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Belgio, le persone non binarie potranno rimuovere il genere dai documenti

Il Belgio del premier Bart De Wever alleato di Meloni non introdurrà una terza opzione di genere (“X”) sulle proprie carte d’identità, ma le persone non binarie potranno ora richiedere che il loro indicatore di genere sia completamente rimosso dai documenti ufficiali. A darne notizia Het Nieuwsblad.

La decisione, annunciata dal ministro degli Interni Bernard Quintin, segue anni di dibattito e una sentenza della Corte costituzionale del 2019, che aveva definito incostituzionale la mancanza di riconoscimento per le persone non binarie. Questo compromesso porterà  il Belgio ad avere due tipi di carte d’identità: quelle con un indicatore di genere (M/F) e quelle senza.

Ma non a tutti è piaciuta simile soluzione presa dal governo di destra, che vorrebbe anche regolamentare la GPA altruistica vietando quella a scopo di lucro. Secondo Çavaria,  associazione lgbt belga, questa opzione non fornirà un vero e proprio riconoscimento per le persone non binarie. “Non cambia nulla: l’unica scelta sarà quella di rendere invisibile il proprio genere”, ha sottolineato Thomas Jans di Çavaria.

Il ministro Bernard Quintin  ha invece difeso la decisione presa, precisando che il genere rimane “un importante mezzo di identificazione” che dovrebbe essere incluso di default sulle carte d’identità. Tuttavia, coloro che desiderano rimuovere il proprio indicatore di genere potranno farlo tramite una richiesta formale. Peccato che le persone non binarie non chiedessero alcuna ‘cancellazione’.

Il compromesso, perché così va chiamato, arriva dopo anni di stallo politico. I colleghi di coalizione dei liberali francofoni hanno impedito l’adozione di un’opzione “X” completa o la completa rimozione degli indicatori di genere per tutti i cittadini.

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