Unione Europea

Von der Leyen svela il nuovo Collegio dei commissari

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha svelato oggi (17 settembre) al Parlamento europeo la composizione del Collegio dei commissari che l’accompagnerà nel quinquennio 2024-29. Per il rotto della cuffia, la leader Ue è riuscita a indicare non solo la struttura del Collegio, ma anche le deleghe attribuite a ciascuno dei 26 commissari. Di cui 6 faranno parte della cerchia più ristretta dei vicepresidenti esecutivi, compreso l’italiano Raffaele Fitto. Ma all’interno del Collegio “ogni membro è uguale agli altri”, ha ricordato von der Leyen.

La struttura della seconda Commissione europea trainata dalla popolare tedesca ruota intorno a tre “priorità fondamentali”: prosperità, sicurezza e democrazia. Sullo sfondo, si staglia l’obiettivo della doppia transizione verde e digitale. In linea con “una delle principali raccomandazioni” contenute nel rapporto Draghi, “l’intero collegio è impegnato nella competitività”, ha assicurato la leader Ue.

Von der Leyen ha dovuto fare i salti mortali per garantire uno standard sufficiente di equilibrio di genere, di provenienza politica e geografico. Alla fine, undici donne e sedici uomini: von der Leyen ha rivendicato i propri meriti per aver migliorato l’equilibrio, portando la quota di donne dal 22 al 40 per cento.

Di seguito la lista presentata dalla presidente della Commissione europea, a partire dai sei vicepresidenti esecutivi – quattro donne e due uomini – di cui, ha specificato von der Leyen, “tre provengono da Stati membri che hanno aderito all’UE prima della caduta della cortina di ferro e tre da Stati membri che hanno aderito dopo la riunificazione dell’Europa”.

Teresa Ribera (Spagna) sarà vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva. Sarà anche responsabile della politica di concorrenza. Guiderà il lavoro per garantire che l’Europa rimanga in linea con gli obiettivi fissati nel Green Deal europeo. E che la decarbonizzazione e l’industrializzazione dell’economia Ue avvengano contemporaneamente.

Henna Virkkunen (Finlandia) sarà vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. Sarà anche responsabile del portafoglio sulle tecnologie digitali e di frontiera. “Chiederò a Henna di occuparsi degli aspetti interni ed esterni della sicurezza. Ma anche di rafforzare le fondamenta della nostra democrazia, come lo Stato di diritto, e di proteggerla ovunque venga attaccata”, ha precisato von der Leyen.

Stéphane Séjourné (Francia) sarà il vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale. Sarà anche responsabile del portafoglio Industria, PMI e Mercato unico. Guiderà il lavoro volto a creare le condizioni per la prosperità delle imprese, dagli investimenti all’innovazione, dalla stabilità economica al commercio e alla sicurezza economica.

Kaja Kallas (Estonia) sostituirà Josep Borrell come Alto rappresentante e vicepresidente. Kallas non è una nomina di von der Leyen, ma è stata proposta ed eletta dagli Stati membri al Consiglio europeo di luglio. “So di poter contare su di lei per fare da ponte tra le nostre politiche interne ed esterne e per assicurarci di rimanere una Commissione geopolitica”, ha commentato von der Leyen.

Roxana Mînzatu (Romania) sarà vicepresidente esecutiva per le persone, le competenze e la preparazione. A lei spetterà la responsabilità delle competenze, dell’istruzione e della cultura, dei posti di lavoro di qualità e dei diritti sociali. Il tutto nell’ambito della demografia. Mînzatu guiderà in particolare l’Unione delle competenze e il Pilastro europeo dei diritti sociali.

Raffaele Fitto (Italia) sarà vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme. Sarà responsabile del portafoglio che si occupa di politica di coesione, sviluppo regionale e città. “Ci avvarremo della sua vasta esperienza per contribuire a modernizzare e rafforzare le nostre politiche di coesione, investimento e crescita”, ha dichiarato von der Leyen.

Ecco la lista dei venti commissari con i rispettivi portafogli.

Maroš Šefčovič (Slovacchia), già vicepresidente della Commissione europea, al quale von der Leyen ha affidato due ruoli: sarà il Commissario per il commercio e la sicurezza economica, un nuovo portafoglio che comprende anche la politica doganale, ma anche Commissario per le relazioni interistituzionali e la trasparenza.

Valdis Dombrovskis (Lettonia), anche lui con una doppia delega. Sarà il Commissario per l’Economia e la Produttività, ma anche Commissario per l’attuazione e la semplificazione.

Dubravka Šuica (Croazia) sarà la Commissaria per il Mediterraneo. Un nuovo ruolo, integrato nel più ampio vicinato meridionale. Lavorerà a stretto contatto con Kaja Kallas – e con molti altri Commissari – per sviluppare gli interessi comuni con la regione.

Olivér Várhely (Ungheria) sarà Commissario per la Salute e il benessere degli animali. Sarà responsabile della costruzione dell’Unione europea della salute e del proseguimento del lavoro di lotta contro il cancro e di prevenzione sanitaria.

Wopke Hoekstra (Olanda) sarà il Commissario per il clima, la crescita pulita e l’azzeramento delle emissioni. Continuerà a lavorare sull’attuazione e sull’adattamento, sulla diplomazia del clima e sulla decarbonizzazione. Sarà inoltre responsabile della fiscalità.

Andrius Kubilius (Lituania) sarà il Commissario per la Difesa e lo Spazio. Si occuperà dello sviluppo dell’Unione europea della difesa e del potenziamento degli investimenti e della capacità industriale.

Marta Kos (Slovenia) sarà Commissaria per l’allargamento, responsabile anche del vicinato orientale. Da sottolineare che la procedura di nomina, che prevede la consultazione del Parlamento nazionale per un parere non vincolante, è ancora in corso. Si occuperà del sostegno all’Ucraina, proseguendo il lavoro di ricostruzione, e sosterrà i Paesi candidati per prepararli all’adesione.

Jozef Síkela (Repubblica Ceca) sarà il Commissario per i partenariati internazionali. Guiderà il lavoro sul Global Gateway e garantirà lo sviluppo di partenariati reciprocamente vantaggiosi che investano in un futuro comune.

Costas Kadis (Cipro) sarà il Commissario per la pesca e gli oceani. “Conto sulla sua esperienza per contribuire a costruire un settore resiliente, competitivo e sostenibile e per presentare il primo Patto europeo per gli oceani”, ha commentato von der Leyen.

Maria Luís Albuquerque (Portogallo) sarà la Commissaria per i Servizi finanziari e l’Unione del risparmio e degli investimenti. Sarà fondamentale per rafforzare e completare l’Unione dei mercati dei capitali e garantire che gli investimenti privati alimentino la produttività e innovazione.

Hadja Lahbib (Belgio) sarà la Commissaria per la preparazione e la Gestione delle crisi. Si tratta di un altro nuovo portafoglio che si occuperà di resilienza, preparazione e protezione civile. Sarà responsabile di guidare gli sforzi Ue nella gestione delle crisi e degli aiuti umanitari.

Magnus Brunner (Austria) sarà il Commissario per gli Affari interni e la migrazione. Si concentrerà sull’attuazione del Patto sull’asilo e la migrazione, ma anche sul rafforzamento delle frontiere e sullo sviluppo di una nuova strategia di sicurezza interna.

Jessika Roswall (Svezia) sarà il Commissario per l’Ambiente, la resilienza idrica e l’economia circolare competitiva. Avrà l’importante compito di contribuire a preservare il nostro ambiente e a mettere la natura in bilancio. Contribuirà a sviluppare un’economia più circolare e più competitiva. E guiderà il lavoro sulla resilienza idrica, che è una grande priorità per i prossimi anni.

Piotr Serafin (Polonia) sarà il Commissario per il bilancio, la lotta alla frode e la pubblica amministrazione. Si concentrerà in particolare sulla preparazione del prossimo bilancio a lungo termine e sulla garanzia di disporre di un’istituzione moderna in grado di fornire servizi ai cittadini europei.

Dan Jørgensen (Danimarca) sarà il Commissario per l’Energia e gli alloggi. Il suo lavoro contribuirà a ridurre i prezzi dell’energia, a investire nell’energia pulita e a garantire la riduzione delle nostre dipendenze. Sarà il primo commissario per l’edilizia abitativa a occuparsi di tutti gli aspetti, dall’efficienza energetica agli investimenti e all’edilizia.

Ekaterina Zaharieva (Bulgaria) sarà Commissaria per la ricerca e l’innovazione. Contribuirà a garantire maggiori investimenti e a concentrare la spesa sulle priorità strategiche e sull’innovazione innovativa.

Michael McGrath (Irlanda) sarà il Commissario per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto. Von der Leyen gli ha affidato la responsabilità di portare avanti lo Scudo europeo per la democrazia. Guiderà inoltre il lavoro Ue sullo Stato di diritto, la lotta alla corruzione e la tutela dei consumatori.

Apostolos Tzitzikostas (Grecia) sarà il Commissario per i trasporti sostenibili e il turismo. È responsabile della mobilità delle merci e delle persone. Si tratta di settori essenziali per la nostra competitività, ma anche per le nostre transizioni, per mettere in contatto le persone e per dare impulso alle economie locali.

Christophe Hansen (Lussemburgo) sarà il Commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione. Avrà il compito di dare vita alla relazione e alle raccomandazioni del Dialogo strategico sul futuro dell’Agricoltura. Sulla base del Dialogo strategico, svilupperà una Visione per l’agricoltura e l’alimentazione nei primi 100 giorni del mandato.

Glenn Micallef (Malta) sarà Commissario per l’equità intergenerazionale, la cultura, i giovani e lo sport. L’equità intergenerazionale è un tema trasversale. “Riguarda tutti noi, e soprattutto i giovani”, ha precisato von der Leyen.

Cosa succede ora

La presentazione di oggi apre la strada all’inizio del processo di audizione di conferma, una volta che il Parlamento avrà ricevuto tutta la documentazione necessaria. Prima di tutto la commissione giuridica dell’Eurocamera esaminerà le dichiarazioni di interessi dei commissari designati. Si tratta di una condizione essenziale per lo svolgimento delle audizioni di conferma.

Le risposte di ciascun commissario designato alle domande scritte presentate dal Parlamento saranno pubblicate sul sito web del Parlamento prima dell’audizione di conferma. La Conferenza dei presidenti organizzerà le audizioni di conferma sulla base di una raccomandazione della Conferenza dei presidenti di commissione. Ogni commissario designato sarà invitato a comparire davanti alla commissione o alle commissioni competenti per un’unica audizione di conferma della durata di tre ore. Tuttavia, nel caso di portafogli particolarmente ampi o complessi che coinvolgono più di una commissione, l’udienza di conferma può durare fino a quattro ore.

Il Parlamento valuterà i commissari designati in base alla loro competenza generale, all’impegno europeo e all’indipendenza personale, oltre a valutare la loro conoscenza del potenziale portafoglio e le loro capacità di comunicazione. I coordinatori della commissione valuteranno i singoli commissari designati dopo l’audizione di conferma e prepareranno un’unica lettera di valutazione per ciascun commissario designato. Per essere approvato, i coordinatori che rappresentano una maggioranza di almeno due terzi dei membri della commissione appartenenti a un gruppo politico devono approvare il commissario designato. Se non si raggiunge questa maggioranza, si possono chiedere ulteriori informazioni con domande scritte o con una nuova audizione di conferma della durata di 1,5 ore.

Le lettere di valutazione vengono trasmesse alla Conferenza dei presidenti, che può dichiarare chiuse le audizioni di conferma e autorizzare la pubblicazione di tutte le lettere di valutazione. Dopo l’esito positivo delle audizioni di conferma, il Presidente eletto presenterà il Collegio dei Commissari e il loro programma all’Assemblea plenaria del Parlamento, cui seguirà un dibattito e una votazione per eleggere o respingere la Commissione nel suo complesso, a maggioranza dei voti espressi (per appello nominale).

3 risposte »

  1. C’è chi è contento e chi meno della composizione della prossima Commissione europea, presentata stamattina (17 settembre) dalla presidente Ursula von der Leyen a Strasburgo. Socialisti e liberali, partner di maggioranza dei Popolari, hanno ribadito che vigileranno sulle audizioni dei candidati, dicendosi parzialmente soddisfatti per le deleghe ottenute dai propri rappresentanti. Più critici i Verdi e la Sinistra, mentre i Conservatori nostrani erano in visibilio per il conferimento a Raffaele Fitto della tanto ambita vicepresidenza esecutiva (con deleghe alla Coesione e alle riforme).

    In realtà, ancora prima che sulla composizione del nuovo Collegio, in molti hanno trovato da ridire sulla mossa della popolare tedesca che, invece di illustrare l’elenco dei candidati commissari alla Conferenza dei presidenti (l’organo dell’Eurocamera che riunisce i capigruppo e la presidente dell’Aula), si è limitata ad indicare in quella sede la suddivisione dei vari portafogli per poi svelare l’identità dei 26 membri del prossimo esecutivo comunitario di fronte ai giornalisti riuniti nella sala stampa dell’emiciclo. Una procedura che ha “suscitato rabbia tra i colleghi”, nelle parole piccate pronunciate a caldo dal co-capogruppo della Sinistra Martin Schirdewan, che parlando di un “deficit democratico” ha fatto eco all’omologa Manon Aubry la quale si è detta “sorpresa e arrabbiata” per il “disprezzo totale per il Parlamento europeo” dimostrato dalla presidente (ri)eletta. 

    Ma al di là di questa nota di colore, a tenere davvero banco è stato proprio quell’affaire Fitto che per settimane ha monopolizzato (o quasi) l’attenzione a Bruxelles. Da un lato, gli eurodeputati meloniani che fanno parte dei Conservatori e riformisti (Ecr) hanno cantato vittoria: “Esprimiamo grande soddisfazione per l’indicazione di Raffaele Fitto, mio predecessore come presidente del gruppo Ecr, come commissario europeo e vicepresidente esecutivo della Commissione europea“, ha dichiarato il co-capogruppo Nicola Procaccini, aggiungendo che questa nomina “ci inorgoglisce” perché “l’Italia non aveva un vice presidente (dell’esecutivo comunitario, ndr) nella scorsa legislatura”.  “Questo vuol dire una grossa responsabilità e mi auguro che anche i colleghi di altre visioni politiche possano convergere nel sostenere una candidatura (…) che non è soltanto una candidatura conservatrice o di Fratelli d’Italia, è una candidatura italiana“, ha aggiunto il deputato di FdI. 

    Dall’altro lato, tutti i gruppi alla sinistra dei Popolari (Ppe) hanno espresso vari gradi di preoccupazione rispetto all’offerta di una vicepresidenza esecutiva (sulle sei totali) ad un esponente della destra radicale, che verrebbe in questo modo normalizzata. È stato lo stesso Procaccini, del resto, a sottolineare il nodo politico: “I vicepresidenti esecutivi sono espressione di forze politiche che non subiscono alcun cordone sanitario. Quindi vengono considerate assolutamente agibili sul piano politico, legittimate nella loro quotidianità dall’azione politica”, ha commentato, rivendicando che “noi abbiamo la nostra visione politica, ma non è una visione antieuropeista“. 

    Niente di nuovo, se si pensa ai flirt di von der Leyen con la premier italiana Giorgia Meloni durante la campagna elettorale per le europee dello scorso giugno. Ma abbastanza per scatenare i commenti delle forze politiche progressiste. Per Iratxe García Pérez, capogruppo dei socialdemocratici (S&D), la squadra presentata stamattina ha cristallizzato “dei temi per noi di fondamentale importanza” – come il clima e la transizione equa e verde, la concorrenza e i diritti sociali – ma ha anche diversi risvolti negativi. Come appunto “una vicepresidenza esecutiva in mano ad un commissario dell’Ecr”, che “non fa parte dei partiti che hanno sostenuto la nomina di von der Leyen”.

    Un “problema politico“, nelle parole della leader spagnola, che meriterà “molta attenzione” da parte del suo gruppo al momento delle audizioni parlamentari, le quali potrebbero slittare all’inizio di novembre. Incalzata sull’eventualità di una collaborazione strutturale dell’Ecr con la maggioranza europeista, Pérez si è sfogata contro i cristiano-democratici: “Il cordone sanitario (contro l’estrema destra, ndr) funziona finché i gruppi lo fanno funzionare: finora ha funzionato con altri gruppi, evidentemente con l’Ecr non ha retto perché il Ppe non l’ha voluto applicare“. Insomma, la partita è rimandata all’autunno. Per il resto, i socialdemocratici si sono detti soddisfatti di essere rappresentati da quattro commissari su 27, di cui due vicepresidenti esecutive (la spagnola Teresa Ribera e la romena Roxana Mînzatu).

    In termini di equilibrio politico è andata meglio ai liberali di Renew Europe, che nel secondo Collegio von der Leyen saranno rappresentati da cinque commissari di cui due vicepresidenti esecutivi (l’Alta rappresentante Kaja Kallas e Stéphane Séjourné, nominato proprio ieri come sostituto del dimissionario Thierry Breton). “Noi non cooperiamo coi populisti” di destra e di sinistra, ha scandito la capogruppo Valérie Hayer, sostenendo che in fase di audizione i candidati verranno “passati al setaccio” per valutarne “l’impegno europeo, l’indipendenza dagli Stati membri e il rispetto degli orientamenti” che hanno costituito la piattaforma politica cui von der Leyen deve la propria riconferma. “Deploro questa scelta politica”, ha poi dichiarato la deputata francese in merito alla nomina di Fitto come vicepresidente esecutivo, garantendo la “massima vigilanza” da parte di Renew.

    Sulla vicepresidenza esecutiva a Fitto sono stati chiari anche i capigruppo dei Verdi: “Non ci ha sorpreso”, ha ammesso Terry Reintke, che ha lamentato un deciso spostamento a destra della maggioranza (di cui gli ecologisti si sentono parte, avendo supportato la rielezione di von der Leyen), criticando anche lei la cooptazione di Ecr. “Prepareremo molto bene le audizioni”, ha garantito, aggiungendo che “sarà complicato” raggiungere la soglia dei due terzi in sede di commissione parlamentare. Il suo gruppo nutre “molte riserve sulla sua candidatura” e auspica “una sorta di rimpasto con una redistribuzione dei portafogli” nel prossimo Collegio. 

    L’eurodeputata tedesca ha inoltre sottolineato che la nuova Commissione “non è equilibrata a livello di genere” (il rapporto donne-uomini è 40-60), ma si è detta soddisfatta che sia stata evitata “una compartimentazione del Green deal”, il quale parrebbe essere rimasto centrale in diversi portafogli. Il suo omologo Bas Eickhout le ha fatto eco promettendo che “il tema dei cambiamenti climatici non scomparirà” dall’agenda europea, per quanto “la crisi dei nostri sistemi naturali” non sia stata considerata a sufficienza nella relazione di Mario Draghi (che evidentemente, l’agenda dei prossimi anni, la influenzerà eccome). Per l’eurodeputato olandese, comunque, non va alimentata una falsa opposizione “tra Green deal e competitività perché sono due facce della stessa medaglia”.

    Infine, a lamentarsi della “Commissione europea più destra nella storia” ci ha pensato la co-capogruppo della Sinistra, Aubry, che si è unita alle critiche per la prima volta di un vicepresidente esecutivo dell’Ecr: una scelta che “getta luce sull’orientamento politico” del prossimo Collegio, che secondo lei “si basa sul sostegno dell’estrema destra“. A detta di Schirdewan, quella di offrire una vicepresidenza esecutiva a Fitto è stata una “decisione strategica di von der Leyen” grazie alla quale la popolare tedesca “si è garantita il potere” per altri cinque anni, in un panorama politico dove l’interesse per l’occupazione e i diritti sarebbe stato sostituito da quello per la difesa – come illustrano le nomine di Andrius Kubilius e Kaja Kallas, due falchi baltici anti-russi, che preconizzano secondo il deputato tedesco un “inasprimento” della posizione dei Ventisette nei confronti di Mosca.

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  2. Un riconoscimento per l’Italia o una vittoria del governo conservatore di Giorgia Meloni. O tutte e due, o nessuna delle due. La politica italiana a Bruxelles si divide sulla nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alle Riforme e alla Coesione. Esultano i partiti di governo, le delegazioni di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non ci stanno. Il capodelegazione dem, Nicola Zingaretti, lancia un appello al fedelissimo di Meloni: “Si liberi dalla retorica anti europeista del governo che lo ha indicato”.

    L’ingresso di Fitto nella cerchia dei sei vicepresidenti esecutivi designati da von der Leyen tiene banco da settimane. Per la prima volta, un esponente di un partito di destra radicale siede in un ruolo apicale dell’esecutivo europeo. Per altro Fratelli d’Italia non ha sostenuto la rielezione della popolare tedesca alla guida della Commissione europea, e il gruppo di cui fa parte all’Eurocamera – i Conservatori e Riformisti europei – sono rimasti fuori dalla maggioranza composta, ancora una volta, da popolari, socialdemocratici e liberali. Con il supporto esterno dei Verdi.

    Alla fine, nonostante gli avvertimenti dei tre gruppi progressisti della maggioranza Ue (S&d, Renew e Greens), von der Leyen ha confermato le indiscrezioni che volevano Fitto vicepresidente esecutivo. Ridimensionandone però le deleghe, almeno in parte: Fitto non eredita il portafoglio economico da Paolo Gentiloni, ma sarà responsabile delle Riforme e della politiche di Coesione. E vigilerà sulla messa a terrà del Pnrr negli Stati membri, insieme al commissario per gli Affari economici, Valdis Dombrovskis. “Ci avvarremo della sua vasta esperienza per contribuire a modernizzare e rafforzare le nostre politiche di coesione, investimenti e crescita”, ha affermato von der Leyen presentando il Collegio al Parlamento europeo di Strasburgo.Esulta la destra, Procaccini all’opposizione: “No ideologie, sostenere candidatura italiana”

    Al settimo cielo Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia e copresidente di Ecr – ruolo che fu proprio di Fitto -: “L’indicazione di Raffaele Fitto ci inorgoglisce, lo dico innanzitutto come italiano, perché l’Italia non aveva un vice presidente nella scorsa legislatura, nella scorsa stagione europea, ce l’ha oggi”, ha immediatamente rivendicato Procaccini a margine della presentazione delle deleghe. Rivolto ai partiti di opposizione, ha poi aggiunto: “Mi auguro che anche i colleghi di altre visioni politiche possano convergere nel sostenere una candidatura autorevole come quella di Raffaele Fitto, che non è soltanto una candidatura conservatrice o di Fratelli d’Italia, è una candidatura italiana“.

    Dello stesso tenore il commento di Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia a Bruxelles, secondo cui la nomina di Fitto è “un riconoscimento che rafforza il ruolo dell’Italia in Europa“. Ma anche un premio per “l’impegno del nostro governo e il lavoro determinante di Forza Italia e del Partito popolare europeo”. Più contenuta l’esultanza della Lega, che in un post su X ha commentato “l’ottima notizia per l’Italia”, dicendosi certa che Fitto “saprà difendere al meglio gli interesse del nostro Paese”.M5S e AVS contro la vicepresidenza a Fitto, Tridico: “Un pugno di mosche”

    Le delegazioni europee di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si sono invece scagliate contro la scelta di von der Leyen, cercando di ridimensionare la presunta vittoria tricolore. Pasquale Tridico, capodelegazione dei pentastellati, l’ha definita “un pugno di mosche”, sottolineando che “l’Italia avrà un distintivo da sfoggiare – la vicepresidenza esecutiva – ma ottiene deleghe che nel precedente mandato di Ursula Von der Leyen erano state assegnate a un Paese piccolo e non fondatore dell’Ue come il Portogallo“. Mentre gli eurodeputati di AVS, che al Parlamento europeo sono divisi tra i Verdi e la Sinistra europea, in una nota congiunta hanno definito “del tutto inaccettabile l’attribuzione di incarichi di particolare rilievo a rappresentanti di governi sovranisti che ostacolano ogni progetto di integrazione europea e sono subalterni a logiche di guerre e corse agli armamenti”. I sei di Alleanza Verdi e Sinistra, e il loro leader in Italia, Angelo Bonelli, mettono in dubbio anche le competenze di Fitto, “un ministro che in Italia ha gestito in modo del tutto inadeguato i fondi del Pnrr e ha sostenuto l’autonomia differenziata che nega ogni principio di coesione sociale”.

    Tra i banchi dell’opposizione – ma delegazione più numerosa dei socialdemocratici, colonna portante della maggioranza Ursula 2.0 – il Partito Democratico è sicuramente il più diplomatico. Nicola Zingaretti ha constatato amaramente la nascita di una “Commissione conservatrice specchio dei governi europei di questo momento”, chiedendo parallelamente a Fitto di “liberarsi dalla retorica anti europeista del governo che lo ha indicato”. Da Camilla Laureti, eurodeputata dem e vicepresidente di S&d, l’avvertimento: “Ascolteremo con attenzione Fitto durante le audizioni perché sicuramente la posizione assunta dal suo gruppo fino ad ora non è andata in direzione di quel rafforzamento dell’Unione che può garantire anche gli interessi dell’Italia”.

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