Il 21 novembre 2024, la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per aver diretto intenzionalmente attacchi contro la popolazione civile della Striscia di Gaza e aver utilizzato la fame come metodo di guerra, che si configurano come crimini di guerra e contro l’umanità. In una dichiarazione separata, è stato emesso un mandato d’arresto anche per Mohammed Deif, comandante supremo delle Brigate Ezzedin al-Qassam di Hamas, per presunti crimini di guerra e contro l’umanità commessi sul territorio dello Stato di Israele e dello Stato di Palestina almeno dal 7 ottobre 2023.
Israele è accusato di genocidio ai danni della popolazione palestinese della Striscia di Gaza da numerose ONG per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Right Watch, oltre che dalla Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese e da numerosi Stati. Le accuse provengono anche da diversi storici esperti di genocidio e Olocausto, tra qui gli storici iraeliani Raz Segal e Omer Bartov. Segal, direttore del Master in Holocaust and Genocide Studies dell’Università di Stoccolma, ha definito le azioni di Israele “un caso di genocidio da manuale”.
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