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In Francia, mentre il nostro Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nega l’esistenza del patriarcato e riduce il dibattito a sterili provocazioni, la sua omologa, Élisabeth Borne, innova, annunciando un programma rivoluzionario che fa dell’educazione affettiva e sessuale un pilastro fondamentale per costruire una società più equa, libera da stereotipi e violenze di genere.
Un progetto ambizioso e lungimirante, che sarà integrato nei programmi scolastici di ogni ordine e grado. L’obiettivo? Educare le nuove generazioni a nozioni essenziali come la parità di genere, il rispetto delle differenze e il consenso.
A partire dal prossimo anno scolastico, dunque, tutte le scuole francesi, pubbliche e private, introdurranno tre lezioni annuali di educazione affettiva e sessuale in collaborazione con l’ONG femminista Hear Her Stories, calibrate sull’età e sul grado di maturità degli studenti. Già dai quattro anni, i bambini apprenderanno i nomi scientifici degli organi genitali e verranno introdotti al concetto di consenso tramite un approccio ludico. In questa fase, l’enfasi sarà posta sull’affettività: i più piccoli impareranno a riconoscere e rispettare i propri confini e quelli altrui, acquisendo competenze relazionali essenziali.
Con il progredire dell’età, le lezioni diventeranno via via più approfondite. A 13 anni, gli studenti esploreranno la differenza tra sesso biologico, genere e orientamento sessuale. A 14 anni si parlerà di sessualità come dimensione affettiva, affrontando temi complessi come il piacere e l’amore. A 16 anni, il focus si sposterà sugli stereotipi di genere, stimolando una riflessione critica sulle norme sociali che influenzano comportamenti e aspettative.
“La scuola deve essere un luogo dove si impara non solo a leggere e scrivere, ma anche a vivere e convivere”, ha dichiarato Élisabeth Borne. “L’educazione alle relazioni e alla sessualità non sostituisce il ruolo delle famiglie, ma lo completa, colmando lacune che il contesto domestico spesso non affronta”. Il programma, approvato dal Consiglio dell’Istruzione Superiore, prospetta dunque una svolta culturale ed educativa di portata storica.











































