Governo

Valditara usa il vocabolario di latino ‘IL’ contro il linguaggio inclusivo

Non c’è due senza tre, e il ministro Giuseppe Valditara ha colpito ancora. Dopo il polverone sullo studio della Bibbia a scuola, e sulle nuove linee guida etnocentriche che “privilegiano la storia d’Italia, dell’Europa e dell’Occidente”, l’ultima iniziativa, forse meno controversa: il ritorno del latino alle medie. Un’idea accolta con entusiasmo da Fratelli d’Italia, che l’ha celebrata come un ritorno alle radici culturali del Bel Paese.

Tutto questo, però, mentre l’Osservatorio Civico sulla Sicurezza a Scuola registra il numero più alto di crolli negli edifici scolastici degli ultimi sette anni nel biennio 2023-2024. Contestualmente, i dati OCSE dipingono un quadro preoccupante: un italiano su tre è considerato analfabeta funzionale.

Eppure, il partito guidato da Giorgia Meloni sembra meno interessato ai problemi strutturali che affliggono la scuola italiana, e più alle battaglie ideologiche, come il contrasto alla presunta teoria gender e un ideale nostalgico che aspira a riportare la scuola a un modello di un secolo fa.

E coì, il social media manager di Fratelli d’Italia ha pensato bene di trasformare il ritorno del latino in un’occasione per una campagna virale – almeno nelle intenzioni – pubblicando su X (l’ex Twitter) un post che ritrae il celebre dizionario “IL”, simbolo per generazioni di studenti, accanto a immagini rappresentative del linguaggio inclusivo: lo schwa e l’asterisco.

Il messaggio? “Bentornata, cultura“. Il sottotesto? Un attacco implicito – che non perde ovviamente occasione di scagliarsi su uno dei bersagli preferiti dell’ultradestra, la comunità LGBTQ – alla sinistra, caricaturizzata come un movimento concentrato unicamente su battaglie progressiste. Nel racconto di Fratelli d’Italia, quest’ultimo si erge invece a custode della tradizione e del sapere.

Non tutti, tuttavia, hanno apprezzato l’iniziativa. Tra i critici, c’è infatti persino la casa editrice torinese Loescher, che pubblica proprio quel dizionario. Con un comunicato lapidario, ha preso le distanze dal post e richiesto la rimozione di ogni riferimento alla sua opera:

“Loescher Editore ha sempre evitato le strumentalizzazioni politiche dei suoi prodotti editoriali, concepiti esclusivamente per la scuola e l’educazione. Non possiamo pertanto accettare che un nostro prodotto sia associato a un partito, qualunque esso sia”.

E con questa, la destra si è beccata una declinazione al presente indicativo del verbo “ritrattare”. Il post è infatti già scomparso dalle pagine social ufficiali del partito, che non ha ancora commentato sull’accaduto.

Categorie:Governo, Lgbt

Con tag:

1 risposta »

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.