
Nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 agosto i militanti di Gioventù Nazionale, costola giovanile del partito di Giorgia Meloni, hanno occupato la sede di via Sommacampagna 29 a Castro Pretorio. O almeno, così è sembrato nelle prime ore di mercoledì 13 agosto, come raccontato da “Il Foglio”.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, il blitz da parte di GN sarebbe stato l’ultimo atto di uno scontro con i vertici romani di FdI, in seguito alla decisione del coordinatore Marco Perissa di spostare la sede del partito a Garbatella, quartiere dove è partita la carriera politica dell’attuale premier Giorgia Meloni. I locali di Castro Pretorio sono di proprietà della Fondazione Alleanza Nazionale.
Le ragazze e i ragazzi della formazione giovanile, che ha come “mentore” il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, non avrebbero quindi accolto di buon grado la possibilità di un trasloco dalla storica sede che fu del Movimento Sociale Italiano prima e di Alleanza Nazionale poi, ma anche di tutte le organizzazioni giovanili e l’associazionismo legato alla destra romana.
Secondo quanto riportato da “Il Foglio”, c’è stato un intervento da parte delle forze dell’ordine in via Sommacampagna, senza però entrare nell’edificio. Inizialmente non c’è stato nessun commento da parte dei vertici del partito
Nel pomeriggio del 13 agosto, infine, si è arrivati a una soluzione. A renderla nota proprio Rampelli: “La Fondazione, proprietaria dell’immobile, dopo la rinuncia di Fratelli d’Italia ha semplicemente ripreso possesso dei locali, ignorando che una metà della sede è tuttora quotidianamente frequentata dai ragazzi di Gioventù nazionale. Un equivoco cui si è immediatamente posto rimedio con il mio intervento, due telefonate e la consegna delle chiavi al sottoscritto come responsabile della custodia dei locali, in totale accordo con la Fondazione, con i ragazzi e con la Federazione romana di FdI”.
Rampelli smentisce quindi che sia andata in scena un’occupazione “mentre tutti i militanti e simpatizzanti della nostra organizzazione giovanile, che si sono allarmati questa mattina da ogni dove, possono rasserenarsi perché nessuno farà mai venire meno questo simbolo del movimentismo studentesco e giovanile, nel quale Paolo Di Nella scriveva i manifesti a mano per annunciare la campagna per l’esproprio di Villa Chigi e la sua restituzione alla comunità di quartiere. Proprio in seguito all’affissuone di quei manifesti fu sprangato a Piazza Gondar e perse la vita dopo essere stato in coma per sette giorni”.
Anche Marco Perissa, deputato e coordinatore romano di FdI, ha spiegato cosa è successo: “Dalla fine del 2024 ho fatto sapere che il partito si sarebbe trasferito altrove, via Sommacampagna è sempre stata divisa a metà tra universitari e studenti medi. Il trambusto di questa notte è dovuto al fatto che i ragazzi sono entrati ed è scattato l’allarme, visto che i locali erano stati dati in gestione a una società di vigilanza”. Insomma, nessuna cacciata. E Perissa, come Rampelli, smentisce forme di occupazione da parte della costola giovanile di FdI.
“Non ho mai pensato di spostare la sede del movimento giovanile romano altrove. Del resto a via Sommacampagna ci sono cresciuto e del movimento giovanile ne sono stato militante e anche responsabile nazionale per anni – aggiunge -. Proprio conoscendo e apprezzando il valore della militanza giovanile e il valore di quel luogo, non ho mai detto né pensato che i giovani dovessero andar via. Anzi, fin dalla mia elezione a capo di FdI Roma, ho lavorato affinché la sede del partito romano, temporaneamente allocata in Via Sommacampagna, venisse spostata in un altro luogo, proprio per restituire tutti gli spazi ai giovani come è sempre stato e come deve essere”.
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