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Trump cancella il terzo genere

Trump cancella il terzo genere

Donald Trump, insediatosi ieri 20 Gennaio alla Casa Bianca, ha confermato un’offensiva contro le politiche di inclusione e diversità varate dall’amministrazione Biden e dato seguito alla sua lunga crociata anti-trans. Con una serie di ordini esecutivi, il presidente ha deciso di eliminare l’opzione del terzo genere, introdotta sui passaporti statunitensi il 27 ottobre 2021, e di smantellare i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale. Le nuove misure non si fermano qui, colpendo anche altre minoranze e comunità marginalizzate.

Nel 2021, l’amministrazione Biden aveva emesso il primo passaporto statunitense con l’opzione “X” , una scelta ideata per riconoscere ufficialmente le identità di genere non binarie. Un provvedimento storico, che offriva un’opzione più inclusiva per chi non si identifica nei tradizionali schemi di genere maschile o femminile. Il tycoon, con un nuovo ordine esecutivo, ha deciso di abolire questa possibilità, ripristinando un sistema che riconosce solo due generi, maschile e femminile, come “immutabili e biologicamente definiti“. Le parole di Trump:

“Questa settimana metterò anche fine alla politica governativa di cercare di ingegnierizzare socialmente razza e genere in ogni aspetto della vita pubblica e privata. Forgeremo una società che sia basata sul merito e senza discriminazioni razziali. A partire da oggi, sarà d’ora in avanti politica ufficiale del governo degli Stati Uniti che esistono solo due generi: maschio e femmina.”

Secondo un funzionario dell’amministrazione, la mossa punta a eliminare la “gender ideology (contro cui anche l’estrema destra italiana ha preso provvedimenti con la risoluzione Sasso) e a ristabilire una visione che considera il sesso biologico come una verità fondamentale. I documenti ufficiali, tra cui passaporti, visti e registri governativi, dovranno riflettere questa nuova impostazione.

Oltre alla cancellazione del terzo genere, Trump ha ordinato lo smantellamento dei programmi DEI, giudicati “radicali e sprechi di denaro pubblico“. Si tratta di programmi introdotti per combattere discriminazioni razziali e di genere, e la nuova destra suprematista e tecnofascista USA li eliminerà dalle agenzie federali, insieme ai relativi finanziamenti. Il provvedimento annunciato dal neo-presidente USA segue la ritirata dei programmi DEI (Diversity, Equality, Inclusion) già annunciato da multinazionali come Meta, Google, McDonald’s e Amazon, schierate con il nascente regime tecnofascista americano.

Inoltre, sono state revocate decine di ordini esecutivi firmati da Biden, tra cui quelli destinati a tutelare le comunità nere, ispaniche, native americane e asiatiche.

Un’altra misura controversa riguarda le politiche per i rifugi e le carceri, dove sarà ripristinato il divieto per le donne transgender di accedere a spazi riservati alle donne. Trump ha inoltre annunciato l’intenzione di eliminare i programmi di giustizia ambientale e di bloccare i fondi federali destinati a iniziative che promuovono l’equità.

Durante il suo discorso alla “Capital One Arena” in occasione dell’insediamento del Presidente Trump, Elon Musk ha compiuto un gesto che sta facendo discutere tutto il mondo. Musk ha esteso il braccio destro con il palmo rivolto verso il basso, movimento che molti hanno interpretato come saluto romano o nazista. L’Anti-Defamation League (ADL) ha descritto l’azione come un “gesto imbarazzante” dettato dall’entusiasmo, escludendo intenzioni naziste. Ma diversi gruppi neonazisti hanno elogiato Musk per il gesto, interpretandolo come un segnale di supporto. Musk, consumatore di ketamina, grande sostenitore delle politiche repressive verso le persone transgender, ha respinto le accuse, definendole una “campagna di trucchi sporchi” e ha espresso frustrazione per i frequenti paragoni con Hitler.

Le decisioni di Trump includono anche la revisione del verdetto della Corte Suprema nel caso Bostock v. Clayton County del 2020, che aveva esteso le protezioni contro la discriminazione basata sul sesso alle persone LGBTQ+. La nuova amministrazione USA fornirà nuove linee guida che limiteranno l’applicazione di quel verdetto verdetto, ridimensionando i diritti delle persone transgender e delle minoranze sessuali: sarà ora possibile licenziare persone in quanto LGBTIAQ+. Trump ha infatti dichiarato che il Procuratore Generale fornirà indicazioni esplicite su come applicare la decisione Bostock, suggerendo una revisione che potrebbe restringere le protezioni attualmente garantite alle persone LGBTQ+ nel contesto lavorativo. Un funzionario ha affermato che il Dipartimento di Giustizia fornirà linee guida esplicite su come applicare la decisione Bostock, indicando un restringimento della sua interpretazione (fonte: Reuters 20 gennaio 2025).

Il presidente USA ha anche confermato l’intenzione di vietare alle donne trans di partecipare a competizioni sportive femminili, tema centrale nella sua campagna elettorale. Trump ha definito queste azioni come necessarie per “proteggere le donne” e ripristinare un sistema basato su “verità biologiche”.

Le nuove misure hanno suscitato critiche immediate da parte di gruppi per i diritti civili e organizzazioni LGBTQ+. Kelley Robinson, presidente della Human Rights Campaign, ha dichiarato: “Non ci faremo intimidire. Combatteremo con tutte le nostre forze contro queste politiche dannose“. Anche l’ACLU(American Civil Liberties Union) e altre associazioni hanno avviato cause legali, definendo le decisioni di Trump un attacco diretto alle conquiste degli ultimi anni.

1 risposta »

  1. L’aveva più volte annunciato in campagna elettorale e a due settimane dal suo insediamento l’ha fatto. Nella notte italiana Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che vieta ufficialmente alle ragazze e donne transgender di prendere parte alle competizioni sportive in scuole e università. La data prescelta non è casuale, perché oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata nazionale delle ragazze e delle donne nello sport.

    L’ordine esecutivo è solo l’ultimo di una serie di politiche transfobiche approvate dall’amministrazione Trump in meno di 20 giorni, tra cui il divieto per le persone trans di prestare servizio nell’esercito, la cancellazione del terzo genere dai documenti e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni.

    Circondato da adolescenti al momento della firma, il presidente ha dichiarato che “d’ora in poi, gli sport femminili saranno solo per le donne“. Trump ha citato anche le Olimpiadi di Los Angeles 2028, precisando che la sua amministrazione “non resterà a guardare mentre gli uomini battono le atlete” e che respingerà “tutte le domande di visto presentate da uomini che tentano di entrare negli Stati Uniti in modo fraudolento, identificandosi come atlete“.L’ennesimo ordine esecutivo transfobico di Donald Trump

    L’ordine esecutivo rischia di andare a scontrarsi con il Titolo IX, pietra miliare della legislazione sui diritti civili.

    Introdotto nel 1972, il Titolo IX protegge le persone dalla discriminazione basata sul sesso nei programmi educativi o nelle attività che ricevono assistenza finanziaria federale ed è noto soprattutto per garantire l’uguaglianza di genere negli sport universitari. Negli ultimi  anni le interpretazioni in riferimento al Titolo IX sono state fortemente contestate in relazione all’inclusione trans negli sport, in particolare dopo l’aggiornamento della legge da parte dell’amministrazione Biden che mirava a fornire protezioni esplicite per gli studenti LGBTQ+ e a vietare la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

    Diversi Stati controllati dai repubblicani hanno provato in ogni modo a respingere la legge aggiornata da Biden, facendo causa all’amministrazione precedente ed etichettando la legislazione come “illegale, antidemocratica e lontana dalla realtà“, perché a loro dire metterebbe “le donne a rischio“.

    Keeping Men Out of Women’s Sports” l’ordine firmato da Trump, offensivo sin dal titolo.

    Questo provvedimento – ha sottolineato la rappresentante Repubblicana del South Carolina, Nancy Mace – riporta la correttezza e difende i diritti delle atlete femminili che hanno lavorato duro per tutta la loro vita per arrivare ai livelli più alti”.

    La NCAA, ovvero la National Collegiate Athletic Association che rappresenta più di 1100 scuole d’America, ha annunciato che si muoverà per adeguarsi il prima possibile al nuovo regolamento. “Siamo un organismo nazionale e seguiamo le leggi federali”, ha precisato il presidente Charlie Baker.Sarà pioggia di ricorsi?

    Con l’ordine esecutivo firmato da Trump si aprirà quasi certamente una lunga stagione di ricorsi, con i tribunali chiamati ad intervenire, caso per caso e Stato per Stato. Tecnicamente, ad esempio, il Presidente degli Stati Uniti non ha giurisdizione sulle regole di ammissibilità di una lega professionistica come la WNBA. Non importa cosa Trump o chiunque altro possa voler fare, ma è inimmaginabile vedere un tribunale sostenere il governo federale che obbliga una lega a vietare a determinate persone di competere.

    Proprio per questo motivo Trump  taglierà i fondi governativi  a quegli Stati che consentiranno alle ragazze trans di partecipare agli sport femminili delle scuole superiori, o all’università. In questo modo aggirerà il problema, rendendo più difficile per molte organizzazioni sportive includere le donne transgender. Un divieto assoluto a livello nazionale verrebbe quasi sicuramente cancellato dai tribunali.  L’ordine trumpiano fornisce invece linee guida, regolamenti e interpretazioni legali chiedendo al Dipartimento dell’istruzione di indagare sulle scuole e i college che si ritiene non siano conformi.Il “caso” Lia Thomas

    Sono anni che la destra americana promette il divieto alle donne trans nello sport, ovvero da quando Lia Thomas è diventata la prima donna trans in assoluto a conquistare un titolo nazionale della National Collegiate Athletic Association (NCAA). Mesi e mesi di polemiche e beceri insulti ai danni di Thomas, fino a quando World Aquatics, ente globale che supervisiona il nuoto competitivo in tutto il mondo, ha cambiato le proprie regole, vietando a chiunque abbia sperimentato “qualsiasi parte della pubertà maschile” di competere nella categoria femminile.

    Lia ha fatto ricorso al CAS, sognando le Olimpiadi di Parigi, ma la Corte internazionale di arbitrato per lo sport ha respinto il ricorso della nuotatrice, affermando di non essere nella posizione di poter contestare la decisione presa da World Aquatics. Il CAS non si è espresso da un punto di visto tecnico a sostegno delle nuove regole di WA, sentenziando semplicemente che Thomas non avrebbe i requisiti per fare causa a World Aquatics.  A Parigi è poi scoppiato il “non caso” di Imane Khelif, con Trump che intervenne dagli USA definendo la futura medaglia d’oro algerina un “uomo”, per poi complimentarsi con la nostra pugile Angela Carini, ritiratasi dal match contro Imane dopo un solo pugno preso.La reazione della GLAAD

    GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) ha duramente contestato l’ultimo ordine esecutivo anti-trans del presidente Donald Trump, sottolineando come proprio lui abbia “zero credibilità nel proteggere donne e ragazze”.

    “Tutte le donne e le ragazze, comprese le donne e le ragazze transgender, dovrebbero essere benvenute a praticare sport se lo desiderano, a prendere decisioni sui propri corpi, a essere assunte per lavori per i quali sono qualificate e ad essere libere da attacchi illegali da parte di funzionari eletti”. “I politici anti-LGBTQ con precedenti di abusi e silenziamento sulle donne e di privazione della loro assistenza sanitaria non hanno alcuna credibilità in qualsiasi conversazione sulla protezione delle donne e delle ragazze”. “Ogni americano dovrebbe esigere che i cosiddetti leader smettano di attaccare le persone vulnerabili e inizino a fare il loro lavoro risolvendo problemi reali”.

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