Europa

Nel Regno Unito Corte Suprema che solo chi è nata donna può definirsi tale

Giuridicamente cosa si intende per «donna» nel Regno Unito? Secondo una sentenza della Corte suprema, uscita oggi e relativa all’Equality Act del 2010, ci si deve basare sul sesso biologico non su quello che viene riportato sul certificato di nascita di una persona. Secondo i giudici una donna transgender in possesso di un Gender Recognition Certificate (Grc), cioè una carta che riconosce il cambio di genere, concesso dal governo scozzese nel 2018, non può essere tutelata ai sensi dell’Equality Act britannico del 2010. «La decisione unanime di questa Corte è che i termini ‘donna’ e ‘sesso’ nell’Equality Act del 2010 si riferiscono a una donna biologica e al sesso biologico», ha affermato Lord Hodge nel pronunciare la determinazione della Corte suprema.

Una doccia fredda nei diritti delle persone transgender, ma già intuibile nell’udienza di novembre, quando Aidan O’Neill, legale del gruppo For Women Scotland (FWS), aveva dichiarato ai giudici che la posizione dei ministri scozzesi, secondo cui i termini sesso, uomo e donna nell’Equality Act si riferiscono al «sesso certificato», è «completamente sbagliata e dovrebbe essere respinta dalla Corte». Già, perché a muovere questa battaglia è stata la FWS, donne, attiviste e femministe, sostenute anche dalla celebre scrittrice J.K. Rowling, che sostengono la tesi per cui il sesso biologico alla nascita è immutabile e superiore all’identità di genere. Alla Corte è stato inoltre riferito che, dal passaggio del Gender Recognition Act nel 2004, 8.464 persone nel Regno unito hanno ottenuto un GRC.

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