
Giorgia Meloni (8 1/2), presidente del Consiglio dei ministri ++
Il 20 settembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta per la prima volta all’Assemblea generale dell’ONU che si tiene ogni anno nella sede centrale dell’organizzazione, a New York. Meloni ha parlato per circa 15 minuti, concentrandosi soprattutto sull’immigrazione e sulla necessità per l’Italia e la comunità internazionale di fermare le attività dei trafficanti di esseri umani, riducendo così le partenze dal Nord Africa e quindi gli arrivi in Europa. Meloni ha detto che oggi molti paesi africani sono in difficoltà a causa della siccità, del cambiamento climatico e dei blocchi imposti dalla Russia alle esportazioni di cereali ucraini, da cui alcuni paesi africani dipendevano. Questa situazione di instabilità favorirebbe il lavoro dei trafficanti di esseri umani, ossia i gruppi criminali che organizzano i viaggi dei migranti, senza però prendervi parte.
Matteo Piantedosi (8), ministro degli Interni +
Lo storico cavallo di battaglia di Giorgia Meloni rischia di trasformarsi in un cavallo di Troia: dopo anni di slogan all’opposizione e promesse di pugno duro da campagna elettorale, nella prima estate a Palazzo Chigi, il fallimento più rumoroso si sta delineando proprio lì, sui migranti. Un’estate da oltre 60 mila sbarchi, che sommati a quelli dei mesi precedenti fanno già 113.483 persone migranti arrivate in Italia nel 2023. Numeri, quelli pubblicati dal Viminale, come non se ne vedevano dal 2017, e che, complice lo smantellamento progressivo del sistema dell’accoglienza diffusa sulla Penisola, hanno esasperato l’emergenza e costretto diversi sindaci italiani – di destra e di sinistra- a denunciare l’inefficacia dell’azione del governo. Un governo che aveva esaltato i risultati raggiunti in questi primi dieci mesi di legislatura, sia a Bruxelles sia sull’altra sponda del Mediterraneo. Ma il focus sulla dimensione esterna del fenomeno migratorio e il suo primo risvolto pratico, il memorandum d’Intesa firmato a metà luglio tra l’Ue e la Tunisia, non ha finora alleviato la pressione sulle coste dei Paesi di primo approdo. Gli alleati sovranisti di Meloni, Polonia e Ungheria, hanno invece congelato i passi avanti sul Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo, opponendosi a qualsiasi forma di redistribuzione obbligatoria dai Paesi che vivono situazioni di crisi.
In mancanza di una reale capacità di governare il paese su fronti di interesse più generale (sanità, lavoro, giustizia e non da ultimo la paurosa retromarcia del PIL, dopo due anni di crescita ininterrotta), la propaganda della destra Meloni/Salvini si scaglia contro le minoranze, per agitare il pugno duro di una politica che, più che conservatrice, appare mestamente reazionaria. La circolare Piantedosi ha così richiesto una ridefinizione dello status di madre, assegnando tale status solo alle madri biologiche. Di conseguenza, i neonati sono stati registrati come figli di genitori single, il che ha escluso uno dei membri della coppia omogenitoriale dalla posizione di genitore legale. E così una mamma diventa “mamma secondaria“, perché per il legislatore non ha partecipato agli aspetti biologici della venuta al mondo, e quindi non ha diritto ad essere genitore per la legge. Un ragionamento da cavernicoli, presso i quali regnava la legge del più forte. Uno dei più autorevoli quotidiani al mondo, l’inglese Guardian, ha definito i figli delle coppie omogenitoriali italiane “Orfani per decreto“. Tutto ciò comporta la rimozione di diversi diritti (e responsabilità) che normalmente sarebbero garantiti dalla legge. E così i nuclei familiari delle coppie omosessuali vengono annientati dalla persecuzione del potere esecutivo (il governo), che contestualmente manda un messaggio culturale chiaro alle persone omosessuali che abbiano intenzione in futuro di diventare genitori: sarete spazzati via, le vostre famiglie, non protette dalla legge, saranno giuridicamente disintegrate.
Ursula Von der Leyen in contatto con Giorgia Meloni, la commissaria Ue Ylva Johansson con Matteo Piantedosi. L’esecutivo comunitario cerca di far sentire il proprio supporto all’Italia e all’isola di Lampedusa, messa a dura prova da un nuovo picco di sbarchi di persone migranti dal Mediterraneo centrale. “Stiamo assistendo ad una situazione davvero impegnativa a Lampedusa, una questione europea che necessita di una risposta europea. Ho parlato oggi con il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, per conoscere il suo punto di vista sugli ultimi sviluppi e su come possiamo collaborare e supportare al meglio. L’Italia può contare sull’Ue”, ha dichiarato su X (ex Twitter) la commissaria europea agli Affari interni. All’hotspot dell’isola questa mattina c’erano 4500 ospiti, a fronte di una capacità massima di circa 400 posti. Ma nella giornata di ieri le persone migranti al centro di prima accoglienza hanno addirittura superato il totale degli abitanti di Lampedusa: 7 mila, contro i quasi 6 mila cittadini locali. Anche oggi 2 mila persone migranti lasceranno l’isola verso le altre regioni italiane, alleviando la pressione sull’hotspot. Ma l’emergenza sembra destinata a proseguire: secondo l’Agenzia Ue di Guardia di Frontiera e Costiera (Frontex) “l’aumento della pressione migratoria su questa rotta potrebbe persistere nei prossimi mesi”, e la causa contingente sarebbe sarebbe la forte concorrenza tra i gruppi criminali di trafficanti che offrono prezzi sempre più bassi per i migranti in partenza dalla Libia e dalla Tunisia. Il rapporto pubblicato oggi dall’Agenzia Ue conferma che il Mediterraneo centrale rimane la rotta più attiva verso l’Ue quest’anno, con quasi 114.300 rilevamenti di persone migranti segnalati dalle autorità nazionali nei primi otto mesi del 2023. Si tratta del totale più alto su questa rotta per questo periodo dal 2016, con un aumento del 96 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Giancarlo Giorgetti (8), ministro dell’Economia e Finanze **
Interventi a favore dei redditi medio-bassi, per promuovere la crescita e premiare chi lavora sono tra le priorità della prossima legge di bilancio che il ministro Giancarlo Giorgetti ha indicato nel corso del suo video-collegamento al Meeting di Rimini. Un indirizzo sulle scelte che il governo dovrà prendere in vista della nuova manovra e che si dovrà basare su un approccio prudente, responsabile, pragmatico e sostenibile anche nella destinazione delle risorse a disposizione. “Siamo chiamati a decidere sulle priorità di intervento”, ha affermato Giorgetti ricordando come la composizione di una legge di bilancio è sempre complicata perché “non si potrà fare tutto” ma certamente “dovremo intervenire contro l’inflazione, come abbiamo fatto con la decontribuzione per i redditi medio bassi, perché è una tassa che riduce enormemente il potere di acquisto”, ha spiegato il ministro.
Orazio Schillaci (8), ministro della Salute. +
Un’inchiesta ha fatto emergere una serie di presunte anomalie in diversi studi scientifici a cui ha partecipato tra il 2018 e il 2022 il ministro della Salute Orazio Schillaci. Secondo Il Manifesto in almeno 8 articoli pubblicati su diverse riviste scientifiche e firmati anche da Schillaci (tra diversi altri medici e ricercatori) ci sarebbero immagini di microscopio usate in modo errato, con didascalie che descrivono cose diverse da quelle che mostrano effettivamente. Gli errori metterebbero in dubbio la credibilità degli studi in questione, sulla cui attendibilità Schillaci aveva grosse responsabilità. Schillaci è un medico e ricercatore, e prima di entrare nel governo di Giorgia Meloni – a ottobre del 2022 – era stato preside della facoltà di Medicina e chirurgia dell’università di Roma Tor Vergata, poi direttore del dipartimento di Oncoematologia del policlinico Tor Vergata e infine rettore dell’università Tor Vergata. Mentre aveva questi incarichi gli capitava spesso di contribuire alla realizzazione di ricerche scientifiche in ambito medico, in alcuni casi come autore e in altricome responsabile della validazione, della revisione e della correzione dello studio.
Antonio Tajani (7 1/2), ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale **
Si chiude oggi per il Governo italiano un lungo periodo in cui siamo stati impegnati nella preparazione e nella gestione di due conferenze internazionali organizzate a Roma negli ultimi 4 giorni. La prima è stata la “Conferenza su sviluppo e migrazioni” voluta dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e organizzata domenica alla Farnesina. In parallelo, l’Italia ha lavorato alla preparazione e all’organizzazione dell’ “ UN Food Systems Summit” delle Nazione Unite, da lunedì ad oggi. Alcune riflessioni a caldo: la conferenza è stata importante innanzitutto per noi italiani. Non cambieremo il mondo con una conferenza. Ma nei mesi, proprio per preparare questo atto iniziale del “piano Mattei”, noi italiani abbiamo messo a confronto le nostre idee, le abbiamo armonizzate all’interno del governo, per provare poi a costruire un approccio da condividere con le nazioni del Mediterraneo allargato. L’Italia quindi si è aperta e ha invitato Paesi amici. A Roma non siamo stati soli: c’erano tutti i leader della sponda Sud del Mediterraneo, c’erano gli Stati Ue del “5 Med”, che sono i Paesi di primo approdo delle migrazioni irregolari, assieme ad alcuni partner del Sahel e del Corno d’Africa, ai paesi arabi del Golfo, assieme ai leader della Ue e di tutte le istituzioni finanziarie internazionali.
Raffaele Fitto (7), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR **
Dopo mesi di attesa il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, ha portato nella cabina di regia di Palazzo Chigi la proposta del governo per la rimodulazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dovrà essere sottoposta alla Commissione europea per il via libera alle modifiche. Dal piano originario escono 9 progetti per un valore di 15,9 miliardi su 191,5, soldi che saranno impiegati per altre misure realizzabili entro il 2026. Gli interventi stralciati saranno comunque “completamente finanziati” in altro modo, è la promessa dell’esecutivo. In parallelo entra nel Pnrr il capitolo RepowerEu, dedicato alla diversificazione dell’approvvigionamento energetico, che vale oltre 19 miliardi. Le proposte di modifica arrivate dalle amministrazioni sono in tutto 144 e riguardano anche le riforme: per esempio il Tesoro vuole rinviare le scadenze relative alla riduzione dei tempi di pagamento della pa.
Carlo Nordio (7), ministro della Giustizia **
“La memoria della strage del 2 Agosto – il peggior attentato mai avvenuto in Italia in tempo di pace – è una ferita tuttora dolente per l’Italia intera. 43 anni dopo quel vile attacco, rinnoviamo la vicinanza ai familiari delle 85 vittime e dei 200 feriti e all’intera comunità di Bologna, che negli anni ha saputo trasformare il dolore in impegno civico e in sostegno all’attività dei magistrati. In sede giudiziaria, è stata accertata la matrice neofascista della strage e ulteriori passi sono stati compiuti per “ottemperare – come ebbe a ricordare il capo dello Stato – alla inderogabile ricerca di quella verità completa che la Repubblica riconosce come proprio dovere”. In nome di quest’essenziale obiettivo, il Ministero della Giustizia si sforza di assicurare ogni supporto possibile agli uffici giudiziari impegnati nelle indagini sul terrorismo, come contro la mafia: così già nel primo pacchetto di riforme approvate dal Consiglio dei Ministri a giugno è stata inserita una norma, per evitare che potessero essere annullate sentenze per gravissimi reati. E’ stato chiarito che il requisito dei 65 anni, come età massima dei giudici popolari delle Corti d’Assise, deve sussistere soltanto al momento della nomina. Le preoccupazioni di Bologna devono essere fugate in via definitiva. E un ulteriore contributo per una diffusa conoscenza di quella stagione di odio e trame occulte potrà arrivare anche dalla digitalizzazione degli atti processuali di interesse storico, al centro di uno specifico tavolo al Ministero a cui ho voluto dare nuovo impulso. Tra i progetti in corso, uno riguarda i processi ai Nuclei armati rivoluzionari, sostenuto anche dall’Associazione tra i familiari delle vittime del 2 agosto.
Francesco Lollobrigida (7), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste **
Il nostro Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida nelle scorse ore ha deciso di pubblicare un video atipico sui propri canali social: lo fa in veste di chef, e si vede lui che cucina il granchio blu davanti ai fornelli. Non si tratta, tuttavia, di una videoricetta: Lollobrigida sfrutta il video per spiegare perché è una buona idea cucinare questo predatore che sta infestando ormai da mesi le nostre acque marine. Il granchio blu è decisamente protagonista indiscusso di questa estate 2023 – insieme al gran caldo e agli scontrini incriminati e messi alla gogna dei social network: d’altronde sta mettendo alla prova il mare e i pescatori, tra vongole e ostriche sterminate e chilometri di reti distrutte. C’è chi aveva già fatto un appello diretto al Ministro Lollobrigida e chi aveva già intuito che cucinarlo potesse essere una soluzione, insieme a quella di liberarcene in qualche modo.
Daniela Santanchè (6 1/2), ministro del Turismo *
C’è un altro mistero nel fallimento di Visibilia. E riguarda i due ex Daniela Santanchè ed Alessandro Sallusti. Quando erano una coppia i due erano anche in affari insieme. L’azienda di Santanchè ha infatti versato soldi alla D1 Partecipazioni. Di proprietà sempre di Santanchè, ma con Sallusti usufruttuario. E ora ballano la bellezza di 250 mila euro. Secondo le carte presentate al tribunale fallimentare una società della ministra del turismo ha versato all’attuale direttore di Libero la cifra. Che non ha mai restituito i soldi. La questione è privata. Ma è finita nelle carte giudiziarie dell’inchiesta di Milano sul fallimento. I pm indagano per falso in bilancio, bancarotta fraudolenta e, da poco, per truffa ai danni dello Stato. Nel mirino ci sono i fondi della Cig Covid.
Gilberto Pichetto Fratin (6 1/2), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica
Per gestire correttamente e professionalmente la progettazione e l’installazione di colonnine elettriche, nonché gestire la pratica edilizia richiesta, valuta l’uso di software avanzati per la progettazione elettrica, la progettazione fotovoltaica, la gestione delle pratiche edilizie, dei titoli edilizi e delle dichiarazioni di conformità, la prevenzione incendi. Il riferimento normativo per progettare, installare e verificare impianti elettrici di bassa tensione a regola d’arte è la Norma CEI 64-8 “Impianti elettrici a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua”. La Norma CEI 64-8 tratta le prescrizioni per la progettazione e la realizzazione di un impianto elettrico di bassa tensione. Essa costituisce il riferimento normativo CEI per eseguire impianti elettrici a regola d’arte, come espressamente richiesto dalla Legge 186/68 e dal D.M. 37/08 sulla sicurezza degli impianti tecnici all’interno degli edifici. Il primo novembre 2024 è entrata in vigore la IX edizione della norma; tra le principali modifiche comunicate dal CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano, rispetto alla versione precedente, rientra la sezione 722 della Parte 7 relativa a Ambienti e applicazioni particolari, che contiene alcune prescrizioni riguardanti i circuiti elettrici da utilizzare per la ricarica dei veicoli elettrici.
Marina Elvira Calderone (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
L’insensibilità della Destra riguardo ai temi sociali è purtroppo nota, ma a questa si aggiunge anche la ignorante ‘sbruffoneria’ del potere, o presunto tale, di chi non ha la percezione e l’empatia
del contesto sociale reale che dimora in varie zone meno sviluppate d’Italia. E’ il caso della ministra per il Lavoro, Marina Calderone. “Ho chiesto ieri alla Camera di non soffiare sul fuoco ma di aiutarci. Il Reddito di cittadinanza finisce ma dal 1° settembre partono altre misure per il supporto alla formazione e al lavoro. Io non ho segnalazioni di una bomba sociale, né dal mio ministero né dagli Interni o dai Prefetti. I numeri sono assolutamente gestibili. Quello che farò oggi al Senato è spiegare nell’informativa che la situazione è gestibile, da un lato con numeri contenuti e dall’altro con le opportunità di lavoro che ci sono. Bisogna procedere una volta per tutte con un vero incrocio tra domanda e offerta di lavoro, che finora non ha funzionato”. Lo ha detto la ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone, intervistata questa mattina su Rtl 102.5.
Eugenia Roccella (6), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità
In Parlamento si parla finalmente di diritti lgbt e di discriminazioni. Peccato che, durante la risposta del governo a un’interrogazione parlamentare sull’argomento, l’aula del Senato sia completamente deserta. La denuncia è arrivata dal senatore Filippo Sensi (Partito Democratico) che ha reso pubblica la situazione con un post su X/Twitter, mostrando una foto dell’aula completamente vuota e scrivendo, sarcasticamente: Nel preciso momento in cui la Ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, era l’unico rappresentante del governo a rispondere all’interrogazione, la premier Giorgia Meloni si trovava a un forum ultraconservatore sulla crescita democratica a Budapest, affiancata dall’amico Viktor Orban, a parlare di “Dio, identità nazionale e famiglia”. Certamente una coincidenza, che tuttavia sottolinea la disconnessione tra le priorità del governo e le necessità di una comunità che è chiaramente sotto attacco: basti pensare alla persecuzione delle famiglie omogenitoriali, alla gestazione per altri da rendere reato universale e alle carriere alias nelle scuole e nelle università.
Nello Mesumeci (5 1/2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare **
«Non è possibile mendicare i Canadair. L’Europa ricca e opulenta da un lato ci chiede l’efficientamento energetico ponendo limiti temporali all’abbattimento delle emissioni, dall’altro non ha una flotta aerea degna di questo nome». Il ministro perla Protezione civile e per le Politiche del mare Nello Musumeci è intervenuto alla Camera dei Deputati per una informativa sulla situazione del maltempo al Nord e gli incendi al Sud evidenziando l’urgenza che l’Unione europea si doti di sufficienti velivoli per spegnere gli incendi. Ma non solo. «Credo che al netto di ogni sciocco negazionismo, bisogna finalmente prendere atto che questa nazione, fragile e vulnerabile, ha bisogno di una buona cura per poter essere nelle condizioni di affrontare eventi che sarebbe improprio ed errato considerare ancora eccezionali. La tropicalizzazione ha investito pienamente il territorio italiano e sappiamo di dover fare i conti con questa realtà, oggi e domani». Il maltempo e gli incendi che nei giorni scorsi hanno investito il Paese, dal settentrione al meridione, deve «invitare governo e Parlamento a una serena riflessione». Un appello all’unità che non è stato raccolto da tutte le opposizioni.
Guido Crosetto (5), ministro della Difesa
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, appena ha appreso dagli organi di stampa il contenuto del libro scritto e autoprodotto del Generale dell’Esercito Roberto Vannacci, non più Comandante della Brigata Folgore da tempo e oggi alla guida dell’Istituto Geografico Militare, ha dichiarato: “Non vanno, in alcun modo, utilizzate le farneticazioni personali di un Generale, ancorché in servizio, per polemizzare con la Difesa e le Forze Armate. Il Generale Vannacci ha espresso opinioni personali che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione repubblicana. Per questo sarà avviato dalla Difesa l’esame disciplinare previsto”. Si segnala anche che, già da questa mattina, lo Stato Maggiore dell’Esercito aveva comunicato al Ministro Crosetto di non essere a conoscenza dei contenuti espressi nel libro e che gli stessi non erano mai stati sottoposti ad alcuna autorizzazione e valutazione da parte dei Vertici militari, né dell’Esercito né delle Forze Armate né, tantomeno, della Difesa. Infine, si ricorda che lo Stato Maggiore dell’Esercito si riserva l’adozione di ogni eventuale provvedimento utile a tutelare l’immagine della Forza Armata.
Roberto Calderoli (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie *
L’impegno profuso da Roberto Calderoli per il “suo” progetto di autonomia differenziata scatena le minacce di un sedicente gruppo «mafioso», pronto anche a «uccidere» il ministro leghista pur di fermare «il genocidio del Sud». È stato lo stesso titolare degli Affari regionali a farlo sapere, postando ieri sul suo profilo Facebook i contenuti deliranti del messaggio minatorio ricevuto nei giorni scorsi. «In questi ultimi giorni di agosto mi è arrivata una lettera in cui mi dicono testuale: “Se non la smetti di attuare la politica di genocidio nei confronti del Sud, con la nostra potenza di fuoco noi ti uccideremo. Siamo la mafia, non ci costa niente uccidervi”».
Giuseppe Valditara (5), ministro dell’Istruzione e Merito
Nel corso del Consiglio dei ministri che si è tenuto lunedì pomeriggio il governo ha approvato, tra le altre cose, un disegno di legge che introduce una serie di riforme del percorso scolastico. Il disegno di legge, che come tale dovrà essere approvato anche dal parlamento per entrare in vigore, prevede soprattutto un maggiore peso alla valutazione del comportamento degli studenti, il cosiddetto “voto in condotta”. È uno dei primi provvedimenti rilevanti in questo ambito, a parte il cosiddetto liceo del Made in Italy, ed è quindi utile a capire che concezione di scuola abbia questo governo. Innanzitutto il disegno di legge reintroduce il voto in condotta alle scuole medie, dove era stato abolito nel 2017 dall’allora ministra Valeria Fedeli. Sarà espresso in decimi e nel caso in cui al termine dell’anno lo studente abbia ottenuto un voto in condotta inferiore a 6, il consiglio di classe potrà decidere per la bocciatura o per la non ammissione all’esame di stato che conclude il percorso di studi (l’esame di terza media in questo caso).
Adolfo Urso (4 1/2), ministro delle Imprese e Made in Italy
“Bisogna mantenere la possibilità, per un certo periodo, di produrre e vendere auto e-fuels, ma anche bio-fuels, e qui Eni sta facendo passi da gigante. E ciò in attesa che l’elettrico diventi più efficiente e accessibile”. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy in una intervista a Il Giornale parla di auto elettriche; l’asse con Francia e Germania; la concorrenza sleale cinese; il tavolo Stellantis; gli ecobonus da rivedere. Urso si dice convinto che anche grazie all’Italia l’opposizione alla “politica ideologica” e “assolutamente contraria agli interessi occupazionali e industriali della stessa Ue” sulle auto sta “via via diventando maggioranza”. Nel 2024, poi, a seguito delle elezioni europee, secondo Urso “le forze contrarie a questa visione ideologica saranno ben più rappresentative”. Quanto alla produzione di auto in Italia, Urso sostiene che sia sempre “più sostenibile il nostro progetto per far sì che aumentino gli investimenti in ricerca, modelli innovativi, anche elettrici, allo scopo di far aumentare rapidamente la produzione, tutelando la filiera italiana con i suoi forti livelli occupazionali e orgoglio del made in Italy”. Sull’intesa con Stellantis, aggiunge, “si stanno definendo gli ultimi aspetti del piano da sottoscrivere; mi auguro entro il mese per dare subito avvio a quel tavolo di Stellantis in cui sarà possibile definire l’accordo di sviluppo tra governo e azienda, con la partecipazione dei sindacati, di Anfia e della regioni che ospitano gli impianti del gruppo”.
Matteo Salvini (4 1/2), ministro delle Infrastrutture e Trasporti
Rieccolo, è tornato, sfolgorante esempio di una politica populista, incapace di cambiare passo e schema, altro che mossa del cavallo, trionfo della testardaggine dei muli. La suggestione di un’Opa sul cosiddetto centro è durata il tempo delle esequie del Cavaliere e di un consiglio federale primaverile archiviato nell’estate di Vannacci e della liaison con Marine Le Pen. E ci risiamo: castrazione chimica, evergreen da dieci anni, galera per i minorenni perché i quattordicenni non sono più quelli di una volta (ma non erano bamboccioni?), divieto di utilizzo dei cellulari per i minori condannati, insomma reprimere, reprimere, reprimere. E poco importa che alla fine il bicchiere è mezzo vuoto: niente imputabilità per i dodicenni, ma più pene che riguardano i quattordicenni, mentre dei cellulari neanche a parlarne. L’importante, in perfetto stile trumpiano, è la costruzione di un racconto securitario basato sull’allarmismo, più che la realizzazione concreta. Inciso necessario a raffreddare gli animi: Matteo Salvini, il kamikaze a sua insaputa che, pur di far saltare i governi fa saltare se stesso, non si esibirà nessun Papeete, ha imparato la lezione sui danni dell’intemperanza, sa benissimo che, se decidesse di terremotare il primo governo di centrodestra eletto dal popolo dopo oltre due lustri, sarebbe accolto a Linate dai forconi. Però, insomma, ha deciso di lanciare la sfida “da destra”: da un lato responsabile sul governo, dove parla di politiche più che di politica, trecento tweet al giorno pure se fa una riunione per asfaltare una strada, quattrocento sul Ponte, cinquecento su linee ferroviarie, trafori, valichi alpini. Dall’altro custode della linea politica autenticamente sovranista, con l’idea di costruire una destra che intercetta le aspettative tradite da Giorgia Meloni e che non fa sconti all’Europa (vedi gli attacchi a Gentiloni e questione Mes, anche qui pop corn per gli spettatori)
Maria Elisabetta Alberti Casellati (4 1/2), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa *
La riforma sul premierato “Sarà un modello italiano perchè non svuoterà le prerogative del capo dello Stato”. Lo afferma la ministra per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati in una intervista a “La Stampa”. “Penso che per le riforme serva un tempo di maturazione. Certo se ne parla da quarant’anni. Ci sono stati discorsi, confronti, commissioni bicamerali, da parte del centrodestra e del centrosinistra. C’è unanime consapevolezza che il sistema parlamentare, così com’è stato delineato dalla nostra Costituzione, non abbia garantito la stabilità. Parlano i numeri: in 75 anni di storia repubblicana, abbiamo avuto 68 governi con durata media di 14 mesi” sottolinea. “Mi sento dire spesso: ‘ma con tutti i problemi che abbiamo noi parliamo di riforme istituzionali?’ Ma questa è la riforma delle riforme. Senza governi stabili non si possono realizzare le priorità del Paese”. Quindi la ministra per le Riforme istituzionali rivela di aver intrapreso “un percorso di confronto, mi sono presentata senza un testo per cercare una sintonia, la Costituzione è di tutti. Avevo due capisaldi: la stabilità e l’elezione diretta. Dentro questo perimetro mi sono mossa e ho visto che c’era una preferenza per il premierato” conclude.
Anna Maria Bernini (4 1/2), ministro dell’Università e della Ricerca **
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha convocato per oggi i rappresentanti della Conferenza dei rettori italiani (CRUI) e del Cisia, il Consorzio che si occupa dei nuovi TOLC (Test OnLine CISIA, la nuova modalità di accesso alle università di medicina) in riferimento all’esposto su una presunta compravendita dei test per l’ammissione al corso di laurea di Medicina. Il MUR fin da subito ha aperto una procedura d’indagine chiedendo immediate informazioni e chiarimenti sul regolare svolgimento delle prove di ingresso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. Lo scandalo, tutto da provare, riguarda le risposte ai test di medicina vendute a 10 o 20 euro su apposite piattaforme. La denuncia è contenuta in un esposto presentato in Procura e in un ricorso al Tar contro le graduatorie – giudicate falsate – da uno studio legale di Roma.
Paolo Zangrillo (3 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione **
«L’obiettivo è rendere la Pubblica amministrazione alleata di cittadini e imprese. Un traguardo ambizioso, da raggiungere presto e bene. Stiamo lavorando spediti affinché la burocrazia non venga più percepita come distante e inefficiente, ma come un’opportunità. Un Paese moderno e innovativo trova il proprio fondamento anche in una macchina pubblica capace di rispondere in modo efficace ai profondi mutamenti sociali ed economici in atto. Dal mio insediamento stiamo introducendo interventi su svariati fronti. La sfida è complessa, ma vogliamo vincerla».
Alessandra Locatelli (3), Ministero della Disabilità
Pensa al genitore di un bimbo o ragazzo disabile. O ad un adulto con disabilità: si perdono giornate alla ricerca di aiuti, dall’insegnante di sostegno al centro convenzionato, dal posto di lavoro tutelato alla certificazione di invalidità. Una via crucis, nella via crucis, tra carte bollate, porte chiuse e spesso anche non conoscenza delle opportunità e dei diritti. La ministra Alessandra Locatelli, che oltre ad avere questa delega ha le competenze essendo stata educatrice e direttrice di una Comunità Alloggio per persone con disabilità, è certa che «la risposta a questa situazione intollerabile è il Progetto di Vita. Significa poter integrare tutti i servizi di cura e tutte le attività dovute facendo in modo che lo Stato non si limiti a fornire prestazioni, ma si prenda in carico la persona e la accompagni nel suo percorso di crescita fino all’eta adulta e nella vita».
Luca Ciriani (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento ***
Di recente il governo, tramite il ministro pordenonese Luca Ciriani, aveva paventato l’utilizzo dello strumento del Golden power anche per Electrolux, la multinazionale svedese con un importante stabilimento a Porcia. Allora le voci erano quelle di una possibile vendita al gruppo cinese Midea. Ma si trattava di un’azienda appunto dal carattere internazionale. Quindi i margini di manovra erano più stretti. In questo caso, invece, si sta parlando di una realtà italiana, acquisita da un imprenditore sacilese. L’acquisizione – nel 2018 – del 75 delle quote della società da parte di Mars Information Technology (2,1 milioni di euro, con una valutazione 90 volte maggiore secondo la Guardia di finanza), era avvenuta senza informare la presidenza del Consiglio dei ministri, come previsto in caso di asset strategici per l’interesse nazionale. La società cinese era riconducibile a China Corporate United Investment Holding (Ccui) e Crrc Capital Holding. Formalmente, quindi, dallo Stato, dalla Repubblica popolare cinese. Nel dettaglio, dal Consiglio di Stato di Pechino. Motivo per il quale la prima volta che un governo si era mosso è riconducibile all’Esecutivo guidato da Mario Draghi.
Gennaro Sangiuliano (n.c.), ministro della Cultura ***
La scoperta di un antico tempio romano, in eccellente stato di conservazione, a Sarsina(città natale del celebre commediografo Plauto nella provincia di Forlì-Cesena), è eccezionale. Per questo sarà presentato alle Giornate Europee del Patrimonio in programma il 23 e 24 settembre 2023. “È un importante contributo alla nostra comprensione del passato e può avere implicazioni significative per la ricerca storica e archeologica, a cui stiamo dando impulso con straordinari risultati in tutta Italia”, spiega il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano che lo definisce un “tesoro archeologico”. “Questo ritrovamento – ha aggiunto il ministro – può rivelare una ricca storia di insediamenti, cambiamenti culturali e trasformazioni nella società nel corso dei secoli”.
Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***
Ieri è stata una giornata di grande importanza per lo sport italiano. Nella mattinata, il Ministro per lo Sport e i Giovani, On. Andrea Abodi, ha incontrato la delegazione italiana FISDIR che ha partecipato ai Virtus Global Games 2023 di Vichy e, nel primo pomeriggio, l’Aula della Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge che inserisce la tutela dello sport in Costituzione. L’incontro tra il Ministro e la delegazione FISDIR (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo-relazionali) è avvenuta presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La delegazione ha ricevuto un diploma ed una Costituzione, in ringraziamento per quanto fatto ai Virtus Global Games di Vichy, andati in scena dal 4 al 10 giugno e dove la Nazionale ha partecipato conquistando ben 85 medaglie. Numeri che mostrano quanto sia virtuoso e ampio il mondo della disabilità intellettiva e relazionale. Anche la FIJLKAM, naturalmente, era presente all’incontro con i suoi 4 atleti del parakarate Mattia Allesina, Federica Yakymashko, Daniele Alfonsi e Daniele Montanari. I ragazzi, che ai VIRTUS hanno conquistato un oro e un bronzo, da diversi anni, ormai, fanno grandi prestazioni e vittorie prestigiose in campo internazionale. Ad accompagnarli, c’erano il Presidente Domenico Falcone, la Consigliera Cinzia Colaiacomo e il maestro Luca Nicosanti. “Oggi celebriamo le medaglie e le vittorie perché quello che state facendo voi è promuovere la cultura della speranza e della fiducia, del saper cogliere le opportunità” ha detto, tra le altre cose, il Ministro.
Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha incontrato questo pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Vice Premier cinese Chen Wenqing, membro del Politburo del Pcc e Segretario della Commissione Centrale per gli Affari politici e della Sicurezza. Al centro del colloquio il conflitto in Ucraina, la situazione in Africa, soprattutto in relazione ai problemi dei flussi migratori, e la lotta al terrorismo internazionale.










































