Guerra

Sgrena o Quattrocchi?

Sgrena o Quattrocchi?

Giuliana Sgrena

Forse questo mio post è non attuale; ma tra chi conosco si continua a fare il paragone tra questi due personaggi. E così mi è venuta voglia di dire la mia. Ve li presento brevemente.

Giuliana Sgrena. Viva. Inviata de Il Manifesto. Sequestrata nel 2005 all’Organizzazione della Jihad islamica mentre si trovava a Baghdad (Iraq) per realizzare una serie di reportage per il suo giornale. La sua liberazione era stata invocata in più appelli video trasmessi dal capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi (che le aveva conferito nel 2003 il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua attività di giornalista e scrittrice) e della sua sorte si era preoccupato (dal letto dell’ospedale Gemelli di Roma in cui si trovava ricoverato) anche Papa Giovanni Paolo II. È stata liberata dai servizi segreti italiani il 4 marzo, in circostanze drammatiche che hanno portato al suo ferimento e all’uccisione di Nicola Calipari, dirigente dei servizi di sicurezza italiani (SISMI) che dopo lunga ed efficace trattativa la stavano portando in salvo. Secondo varie fonti la liberazione è avvenuta a fronte del pagamento di un riscatto di oltre 5.000.000 euro. Viene ricordata per un video in cui invita  chi è in Italia a ricordare le sue inchieste sulle cluster bomb.

Fabrizio Quattrocchi. Morto. Guardia del corpo. Era presente in Iraq per salvaguardare la sicurezza di manager, magistrati, strutture d’interesse strategico, quali gli oleodotti. La partenza per il paese in guerra era avvenuta nel novembre del 2003, per un compenso mensile variabile (a seconda delle condizioni di rischio) tra i seimila e i novemila dollari. Quattrocchi fu preso in ostaggio a Bagdad, il 13 aprile 2004, insieme ai colleghi Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio, da miliziani del gruppo autoproclamatosi “Falangi Verdi di Maometto”, mai identificati. Viene ricordato per essersi ribellato ai suoi aguzzini ( a differenza dei suoi compagni di sventura, poi salvati) e per aver dichiarato “Adesso vi faccio vedere come muore un italiano”.

Interessante è anche l’opinione della Sgrena stessa su Quattrocchi in occasione della ceroimonia di conferimento della medaglia d’oro assegnata dall’allora presidente Ciampi “Un conto è se si va in Iraq per un’azione nobile, un conto se ci si arriva come mercenario; chi va per guadagnare dei soldi facendo il servizio di sicurezza, chiamiamolo come vogliamo, è un mercenario”.

Io la penso esattamente così. Partiamo dal presupposto che io non ci sarei andato per nessun motivo, ma questa è una mia scelta. Se ci si va in missione di pace/guerra con l’esercito regolare della propria nazione; per curare i feriti (Gino Strada); per testimoniare i fatti (Giuliana Sgrena e comunque tutti gli inviati di guerra) è un conto; ma se ci si va per guadagnare di più tanto vale arruolarsi. Per me Quattrocchi era semplicemente un buttafuori da discoteca che aveva voglia di guadagnare molto di più e anche parecchio arrogante (visto che la sua stessa fine non è capitata ai suoi colleghi).

In ultimo vorrei ricordare Enzo Baldoni, che morì in Iraq nel 2004, era un giornalista freelance, venne rapito presso Najaf il 21 agosto 2004 dall’Esercito islamico dell’Iraq, una sedicente organizzazione fondamentalista musulmana ritenuto genericamente legata ad al-Qāʿida. Dopo un ultimatum all’Italia per il suo ritiro di tutte le truppe entro 48 ore, venne ucciso: la data esatta e il luogo della morte non sono però mai stati accertati. Direi che con Quattrocchi ha in comune solo il luogo di morte.

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