Appello di Giuliana Sgrena per la liberazione della collega Florence Aubenas. In un messaggio registrato per la televisione francese Tf1, la giornalista de ‘Il Manifesto’ ha chiesto ai rapitori dell’inviata di ‘Liberation’ di mostrare la ”stessa clemenza” che una settimana fa è stata mostrata con lei. ”Mi rivolgo ai rapitori di Florence Aubenas. Vi chiedo di dar prova della stessa clemenza che loro (i suoi rapitori) hanno mostrato con me. Vi prego, liberatela”, ha detto la Sgrena, sottolineando che ”i miei sequestratori hanno sempre seguito gli insegnamenti del Corano, che chiede rispetto per le donne”. ”Vi chiedo di rispettare l’Islam e di rilasciare Florence Aubenas”. La giornalista di ‘Liberation’ è stata sequestrata a Baghdad il 5 gennaio scorso, insieme al suo interprete Hussein Hanun al-Saadi: il primo marzo scorso, era stato trasmesso un video in cui la Aubenas, apparsa molto provata, chiedeva la mediazione del deputato Didier Julia per il suo rilascio.
“Voglio risposte dal governo, voglio che si faccia chiarezza, si stabilisca di chi e’ la responsabilita’ per quel che e’ successo”. Sono parole di Giuliana Sgrena nella prima intervista rilasciata ad un’emittente spagnola dal giorno del suo rilascio e trasmessa da Sky TG24.
“Ora il governo – continua la giornalista – sta valutando le differenti versioni e la mia versione corrisponde a quella della persona che che era con me, al conducente della macchina, sopravvissuto anche lui. Quindi ora vogliamo delle risposte tangibili a quello che e’ accaduto. Ovviamente ora ci sara’ una commissione d’inchiesta, sulla quale io confido molto perche’ non si puo’ definire un incidente terribile, quello che e’ accaduto. Devono risponderci. Deve risponderci anche Bush.
Sicuramente non arriveremo alla verita’ ma speriamo che almeno questa volta sara’ fatto di tutto per potere avere una risposta plausibile. E’ stato ucciso Nicola Calipori, uno dei migliori agenti dei servizio segreti italiani e che questa morte ha suscitato molte reazioni in Italia“.
E osserva, parlando della sparatoria in cui ha perso la vita Calipari: “Io non so se l’hanno fatto di proposito o e’ stato un errore. Comunque credo che questo comportamento sia inammissibile non solo perche’ c’ero io nella macchina o perche’ hanno ucciso Nicola. Eravamo in una zona coperta dagli americani, protetta dagli americani, vicino all’aeroporto e ovviamente li’ non possono arrivarci gli iracheni e anche se ci fossero stati degli iracheni in quella macchina, non si puo’ accettare questo comportamente, non si puo’ sparare cosi’ liberamente su una macchina, su una persona . Non ci hanno avvisato, non ci hanno chiesto di fermarci. Se ci avessero chiesto di fermarci e non ci fossimo fermati, ok. Ma non ci hanno chiesto niente ed avvengono ogni giorno casi del genere: ogni giorno persone muoiono perche’ gli americani sparano contro le macchine cosi’, senza motivo. A maggior ragione questa volta – prosegue la Sgrena – dovevano essere informati che noi stavamo passando . Ecco perche’ esigo una risposta.
Voglio sapere perche’ non hanno comunicato al carrarmato che si trovava li’ che noi stavamo passando. Noi neanche lo avevamo visto, al passaggio quel carrarmato”.
Categorie:Guerra












































Oggi sono passati dieci anni dalla liberazione di Giuliana Sgrena e dalla morte di Nicola Calipari …
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