Ci saranno anche diversi leader europei oggi a Washington da Donald Trump con Volodymyr Zelensky per discutere di come porre fine alla guerra in Ucraina, alla luce del summit di Ferragosto in Alaska fra Trump e Vladimir Putin. Per l’Europa ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer e il segretario generale della Nato Mark Rutte.
“Grandi progressi con la Russia. Restate sintonizzati!”, ha scritto Trump sul suo social Truth. L’impressione è che gli europei vogliano blindare Zelensky per fare in modo che l’incontro vada meglio del precedente. L’ultima sua visita alla Casa Bianca, infatti, risale al 28 febbraio scorso, quando nello Studio Ovale andò in scena un acceso scontro con Trump e con il vice presidente Usa JD Vance, in cui gli alleati aggredirono verbalmente il presidente ucraino. Gli europei però saranno a Washington “non solo per accompagnare Zelensky, ma anche per difendere gli interessi degli europei”, ha sottolineato Emmanuel Macron al termine di circa 2 ore di riunione in video-conferenza della cosiddetta coalizione dei volenterosi, mettendo in evidenza che ne va della sicurezza dell’Europa.
Secondo la Bild, Trump incontrerà inizialmente solo Zelensky, e poi si uniranno gli europei. Fra i nodi principali da sciogliere, quello delle garanzie di sicurezza per Kiev in caso di accordo di pace, dopo che gli Usa hanno dato la loro disponibilità a partecipare a queste garanzie insieme all’Europa. Tanto più che nelle ultime ore l’inviato speciale Usa Steve Witkoff ha rivelato alla Cnn che Putin, per la prima volta, nel vertice di Anchorage ha acconsentito a che Stati Uniti ed Europa possano offrire all’Ucraina una garanzia di sicurezza simile a quanto previsto per la Nato dall’articolo 5. A Trump, in particolare, gli europei “chiederanno fino a che punto” intende partecipare alle garanzie di sicurezza, “chi è disposto a fare cosa”, ha spiegato Macron, perché “gli ucraini non possono accettare semplici impegni teorici”.
La coalizione dei volenterosi è il gruppo composto da quei Paesi che sono disposti a dare un contributo per monitorare e sostenere qualsiasi futuro accordo di pace fra Mosca e Kiev. A riprova del rinnovato sostegno dell’Europa a Kiev, alla loro riunione in video-call ha partecipato anche Zelensky, che si è collegato da Bruxelles insieme alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dopo un bilaterale fra i due. I punti emersi dalla riunione dei volenterosi li ha sintetizzati lo stesso esecutivo comunitario: “la necessità di porre fine alle uccisioni in Ucraina, l’impegno a mantenere la massima pressione sulla Russia attraverso le sanzioni, il principio secondo cui spetta all’Ucraina prendere decisioni sul proprio territorio e il tema cruciale delle solide garanzie di sicurezza che tutelano gli interessi vitali dell’Ucraina e dell’Europa”. “L’Ucraina deve diventare un porcospino d’acciaio indigesto per i potenziali invasori”, aveva dichiarato poco prima von der Leyen. Una cosa comunque deve essere chiara: l’aggressore è Putin, che non vuole la pace ma “la capitolazione dell’Ucraina”, ha detto Macron.
Dopo la rivelazione del Financial Times secondo cui Putin in Alaska avrebbe chiesto a Trump il ritiro delle forze ucraine dalla regione di Donetsk come condizione per la fine della guerra, tanto Zelensky quanto gli europei – da von der Leyen a Meloni a Zelensky – hanno ripetuto che questo tipo di decisioni non può essere preso senza Kiev. “I confini internazionali non possono essere modificati con la forza”, ha affermato von der Leyen a fianco del leader ucraino. Il quale dal canto suo ha escluso la rinuncia a territori affermando che “la Costituzione dell’Ucraina rende impossibile cedere o scambiare terre”.
“Poiché la questione territoriale è così importante, dovrebbe essere discussa solo dai leader di Ucraina e Russia in un incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Finora la Russia non ha dato alcun segno che ciò accadrà e, se la Russia rifiuterà, dovranno seguire nuove sanzioni”, ha detto. Dell’opzione del cessate il fuoco – sulla quale Trump ha fatto marcia indietro dopo il suo incontro con Putin passando a indicare come prioritario direttamente un accordo di pace – al momento continua a parlare solo Zelensky, che l’ha definito “necessario” per lavorare rapidamente a un’intesa. Anche se il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, non l’ha esclusa del tutto. Ha assicurato infine che, “se non ci sarà un accordo di pace, se non ci sarà la fine di questa guerra, il presidente è stato chiaro, ci saranno conseguenze”.
“Il presidente ucraino Zelensky puo’ porre fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente, se lo desidera, oppure puo’ continuare a combattere”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo profilo Truth a poche ore dall’incontro con i principali leader europei e con lo stesso presidente ucraino. “Ricordate come e’ iniziato tutto – aggiunge ancora Trump -. Non si puo’ piu’ tornare indietro con la Crimea data a Obama (12 anni fa, senza che venisse sparato un colpo!), e non si puo’ entrare nella NATO da parte dell’Ucraina. Certe cose non cambiano mai”. Donald Trump ha affermato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che incontrerà oggi, potrebbe mettere “quasi immediatamente” fine alla guerra con la Russia, escludendo che Kiev possa riottenere il controllo della Crimea annessa da Mosca nel 2014 e aderire alla Nato. “Il presidente ucraino Zelensky può mettere fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente se lo vuole, oppure può continuare a combattere. Ricordate come è iniziato tutto. Niente da fare per recuperare la Crimea che Obama ha dato (dodici anni fa, senza che fosse sparato un solo colpo) e niente ingresso dell’Ucraina nella Nato” ha scritto il presidente americano sul suo social network Truth.
“Condividiamo tutti un forte desiderio di porre fine a questa guerra in modo rapido e affidabile”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al suo arrivo a Washington. “La pace deve essere duratura – continua il leader di Kiev -. Sono fiducioso che difenderemo l’Ucraina, garantiremo la sicurezza e il nostro popolo sarà sempre grato a Trump, all’America e a ogni partner per il loro sostegno e la loro preziosa assistenza. La Russia deve porre fine a questa guerra, che lei stessa ha iniziato. E spero che la nostra forza congiunta con l’America e i nostri amici europei possa costringere la Russia a una vera pace”. Volodymyr Zelensky vuole mettere fine “rapidamente” alla guerra in Ucraina, ma con una “pace duratura”. Lo ha dichiarato lo stesso presidente ucraino su X, a poche ore dall’incontro previsto per oggi con Donald Trump a Washington, dove ha annunciato di essere arrivato. “Abbiamo tutti il profondo desiderio di porre fine a questa guerra in modo rapido e affidabile. E la pace deve essere duratura”, ha scritto sul social network Zelensky, che si prepara a incontrare il presidente americano alla presenza dei leader europei che lo sostengono.
“Comprendiamo che non dovremmo aspettarci che Putin abbandoni volontariamente l’aggressione e i nuovi tentativi di conquista. Ecco perché la pressione deve funzionare, e deve essere una pressione congiunta: da parte degli Stati Uniti e dell’Europa, e da parte di tutti coloro che nel mondo rispettano il diritto alla vita e l’ordine internazionale”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X, dopo l’incontro presso l’ambasciata ucraina di Washington con i leader europei. “Il nostro obiettivo principale è una pace affidabile e duratura per l’Ucraina e per l’intera Europa. Ed è importante che lo slancio di tutti i nostri incontri porti proprio a questo risultato – ha aggiunto il leader ucraino, apparso con indosso un completo scuro – Dobbiamo fermare le uccisioni e ringrazio i nostri partner che stanno lavorando in questa direzione e, in ultima analisi, per una pace affidabile e dignitosa”.
“I russi continuano solo a commettere omicidi di massa tra la popolazione civile ucraina. La scorsa notte a Kharkiv hanno preso di mira edifici residenziali, uccidendo altre cinque persone, compresa una bambina. La Russia agisce nell’impunità, è per questo che continuano le uccisioni”. Scrive così la premier ucraina, Yulia Svyrydenko, a poche ore dai colloqui di Washington, dopo gli ultimi attacchi in terra ucraina denunciati dalle autorità locali. “Questa guerra non è mai stata provocata, continua solo perché a Mosca è consentito continuare” incalza. “Solo una risposta forte, unita da parte del mondo civile può fermare l’aggressore. Non distogliete lo sguardo – aggiunge – Se questo terrorismo non viene fermato ora, si intensificherà soltanto”.
La Cina ha invitato “tutte le parti” coinvolte nei colloqui di pace a Washington, volti a porre fine alla guerra della Russia in Ucraina, a raggiungere un accordo “il prima possibile”. “Ci auguriamo che tutte le parti e gli stakeholder partecipino tempestivamente ai colloqui di pace e raggiungano al più presto un accordo di pace equo, duraturo, vincolante e accettabile per tutte le parti” ha dichiarato la portavoce del ministero degli esteri, Mao Ning, durante una conferenza stampa.
Tutti vogliono che la guerra in Ucraina finisca ma serve una pace giusta e duratura”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer in un video registrato durante il volo per arrivare a Washington in vista del cruciale vertice di oggi alla Casa Bianca. “È nell’interesse del Regno Unito che facciamo le cose per bene”, ha aggiunto il primo ministro laburista ricordando le sofferenze patite dagli ucraini nel lungo conflitto e anche le conseguenze nel resto dell’Europa. Come sottolineano i media del Regno Unito, la pace “giusta e duratura” per l’Ucraina indicata da Starmer non avrebbe come precondizione quella di un cessate il fuoco nel conflitto: ipotesi quest’ultima fortemente ridimensionata dopo l’incontro in Alaska tra il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin. In questo senso si è espresso anche il portavoce del premier parlando coi giornalisti. “Vogliamo vedere la fine delle uccisioni – ha detto – se si riesce a porre fine alle uccisioni e a instaurare una pace duratura in una volta sola, tanto meglio”. Per poi aggiungere che i confini internazionali dell’Ucraina “non devono essere modificati con la forza” ma saranno al centro dei negoziati.Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha dichiarato di essere “molto soddisfatto” dei risultati dell’incontro odierno, in particolare dei progressi compiuti dai leader in due ambiti: “una svolta sulle garanzie di sicurezza” e “un reale progresso negli incontri bilaterali e trilaterali. È quello che volevo che accadesse oggi e sono davvero contento che siamo arrivati a questo punto” ha detto rispondendo alle domande della BBC.
Interrogato sulle preoccupazioni che la diplomazia relativa alla guerra in Ucraina si stia trasformando in un accomodamento degli Stati Uniti nei confronti della Russia, Starmer ha affermato: “La cosa più importante è concentrarsi sui risultati di oggi, perché penso che rassicureranno le persone in Europa, in Ucraina, ma soprattutto nel Regno Unito”. Quando gli è stato chiesto del trattamento riservato a Putin in Alaska qualche giorno fa, Starmer ha risposto: “Sostengo gli sforzi del presidente Trump per raggiungere una soluzione pacifica e duratura di questo conflitto”. Per Starmer l’incontro ha dimostrato un “reale senso di unità” tra i leader europei, Zelensky e Trump. Il premier britannico ha sottolineato che “nessuna decisione sull’Ucraina dovrebbe essere presa senza l’Ucraina”.
“Oggi è una giornata importante. Dopo 3 anni e mezzo in cui noi abbiamo avuto una Russia che non dava alcun segnale di dialogo e pretendeva la capitolazione di Kiev, finalmente si aprono degli spiragli di dialogo”. Lo ha detto la premier italiana Giorgia Meloni prima dell’incontro con Donald Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca. “Non ci sono soluzioni facili, io penso che dobbiamo esplorare tutte le soluzioni possibili per garantire pace e sicurezza per le nostre nazioni”, ha aggiunto.
Prima del trilaterale tra Ucraina e Russia sotto l’egida degli Stati Uniti “serve un cessate il fuoco”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Fridriech Merz nell’incontro alla Casa Bianca. “I prossimi passi sono i più difficili. Al prossimo meeting vogliamo vedere una tregua, non posso immaginare che possa avere luogo senza un cessate il fuoco. Lavoriamo su questo, proviamo a mettere pressione sulla Russia perché la credibilità dei nostri sforzi oggi dipendono almeno dal raggiungimento di una tregua”, ha aggiunto Merz. “Questi sono giorni fatali per l’Ucraina e l’Europa. Ma noi europei parliamo con una sola voce. Questo è diventato chiaro oggi. Ci siamo consultati con il presidente Trump in un dialogo molto aperto e abbiamo sostanzialmente trasmesso questi messaggi: un vero negoziato può aver luogo solo in un vertice a cui partecipi anche l’Ucraina. Un vertice del genere è concepibile solo se le armi tacciono”. Così sui social il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Un vertice del genere deve essere preparato con cura: non sappiamo se il presidente russo avrà il coraggio di parteciparvi. Pertanto, è necessaria la persuasione. Nessuna cessione territoriale deve essere imposta all’Ucraina. E abbiamo accolto con grande favore l’annuncio del presidente Trump che avrebbe fornito garanzie di sicurezza all’Ucraina e le avrebbe coordinate con gli europei” aggiunge Merz.
“A Washington, insieme al Presidente Zelensky e ai nostri partner, abbiamo ribadito al Presidente Trump il nostro impegno a continuare a lavorare insieme per una pace forte e duratura che protegga gli interessi dell’Ucraina e la sicurezza degli europei. Questa pace implicherà necessariamente la concessione all’Ucraina di solide garanzie di sicurezza, sulle quali abbiamo deciso di lavorare in modo molto concreto con gli Stati Uniti. È anche chiaro per noi che la pressione sulla Russia dovrà continuare finché questa pace non sarà stabilita”. Lo scrive sui social il Presidente francese, Emmanuel Macron.
“Certo che siamo aperti alle elezioni nel nostro Paese. Dobbiamo avere le giuste circostanze di sicurezza, e dobbiamo lavorare un po’ in parlamento, ma non possiamo durante la guerra. Serve una tregua in cielo, in terra e in mare per rendere possibile per la gente andare a votare in elezioni democratiche e legali”. Lo ha affermato Zelensky nel corso dell’incontro con Trump in un punto stampa prima del vertice.










































