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Nasce il Partito Liberal Democratico

Partito Liberal Democratico

E’ stata ufficializzata a Roma la nascita del nuovo partito Liberal Democratico. Il partito nasce dall’incontro dei gruppi Nos, Libdem, Orizzonti liberali e Liberalforum. Il partito si propone come alternativo al bipolarismo tra destra e sinistra.

Nasce il Partito liberale democratico. L’ennesimo partito? “Il rischio purtroppo c’è. Però sono stato contento di partecipare da esterno. E’ un elemento di vivacità di una democrazia rappresentativa tendenzialmente spenta quello di avere comunque un pezzo di società con delle radici politiche e culturali storiche importanti che propone una offerta alternativa”. A rispondere all’Adnkronos è l’ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, a margine della presentazione a Roma del nuovo Partito di centro, fondato dalle associazioni Orizzonti liberali del deputato Luigi Marattin (ex Iv), Libdem, Nos e Liberal forum di Piero Ruggi.

“Io penso che (le quattro associazioni fondatrici – ndr) dovranno avere uno spirito di alleanza maggiore di quello che hanno mostrato perché ovviamente devono parlare con Calenda, con Renzi e poi, probabilmente, in un bipolarismo (con tutti i difetti che giustamente Marattin ha sottolineato) bisogna allearsi e a volte ci si allea anche con chi è distante dalle proprie idee” come accade con i governi di coalizione.

“I partiti classici avevano la capacità di includere. Quelli della seconda Repubblica – osserva – hanno invece una forza centrifuga per cui tendono ad esplodere in tanti personalismi. Auguri, il compito è arduo, l’impresa è al limite del temerario”. Quanto alla possibilità di un accordo con Matteo Renzi nonostante le esperienze trascorse De Bortoli osserva: “Secondo me devono comunque avere un dialogo. Tendenzialmente bisogna parlare con tutti. Perché se non c’è un dialogo con Italia Viva o altri partiti di centro, si fa la battaglia delle idee e spesso quelle vincenti vengono proprio da partiti o formazioni minoritarie. E questo è il segno di vitalità della democrazia”.

Certo è che, riconosce, purtroppo divisioni e personalismi non si superano “perché siamo entrati prepotentemente nella seconda Repubblica con partiti personali in cui ha contato di più il leader con la sua capacità di suggestione ed attrazione, e meno il movimento, il partito, le idee”. “Ma in queste condizioni la Democrazia cristiana della prima Repubblica sarebbe andata in mille pezzi e invece fecero convivere anime molto diverse e quindi – sollecita De Bortoli – perché in una fase come questa non si può tentare con il dialogo? E loro chiaramente devono dialogare con quelli che gli sono più vicini, con i loro prossimi”, Azione, Italia viva, Forza Italia, Noi moderati. Così “in vista delle prossime elezioni potrebbe esserci un cambio: anche perché certamente se il centrosinistra non fa una proposta precisa, il centrodestra vincerà nuovamente”. 

“Inizia oggi la campagna elettorale per le Politiche 2027. Daremo agli italiani la possibilità di non avere né Landini Ministro del Lavoro in un governo Schlein stile anni ’70, ne’ Salvini Ministro degli Interni in un governo Meloni a trazione populista sbagliata”. Lo dice il parlamentare Luigi Marattin, tra i fondatori del nuovo Partito Liberal Democratico intervenendo con l’Adnkronos a margine del lancio del nuovo soggetto politico. “L’impostazione liberal democratica è basata sulla crescita, sull’ampliamento dei diritti, delle opportunità e dei doveri individuali – spiega del Partito – La nostra sfida è questa: fra due anni e mezzo dare agli italiani la possibilità di non essere costretti in un bipolarismo che non sta funzionando più nel nostro Paese”.

“Quattro associazioni diverse in un unico partito per ridurre la frammentazione insensata in questa area liberal democratica e lotteremo per avere una formazione politica unitaria e non divisa. Vogliamo metterci a disposizione di un progetto che non sia davanti all’ego – prosegue Marattin alludendo al trascorso con il Terzo Polo – E con Calenda siamo più che disposti a cercare un terreno comune per arrivare alle elezioni politiche con una offerta unitaria, dalla leadership contendibile, in cui si mette il progetto davanti a tutto il resto”.

Aperti anche ad accordi con i centristi delle forze di maggioranza? “Se abbandonano l’idea di fare da supporto ai populisti di destra o sinistra sì – risponde – Se preferiscono restare con le curve ultrà che hanno già fatto troppi danni alla politica italiana, noi stavolta la partita ce la guardiamo dai distinti di gradinata e non dalle curve ultra”.

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