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Per Lega e 5 Stelle i nemici della pace sono Zelensky e la Nato

Governo Conte: nono mese (pagelle)
Matteo Salvini e Giuseppe Conte

L’asse gialloverde torna a farsi sentire prepotentemente. Un uno-due targato Matteo Salvini e Giuseppe Conte, che, in piena sintonia e in momenti diversi, sposano pubblicamente la linea trumpiana sulla guerra in Ucraina. «Ho enorme stima di Trump che sta facendo in poche settimane più di Biden in quattro anni, nell’interesse di tutti, a partire dall’Occidente, e quindi anche nostro», commenta Salvini. E fa di più, porta il partito a prendere posizione. Durante la riunione dei vertici della Lega, presieduta dal vicepremier, è stato evidenziato «il pieno sostegno all’impegno di Donald Trump per la fine dei conflitti».

Ma se Salvini sposa le prese di posizione del presidente Usa, Conte ne celebra le posizioni in contrasto all’Ue: «Trump con ruvidezza smaschera tutta la propaganda bellicista dell’Occidente sull’Ucraina e dice una verità che noi del Movimento 5 stelle stiamo dicendo da tre anni, insieme a tutti gli esperti militari, ossia che battere militarmente la Russia era irrealistico». E aggiunge: «È una verità che pesa come un macigno sulla premier Meloni, che poteva ritagliare per l’Italia un ruolo da protagonista nel negoziato e invece ci ha portato a questo fallimento pur di compiacere le cancellerie internazionali. Io al posto della premier Meloni, di fronte a questa vergogna, a questo fallimento, mi dimetterei».

Conte insiste sul tema e per tutto il giorno sottolinea il suo smarcamento rispetto alla linea di Bruxelles (che trova favorevoli i dem). «Noi dobbiamo parlare con chiunque sia a Washington, piaccia o non piaccia secondo schemi ideologici», dichiara il presidente M5S a Start su Sky Tg24. E attacca: «Meloni non parla perché ha promesso una vittoria militare su Putin, una follia totale, anche se era in buona compagnia: l’Europa era su questa linea. Trump li ha spiazzati: ha ottenuto una tregua su Gaza e tratta direttamente con Putin». E ancora parla di Zelensky con Striscia la notizia: «Gli direi che, due mesi dopo l’invasione russa, gli avevamo suggerito di concludere l’accordo, che sarebbe stato a condizioni favorevoli. Se ci avesse ascoltato, invece di dare retta a tutti quelli che gli dicevano di proseguire la guerra convinti di poterla vincere, in questo momento l’Ucraina sarebbe stata in condizioni migliori».

Ieri, fra l’altro, la segretaria del Pd Schlein e Conte avevano avuto un colloquio di cinque minuti a Montecitorio, proprio sul tema dell’Ucraina all’indomani del lancio della protesta anti-Meloni da parte di Conte. Il Pd ha aderito subito alla chiamata alla piazza contro il governo lanciata dal leader pentastellato. Ma prima dell’iniziativa serve l’accordo sui temi. Poi l’uscita su Trump che spiazza la sinistra. La più dura l’eurodeputata dem Pina Picierno: «Dunque dalla parte di Trump e dei nemici della democrazia, contro l’Ue e contro lo stato di diritto. C’è un limite a tutto, pure alla pazienza, anche quando è testardamente unitaria». Anche il segretario di + Europa, Riccardo Magi, si scaglia contro Conte: «Trump aveva ragione su una cosa: i Giuseppi sono tanti e buoni per ogni occasione. Noi restiamo fermamente ancorati alle parole del presidente Mattarella».

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