Ambiente

Governo Meloni: trentesimo mese

Giancarlo Giorgietti, Maria Elisabetta Casellati e Gilberto Pichetto Fratin

Giancarlo Giorgetti (8 1/2), ministro dell’Economia e Finanze ++

ll Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto DEF, il documento di economia e finanza: è il primo documento dell’anno sull’andamento dei conti pubblici (dev’essere approvato ogni anno entro il 10 aprile) e contiene informazioni importanti, come le previsioni del governo sulla crescita dell’economia e le indicazioni su cosa intende fare in termini di spesa e debito pubblico. Tra le notizie più rilevanti c’è il fatto che il governo ha ridimensionato molto le previsioni di crescita del prodotto interno lordo (PIL) per il 2025: il DEF prevede una crescita dello 0,6 per cento, la metà rispetto all’1,2 per cento che il governo aveva previsto lo scorso ottobre nel Piano strutturale di bilancio, il documento di finanza pubblica che spiega le intenzioni per i conti pubblici nei prossimi cinque anni. Per il 2026 e il 2027 invece il DEF prevede una crescita del PIL dello 0,8 per cento.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato in modo piccato le parole con cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato del fatto che nel 2025 l’Italia riuscirà a spendere per la difesa il 2 per cento del PIL (prodotto interno lordo). Giovedì sera durante la presentazione a Roma di Moneta, il nuovo inserto economico che esce in allegato al Giornale, a Libero e al Tempo, Giorgetti ha raccontato che «per un mese» ha chiesto a Crosetto di mandargli la «lista della spesa militare» e scherzosamente ha aggiunto che questo momento per gli stati maggiori degli eserciti europei «è come il Natale». Crosetto ha risposto scrivendo su X: «Purtroppo non è Natale, non c’è nulla da festeggiare, non ci sono liste della spesa ma viviamo tempi drammatici».

Giorgia Meloni (7 1/2), presidente del Consiglio dei ministri

Nel Consiglio dei ministri di venerdì il governo ha approvato un decreto-legge per cercare di superare alcuni dei molti problemi dei centri per migranti in Albania, che dopo un anno e mezzo dall’accordo tra i governi italiano e albanese non sono ancora entrati in funzione: ogni volta che il governo ha provato a mandarci persone migranti il tribunale competente non ne ha convalidato il trattenimento in quelle strutture, ritenendolo in contrasto con le norme europee. Per tentare di renderli operativi il decreto in questione ha stabilito che uno dei due centri, quello di Gjader, potrà essere usato come centro di permanenza per il rimpatrio: è il nome esteso dei cosiddetti CPR, i posti in cui vengono mandate le persone che hanno già ricevuto un decreto di espulsione (perché è stata rifiutata la loro richiesta d’asilo o per altre ragioni) e aspettano di essere rimpatriate. Ne esistono già dieci in Italia, che peraltro hanno diversi problemi per documentate violazioni dei diritti umani e perché inefficaci nelle procedure di rimpatrio.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la cosiddetta “legge Morandi” — il provvedimento che riconosce benefici alle vittime di eventi dannosi causati da crolli di infrastrutture stradali o autostradali di rilievo nazionale — ma lo ha fatto allegando una lettera formale e durissima alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana e al Presidente del Senato Ignazio La Russa. Nella missiva, Mattarella denuncia discriminazioni ritenute incostituzionali nei confronti delle unioni civili, delle convivenze e, soprattutto, dei figli delle vittime nati fuori dal matrimonio. Nel dettaglio, il presidente contesta l’articolo 2 della legge, che prevede che i risarcimenti vadano “ai figli, in mancanza del coniuge superstite”. Ma, osserva Mattarella, questa formulazione rischia di escludere i figli nati da relazioni non matrimoniali, compresi quelli di coppie unite civilmente o conviventi. E quindi, sottinteso, anche i figli delle coppie omogenitoriali.

Matteo Piantedosi (7 1/2), ministro degli Interni 

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto che al momento il centro di Gjader ha 48 posti nella parte adibita a CPR, che dovrebbero diventare 140 a regime. Significa che comunque una larga parte del centro di Gjader resterà inutilizzata: la struttura infatti era già pensata originariamente per essere divisa in tre parti, con un centro di trattenimento da 880 posti, un CPR da 144 posti e un carcere da 20 posti. La differenza è che nella parte adibita a CPR verranno mandate persone migranti che si trovano già in Italia, e non quelle intercettate nel mar Mediterraneo come prevedevano i piani iniziali del governo. Non è chiaro invece cosa succederà all’altro centro, quello di Shengjin, che è molto più piccolo di quello di Gjader ed è pensato come un hotspot per le prime procedure di identificazione dei richiedenti asilo (e quindi non può essere usato per la detenzione amministrativa, come un CPR). Per ora rimarrà sostanzialmente inutilizzato.

Carlo Nordio (7 1/2), ministro della Giustizia **

“Il nostro compito è ridurre la corruzione, evitando che travolga il principio fondamentale della libera concorrenza e gli investimenti nel nostro Paese”. Così il guardasigilli Carlo Nordio, nel suo videomessaggio al Zero Corruption Forum 2025, che si è tenuto questa mattina al Maxxi di Roma. L’evento, patrocinato dal Ministero degli Esteri, è organizzato dal Comitato business dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e Autostrade per l’Italia. Oltre alla strategia vincente del “metodo multi-stakeholder, tramite il dialogo concreto tra pubblico e privato”, per Nordio bisogna puntare al contrasto dei fenomeni corruttivi che interessano le aziende. Essenziale è la legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. “Colpire le aziende quando hanno ricevuto un vantaggio dal reato, o un reato è stato commesso nel loro interesse, è una buona forma di deterrente”, dice il Guardasigilli. A differenza delle sanzioni penali che colpiscono le persone fisiche, prosegue Nordio, “non ci sono sconti, sospensioni o amnistie; se la sanzione pecuniaria viene irrogata, l’impresa può anche rischiare di fallire”.

Orazio Schillaci (7 1/2), ministro della Salute **

Il 10 e 11 marzo, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha svolto una missione a Tirana, mirante al rafforzamento della collaborazione nell’ambito della sanità pubblica tra Italia e Albania. Il Ministro è stato ricevuto dall’omologa Ministra della Salute e della Tutela Sociale, Albana Koçiu, con la quale sono stati toccati numerosi argomenti di rilievo. I Ministri hanno poi visitato l’Ospedale “Koço Gliozheni” di Tirana, destinatario, assieme ad altri tre ospedali albanesi, di un intervento della cooperazione italiana a sostegno dei reparti di neonatologia. I due ministri hanno visitato anche l’Università di Medicina di Tirana dove, nel corso del colloquio avuto con docenti e studenti presso l’auditorium “Galileo Galilei”, hanno confermato l’impegno a stringere ulteriormente i già fitti legami di cooperazione accademica e scientifica esistenti tra i due Paesi.

Eugenia Roccella (7 1/2), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità *

Eugenia Roccella è stata laconica: «È ovvio che nell’interesse del minore l’opzione migliore è, e resta, l’adozione in un contesto familiare con mamma e papà». La ministra racchiude tre deleghe in una nel suo ministero: Famiglia, Pari opportunità e Natalità. E tutte e tre in qualche modo sono legate alla sentenza di ieri della Corte costituzionale, quella che ha aperto la strada alladozione da parte dei single. Sentenza che sembrerebbe andare in rotta di collisione con l’approccio di questo governo, anche se ieri da parte della maggioranza non c’è stata levata di scudi contro la decisione della Consulta. Soltanto bisbigli hanno attraversato l’Esecutivo.

Gilberto Pichetto Fratin (7 1/2), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica 

Molte associazioni di categoria delle imprese italiane hanno chiesto al governo di posticipare l’obbligatorietà delle polizze assicurative contro le catastrofi naturali, prevista per il 31 marzo: anche se la scadenza è ormai prossima, la maggioranza di destra che sostiene il governo sta cercando di introdurre una proroga. Il deputato Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia, il principale partito di governo, ha preparato un emendamento al cosiddetto “decreto bollette” per rinviare fino al 31 ottobre di quest’anno l’entrata in vigore dell’obbligo. Le polizze contro i danni da catastrofi naturali come terremoti, alluvioni e frane sono poco usate in Italia, sebbene in molte zone del paese i rischi legati a questo tipo di eventi siano considerevoli. A oggi è lo Stato a rimborsare i danni quando avviene un terremoto o una qualche forma di dissesto idrogeologico, ma le procedure per ottenere i ristori sono lunghe e lente e in alcuni casi i diretti interessati ci rimettono L’obbligo di avere un’assicurazione contro questo genere di danni è pensato per risolvere queste situazioni ed esiste già in molti paesi dell’Unione Europea. Tuttavia secondo le associazioni che rappresentano le imprese la sua introduzione è troppo onerosa per moltissime aziende piccole e medie, almeno nelle condizioni attuali: proprio perché questo genere di polizza è poco diffuso, al momento è molto costoso. Infatti se poche persone o aziende sono assicurate contro un certo tipo di danni, i premi sono più alti per permettere alle compagnie assicurative di soddisfare le richieste di rimborso in caso di necessità.

Francesco Lollobrigida (7), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste *

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine di Slow Wine Sana a Bologna, è tornato sulla querelle nata dalle sua parole legate al fatto che l’eccesso di consumo di acqua potrebbe perfino causare la morte. «Guardate qui, un bel bicchiere d’acqua naturale, ottima, da abbinare a qualsiasi cosa perché ovviamente è un alimento sano – ha detto Lollobrigida ai giornalisti – ma come tutti gli alimenti se assunti in quantità eccessiva possono produrre danni. Non lo dico io, lo dice la scienza». «Se molti dei vostri colleghi avessero avuto la pazienza di digitare la parola “acqua” avrebbero trovato articoli» di testate giornalistiche «che denunciavano come gli eccessi anche di questo sanissimo prodotto per eccellenza potessero produrre danni – ha precisato il ministro – In questa voglia di denunciare le incapacità del governo, invece, si creano delle caricature, senza rendersi conto che chi disegna caricature non supportate da dati scientifici» non fa buona informazione. 

Antonio Tajani (6 1/2), vice-Premier e ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale 

Con il Ministro francese @jnbarrot abbiamo ribadito l’importanza di lavorare assieme alla competitività e alla costruzione di un futuro di pace per l’Europa, anche rafforzando le nostre capacità di difesa comune in raccordo con la NATO. L’UE deve restare unita per affrontare con efficacia le principali crisi internazionali.

Alessandro Giuli (6), ministro della Cultura *

Lo sguardo di Alessandro Giuli, a Ercolano, è stato «catturato e incantato» dalla bellezza di ciò che ha visto. Ma anche lui ha catturato moltissimi sguardi: il suo look non è passato inosservato e si è imposto anche oltre le suggestioni della città archeologica. Alle basette lunghe d’ordinanza, ha «abbinato» un paio di splendide calzature al ginocchio. Stivali di morbida nappa, indossati al di sopra dei pantaloni, che hanno dato una notevole spinta al suo outfit. Un modello che non avrebbe sfigurato su uno dei protagonisti dei romanzi di Agatha Christie ambientati in qualche esotico scavo archeologico. Magari sullo stesso monsieur Hercule Poirot nella contemporanea versione che ne ha fornito Kenneth Branagh, lontanissima da quella più sferica di Peter Ustinov. C’è chi ha visto in lui un moschettiere, chi un cavaliere della corte di Francia o un cacciator cortese. 

Tommaso Foti (5 1/2), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR *

Saranno sostanzialmente dimezzate, passando da sei a tre miliardi di euro, le risorse che il piano Transizione 5.0 mette a disposizione delle imprese per incentivare la doppia transizione digitale e green. Ad annunciarlo è il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il PNRR, Tommaso Foti, intervenuto il 7 marzo al convegno “Il ruolo del PNRR per il rilancio della manifattura italiana” organizzato a Brescia nell’ambito della manifestazione Futura Expo. Il dimezzamento della provvista non sottrarrà però preziose risorse alle imprese: a oggi infatti i crediti d’imposta richiesti ammontano ad appena 502 milioni di euro sui 6,23 miliardi disponibili (ricordiamo infatti che dei 6,3 miliardi l’1%, pari a 63 milioni, è servito per finanziare lo sviluppo delle varie piattaforme e del personale che se ne sta occupando al Mimit e al GSE) e gli investimenti devono essere completati entro il 31/12/2025. Non c’è il tempo materiale perché le risorse attualmente appostate vengano utilizzate.

Marina Elvira Calderone (5 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali *

Sono pesanti le accuse mosse dal Fatto Quotidiano alla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, sulle modalità di acquisizione della sua laurea: il quotidiano sostiene di essere venuto in possesso del libretto su cui è scritto il percorso di studi universitari della titolare del Lavoro, dal quale risulterebbe che ha acquisito una laurea ‘facile’, presa quasi gratuitamente in un’Università peraltro privata, dove il marito della titolare del dicastero sedeva nel Cda dell’ateneo. Secondo il quotidiano guidato da Marco Travaglio, la ministra Marina Calderone avrebbe svolto più esami nella stessa giornata e in alcuni casi anche di domenica. Spesso il primo del mese e poi il giorno 15.

Roberto Calderoli (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie 


“C’è il via libera preliminare alla riforma dello Statuto del Trentino-Alto Adige, uno storico primo passo avanti atteso da tempo e che finalmente è arrivato. Quella di oggi è già una vittoria”. Lo rende noto con soddisfazione il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, a margine del Consiglio dei Ministri. “Mi ero preso l’impegno con le Province Autonome di Trento e di Bolzano di portare avanti questa storica sfida, ed intendo mantenere la mia parola. Abbiamo previsto il ripristino degli standard di autonomia, l’aggiornamento delle competenze e la garanzia della rappresentanza dei gruppi linguistici. Quello di oggi in Cdm è un passaggio importante. Ora attenderemo i pareri e poi torneremo ad esaminarlo come Governo, per l’approvazione definitiva. Avanti così” conclude Calderoli.

Adolfo Urso (5), ministro delle Imprese e Made in Italy 

Per mesi, Giorgia Meloni e Adolfo Urso hanno descritto con toni entusiastici, perfino trionfali, Transizione 5.0, una misura di sostegno alle imprese promossa fin dalla fine del 2023. «Uno strumento molto utile», lo definiva la presidente del Consiglio. «La misura più significativa messa in campo nell’Unione Europea», diceva il ministro delle Imprese. Tredici mesi dopo la sua introduzione, il governo ha sostanzialmente certificato il fallimento di questa misura, spiegando che intende dirottare la stragrande maggioranza delle risorse stanziate in Transizione 5.0 su altri, non meglio chiariti, progetti di sostegno alle imprese, per aiutarle a fronteggiare gli effetti negativi dei dazi di Donald Trump. Questo cortocircuito dimostra in maniera abbastanza lampante quanto poco siano consistenti gli annunci fatti da Meloni in questi giorni sugli aiuti per i dazi. In una riunione con le associazioni di categoria e i rappresentanti dei vari settori produttivi, convocati per discutere di come reagire alla politica protezionista degli Stati Uniti, la presidente del Consiglio ha quantificato in 25 miliardi di euro le risorse che il governo metterà a disposizione delle imprese. Non sono però finanziamenti nuovi, ma una riprogrammazione di altri già stanziati (quelli del PNRR e quelli dei Fondi di coesione), la cui riassegnazione andrà negoziata con la Commissione Europea: servirà quindi parecchio tempo.

Daniela Santanchè (4 1/2), ministro del Turismo 

Di Daniela Santanchè il suo stesso partito, Fdi, non ne può più. La ministra gioca a rimpiattino con la scelta sul suo rinvio a giudizio, quella che potrebbe costarle una poltrona che non ha alcuna intenzione di abbandonare. Nel partito l’esasperazione lievita. Il capo dei deputati tricolori Bignami, ieri mattina, aveva provato a tagliare corto di fatto anticipando il benservito in caso di decisione non favorevole alla ministra: «Riteniamo che se ci dovesse essere un rinvio, ciò sarebbe oggetto di profonda riflessione e si arriverebbe a una presa d’atto della necessità di lasciare l’incarico». Nel suo stesso interesse, va da sé. Non perché non sia brava nel suo lavoro, specifica Bignami, sta anzi facendo mirabilie. Ma deve avere «la possibilità di difendersi nel modo più sereno possibile». Da casa. Santanchè però a lasciare il posto non ci pensa per niente e aveva già pronta la contromossa, in nome dell’eterno adagio «rinviare, rinviare, rinviare». Una tattica nella quale il nume tutelare e fondatore della destra, re Silvio, era impareggiabile maestro. Proprio alla vigilia dell’udienza preliminare di oggi, quella che avrebbe dovuto decidere tra archiviazione e rinvio a giudizio per truffa, la ministra, ha sostituito uno dei suoi avvocati. Non il penalista Nicolò Pelanda, che rimane difensore, ma il civilista Salvatore Sanzo con un altro penalista, Salvatore Pino, già difensore di Cristiano Ronaldo.

Guido Crosetto (4 1/2), ministro della Difesa 

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato in modo piccato le parole con cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato del fatto che nel 2025 l’Italia riuscirà a spendere per la difesa il 2 per cento del PIL (prodotto interno lordo). Giovedì sera durante la presentazione a Roma di Moneta, il nuovo inserto economico che esce in allegato al Giornale, a Libero e al Tempo, Giorgetti ha raccontato che «per un mese» ha chiesto a Crosetto di mandargli la «lista della spesa militare» e scherzosamente ha aggiunto che questo momento per gli stati maggiori degli eserciti europei «è come il Natale». Crosetto ha risposto scrivendo su X: «Purtroppo non è Natale, non c’è nulla da festeggiare, non ci sono liste della spesa ma viviamo tempi drammatici».

Matteo Salvini (4), vice-Premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti 

Domenica il congresso federale della Lega ha riconfermato come segretario del partito Matteo Salvini. Questo passaggio è avvenuto per acclamazione (non c’è stato quindi un voto dei delegati) ed era ampiamente atteso, dal momento che Salvini era l’unico candidato. Il congresso inoltre ha modificato lo statuto del partito, estendendo la durata del mandato del segretario da 3 a 4 anni: Salvini pertanto potrà restare in carica fino al 2029. È segretario della Lega dal 2013 ed è la terza volta che il suo incarico viene rinnovato. Del congresso della Lega in questi giorni si è parlato soprattutto perché sabato è intervenuto in video-collegamento il miliardario Elon Musk, fra i più stretti collaboratori di Donald Trump. Negli ultimi tempi Musk ha identificato Salvini come proprio interlocutore di riferimento nel governo italiano, al posto di Giorgia Meloni.

Giuseppe Valditara (3), ministro dell’Istruzione e Merito 

Scuola, ricostituito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. Valditara: “Garantiamo il primario diritto a continuità didattica e ad un’istruzione di qualità degli studenti con disabilità”. Si è insediato oggi l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, ricostituito con decreto ministeriale n. 185 del 10 settembre 2024, presieduto dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e con la presenza del Sottosegretario Paola Frassinetti. In occasione dell’insediamento, il Ministro ha illustrato i provvedimenti di recente adozione, o in corso di adozione, in materia di disabilità, soffermandosi in particolar modo su quelli riguardanti l’incremento dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno e la continuità didattica per gli alunni con disabilità, nonché il potenziamento dei percorsi di specializzazione per i docenti di sostegno.

Maria Elisabetta Alberti Casellati (3), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa 

Martedì pomeriggio poco più di trentamila vecchie leggi sono state abrogate. Tutte insieme. È avvenuto per effetto di un disegno di legge voluto dal governo, e in particolare dalla ministra per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati, che era già stato approvato dalla Camera nel novembre scorso e che ora anche il Senato ha votato. Le norme che sono state abrogate si aggiungono alle circa 94mila già soppresse, su un totale di 204.272 entrate in vigore dal momento dell’Unità d’Italia, nel 1861, secondo un censimento aggiornato al 12 aprile 2023: ben più della metà dei provvedimenti approvati, dunque, non esiste più. Sfoltire e semplificare il corpo di norme che uno Stato possiede è un’esigenza che nel corso degli ultimi trent’anni è stata avvertita sempre più, e che governi di orientamento diverso hanno fatto propria: abrogare norme non più in vigore o di fatto anacronistiche serve a rendere più agevole e ragionevole l’azione di chi deve farne di nuove, di leggi, o deve fare applicare quelle esistenti. Ma è un’operazione sempre delicata, che richiede sapienza e cautela.

Luca Ciriani (2 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento **

“I sondaggi ci danno oltre il 30%, è naturale che un grande partito aspiri a governare una regione del nord. Abbiamo posto questo tema, non è un risiko politico ma una richiesta legittima e sensata. Troveremo come sempre una soluzione”. Lo ha detto Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento e senatore di FdI, ospite di Skytg24 Live in Gorizia. “Tra poco si voterà in Veneto, e troveremo una soluzione. Se non sarà il Veneto, sarà un’altra regione – ha aggiunto -. Siamo il più grande partito italiano e siamo nettamente sottorappresentati in termini di governatori”. Ciriani ha parlato anche di riforme: “Sull’autonomia differenziata, Calderoli sa che fa parte del nostro programma e siamo intenzionati a portarla a compimento – ha detto -. Ci sono state osservazioni puntuali e profonde da parte della Consulta. Attendiamo che il ministro Calderoli completi il suo lavoro e anche quella riforma avrà il suo iter, senza rallentamenti, perché siamo leali con tutti i partiti della maggioranza e la porteremo a compimento entro la fine della legislatura”.

Nello Mesumeci (2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare 

“Dopo il successo dello scorso anno, è con piacere che abbiamo lanciato la II° edizione di “Pagine d’aMare”, la rassegna letteraria del nostro Dipartimento, creata per promuovere e valorizzare il mare. L’appuntamento è per il prossimo 23 maggio a Venezia, nella bellissima sede della Biblioteca nazionale Marciana.”

Anna Maria Bernini (1), ministro dell’Università e della Ricerca 

Su proposta del Ministro Anna Maria Bernini, approvato in Consiglio dei Ministri il primo decreto legislativo attuativo della legge delega per la revisione delle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi Dentaria e in Medicina Veterinaria.

Paolo Zangrillo (n.c.), ministro della Pubblica Amministrazione

Nell’Aula Magna della Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri “UGO DE CAROLIS” il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo ha inaugurato il percorso formativo “Le competenze di leadership per la valutazione della performance” del Dipartimento della Funzione pubblica rivolto ai dirigenti delle amministrazioni centrali e locali. L’iniziativa si inserisce nel percorso che mette al centro le persone tracciato dal ministro Zangrillo attraverso diversi provvedimenti, dalla direttiva in materia di misurazione e valutazione della performance dei dipendenti pubblici, al disegno di legge approvato poche settimane fa in Consiglio dei ministri che introduce meccanismi volti a premiare il merito.

Alessandra Locatelli (n.c.), Ministero della Disabilità *

Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, ha visitato Berlino in occasione del “Global Disability Summit”, partecipando alla sessione inaugurale alla quale sono intervenuti anche Nawaf Kabbara, Presidente di International Disability Alliance (IDA), Olaf Scholz, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, S.M. Abdullah II ibn Al Hussein, Re del Regno Hashemita di Giordania, Amina Mohammed, Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite. Il Ministro ha poi preso parte mercoledì pomeriggio all’evento “Building future-ready, inclusive infrastructure for all – News challenges & local solutions”, e giovedì 3 aprile a “Technology, Innovation and Entrepreneurship: Supporting Independent Living for Persons with Disability”, organizzato dalla Lega Araba in collaborazione con IDA, la Arab Organization for Persons with Disabilities (AOPD) e lo Executive Bureau of the Gulf Cooperation Council Ministers of Labor and Social Affairs. Il Ministro Locatelli è inoltre intervenuto sul tema “Empowering Independent Living through Policy: Italy’s Commitment to Innovation for Persons with Disabilities”.

Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***

Il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, dopo aver visitato la Fonderia Pontificia Marinelli, la più antica fonderia specializzata nella costruzione di campane e azienda Artigiana a conduzione familiare, hanno inaugurato il palazzetto dello sport di Agnone (IS). 💡 Il palasport di Agnone è stato riqualificato grazie a un investimento di oltre un milione di euro, finanziato anche attraverso il bando Sport e Periferie. 🗣️”𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑖𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑟𝑒, 𝑠𝑖 𝑓𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑛 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑒 𝑖𝑛𝑎𝑢𝑔𝑢𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑚𝑎 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀”, ha dichiarato il Ministro Abodi.

Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***

Talvolta accadono fatti apparentemente slegati fin quando qualcuno non s’incarica di metterli in fila. Stamane, in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è intervenuto rivolgendosi agli avvocati, certo, ma in realtà al sistema giudiziario nel suo complesso. “Quello che oggi è in gioco – ha scandito il Sottosegretario, che è anche Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica – è diventato il modo di intendere, di rispettare e di applicare la sovranità popolare, e in particolare quella sua forma di espressione che avviene tramite le decisioni dei parlamenti”. Secondo Mantovano, vi sono tre “tipologie di aggiramento della volontà popolare” per via giudiziaria: la creazione delle norme per via giurisprudenziale; la sostituzione delle scelte del giudice a quelle del governo; la selezione per sentenza di chi deve governare.

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