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Thailandia, stanziati milioni per la terapia ormonale sostitutiva a 200.000 persone trans

Dopo aver finalmente abbracciato il via libera al matrimonio egualitario, diventato realtà la scorsa settimana con centinaia di sposi che si sono giurati amore eterno contemporaneamente, la Thailandia ha rilanciato sul fronte dei diritti LGBTQIA+ con il ministero della Salute che ha ufficialmente stanziato 145,63 milioni di baht (4.3 milioni di dollari) per garantire la terapia ormonale sostitutiva (TOS) a 200.000 persone trans nel paese.

Il Paese asiatico è notoriamente noto come una destinazione friendly per la comunità trans e ora ha deciso di ribadirlo con un’azione più che concreta, supportando finanziariamente l’assistenza di affermazione di genere per la popolazione trans del Paese.

Secondo quanto riportato da Bangkok Post il vice portavoce del governo Anukool Pruksanusak ha notato la crescente accettazione della comunità trans e non binaria, portando il National Health Security Board ad approvare 145,63 milioni di baht nella sua pianificazione di bilancio per il 2025 da destinare ai servizi sanitari, tra cui la terapia ormonale per i suoi cittadini transgender. Questi soldi serviranno per supportare circa 200.000 persone transgender su una stima di 314.000 persone trans che vivono in Thailandia, secondo quanto riportato da Asia Pacific Transgender Network.

Pruksanusak ha aggiunto che il National Health Security Office (NHSO) fornirà alla comunità trans anche gli stessi servizi medici e di sanità pubblica ad oggi forniti al resto della popolazione. Ciò include cure mediche, prevenzione delle malattie e riabilitazione, garantendo così pari accesso alle cure per tutti i cittadini thailandesi. In precedenza la comunità trans thailandese era tenuta a finanziare privatamente le proprie cure di affermazione di genere, con tutti i rischi medici che ne conseguono.

In Italia l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), con le Determine nrr. 104272/2020 e 104273/2020, ha stabilito l’erogabilità delle terapie ormonali sostitutive per persone trans a totale carico del Servizio sanitario nazionale a partire dal 1° ottobre 2020, mettendo fine a un’epoca di arbitrarietà nella somministrazione di questi farmaci vitali e rinforzando un principio di parità e di rispetto delle persone.

Il 23 gennaio scorso è entrata in vigore la legge sul matrimonio egualitario, che ora definisce le nozze come un’unione di due individui e non più come l’unione di un uomo e di una donna. La Thailandia è diventato il terzo paese asiatico a sposare il matrimonio egualitario, dopo Taiwan e Nepal, e il primo nel sudest. Nelle principali città del Paese si sono tenute cerimonie di massa, con centinaia di coppie che si sono sposate proprio il 23 gennaio. La nuova legge garantisce alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti di quelle eterosessuali, compresa l’adozione, i benefici fiscali, l’accesso all’eredità.

Oggi è un giorno speciale”, hanno affermato i due attori Sappanyoo Panatkool, 38 anni, e Apiwat Apiwatsayree, 49 anni. “Finalmente abbiamo il diritto di amarci come tutti gli altri”.

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