Economia

Governo Berlusconi III: settimo mese


Governo Berlusconi III: settimo mese

Giulio Tremonti e Stefania Prestigiacomo

Come in un set cinematografico, al Consiglio nazionale dell’ Udc tutto era pronto per una votazione che solo alcuni sapevano non ci sarebbe mai stata. Tre grandi urne bianche e due cabine elettorali erano state portate il giorno prima alla Domus Mariae per scegliere il segretario dell’ Udc tra Mario Tassone, appoggiato da Marco Follini, ed Erminia Mazzoni, proposta da Pier Ferdinando Casini e sostenuta con forza dai ministri Baccini, Giovanardi e Buttiglione. Ma la notte ha portato consiglio e nella notte della vigilia è stato siglato l’ accordo fra Casini e Follini per sparigliare le carte e tornare all’ ipotesi di partenza, quel Lorenzo Cesa che proprio il presidente della Camera aveva fatto scendere in pista tre giorni fa per impedire che si scivolasse verso una segreteria di Baccini. Un triplo salto mortale, che al termine di un’ accesa mattinata di colpi di scena, qualche insulto e molto nervosismo, ha lasciato con il cerino in mano la delegazione ministeriale del partito, uscita sconfitta dalla prova di forza.

«Com’ è andato il consiglio dei ministri? Sereno, diciamo che i colleghi si erano rassegnati…». Stefania Prestigiacomo, prima di prendere posto alla destra di Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, per annunciare il via libera al disegno di legge sulle quote rosa, si sfoga. Niente lacrime, porte sbattute, minacce, com’ era accaduto nella riunione di governo di una settimana fa. Questa volta il ministro delle Pari opportunità ringrazia il presidente del Consiglio per l’ ok alle candidature riservate alle donne nelle elezioni politiche. E lui, pronto: «La mia è la prima firma al disegno di legge. Svelerò un retroscena: sarebbe stato più meritorio ottenere lo stesso risultato senza una norma cogente, ma la tenacia del ministro ci ha fatto varare la norma: complimenti per la perseveranza». In Forza Italia, fa intendere, avrebbe applicato «lo stesso»le quote anche senza scriverle in una legge. La ministra perseverante gli passa il braccio attorno alle spalle e replica: «Adesso piangerò, ma solo di gioia quando la norma diventerà legge: questo infatti è solo il primo passo». Le quote rosa prevedono il 33% di donne in lista e l’ alternanza una candidata ogni quattro (una ogni tre, in seguito): sono introdotte “a termine”, solo per due tornate elettorali. Il governo le vara a maggioranza: votano contro i ministri Carlo Giovanardi dell’ Udc, Antonio Martino e Beppe Pisanu di Forza Italia.

Scontro al calor bianco in commissione Bilancio del Senato tra opposizione e governo, mentre i conti della relazione previsionale confermano: la manovra 2006 sale a 27 miliardi. «Il ministro dell’ Economia Tremonti non ha il controllo dei conti pubblici, l’ esecutivo agisce alla cieca e senza bussola oppure, se ce l’ ha, nasconde la verità al Parlamento», ha acceso la miccia ieri mattina da “Radio città futura” il leader dei Ds Piero Fassino. «Il conti non sono sfuggiti di mano – ha replicato nel pomeriggio in Senato il viceministro dell’ Economia Giuseppe Vegas – anzi è accaduto il contrario perché non è mai successo che in un periodo preelettorale un governo sia stato così serio da presentare una manovra per poi correggerla durante il suo iter parlamentare con la massima trasparenza. La manovra uscirà rafforzata dalle Camere». L’ esame della Finanziaria, in un clima per niente festivo, è stato all’ insegna della rissa: i Ds con il capogruppo Gavino Angius hanno minacciato di abbandonare l’ aula della commissione se il ministro dell’ Economia Tremonti non andrà in Parlamento a «fare chiarezza sul bilancio dello Stato».

L’ inchiesta di Repubblica sul coinvolgimento del Sismi e di Palazzo Chigi nella manipolazione delle notizie di intelligence sul riarmo nucleare iracheno che giustificarono la guerra (approvvigionamento di uranio dal Niger e acquisizione di tubi di alluminio destinati alla costruzione di centrifughe per il suo arricchimento) ha raccolto ieri qualche significativa conferma negli Stati Uniti e una dura reazione del governo a Roma. A Washington, il portavoce del National security Council, Frederick Jones, ha confermato al quotidiano Los Angeles Times e al settimanale American Prospect che Stephen Hadley, oggi Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca e già numero due di Condoleezza Rice in quello stesso ufficio, incontrò a Washington il direttore del Sismi Nicolò Pollari il 9 settembre del 2002. Una data cruciale «che – osserva il Times – precede di pochissimo l’ apparizione dei falsi documenti sull’ uranio nigerino a Roma» (a consegnarli all’ambasciata americana è il settimanale Panorama il 9 ottobre 2002). «Hadley – aggiunge il quotidiano – ha giocato un ruolo prominente nella controversia, assumendosi la responsabilità dell’ inserimento delle 16 parole pronunciate da Bush nel suo discorso sullo Stato dell’ Unione» in cui apparve il riferimento alla vicenda dell’ uranio e che valsero una guerra.

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