
Giancarlo Giorgetti (8 1/2), ministro dell’Economia e Finanze *
I fenomeni demografici influenzano la produttività, il lavoro, il sistema previdenziale, il fabbisogno di servizi pubblici, generando ricadute sul bilancio. Lo ha detto il ministro Giancarlo Giorgetti nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica. “La denatalità”, ha spiegato, “costituisce una delle principali problematiche strutturali del nostro Paese” con implicazioni di lungo periodo per la sostenibilità finanziaria Comporta “sfide sia per la crescita economica sia per la finanza pubblica e la sostenibilità del debito pubblico“. L’impatto della transizione demografica è rilevante anche ai fini della valutazione sul rischio del debito sovrano aggiornato dalle società di rating “in considerazione – ha evidenziato il ministro – della sua rilevanza per le previsioni di crescita economica del paese e l’andamento dei conti pubblici”.
Matteo Piantedosi (8 1/2), ministro degli Interni
La Legge 23 maggio 2025, n. 74, è la legge di conversione del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, che apporta modifiche alla legge sulla cittadinanza italiana. Tra le novità principali, si segnala la riduzione del requisito di residenza per l’acquisto della cittadinanza per gli stranieri con ascendenti italiani e modifiche alle disposizioni sul riacquisto della cittadinanza per gli ex cittadini italiani. La legge, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2025, è entrata in vigore il giorno successivo.
Decreto Albania (D.L. 28 marzo 2025, n. 37, convertito con la L. 23 maggio 2025, n. 75) volto a rendere nuovamente operativi, per altre forme di fermo amministrativo, i centri di permanenza per il rimpatrio in Albania dopo alcune sentenze disapplicative della disciplina nazionale a causa del contrasto con il diritto europeo. La Legge 23 maggio 2025, n. 75, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2025, è la legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 37, recante disposizioni urgenti per il contrasto dell’immigrazione irregolare. Il testo coordinato del decreto-legge è stato pubblicato insieme alla legge di conversione. La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
Decreto Sicurezza (D.L. 4 aprile 2025, n. 44, convertito con la L. 9 giugno 2025, n. 80), con cui si introducono nuove norme in materia di pubblica sicurezza, tutela delle forze di polizia e delle vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso, valorizzazione della specificità del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e di funzionalità dell’amministrazione civile dell’interno e riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale, nonché nuove fattispecie di reato. Originariamente presentato come tre disegni di legge, è stato reso un provvedimento urgente unico in seguito allo stallo derivante dalle difficoltà di approvazione parlamentare e ad alcune perplessità della Presidenza della Repubblica.
Gilberto Pichetto Fratin (7 1/2), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica **
Una conferma, l’ennesima, della volontà del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di non chiudere le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi e di mantenerle in stand by, pronte a essere accese in caso di emergenza. Il Ministro Pichetto Fratin è nuovamente intervenuto sulla questione nel corso della presentazione del libro “Proteggere il futuro”, scritto dal presidente del Gruppo Iren, Luca Dal Fabbro, che ha avuto luogo a Roma nella sala del refettorio di Palazzo San Macuto.
Giorgia Meloni (7), presidente del Consiglio dei ministri
Mercoledì il COPASIR, il Comitato parlamentare che si occupa delle questioni di sicurezza nazionale e dell’operato dei servizi segreti, ha approvato all’unanimità una relazione nella quale viene ricostruito il cosiddetto caso Paragon. Alcuni cittadini italiani – tra cui attivisti e giornalisti – sarebbero stati intercettati attraverso uno spyware molto potente: Graphite, fornito alle agenzie di intelligence da una azienda israeliana, Paragon appunto. Del caso si era discusso molto a partire da febbraio, soprattutto in merito a due delle persone coinvolte: l’attivista Luca Casarini, impegnato da anni nella ricerca e nel soccorso di migranti nel Mar Mediterraneo con la sua ong Mediterranea Saving Humans, e Francesco Cancellato, il direttore del giornale online Fanpage. Il governo aveva fornito spiegazioni parziali e un po’ confuse, in certi casi contraddittorie, e questo aveva alimentato ulteriori sospetti e polemiche. La relazione del COPASIR ha dato su entrambi i casi informazioni notevoli che ridefiniscono in parte il contesto fin qui conosciuto. Casarini, si legge nella relazione, era infatti sottoposto a intercettazioni preventive in più occasioni dal 2019 a oggi, quindi anche dai governi di Giuseppe Conte e di Mario Draghi. Però solo dal settembre 2024 tramite Graphite, per volere del governo di Meloni. Quanto a Cancellato, le evidenze raccolte dal COPASIR non consentono di affermare che sia stato mai intercettato dai servizi segreti italiani, né con uno spyware di Paragon né attraverso altre modalità.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto Luigi Sbarra, ex segretario del sindacato CISL, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio per il Sud. Prima di Sbarra il Sud era competenza di Raffaele Fitto, che era anche ministro per gli Affari europei, le politiche di Coesione e il PNRR, e che a fine 2024 aveva lasciato gli incarichi ministeriali in Italia perché nominato commissario europeo. Da allora la delega di questo dipartimento se l’era tenuta Meloni stessa. La scelta di Sbarra dovrà essere approvata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima di diventare effettiva.
Qualcuno l’ha già ribattezzato ‘G7 meno uno’: il vertice dei sette grandi del mondo alla prova di Donald Trump. In Canada, a Kananaskis, i leader di Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Giappone, Canada ed Unione europea affrontano il presidente degli Stati Uniti in uno dei summit più densi degli ultimi anni. Al nodo delle sanzioni alla Russia si è affiancata la pericolosa escalation tra Israele e Iran. Dietro le quinte, tutti cercano di strappare al tycoon un accordo per mettere fine alla minaccia dei dazi. Sulla linea dura contro Mosca, lo strappo è già consumato. Bruxelles ha messo sul tavolo la misura chiave del diciottesimo pacchetto di sanzioni al Cremlino, la riduzione del tetto massimo del prezzo del petrolio russo da 60 a 45 dollari al barile. L’Ue e il Regno Unito insistono perché la misura sia coordinata con Washington, ma Trump ha finora chiuso la porta: “Le sanzioni ci costano molto denaro”, ha dichiarato durante una conferenza stampa con il premier britannico Keir Starmer, suggerendo che “prima dovrebbero farlo gli europei”. Agli antipodi rispetto agli alleati, Trump ha sostenuto che “buttare fuori” la Russia dal G8 è stato un errore: “Non credo che in questo momento ci sarebbe una guerra, se la Russia fosse stata dentro”, ha spiegato. Dimenticando che Putin venne escluso dalla kermesse proprio in seguito all’invasione e annessione della Crimea nel 2014.
Eugenia Roccella (7), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità
La Cassazione – che già nei mesi scorsi aveva annullato l’assoluzione per l’ex sindacalista accusato di abusi da parte di una hostess – ora scrive che il “ritardo nella reazione” della vittima, ossia “nella manifestazione del dissenso“, è “irrilevante” ai “fini della configurazione della violenza sessuale“. E su ciò “la giurisprudenza è netta“, perché la “sorpresa” di fronte all’abuso “può essere tale da superare” la “contraria volontà”, ponendo la vittima nella “impossibilità di difendersi“. La Suprema Corte ha quindi già disposto un nuovo processo, ma ora emergono queste dichiarazioni e la sentenza di assoluzione aveva fatto molto discutere perché basata sul fatto che l’hostess avrebbe potuto opporsi, dato che erano passati “30 secondi” prima della sua reazione. Dopo l’assoluzione dell’imputato, il sostituto Pg di Milano, Angelo Renna, aveva fatto ricorso e ora si attende il processo d’appello bis.
Carlo Nordio (7), ministro della Giustizia *
Una direzione generale per le libere professioni al ministero della giustizia. Un nuovo organo che consentirà un’interlocuzione diretta tra categorie e dicastero, sostenendo anche il processo di riforma degli ordinamenti professionali. Un processo che porterà a risultati «sicuramente soddisfacenti». È quanto annunciato dal ministro della giustizia Carlo Nordio, intervenuto durante gli stati generali dei commercialisti, evento organizzato a Roma dal Consiglio nazionale (Cndcec). Nel corso del suo intervento, il ministro ha confermato il prossimo ok al ddl sulla separazione delle carriere, che «sarà approvato al Senato entro poche sedute».
Orazio Schillaci (7), ministro della Salute *
Salta il giro di nomine al ministero della Salute. Da circa un mese era data per certa la promozione a viceministro per Marcello Gemmato e il ritorno di Andrea Costa come sottosegretario. Ha vinto però la linea della prudenza e, possiamo dirlo, ha vinto il ministro Schillaci. Gemmato è visto come un personaggio capace di tirarsi dietro polemiche con troppa facilità. Basti pensare ad una delle sue prime infelici uscite pubbliche in cui mise in dubbio il ruolo dei vaccini nel contrasto alla pandemia. Senza dimenticare la bagarre legata al conflitto d’interessi: Gemmato possiede infatti il 10 per cento della società Therapia Srl che pubblicizza la possibilità di avere accertamenti diagnostici “senza dover attendere i tempi lunghi del sistema sanitario pubblico”. Fece poi discutere il tentativo (andato in fumo) di nominare il collega farmacista Danilo Lozupone, proprietario di una farmacia nella stessa Bari di Gemmato, in Aifa. Alla fine ha prevalso la linea della prudenza, nel tentativo di evitare nuove polemiche. Almeno per il momento.
Francesco Lollobrigida (6 1/2), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste
44 associazioni appartenenti al mondo ambientalista e scientifico hanno chiesto ai ministri dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin e dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida un incontro di confronto sul disegno di legge che punta a riformare l’attività venatoria in Italia. La bozza del documento, non ancora ufficialmente presentata in Consiglio dei ministri, è iniziata a circolare in ambiente venatorio a seguito dell’annuncio fatto proprio da Lollobrigida durante l’ultima fiera della caccia organizzata da Federcaccia, alla quale il ministro ha preso parte a metà maggio. Poco dopo il testo è finito tra le mani degli ambientalisti, i quali ne hanno denunciato pubblicamente il contenuto, ritenuto un vero e proprio regalo a cacciatori, confederazioni agricole e armieri.
Antonio Tajani (6 1/2), vice-Premier e ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale **
Spetta al ministro Tajani il compito, sino a quel momento inevaso, di comunicare al parlamento e al Paese la posizione dell’Italia sulla guerra tra Israele e Iran. Tajani parla alle commissioni Esteri e Difesa delle due Camere in seduta congiunta. Relaziona, ascolta, dovrebbe rispondere alle domande dei parlamentari, uno per gruppo. Al netto delle informazioni, già tutte note a chiunque avesse letto i giornali, il ministro sfodera una linea double face, ambiguità che verrà poi segnalata da tutti gli interventi dell’opposizione. «Di fronte alla minaccia nucleare non ci può essere ambiguità: l’Iran non può avere l’atomica», scandisce il ministro. Rincara raccontando di aver parlato al telefono, in mattinata, col presidente israeliano Herzog, al quale dice di aver offerto «la piena solidarietà e amicizia del governo, condividendo che Israele ha il pieno diritto di tutelare i propri cittadini». È evidente che il governo italiano considera pienamente realistica la minaccia che, secondo l’intelligence israeliana, era più che incombente: «In meno di sei mesi l’Iran avrebbe potuto disporre di 10 bombe atomiche e 2000 missili». Il quadro «assolutamente allarmante», prosegue il ministro, era «confermato in maniera inequivocabile dal recente rapporto dell’Aiea».
Alessandro Giuli (5 1/2), ministro della Cultura
In una stagione di grande rilancio e trasformazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte, anche dal punto di vista energetico e ambientale, riapre al pubblico dal 4 giugno il Giardino dei Principi l’area più preziosa dei suoi 134 ettari di parco storico, autentico ‘monumento vivente’. Ad inaugurare il Giardino dei Principi è stato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Oggi è una giornata speciale per Napoli. Un giorno di festa perché viene restituita alla cittadinanza questo meraviglioso paesaggio, questi giardini principeschi, questo bosco così ricco di biodiversità fino dal suo concepimento. È la dimostrazione che il Ministero della Cultura ha saputo spendere bene i fondi del Pnrr per la rigenerazione del paesaggio e dei siti museali più importanti come quello di Capodimonte, meravigliosamente diretto da Eike Schmidt. Bisogna ricordare che, da quando si è insediato questo Governo, il MiC ha impegnato e mobilitato centinaia di milioni di euro esattamente per arrivare a questo risultato”.
Tommaso Foti (5), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR
Nell’assegnazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione al Comune di Maglie “posso garantire che non c’è nessun favoritismo, come non c’è stato nessun favoritismo presso altri Comuni”: lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, rispondendo al question time alla Camera. Foti ha ricordato che l’assegnazione per due interventi a Maglie, per complessivi 9 milioni di euro, è stata fatta quando il presidente della Regione Puglia era Emiliano. “Se vi è un governo di sinistra può dare i soldi al Comune di Maglie, se vi è un governo di centrodestra non può farlo?”, ha detto Foti, secondo cui non bisogna misurare i colori politici delle amministrazioni ma guardare alle esigenze dei territori. La riqualificazione, ha aggiunto, “passa anche per gli impianti sportivi”. Le assegnazioni di fondi europei “sono accordi che vengono assunti in piena collaborazione con le Regioni”, ha concluso. All’inizio del proprio intervento, citando alcuni dati del Cnel, con sarcasmo il ministro ha detto al gruppo del M5s che “non è obbligatorio essere intellettualmente onesti“.
Marina Elvira Calderone (5), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha partecipato oggi alla 113esima sessione della Conferenza internazionale del lavoro, organizzata a Ginevra dall’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro) e dedicata a molteplici questioni riguardanti il mondo del lavoro: dalla possibile adozione di nuove norme internazionali sulla protezione dei lavoratori dai rischi biologici al lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme fino agli approcci innovativi per promuovere la transizione dall’economia informale a quella formale. Intervenendo nella sessione plenaria, il Ministro Calderone ha ribadito, a nome dell’Italia, la centralità del lavoro come fondamento imprescindibile per la giustizia sociale e la pace. Il legame tra crescita, occupazione e diritti alla luce delle importanti transizioni oggi in corso, al centro del rapporto del Direttore Generale OIL Gilbert F. Houngbo è stata poi l’occasione per sottolineare l’esigenza di un approccio integrato tra iniziative politiche, economiche e sociali al cui centro ci sia sempre la persona nelle sue diverse esigenze e vulnerabilità.
Roberto Calderoli (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie **
“E’ stato approvato oggi in Aula al Senato e senza modifiche il ddl costituzionale di modifica allo Statuto del Friuli-Venezia Giulia per la reintroduzione delle Province elettive. Prosegue quindi il suo percorso, fortemente richiesto e sollecitato dalla Regione al Parlamento, e compie un altro importante passo avanti. Il testo tornerà ora alla Camera per la terza lettura, in tempi che confido potranno essere brevi”. Così al termine della seduta Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie.
Adolfo Urso (5), ministro delle Imprese e Made in Italy **
Per la siderurgia c’è uno stanziamento di 200 milioni di euro in favore di Adi (Acciaierie d’Italia, ex Ilva) in amministrazione straordinaria per garantire la continuità produttiva e mettere in sicurezza gli impianti”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, illustrando il decreto sulla siderurgia approvato dal Cdm. Il testo contiene anche una norma che istituisce un commissario per la concessione di autorizzazioni “nel caso di significativi investimenti esteri” e la “possibilità per la regione di utilizzare i residui di bilancio per l’indotto”.
Daniela Santanchè (4 1/2), ministro del Turismo **
Il processo contro Daniela Santanchè – e altri sedici – per il crac Visibilia non riesce a partire. Ieri a Milano l’udienza sulle questioni preliminari è stata aggiornata al 15 luglio: significa che il dibattimento vero e proprio difficilmente comincerà prima del prossimo autunno. Oltre alla trafila di eccezioni presentate dalle difese, si è aggiunto il problema dei due giudici a latere Francesca Ballesi e Lorenzo Lentini che cambieranno funzione (una andrà nell’ufficio del gip e l’altro alla sezione civile) e dovranno essere sostituiti. «Il collegio deve avere una sua stabilità, non posso iniziare un dibattimento del genere con colleghi già trasferiti», ha spiegato ieri mattina il presidente del collegio, Giuseppe Cernuto.
Guido Crosetto (4 1/2), ministro della Difesa **
l centro del mondo non sono più Usa e Ue, la Nato si adegui ai temi cambiati”. Così il ministro della Difesa Crosetto. “Se la Nato è nata per garantire la pace e la mutua difesa o diventa un’organizzazione che si prende questo compito parlando con il Sud del mondo oppure non raggiungeremo l’obiettivo di avere sicurezza all’interno di regole che valgano per tutti”, ha aggiunto In merito alla richiesta di basi Usa per le operazioni in Medio Oriente, il ministro ha spiegato che “c’è una convenzione che disciplina l’utilizzo delle basi che devono essere utilizzate per motivi diversi a quelli normali ma al momento non c’è nessuna richiesta. Inutile parlare di una cosa che non esiste, ma ogni volta che il Parlamento chiede di andare a relazionare si va, non è una prassi, è un obbligo”.
Matteo Salvini (4), vice-Premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti **
Segnaliamo ai lettori, in considerazione dell’interesse mediatico e giuridico della vicenda (relativa al cd. caso Open Arms), la sentenza con cui il Tribunale di Palermo ha assolto – con la formula “perché il fatto non sussiste” – il Ministro Matteo Salvini dalla contestazione del reato di cui all’art. 605 comma 1, comma 2 n. 2) e comma 3 c.p., per avere, nella sua qualità di Ministro dell’Interno, privato della libertà personale 147 migranti di varie nazionalità giunti in prossimità delle coste di Lampedusa nella notte tra il 14 ed il 15 agosto 2019.
Giuseppe Valditara (3), ministro dell’Istruzione e Merito **
Esami di maturità, dall’anno prossimo si cambia: a dirlo, ai microfoni de La Stampa, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che già qualche giorno fa aveva discusso in merito proprio alla denominazione ufficiale dell’esame di stato. Ecco le parole del numero uno di Viale Trastevere: “Bisogna rendere più coerente l’esame di Stato con una scuola che sappia porre al centro un concetto dimenticato dai giovani che sempre più spesso vogliono rimanere adolescenti e dagli adulti che in molti casi sembrano voler tornare all’adolescenza: quello della maturità. Insomma l’esame di Stato ha un senso rispetto agli scrutini di ammissione se sa guardare alla formazione integrale ed armonica della persona, alla sua capacità di affrontare le sfide future della vita con responsabilità e autonomia, qualcosa in più rispetto alla semplice verifica degli apprendimenti sulle discipline dell’ultimo anno”.
Maria Elisabetta Alberti Casellati (3), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa **
Secondo Casellati, l’approvazione della riforma sul premierato – attualmente in attesa della seconda lettura parlamentare – rappresenta uno degli snodi fondamentali della legislatura. “La riforma è uno dei punti del programma di governo e l’auspicio è di approvarla entro la fine della legislatura – ha spiegato – . Si tratta di una riforma che permetterà ai cittadini di sapere in anticipo chi guiderà il governo, rafforzando la trasparenza democratica e la stabilità istituzionale. Gli ultimi dieci anni di instabilità politica, oltre ad allontanare i cittadini dalle urne, sono costati all’Italia 265 miliardi di euro in maggiori interessi sul debito pubblico” ha precisato il ministro. Un passaggio poi sulla semplificazione normativa, definita dal ministro “una leva economica che libera le potenzialità oggi frenate da una burocrazia eccessiva”. Citando i dati della CGIA di Mestre, Casellati ha ricordato come il peso degli adempimenti burocratici gravi per 80 miliardi l’anno per le imprese e per 225 miliardi per famiglie e imprese complessivamente. “Negli ultimi mesi – ha aggiunto – abbiamo eliminato quasi il 30% dello stock normativo approvato tra il 1861 1 il 1946, corrispondente a oltre 30 mila atti, l’equivalente di 40km di documenti cartacei. Abbiamo avviato un importante riordino di dieci ambiti tematici per eliminare sovrapposizioni e passaggi inutili”.
Luca Ciriani (2), ministro dei Rapporti con il Parlamento *
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo istituzionale del ministro per i Rapporti con il Parlamento. Ciriani ha sottolineato la complessità di garantire equilibrio tra il dovere del Governo di realizzare il proprio programma e il diritto dell’opposizione e dei parlamentari di far sentire la propria voce. “Il mio compito – ha dichiarato – è far avanzare l’agenda del Governo senza schiacciare l’opposizione, rappresentando al contempo il Parlamento presso l’Esecutivo e l’Esecutivo presso il Parlamento. Un ruolo di equilibrio e dialogo, necessario per il buon funzionamento della democrazia”.
Nello Mesumeci (2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare **
L’opera sara realizzata dalla Societa Tangenziale di Napoli e rientra nel programma di interventi infrastrutturali di prevenzione nei Campi Flegrei, elaborato dal commissario straordinario Fulvio Soccodato e approvato a febbraio scorso con decreto del ministro Musumeci. La firma del protocollo di intesa è avvenuta alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, del sottosegretario al MIT Tullio Ferrante e del vicedirettore generale del Gruppo Autostrade per l’Italia Amedeo Gagliardi.
Anna Maria Bernini (1), ministro dell’Università e della Ricerca **
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che dà attuazione alla riforma del sistema di accesso a medicina a partire dal prossimo settembre. In sintesi, resta il numero chiuso ma la selezione dei futuri camici bianchi avverrà al termine di un primo «semestre» (in realtà – queste le date comunicate dal Mur – si comincia il primo settembre e si finisce tassativamente entro il 30 novembre) aperto a tutti. Durante questi tre mesi gli aspiranti medici seguiranno tre corsi (chimica, fisica e biologia). Al termine del periodo di formazione si svolgeranno gli esami di profitto che, dureranno 45 minuti l’unoe verranno svolti uno dietro l’altro, in contemporanea in tutte le facoltà d’Italia. «Stiamo completando una riforma che è parte integrante della piena attuazione del diritto allo studio – spiega il Ministro Bernini –. Non più generici test d’ingresso che mortificano ambizioni e preparazione, ma attività formative ed esami in cui ogni studente potrà misurare la propria attitudine».
Paolo Zangrillo (n.c.), ministro della Pubblica Amministrazione **
Paolo Zangrillo, il ministro per la Pubblica amministrazione, arriva a Trento accompagnato dalle durissime polemiche con i sindacati dopo l’ennesima fumata nera sul tavolo del contratto per gli Enti locali. Cgil e Uil continuano a chiedere più soldi. E Zangrillo ha bollato la loro posizione come «politica». «Sono molto dispiaciuto», dice al Messaggero poco prima di salire sul palco del Festival, «perché francamente non mi aspettavo una chiusura così. La considero veramente una chiusura miope perché, insomma, ragionando razionalmente ci sono tutti gli elementi per poter arrivare alla firma».
Alessandra Locatelli (n.c.), Ministero della Disabilità ***
Dall’8 al 12 giugno 2025 il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli parteciperà a New York, alle Nazioni Unite, alla 18ma Conferenza annuale degli Stati parte della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Ad aprire la partecipazione dell’Italia alla Conferenza sarà il concerto del gruppo musicale inclusivo “Si può fare band” alle 18.30 del 9 giugno in programma sul piazzale d’ingresso all’interno del compendio del Palazzo delle Nazioni Unite.
Martedì 10 giugno, giornata di apertura dei lavori, il Ministro interverrà nella seduta plenaria per illustrare il lavoro che l’Italia sta attuando anche attraverso la riforma sulla disabilità. Nella giornata di mercoledì 11 giugno sarà la volta, invece, di due side events organizzati dall’Italia: “Tempo ricreativo, tempo di vita” e “Il diritto ad una vita piena e partecipata”.
Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***
Otto candidati al Coni, troppi? “Ma solo uno vince…”, sorride il ministro dello sport Andrea Abodi di scena al centro tecnico federale della Federbocce, al Torrino. Non vuole sbilanciarsi, manca poco ormai: si vota la prossima settimana, il 26 giugno. Non lo spaventa il clima elettorale (“mi sembra un confronto democratico”) e quello che doveva dire lo ha detto: è stato contrario alla candidatura di Franco Carraro, 85 anni e tantissima volontà (“persona straordinaria, certo, ma ogni cosa ha il suo tempo”). E gli uffici del suo ministero il 3 giugno avevano mandato un parere a Malagò, che lo aveva richiesto, spiegando come Carraro non potesse candidarsi, “perché la legge vieta più di tre mandati”. Parere di cui né Carraro e nemmeno la commissione elettorale del Coni hanno poi tenuto conto tanto che lo stesso Carraro il 5 giugno si è regolarmente candidato, presentando anche il programma, ora e non ha la minima intenzione di fare un passo indietro).
Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha partecipato alla seconda edizione del Festival dell’«Umano tutto intero», nella sessione dedicata a “Spes pro spem, nel cambio d’epoca”. L’evento è organizzato dal network “Ditelo sui tetti”. Pochi giorni dopo l’elezione al Soglio pontificio, il 12 maggio, Papa Leone XIV ha incontrato i giornalisti e ha rivolto loro un discorso, tanto intenso quanto importante, su quella che potremmo definire l’ecologia della parola. Partendo dal Discorso della montagna, e dalla proclamazione di Gesù “Beati gli operatori di pace” (Mt 5,9), il S. Padre ha richiamato “ciascuno all’impegno di portare avanti una comunicazione diversa, che non ricerca il consenso a tutti i costi, non si riveste di parole aggressive, non sposa il modello della competizione, non separa mai la ricerca della verità dall’amore con cui umilmente dobbiamo cercarla”.
Categorie:Governo










































