Giorgia Meloni (8), presidente del Consiglio dei ministri
Giovedì due esponenti di Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, si sono dimesse in seguito alla pubblicazione della seconda parte di un’inchiesta di Fanpage sulla diffusione di teorie e simboli fascisti e antisemiti nell’organizzazione. Elisa Segnini si è dimessa dal ruolo di capo della segreteria della deputata Ylenja Lucaselli, mentre Flaminia Pace, una dirigente di un circolo romano di Gioventù Nazionale, si è dimessa dal Consiglio nazionale dei giovani, un organo consultivo ufficiale che rappresenta gli interessi dei giovani presso il governo e le istituzioni italiane (per ora rimane comunque segretaria del circolo). L’inchiesta si basa su alcuni video e chat raccolte da una giornalista di Fanpage che qualche settimana fa era entrata in Gioventù Nazionale sotto copertura, fingendosi una militante. I membri dell’organizzazione sono ripresi fra le altre cose mentre cantano cori e slogan che inneggiano al fascismo, ricordano con nostalgia il periodo fascista e l’autoritarismo di Benito Mussolini, e sostengono tesi apertamente razziste e antisemite.
I leader dei Ventisette iniziano ad arrivare alla sede del Consiglio europeo, ed il clima sembra quello di tentare di stemperare le tensioni con il governo italiano sul tema più caldo sul tappeto, le nomine per i posti di vertice. Tra i primi ad entrare al palazzo Justus Lipsius è il premier polacco Donald Tusk, il quale, interpellato dai giornalisti, diche di non aver “ancora parlato con Meloni”, ma aggiunge che “penso che oggi ne avremo l’occasione”. L’esponente del Ppe, membro del tavolo che ha indicato i nomi per i tre “top jobs” tiene però a sottolineare che “una cosa deve essere chiara: nessuno rispetta la premier Meloni e l’Italia più di me”. Però, spiega “a volte serve una piattaforma per rendere più fluide le decisioni e abbiamo raggiunto una posizione comune tra le forze maggiori al Parlamento Europeo. Le nostre negoziazioni nella piattaforma politica sono servite per facilitare il dialogo”, ma, rimarca, “la decisione è di Meloni e degli altri leader”.
Giancarlo Giorgetti (8), ministro dell’Economia e Finanze **
Via libera al perfezionamento dell’acquisizione di una quota di ITA Airways da parte di Lufthansa. È arrivata oggi la decisione formale della Commissione Eu che consentirà di finalizzare l’operazione che dopo 40 anni dà “una risposta definitiva a un tema che ha occupato larga parte del dibattito politico ed economico del Paese” ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti nella conferenza stampa di oggi al Ministero dell’economia e delle finanze a cui hanno preso parte il presidente di Ita Airways Antonino Turicchi e il CEO di Lufthansa Carsten Spohr. “Oggi chiudiamo una storica e annosa vicenda. Possiamo dire agli italiani che non ci metteremo più un euro delle loro tasse” afferma il ministro, “Ita nasce proprio per mettere fine agli aiuti di Stato” concessi nel passato ad Alitalia e che sono costati agli italiani soldi delle loro tasse.
Matteo Piantedosi (8), ministro degli Interni **
Nell’ambito del Ravenna Festival, presso il Pala de Andrè si è svolto il concerto della Banda Musicale della Polizia di Stato alla presenza del Ministero dell’Interno Matteo Piantedosi, del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani e delle più alte cariche civili e militari provinciali e regionali. Il concerto, diretto dal Maestro Maurizio Billi, con la partecipazione del violinista Giuseppe Gibboni, si è contraddistinto per un ricco e variegato repertorio, passando da Paganini, Sostakovicˇ e Gershwin fino a John Williams e ai tributi a Duke Ellington ed Ennio Morricone. L’esibizione della Banda della Polizia di Stato ha avuto il suo apice con l’esecuzione della Sinfonia Nabucco di Giuseppe Verdi sotto la straordinaria direzione del Maestro Riccardo Muti.
Antonio Tajani (7 1/2), vice-Premier e ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale *
“Nessuna apertura ai verdi”. Semmai, “aprire ai conservatori” di Ecr. Il ministro degli Esteri e vicepresidente del Ppe, Antonio Tajani, traccia la linea dei popolari per le nuove alleanze in Parlamento e fuori. Posizioni che vanno contro i ‘desiderata’ di socialisti e liberali, che pure hanno escluso cooperazioni con i conservatori. Ma, spiega Tajani, “bisogna fare attenzione a escludere i conservatori perché altrimenti poi vanno a parlare con Marine Le Pen” e le forze di destra estrema, come dimostrato dai contatti tra la stessa leader di Rassemblement National e il partito di governo in Italia. La visione del Ppe è dunque quella di includere la destra considerata come estrema ed euro-scettica all’interno della famiglia europea, per evitare che il gruppo Ecr possa ingrossare le forze ancor meno europeiste. E’ l’unico modo “per avere una destra moderata”, sostiene Tajani. Così facendo si includerebbe nei giochi parlamentari anche il partito europeo guidato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’apertura di Tajani, che è un’apertura del Ppe, ai conservatori, viene spinta dal fatto “che non esistono maggioranze alternative” a quella tra popolari, socialisti e liberali. E, ribadisce il ministro degli Esteri, siccome “il Ppe è il partito che ha vinto le elezioni mentre gli altri le hanno perse”, i popolari cercano di forzare la mano e dettare la linea quanto più possibile.
Gilberto Pichetto Fratin (7 1/2), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica
Dal 3 luglio è entrato in vigore nell’Unione Europea l’obbligo di commercializzare solo bottiglie in plastica con il tappo che resta attaccato per un lembo, quello che in inglese viene chiamato tethered cap. L’obbligo è contenuto in una direttiva europea del 2019 sulla riduzione dell’incidenza della plastica, che tra le altre cose ha vietato, a partire dal luglio 2021, la vendita di alcuni prodotti di plastica usa e getta come posate, piatti da picnic, cannucce monouso, cotton fioc e bastoncini di plastica per palloncini. L’obiettivo della norma sui tappi è fare in modo che tappo e bottiglia vengano buttati nello stesso momento, auspicabilmente nel bidone della raccolta differenziata, e che quindi i tappi non vengano dispersi nell’ambiente. Tappi e coperchi sono infatti tra gli oggetti di plastica monouso che inquinano di più le spiagge europee, e sono sempre più un problema per via dei loro lunghi tempi di decomposizione.
Orazio Schillaci (7), ministro della Salute *
Per il ministro della Salute, Orazio Schillaci i valori delle analisi del sangue vanno firmati, tuttavia in farmacia non lo sono. E’ quanto si legge sui canali social del programma d’inchieste di Rai 3 Report. “Quando facciamo le analisi del sangue in farmacia – recita il post che accompagna un video – ci viene consegnato uno scontrino o un foglio con i valori delle analisi, ma né sulla scontrino né sul foglio c’è la firma di un responsabile”. “Per il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri – prosegue il post – la mancanza di una firma non ha lo stesso peso di garanzia che hanno le analisi nei laboratori accreditati, dove, invece, i risultati sono accompagnati dalla firma di un responsabile. Il ministro Schillaci non sembra esserne al corrente, ma dice: “Io credo che se si fa un prelievo ci deve essere la firma”.
Carlo Nordio (7), ministro della Giustizia
Mercoledì il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge presentato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e che tenta di far fronte al sovraffollamento nelle carceri. Il provvedimento era atteso da tempo per porre un qualche rimedio alle pessime condizioni delle persone detenute, tra le quali ci sono stati almeno 47 suicidi solamente nei primi sei mesi del 2024, ma ha avuto una genesi tribolata. Nordio aveva annunciato già a fine marzo un intervento in tal senso, e poi aveva dovuto fare i conti con l’opposizione di Lega e Fratelli d’Italia a qualsiasi ipotesi che consentisse la scarcerazione agevolata o anticipata. Nel frattempo Nordio aveva vagheggiato soluzioni alternative: la costruzione di nuove strutture, il riutilizzo di caserme dismesse per decongestionare gli istituti penitenziari sovraffollati, sveltire le procedure burocratiche con altri Stati per fare in modo che i detenuti stranieri potessero scontare la pena nel loro paese d’origine. Tutte ipotesi di cui si parla da anni, ma che sono dispendiose e di difficile realizzazione: e infatti, dopo varie discussioni, nessuna di queste è stata inserita nel testo finale del decreto approvato mercoledì.
Mercoledì la Camera ha approvato in seconda lettura, e quindi in via definitiva, il cosiddetto “ddl Nordio”, il disegno di legge proposto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio di Fratelli d’Italia che prevede diverse modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare. Il testo è stato approvato con 199 voti a favore, 102 voti contrari e nessun astenuto: a favore hanno votato i deputati della maggioranza di governo e quelli di Italia Viva e Azione. Uno dei punti principali e più discussi del disegno di legge è che cancella il reato di abuso d’ufficio (articolo 323 del codice penale), cioè quello di chi commette illeciti nell’esercizio delle proprie funzioni di pubblico ufficiale, e che riguarda funzionari pubblici ma spesso anche sindaci e amministratori locali. Negli ultimi anni il reato di abuso d’ufficio è stato oggetto delle lamentele di molti sindaci e amministratori, i quali sostengono che li spinga spesso a evitare di assumersi responsabilità decisionali anche su provvedimenti banali, per paura di incorrere in procedimenti penali: il timore di commettere abuso d’ufficio provocherebbe in loro la paura di assumersi responsabilità, spesso definita “paura della firma”.
Francesco Lollobrigida (6 1/2), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste **
Presso il Salone Agricoltura del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, si è tenuto un incontro tra il Ministro Francesco Lollobrigida e il Ministro dell’Economia della Repubblica dell’Azerbaigian, Mikayil Jabbarov. L’incontro ha avuto come oggetto principale le prospettive di collaborazione tra Italia e Azerbaigian nel settore agricolo. Durante la riunione, il Ministro Jabbarov ha espresso l’interesse del suo Paese ad acquisire strumentazione e know-how italiano con l’obiettivo di investire in tecnologia utile allo sviluppo dell’agricoltura in Azerbaigian. In risposta, il Ministro Lollobrigida ha manifestato “massima disponibilità per una collaborazione nell’agrifood e nell’agrindustria”, sottolineando l’importanza di “accompagnare il trasferimento delle conoscenze a misure di tutela del made in Italy”. Il Ministro Lollobrigida ha inoltre evidenziato la presenza al tavolo di diverse rappresentanze. “Ho immaginato utile – ha detto – che oggi fossero qui con noi alcune realtà rappresentative delle nostre aziende del settore agroalimentare italiano anche per dare la possibilità di incrementare gli interscambi tra l’Italia e L’Azerbaigian”.
Marina Elvira Calderone (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
Non è certo Caparezza, ma come l’immaginifico artista pugliese la ministra Calderone sembra venire dalla luna mentre spiega che “nel 2023 abbiamo avuto 1.041 infortuni mortali, un dato inferiore rispetto al 2019, anno in cui abbiamo registrato 1.239 infortuni mortali”. Ad ascoltarla ci sono le commissioni lavoro riunite di Camera e Senato, naturalmente divise nel giudizio fra chi sostiene l’azione del governo Meloni e quindi rimarca i “passi avanti” nella lotta agli omicidi bianchi, e i parlamentari delle opposizioni fra cui il dem Arturo Scotto, che osserva: “La ministra Calderone vive in un mondo tutto suo. Mentre spiega che sulla sicurezza sul lavoro il governo continua a fare progressi, non mette in campo alcuna trategia per far emergere il nero, il sommerso e l’illecito. Abbiamo proposto il Durc di congruità anche in agricoltura, ma non c’è volontà di farlo. Così come non si capisce che fine abbia fatto il tavolo sul caporalato. Siamo oltre la retorica”.
Eugenia Roccella (6), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità
Il tribunale di Trapani ha riconosciuto il diritto di cambiare nome e identità di genere all’anagrafe senza alcun intervento chirurgico effettuato o programmato e senza alcuna terapia ormonale ad Emanuela, 53enne di Erice. Il tribunale si è rifatto ad una sentenza della Corte di Cassazione del 2015, che consentì ad una donna transgender di legittimarsi come tale prima dell’operazione, all’epoca pianificata. In questo caso non prevista. Intervistata da LaRepubblica, Emanuela ha confessato di aver sempre sentito “un universo femminile” dentro di sè, dall’età di 5 anni. “Perché quando si è transgender il bambino, o la bambina, percepisce la sua identità nell’immediato“.
Ci sono diverse criticità da evidenziare nel provvedimento sul revenge porn a cinque anni dalla sua istituzione: sono legate, tra le altre cose, alla circoscrizione del reato all’intento di arrecare danno e nocumento, alla procedibilità e al termine per la proposizione della querela. In linea generale, il disegno di legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, approvato dal Senato della Repubblica, in data 17 luglio, risponde indubbiamente al bisogno di intervenire sui casi di cosiddetta violenza domestica e di genere, attraverso misure atte a garantire una più celere instaurazione del processo penale ed una maggiore attenzione alla protezione delle vittime, un inasprimento delle pene per alcuni delitti ed una rimodulazione di alcune aggravanti, nonché l’introduzione di nuove fattispecie di reato.
Adolfo Urso (5 1/2), ministro delle Imprese e Made in Italy **
Il ministro (e la cosa ha un valore doppio, visto che in queste ore si trova in missione ufficiale proprio a Pechino) attenua dunque i toni più bellicosi che nei mesi scorsi sembravano porre l’Italia decisamente tra i Paesi a favore dei dazi, in contrapposizione, per capirci, alla Germania. Ora la soluzione negoziale perorata dalla Germania, sebbene saranno i dettagli a fare la differenza tra le due posizioni, entra anche nel vocabolario diplomatico italiano. «I dazi – ha detto Urso al termine di un incontro con la comunità degli imprenditori italiani in Cina – sono talvolta lo strumento per ripristinare condizioni di mercato che siano state violate. Noi siamo ovviamente per un mercato libero ma equo e quindi ci auguriamo che in questo caso si possa trovare una soluzione negoziale che ripristini le condizioni dell’equità di mercato a fronte delle sovvenzioni di cui, come la Commissione europea ha verificato, hanno goduto le imprese cinesi». Il pensiero è stato poi ribadito in una successiva dichiarazione. «Auspico anch’io (in riferimento alla posizione tedesca, ndr) una soluzione negoziale perché i dazi non sono mai la soluzione, ma un mezzo. L’obiettivo deve essere ripristinare le condizioni di mercato all’interno delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Restiamo favorevoli assolutamente al mercato libero, ma equo».
Daniela Santanchè (5 1/2), ministro del Turismo **
È arrivata la seconda richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha chiesto il processo per falso in bilancio per la ministra del Turismo di Fratelli d’Italia – già imputata per truffa all’Inps – e per altri 16 indagati, tra cui il compagno Dimitri Kunz, l’ex compagno Canio Mazzaro, la sorella Fiorella Garnero e la nipote Silvia Garnero. L’indagine riguarda il dissesto delle società del gruppo editoriale Visibilia, fondato da Santanchè e da lei amministrato fino al dicembre del 2021.
Raffaele Fitto (5), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR
Fratelli d’Italia voterà in Parlamento Ue sulla commissione in base al programma. Lo ha detto Raffaele Fitto, ministro per gli Affari europei, per le Politiche di coesione e per il Pnrr, a margine del “Forum in masseria”. «Non c’è ancora un orientamento, si tratta di capire l’evoluzione che ci porterà il 18 luglio e di ascoltare quello che dirà Ursula von der Leyen nel merito del suo programma», ha detto Fitto, spiegando che «non è che noi votiamo sulla base di simpatia o antipatie, noi votiamo sulla base di un programma, quindi si tratta di ascoltare nel confronto che ci sarà e nella presentazione del programma dei prossimi 5 anni e sulla base di quello decideremo».
Roberto Calderoli (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie *
Non vi è dubbio che la legge Calderoli sull’autonomia (lasciamo perdere l’aggettivo differenziata, per favore) vada bocciata, sia nel metodo che nel merito. Questo per delle ragioni, a mio avviso, diverse e forse anche più profonde di quelle avanzate dal fronte progressista. Veramente siamo di fronte a una legge che spacca ulteriormente l’Italia oppure alla secessione dei ricchi come sostengono i leader progressisti? Facciamo un passo indietro al primo embrione di questa legge, considerando il caso del Veneto. Nel 2017 la Regione Veneto indisse un referendum su questo tema. Parteciparono più di due milioni di elettori e il risultato fu chiarissimo. Il 98 % dei veneti voleva più autonomia. Si tratta di persone egoiste, pur in una Regione cattolicissima, e che volevano spaccare il Paese? Non so, ma sicuramente questi bravi cittadini e cittadine volevano mettere le mani sul corposo residuo fiscale che la Regione passa ogni anno allo Stato.
Giuseppe Valditara (4 1/2), ministro dell’Istruzione e Merito **
Il Ministro Giuseppe Valditara ha firmato il decreto che disciplina le modalità di attribuzione delle posizioni economiche al personale ATA e che consentirà una integrazione salariale delle retribuzioni del personale amministrativo, tecnico e ausiliario a fronte della maggiore professionalità acquisita. Il Fondo ammonta a 137,72 milioni di euro.
Gennaro Sangiuliano (4 1/2), ministro della Cultura **
«Colombo va davanti alla Santa Inquisizione e spiega il suo progetto. Colombo, come sapete, non ipotizzava di scoprire un nuovo continente. Colombo voleva circumnavigare la terra sulla base delle teorie di Galileo Galilei». Così parlò il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano negli stessi giorni in cui poco più di mezzo milione di studenti stanno sostenendo gli esami di maturità. Davvero un luminoso esempio di rigore storico scientifico. Piccolo riassunto di date. Cristoforo Colombo nasce a Genova nel 1451 e scopre l’America, che lui credeva le Indie, nel 1492. Galileo Galilei nasce a Pisa nel 1564. Esercizio di matematica da scuola elementare. «Bambini, viene prima il 1564 o il 1492?» «Il 1492, maestra». «Bravi. E quanto fa 1564 meno 1492?». «72, maestra»
«Quindi, se Colombo scopre l’America nel 1492 e Galileo Galilei nasce nel 1564, quanti anni ha Galilei quando Colombo scopre l’America?». «Nessuno maestra. Doveva ancora nascere». Che facciamo con il nostro ineffabile ministro della cultura? Lo rimandiamo in classe con i bambini delle elementari? Lo obblighiamo a guardare tutti i giorni i programmi di RaiStoria o RaiScuola? Lo invitiamo ad astenersi da ora in poi dal tenere discorsi o lezioni o spiegoni? Gli chiediamo gentilmente di lasciare il posto a qualcuno meno traballante in storia e geografia memori anche della confusione che fece, circa due mesi fa, fra Trafalgar e Times Square?
Guido Crosetto (4 1/2), ministro della Difesa *
Una strategia per la pace «forte quanto il sostegno all’Ucraina». Un’accelerazione netta – «adesso o mai più» – sulla difesa comune europea. E un’ammissione sul 2% di Pil in difesa: «Io penso che sia un obiettivo da raggiungere per il bene del Paese, ma alle condizioni attuali e con le regole europee attuali non ci arriveremo nemmeno nel 2028». Guido Crosetto, come suo costume, non si sottrae. È ministro della Difesa italiano in tempo di guerra. E sembra vivere quasi con inquietudine le sfide e le contraddizioni del suo mandato. «La sera capita che si va a dormire sconfitti, perché è passato un altro giorno in cui non si è riusciti a far valere la necessità del dialogo, ma il giorno dopo si ricomincia, nelle sedi internazionali dove è necessario far sentire la nostra voce. Lo so che può sembrare incomprensibile nella mia posizione, ma questo per me vuol dire essere “artigiano di pace”. Sento questa espressione ripetuta spesso dal Papa, fatta propria dal cardinale Zuppi, provo a interiorizzarla e a tradurla nel lavoro quotidiano, specie nel lavoro oscuro che nessuno vede, ma non è facile per niente… ».
Matteo Salvini (4), vice-Premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti **
Ci mancava solo l’adesione degli spagnoli di Vox. Ora il progetto dei Patrioti per l’Europa, fortemente voluto dal premier ungherese Viktor Orbán, è pronto per essere presentato in società. Oggi è il giorno giusto, quello in cui anche Marine Le Pen, archiviate le elezioni in patria, confermerà il suo ingresso nel nuovo gruppo delle destre sovraniste. E lo stesso farà Matteo Salvini, mettendo nero su bianco quel che auspicava ormai da una decina di giorni. Numeri alla mano (anche se a Bruxelles il pallottoliere è quantomai ballerino), nasce la terza formazione per numero di iscritti al Parlamento europeo, 82 in tutto, 4 in più dei Conservatori di Giorgia Meloni, sempre che in extremis non si verifichino nuove fuoriuscite. Si scioglie Identità e democrazia, il gruppo che nell’ultima legislatura era guidato dal leghista Marco Zanni. «Ma non è il fallimento di un progetto politico come sostiene qualcuno» fanno osservare in via Bellerio. «È come quando nacque il Pdl dall’unione di Forza Italia e Alleanza nazionale. Questa è un’operazione ancora più ambiziosa. Entriamo tutti in una dimensione più grande per contare di più» (pur se il modello indicato non è stato un successo).
Maria Elisabetta Alberti Casellati (4), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa *
“Io non considero mai chiuso nulla, sono stata sempre aperta al dialogo”, ha dichiarato la ministra per le Riforme Istituzionali Maria Elisabetta Casellati, aprendo alla possibilità che il testo del premierato venga modificato. Casellati è intervenuta anche sul nodo legato alla legge elettorale: “La sto studiando e sarà pronta in autunno. Il vero problema ci sarebbe stato se l’avessi elaborata prima del premierato perché avremmo avuto una riforma con dei paletti rigidi rispetto a eventuali cambiamenti”, ha dichiarato.
Nello Mesumeci (3 1/2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare
“250 anni di attività del Corpo della Guardia di Finanza, nella sua ininterrotta continuità storica. Ho portato il saluto e l’apprezzamento del governo italiano nella apposita cerimonia svoltasi nello stupendo golfo di Gaeta, accolto dal comandante generale De Gennaro. E, subito dopo, tutti ad applaudire la esercitazione del dispositivo aeronavale dei finanzieri. Un orgoglio nazionale!”. Lo ha dichiarato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, durante i festeggiamenti che si sono tenuti a Gaeta in occasione dell’anniversario della fondazione del Corpo della Guardia di Finanza.
Luca Ciriani (3), ministro dei Rapporti con il Parlamento **
Sono ore decisive per il futuro dell’Unione europea, l’attesa è legata indissolubilmente al voto sul secondo mandato a Ursula von der Leyen a capo del governo Ue. Cosa farà Giorgia Meloni è il grande dubbio, ma appare chiaro che la scelta di Fratelli d’Italia verrà resa nota solo all’ultimo momento. Il confronto tra l’ex ministro della Difesa di Berlino e la delegazione di Ecr si è concluso con un giudizio sospeso, mentre la Meloni è al lavoro per ottenere un commissario di peso e la vicepresidenza della commissione per l’Italia. Una cosa è certa secondo il ministro Luca Ciriani: “Conosco la determinazione del nostro presidente e so che non darà nessun voto gratis”. Intervenuto ai microfoni di “Start” su Sky Tg24, il titolare dei Rapporti con il Parlamento non si è sbilanciato sul voto dei 24 europarlamentari di Fratelli d’Italia, ma ha ribadito che la Meloni lavorerà per ottenere il massimo per il Paese: “Ogni voto a Ecr e degli italiani verrà difeso con le unghie e con i denti. Siamo un grande paese e chiediamo di essere rispettati”. Dopo aver evidenziato che il governo italiano è stato l’unico a uscire rafforzato dalle elezioni europee, Ciriani ha rimarcato che l’Italia non può restare ai margini dell’Europa:“Abbiamo avanzato delle richieste, aspettiamo delle risposte e determineremo il nostro voto”.
Anna Maria Bernini (2 1/2), ministro dell’Università e della Ricerca
Missione in Marocco per il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, nel corso della quale ha firmato un accordo per rafforzare la cooperazione scientifica e accademica tra i due Paesi e ha dato avvio al primo roadshow MUR sul Piano Mattei, nel quale selezionate imprese italiane si sono confrontate con il sistema Paese marocchino per offrire le proprie competenze in iniziative congiunte di alta formazione e ricerca. La titolare del MUR ha incontrato a Rabat il Ministro dell’Insegnamento Superiore, della Ricerca Scientifica e dell’Innovazione del Marocco, Abdellatif Miraoui, con il quale ha siglato un Memorandum per aumentare ulteriormente la collaborazione nei settori dell’istruzione superiore, della scienza e dell’innovazione, attraverso azioni e programmi congiunti a sostegno dei partenariati accademici, dei progetti di ricerca scientifica e innovativa, per favorire la mobilità dei ricercatori e la compartecipazione in infrastrutture innovative. La cooperazione tra i due Paesi verterà, in particolare, sulle biotecnologie agroalimentari, la gestione delle acque, la Blue economy sostenibile e produttiva, le energie rinnovabili e Green economy, il cambiamento climatico, le scienze della salute, le scienze ingegneristiche e architettura, le scienze umane e sociali e il patrimonio culturale.
Paolo Zangrillo (1 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione
“Il presidente dell’Aran Antonio Naddeo e il Ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo fanno affermazioni che sanno essere non vere: in queste ore, infatti, si affannano a sostenere che gli aumenti contrattuali per il triennio 22/24 sono di 150 euro medi e che vogliono chiudere i contratti in fretta e con le maggioranze possibili. Sugli stipendi: gli aumenti non sono di 150 euro medi, quello caso mai è il valore procapite delle risorse contrattuali ripartite per gli addetti. Ma quanto andrà in busta paga ai lavoratori pubblici? Molto meno, come ha ammesso ai tavoli lo stesso Naddeo”. Lo scrive in una nota la Segretaria Generale Fp Cgil Serena Sorrentino. “Infatti – prosegue la Segretaria – da quelle risorse vanno detratti l’indennità di vacanza contrattuale che il Governo ha deciso di anticipare unilateralmente, e i costi delle modifiche contrattuali, ad esempio se il contratto aumenta il valore degli incarichi o rivede le indennità o altri istituti contrattuali a partire dai differenziali stipendiali. Quindi non parliamo più di 150 euro, ma di molto meno. Dunque anticipo ivc, costi contrattuali e assurdi vincoli che Zangrillo vuole imporre con una logica punitiva sulla performance mettono a rischio il valore di cifre che già così sono insufficienti”.
Alessandra Locatelli (1 1/2), Ministero della Disabilità *
“La presa in carico della persona richiederà tempo, ma darà quelle risposte attese da anni dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie. Parliamo di un approccio nuovo, che pone al centro la persona per promuovere un nuovo sguardo, per esaltare le potenzialità e non i limiti. Un cambio di prospettiva vero che ci consentirà di passare da un sistema non più solo di tipo assistenziale ma di valorizzazione della persona”.
Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***
Intervenuto all’odierna sessione del Consiglio federale FIP, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, come già da lui stesso annunciato da tempo, ha confermato che verrà reintrodotto il provvedimento del credito di imposta per le sponsorizzazioni sportive con un primo intervento in un prossimo decreto in materia fiscale che potrebbe poi ricevere ulteriore dotazione con la prossima Finanziaria.
Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***
Ho conosciuto Alfredo Mantovano, giovane deputato della destra, preparato e non arrogante, nella XIII legislatura dal 1996 al 2001 in cui ero sottosegretario alla giustizia preparato e non arrogante; suo compagno di partito era l’onorevole Simeone che con Luigi Saraceni firmò una importante legge contro discriminazioni classiste ed evitare inutili carcerazioni in attesa di misure alternative alla detenzione. Altri tempi davvero. Oggi Mantovano è l’esponente più agguerrito del governo Meloni e le incombenze della gestione del potere non gli impediscono di coltivare l’ossessione sulla droga e di sostenere le tesi del proibizionismo ideologico più manipolatorie e infondate.
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