblico sotto il 100% e non avremmo problemi di bilancio”. Per il ministro del Lavoro Cesare Damiano va subito corretta la riforma Tremonti, in mdioo da aiutare la fasce sociali piu’ deboli. ”Si tratta di redistribuire risorse a vantaggio delle fasce sociali penalizzate dalla politica del precedente Governo. Non scordiamioci che il secondo modulo della riforma fiscale di Tremonti destina sei miliardi di euro a favore dei redditi alti. Ecco, potremmo cominciare da li’, invertendo la direzione e cambiare le aliquote di chi sta piu’ in basso”. Il ministro del Lavoro ruiassume cosi’, in un’intervista a Repubblica, la filosofia delle riforme che il Governo Prodi intende lanciare in campo fiscale. ”In Italia – spiega Damiano – ci sono milioni di lavoratori che in media non guadagnano piu’ di 1.200 euro netti mensili”.

Tradizionale visita di Ferragosto del capo del Viminale, che quest’anno, agli appuntamenti più tradizionali, ha preferito un campo nomadi alla periferia di Roma. Una tappa da Amato definita “impegnativa”, dove i pressanti problemi che riguardano la comunità nomade vengono a galla. In primis quello della cittadinanza, e poi il richiamo ai diritti delle donne, divenuti di attualità dopo l’uccisione della ragazza pachistana. Tanti gli apolidi nel campo Rom che hanno subito attorniato Amato chiedendogli di facilitare l’iter burocratico che spesso impedisce loro l’ottenimento della cittadinanza. “Forse per capire il senso concreto della necessaria cooperazione tra autorità nazionale, enti locali e volontariato, bisogna venire qui”, dice il ministro. Quella a via Gordiani è l’ultima tappa del giro di ferragosto di Amato che, nel suo primo anno da titolare del Viminale, invece di visitare, come tradizione, le sale operative delle forze dell’ordine, ha deciso di incontrare le pattuglie impegnate sul territorio e fra queste i vigili del fuoco davanti al campo nomadi.

Il finanziamento per il rinnovo del contratto. L’annuncio del ministro per l’Innovazione tecnologica al Meeting di Rimini. Il governo stanzierà «quattro miliardi di euro in tre anni per il rinnovo del contratto del pubblico impiego». Lo ha annunciato il ministro per l’Innovazione tecnologica, Luigi Nicolais, nel corso di una conferenza stampa al Meeting di Cl a Rimini.

Nel 2008, al posto del divieto assoluto previsto dalla riforma Maroni, un disincentivo ad andare in pensione di anzianità prima dei 60 anni. Questo prepara il governo di centro-sinistra, ha spiegato ieri il ministro del Lavoro Cesare Damiano, nel tentativo di riallacciare il dialogo con i sindacati: un disincentivo «lieve», ovvero una pensione un poco più bassa. Ma il dialogo non si riapre; pur se il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, smentisce di aver definito «opzione concreta» uno sciopero generale. No ai disincentivi, dichiara il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. E di nuovo si dissocia dal governo l’ala sinistra della maggioranza, con il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano: i disincentivi non possono essere accettati, lievi o no. Quanto lievi, tra l’altro? Il ministro Cesare Damiano non fa cifre; secondo l’economista Elsa Fornero, presidente del centro studi torinese Cerp, per ottenere risultati bisognerebbe togliere dalle pensione il 3-3,5 per cento ogni anno di anticipo, dunque circa il 10 per cento in meno se si vuole lasciare il lavoro a 57 anni invece di 60. Per chi ha raggiunto 35 anni di contributi lavorativi. Nessun aumento di età per le donne. «Non c’è “macelleria sociale”». Chi ha 35 anni di contributi potrà andare in pensione anche prima dei 60 anni di età, «magari a 58». Lo ha detto il ministro del Lavoro Cesare Damiano. «L’intenzione del governo è di abbassare sotto i 60 anni il limite minimo di età pensionabile: esattamente il contrario di quanto ci è stato attribuito nei giorni scorsi», ha affermato Damiano. «Non ho mai detto di alzare il limite minimo d’età per la pensione a 62 anni, ma anzi stiamo studiando una modifica delle legge Maroni per consentire ai lavoratori italiani che abbiano raggiunto i 35 anni di contributi di andare in pensione con meno di 60 anni, per esempio a 58», ha precisato il ministro. Il vice presidente del Consiglio, Francesco Rutelli, ha detto invece che secondo lui «se l’aspettativa di vita si è alzata, l’eta pensionabile va aumentata, anche se non in modo coercitivo».

Il Presidente del Consiglio alla Festa dell’Unità: ”Le riforme forti bisogna farle nei primi 2 anni della legislatura”.”Ci hanno rimproverato per non averla fatta. Ma io avevo detto: se torno a Palazzo Chigi la farò. Bene, noi questa legge la facciamo”. Dal palco della festa nazionale dell’Unità di Pesaro Romano Prodi rilancia la necessità di cambiare l’attuale legge sul conflitto di interessi tra gli applausi della platea. Il presidente del Consiglio punta poi il dito sulla Cdl: ”Questa non è una destra normale. Mi sarei aspettato che questa legge l’avesse fatta la destra”. In ogni caso, assicura il Professore: ”La legge sul conflitto di interessi non è contro Berlusconi ma sarà fatta nell’interesse degli italiani”.  Il Governo «ritiene necessario affidare le funzioni di controllo» sul conflitto di interessi «a un organismo indipendente, di alta autorevolezza, che si avvalga di adeguate strutture». E’ quanto concordato oggi in Consiglio dei Ministri, sulla base della relazione informativa svolta sull’argomento dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti. Nel comunicato emesso al termine del Cdm, si legge che «il Consiglio ha ascoltato una relazione informativa del Ministro per i Rapporti con il Parlamento sulla questione del Conflitto di interessi. Si ravvisano la necessità di estendere le norme sul conflitto anche agli amministratori degli enti locali e quella di distinguere e definire in modo appropriato le incompatibilità in senso stretto. Si ritiene inoltre necessario – prosegue il comunicato – affidare le funzioni di controllo a un organismo indipendente, di alta autorevolezza, che si avvalga di adeguate strutture. Su questi temi e su quelli che eventualmente emergeranno nel corso del dibattito parlamentare, il Ministro si è riservato di formulare e presentare in sede opportuna i conseguenti emendamenti. Il Consiglio dei Ministri – conclude sul punto il comunicato – ha concordato». “Nell’alleanza con Prodi sto bene, assolutamente”. Lo ha detto il presidente della Camera Fausto Bertinotti rispondendo alla domanda di un giornalista al momento del suo sbarco alla X Mostra internazionale di architettura della biennale di Venezia. “Penso che questo governo ha avuto mandato dagli elettori ed e’ un mandato duplice: di durare 5 anni e cambiare il Paese”.

Con il passaggio all’opposizione di Sergio De Gregorio il Governo perde la maggioranza degli eletti in Senato. Risulta decisivo l’apporto dei senatori a vita. De Gregorio lascia il partito ,dell’Italia dei Valori per dedicarsi alla realizzazione di una Grande Coalizione alla tedesca. La notizia viene direttamente dal presidente della commissione Difesa del Senato. Smentito categoricamente un suo passaggio nella CdL.

I recenti atti violenti contro gay e lesbiche avvenuti in varie parti d’Italia, e contro i quali domani si terranno due distinte manifestazioni a Viareggio e a Catania, sono stati al centro di due incontri che i parlamentari Titti De Simone (RC-SE), Franco Grillini (DS) e Vladimir Luxuria (RC-SE) hanno avuto prima con il Ministro dell’Interno Giuliano Amato e poi con il Ministro della Giustizia Clemente Mastella. Per quanto riguarda l’incontro avvenuto al Viminale i tre parlamentari dicono di essere «soddisfatti per la disponibilità e la sensibilità dimostrate dal ministro Amato, che si è detto favorevole alla proposta di estensione della legge Mancino anche ai reati di omofobia e ad inserirla all’interno del ddl antiviolenza, che sarà portato all’esame del Consiglio dei Ministri.»

“In un momento come questo nessuno, nemmeno il Papa, può farsi sfuggire affermazioni che possano alimentare una situazione già esplosiva”. Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, afferma che le parole del Papa sull’Islam “hanno messo benzina sul fuoco ed è giusto che egli si scusi e dia le spiegazioni dovute”. “Nel Vangelo Gesù insegnava di porgere l’altra guancia. In ultimo – sottolinea Di Pietro – le spiegazioni dovrebbero arrivare direttamente dal Papa, perché la questione non può essere lasciata nelle mani di un portavoce”.

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