Dopo quattro anni di parziale tregua in cui non sono avvenute operazioni su larga scala ma in cui l’economia delle aree sotto il controllo governativo ha subito il peso di una grave crisi dovuta anche all’impatto delle sanzioni occidentali, approfittando anche del disimpegno degli alleati del governo a causa del conflitto di Hezbollah con Israele e della crisi russo-ucraina, le forze antigovernative raggruppate nel gruppo Tahrir al-Sham (HTS) e nell’Esercito Nazionale Siriano (NSA) a Idlib e nella Siria nord-occidentale il 27 novembre 2024 hanno lanciato una rapida offensiva contro la città di Aleppo controllata dal governo riuscendo a conquistarla in 48 ore. I ribelli sono proseguiti quindi nella loro marcia verso sud: il 5 dicembre successivo è conquistata la città di Hama e due giorni dopo le forze ribelli catturano anche la città di Homs.
Nel contempo le Forze Democratiche Siriane, supportate dall’aviazione statunitense, prendono il controllo di Deir el-Zor e delle aree dei governativi contigue al fiume Eufrate, tagliando fuori dalla Siria i rinforzi delle milizie sciite irachene e iraniane. Le FDS il 6 dicembre ottengono anche il controllo delle aree che erano rimaste in mano al governo nella Siria nord-orientale. Sempre negli stessi giorni si riaccendono nuovamente gli scontri tra governo e Fronte Meridionale anche nel sud della nazione, in particolar modo a Dar’a e ad As-Suwayda, le quali vengono abbandonate rapidamente dalle forze del governo, e l’Esercito del Comando Rivoluzionario prende il controllo di Palmira, nel governatorato di Homs.
L’8 dicembre le forze ribelli prendono la capitale Damasco, ponendo termine ad oltre 50 anni di regime di Bashar al-Assad e Hafiz al-Assad.
Lo stesso giorno Israele lancia un’operazione nel governatorato di Quneitra in Siria e un’estensiva campagna di bombardamenti contro i depositi di armamenti precedentemente controllati dal regime.
La guerra civile non è tuttavia conclusa poiché nelle settimane successive proseguono gli scontri tra Esercito Nazionale Siriano e Forze Democratiche Siriane con quest’ultime che perdono il controllo di diverse aree ad ovest del fiume Eufrate da loro precedentemente occupate mentre nelle aree sulla fascia costiera a maggioranza alauita di Laodicea e Tartus avvengono numerosi scontri tra le milizie al potere e i sostenitori del deposto regime.
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