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[Storia] L’illusione del Nuovo Centrodestra

Il 15 novembre 2013 la componente de Il Popolo della Libertà vicina alle posizioni del segretario politico Angelino Alfano, gli altri ministri del governo Letta e altri esponenti di matrice cristiano democratica annunciano la scelta di non partecipare al Consiglio nazionale del PdL del giorno successivo, dove sarà sancito lo scioglimento del partito. Di conseguenza nascono i gruppi parlamentari autonomi. Essi sono formati dai 30 senatori e dai 29 deputati che non hanno seguito Silvio Berlusconi nella rinata Forza Italia, decidendo di continuare a sostenere il governo Letta Vi aderiscono inoltre 7 europarlamentari sui 24 del PdL, che formano un gruppo autonomo all’interno della delegazione italiana del Gruppo PPE, un presidente di Regione (il calabrese Giuseppe Scopelliti, ex MSI-AN-PdL) 16 assessori regionali e 88 consiglieri regionali.

In seguito alla decadenza a Palazzo Madama di Silvio Berlusconi, il suo seggio è andato al primo dei non eletti nelle liste del PdL in Molise, Ulisse Di Giacomo, che ha aderito al gruppo del Nuovo Centrodestra.

I primi incontri di NCD si sono tenuti il 22 novembre 2013 a Catania con il sottosegretario Giuseppe Castiglione e il 24 novembre a Palermo con Renato Schifani, ex presidente del Senato. La dicitura del partito è stata ceduta gratuitamente il 27 novembre 2013 da Italo Bocchino, ex vicepresidente di Futuro e Libertà per l’Italia che aveva depositato la medesima l’8 marzo 2011. Il 5 dicembre Angelino Alfano ha presentato il simbolo del partito al Tempio di Adriano a Roma e Renato Schifani è stato proclamato presidente del comitato promotore. Il 7 dicembre Angelino Alfano ha presentato ufficialmente il nuovo partito negli ex studios De Paolis nel quartiere romano di Pietralata. Il 15 febbraio 2014 si è svolta al Park Hotel Marriott presso la Fiera di Roma la prima riunione degli amministratori locali che hanno lasciato Il Popolo della Libertà per aderire al Nuovo Centrodestra. Durante la riunione Angelino Alfano ha preso nettamente le distanze da Forza Italia di Silvio Berlusconi. Dopo il sostegno dato al governo di Enrico Letta, il movimento politico decide di sostenere e partecipare al governo di Matteo Renzi. E infatti i tre ministri di NCD giurano il 22 febbraio 2014 assieme agli altri membri del nuovo esecutivo: il 26 febbraio viene designato nuovo coordinatore del partito Gaetano Quagliariello. In seguito alle dimissioni di Matteo Renzi da presidente del consiglio, il Nuovo Centrodestra entra nella maggioranza del nuovo Governo Gentiloni.

Il 5 marzo 2014 il deputato Alberto Giorgetti, sottosegretario al Ministero dell’Economia nel Governo Letta non riconfermato nel Governo Renzi, lascia NCD per passare a Forza Italia. Il 2 aprile 2014 Gioacchino Alfano (coordinatore pro-tempore del Nuovo Centrodestra per la Campania) ha affermato che NCD avrebbe superato i 120.000 iscritti; lo stesso giorno l’ex sindaco di Milano e senatore Gabriele Albertini, eletto con Scelta Civica, ufficializza la sua adesione a NCD; sale quindi a 32 il numero di senatori di NCD.

Il 13 aprile 2014 il senatore Paolo Bonaiuti, portavoce storico di Berlusconi e già sottosegretario alla presidenza nei Governi Berlusconi, lascia la rinata Forza Italia per aderire a NCD; il giorno dopo l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta smentisce la notizia secondo la quale lui starebbe per aderire a NCD lasciando il Partito Democratico.

In questo periodo si avvicina a NCD l’ex Ministro della Difesa del Governo Berlusconi I, Cesare Previti, allontanatosi da Forza Italia per sostenere la candidatura del Ministro del Governo Renzi Beatrice Lorenzin a capolista alle Europee per la Circoscrizione Italia-centrale: l’avvicinamento del pregiudicato Previti (condannato in via definitiva nel 2006 nel processo IMI-SIR, ex dirigente di spicco della storica Forza Italia ed ex-fedelissimo di Berlusconi) ha destato varie polemiche nel mondo politico e giornalistico italiano perché Angelino Alfano, nei suoi discorsi fin dalla nomina a Segretario del PDL il 1º luglio 2011, ha sempre puntato (almeno in teoria) sul «partito degli onesti» (cioè degli incensurati).

In vista delle elezioni europee del 25 maggio 2014, NCD si allea con l’UdC di Lorenzo Cesa, promuovendo una lista comune con un simbolo unico; questa alleanza, secondo i due partiti, fa riferimento al Partito Popolare Europeo, partito politico europeo di cui faceva parte anche il PdL di Berlusconi, Fini e Alfano alle europee del giugno 2009. Il partito Popolari per l’Italia guidato da Mario Mauro, inizialmente coinvolto nel progetto di Alfano e Cesa di riunire i moderati, il 10 aprile 2014 ha ufficialmente deciso di non prendere parte all’alleanza perché considerata come una “mossa da vecchia politica”. Nonostante ciò, Popolari per l’Italia ha inserito 5 suoi candidati nel “listone unico”, ma nessuno di loro sarà eletto.

Il 13 aprile 2014 l’assemblea costituente di NCD ha votato lo statuto del partito e ha eletto Angelino Alfano come 2º Presidente di NCD al posto di Renato Schifani (ex 1º presidente di NCD). Il basso risultato elettorale ottenuto nel voto europeo di maggio 2014, di poco superiore alla soglia di sbarramento, produce scontri nella dirigenza di NCD.

Il 5 luglio, lascia NCD il senatore “cossighiano” Paolo Naccarato (ex assessore regionale della Calabria con il centrodestra ed ex sottosegretario alle riforme nel Governo Prodi II con il centrosinistra, eletto con la lista della Lega Nord in quota 3L grazie alla vicinanza con l’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti) aderendo al gruppo GAL, costola di Forza Italia al Senato che vota con l’opposizione: Naccarato si era già dimesso dal collegio dei probiviri di NCD alcuni giorni prima criticando la deriva del partito (che a suo avviso va) “verso il nullismo politico” dovuta, a suo avviso, alla mancanza di leadership di Alfano a causa del ruolo ministeriale. Il 13 ottobre 2014 NCD subisce un altro addio importante: il senatore trapanese Antonio D’Alì (ex sottosegretario al Ministero dell’Interno nel II e III Governo Berlusconi, ex presidente della Provincia di Trapani, considerato dalla stampa come un “potente ras di preferenze”) lascia NCD per aderire a Forza Italia tra le critiche dei dirigenti di NCD; tuttavia il giorno seguente il senatore Pietro Langella (ex assessore della Provincia di Napoli, ex-UdC ed ex-Forza Campania) a lasciare il gruppo GAL per aderire a NCD e quindi il gruppo NCD al Senato ritorna a 32 componenti.

Il 30 settembre 2014 NCD riesce a eleggere il suo deputato Antonio Leone (già Vicepresidente della Camera dei deputati nella XVI legislatura), come nuovo componente laico del CSM perdendo però un deputato in quanto il subentrante (viste le liste del PdL alle elezioni politiche del febbraio 2013) Trifone Altieri aderisce al gruppo rivale di Forza Italia.

Nel corso del 2014 si sono tenute cinque elezioni regionali: in Sardegna nel febbraio 2014 (dove NCD era assente), in Piemonte nel maggio 2014 (dove NCD correva insieme all’UdC tramite lista unica senza aderire ad alcuna coalizione ed è rimasto fuori dal Consiglio Regionale), in Abruzzo nel maggio 2014 (dove NCD correva insieme all’UdC tramite lista unica aderendo alla coalizione di centrodestra guidata dal governatore uscente Gianni Chiodi ottenendo appena un solo consigliere), in Calabria nel novembre 2014 (dove NCD correva tramite una propria lista alleata solamente con quella dell’UdC ottenendo 3 seggi contro nessun seggio per la lista UdC.

Questo risultato in Calabria, dove NCD ha ottenuto il triplo dei voti dell’UdC, ha spinto la dirigenza dell’UdC ad accettare la proposta di NCD di creare il gruppo parlamentare unitario di Area Popolare nel parlamento nazionale), in Emilia-Romagna nel novembre 2014 (dove NCD correva insieme all’UdC tramite lista unica senza aderire ad alcuna coalizione ed è rimasto fuori dal Consiglio Regionale).

In tutte queste elezioni, i risultati di NCD (con la parziale eccezione del voto calabrese) hanno provocato forti delusioni rispetto alle aspettative. Da notare che in Calabria molti esponenti di NCD (tra cui l’ex presidente della Calabria Giuseppe Scopelliti) hanno abbandonato il partito, per tornare nella tradizionale coalizione di centrodestra a guida berlusconiana, poco prima del voto regionale a causa del basso risultato nel voto europeo.

Anche nelle elezioni comunali che si sono tenute nel 2014 NCD ha ottenuto bassi risultati, sia quando era alleata con il centrodestra berlusconiano e pure quando correva solamente insieme all’UdC. Questi bassi risultati elettorali a livello comunale e regionale hanno provocato forti malumori tra i parlamentari.

Dopo l’esperienza della lista unica NCD-UdC, i vertici del NCD hanno scelto di mantenere l’alleanza con l’UdC di Pier Ferdinando Casini e ufficializzare la decisione di dar vita entro la fine del 2014 in entrambi i rami del Parlamento a un gruppo unico ribattezzato Area Popolare propedeutico alla nascita di un nuovo partito unico filo-PPE.

A ottobre 2014 Sveva Belviso, ex-vicesindaco di Roma sotto Gianni Alemanno, lascia NCD per fondare AltraDestra, partito d’ispirazione conservatrice.

Maurizio Sacconi il 24 novembre 2014 ha ribadito le profonde differenze con Forza Italia, alleata con la Lega Nord di Matteo Salvini, gruppo politico considerato da NCD come un partito di destra radicale per via della sua alleanza al Parlamento europeo col Fronte Nazionale di Marine Le Pen.

Il 6 dicembre 2014 la senatrice Fabiola Anitori passa dal gruppo misto ad Area Popolare: questo passaggio ha destato scalpore presso il dibattito politico e giornalistico italiano perché Anitori a suo tempo (cioè alle elezioni politiche del 2013) era stata eletta con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, gruppo politico molto distante da Area Popolare. Il capogruppo di AP Maurizio Sacconi (esponente di NCD) ha dichiarato che l’arrivo di Anitori dimostra, a suo personale avviso, la correttezza della scelta compiuta da NCD (e dall’UDC) nell’aver fondato Area Popolare.

Il 31 gennaio 2015 Maurizio Sacconi, tramite lettera ufficiale pubblicata, ha comunicato, in seguito alla decisione di Alfano di votare Sergio Mattarella (Indipendente vicino al PD) durante l’elezione del Presidente della Repubblica, le sue irrevocabili dimissioni da Capogruppo di Area Popolare al Senato. Sacconi denuncia la totale incapacità di Alfano, leader di NCD, di far valere la voce di NCD all’interno della maggioranza (di grande coalizione) che sostiene il Governo Renzi e per lo stesso identico motivo si è dimessa, nello stesso giorno, anche Barbara Saltamartini dall’incarico di portavoce di NCD.

L’ex ministro Nunzia De Girolamo, tramite un comunicato ufficiale pubblicato il 2 febbraio 2015, ha chiesto ad Angelino Alfano di lasciare la guida del Ministero dell’Interno del Governo Renzi per dedicarsi a tempo pieno alla guida del partito in vista del difficile appuntamento delle elezioni regionali 2015 perché, secondo la De Girolamo, bisogna cercare di evitare la ripetizione dei fallimenti ottenuti nelle elezioni comunali e regionali 2014. Nello stesso giorno, pochi giorni dopo l’addio di Giuliano Cazzola, Barbara Saltamartini lascia definitivamente NCD per andare nel gruppo misto, in quanto ritiene che il Governo Renzi non sia più sostenibile, per poi aderire ufficialmente il 1º aprile 2015 alla Lega Nord di Matteo Salvini.

A giugno 2015 il deputato Antonio Marotta, ex componente del CSM in quota UdC, abbandona Forza Italia ed entra nel Nuovo Centrodestra.

Nuovo Centrodestra decide di presentarsi autonomamente in lista unica con l’Unione di Centro in Toscana. In Veneto sostiene il sindaco di Verona Flavio Tosi assieme al Partito Pensionati e all’UdC. Nelle Marche decide di appoggiare il governatore uscente del PD Gian Mario Spacca passato al centrodestra con Forza Italia e forma una lista unica con Marche 2020. In Puglia candida Francesco Schittuli, sostenuto anche da Oltre con Fitto e Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. In Umbria il centro-destra si presenta unito e candida il sindaco di Assisi Ricci.

In Liguria sostiene Giovanni Toti, forzista, appoggiato anche dalla Lega Nord, e qui NCD forma una lista unica con l’UDC. Infine in Campania sostiene l’uscente Stefano Caldoro assieme a Forza Italia, Fratelli d’Italia-AN e Nuovo PSI.

I risultati finali sono rispettivamente in Toscana (lista NCD-UDC) 1,2%, in Veneto (sempre in lista unica coi centristi) 2% e un seggio, nelle Marche 3,7% e un seggio, in Puglia (assieme al Movimento Schittulli) 5% e due seggi, in Umbria 2%, in Liguria (con l’UDC) e un seggio (ottenuto solamente grazie al listino bloccato del presidente); in Campania, infine, 5,5% e un seggio.

A luglio 2015 il senatore Pietro Langella abbandona NCD e il gruppo Area Popolare per aderire alla neonata formazione Alleanza Liberalpopolare-Autonomie di Denis Verdini.

In agosto 2015 un addio importante in casa NCD: l’ex Ministro dell’Agricoltura del Governo Letta ed ex Capogruppo di NCD e poi Area Popolare (NCD-UDC), la deputata Nunzia De Girolamo abbandona il partito e ritorna in Forza Italia criticando la totale subordinazione del partito al PD di Matteo Renzi.

In settembre 2015 l’europarlamentare Massimiliano Salini lascia il Nuovo Centrodestra per entrare in Forza Italia.

Il 14 ottobre 2015 il senatore Gaetano Quagliariello si dimette dalla carica di coordinatore nazionale del partito, pertanto la medesima carica diviene vacante. Il 26 ottobre 2015 Carlo Giovanardi lascia il partito insieme al suo movimento Popolari Liberali.

Il 20 novembre 2015 anche Quagliariello lascia il partito e fonda Identità e Azione, passando all’opposizione parlamentare. Con lui lasciano NCD i senatori Luigi Compagna, Andrea Augello e i deputati Vincenzo Piso ed Eugenia Roccella. A loro si unisce anche Giovanardi, già uscito dal partito in precedenza.

Il 19 luglio 2016 Renato Schifani si dimette da capogruppo di Area Popolare al Senato, in rottura con la scelta centrista di Alfano. Il 4 agosto seguente Schifani e Antonio Azzollini lasciano NCD per aderire alla rinata Forza Italia[. Il 18 ottobre seguente anche il deputato Alessandro Pagano lascia NCD per passare alla Lega Nord.

Il 5 dicembre 2016 il deputato Maurizio Bernardo (Presidente della Commissione Finanze della Camera) annuncia le sue dimissioni da NCD e dal gruppo Area Popolare. Tale annuncio non avrà però alcun seguito pratico.

Già in occasione della campagna sul referendum costituzionale del 2016 si erano create profonde divergenze tra le due compagini di Area Popolare: il Nuovo Centrodestra sostenne il SI, mentre l’Unione di Centro il NO.

Successivamente, in seguito alla vittoria del NO al referendum, tale frattura si è ufficialmente concretizzata il 6 dicembre 2016, quando il segretario dell’UDC Lorenzo Cesa annuncia la fine del progetto centrista – «forse mai decollato» – di Area Popolare, contestualmente abbandonano quindi i gruppi parlamentari di Area Popolare i quattro deputati e il senatore dell’UDC, sancendo così la fine, oltreché del progetto centrista stesso, anche del gruppo parlamentare e di ogni forma di alleanza tra l’NCD e l’UdC. I deputati UdC Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Giuseppe de Mita e Angelo Cera lasciano il gruppo Area Popolare e passano al gruppo misto.

Il 9 febbraio 2017 anche il senatore UdC Antonio de Poli lascia il gruppo Area Popolare; con lui se ne va anche il senatore Giuseppe Esposito, che lascia NCD.

Il 18 marzo 2017 il presidente del partito, Angelino Alfano, annuncia lo scioglimento di Nuovo Centrodestra per costituire il partito Alternativa Popolare. Alfano ha motivato tale scelta con la seguante dichiarazione: “NCD si evolve in nuovo partito politico che ne supera la denominazione ma che si conferma nella sua collocazione politica. Questo perché in Italia è sorta essenzialmente una nuova destra che non intendo criticare ma che non ha nulla a che vedere con la ‘D’ di quel centrodestra in cui abbiamo vissuto e abbiamo creduto in questi anni”.[

Tale formazione viene ufficialmente lanciata da Angelino Alfano il 18 marzo 2017 al “Centro Congressi Alibert” di Roma, facendo confluire l’NCD, con l’obiettivo di costruire un’alleanza di centro-destra con Forza Italia, pur essendo in contrasto con la Lega Nord e Fratelli d’Italia, ritenuti “populisti“. Sempre Alfano ha anche proposto le elezioni primarie per selezionare il candidato di centro-destra alla Presidenza del Consiglio.

Nei giorni successivi (rispettivamente il 21 e il 29 marzo), i gruppi parlamentari comuni tra Nuovo Centrodestra e Centristi per l’Europa vengono rinominati in “Alternativa Popolare-Centristi per l’Europa-NCD“. Al momento della fondazione il partito può contare su 26 deputati, 23 senatori e 1 europarlamentare.

Il partito si presenta per la prima volta agli elettori in occasione delle elezioni amministrative del 2017, in cui Alternativa Popolare, tra i comuni di capoluogo, ha ottenuto il 2,3% ad Asti, il 5,6% a La Spezia, il 4,3% a Monza, il 3,2% a Padova, il 4,9% a Frosinone, il 4,2% a Parma, il 2,1% a Lecce, il 9,1% a Catanzaro e l’1,3% a Taranto, mentre in Campania ottiene complessivamente il 6% dei voti.

L’11 maggio viene nominata la prima segreteria di Alternativa Popolare, formata da Maurizio Lupi, Antonio Gentile, Dore Misuraca e Sergio Pizzolante.

A giugno i deputati Antonino Minardo e Andrea Causin entrano inaspettatamente in Forza Italia, mentre il 28 giugno il deputato Raffaele Calabrò viene nominato rettore dell’Università Campus Bio-medico di Roma, dimettendosi quindi dalla Camera dei Deputati; gli subentra Amedeo Laboccetta (già deputato del PdL nella XVI Legislatura), che aderisce però a Forza Italia.

Il 19 luglio 2017 il ministro per gli affari regionali Enrico Costa rassegna le proprie dimissioni da ministro ed entra nel gruppo misto alla Camera. Il giorno seguente tocca al sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Massimo Cassano, che diversi giorni dopo entra in Forza Italia, mentre il presidente della 6ª Commissione Finanze Maurizio Bernardo lascia AP e aderisce al Partito Democratico.

Negli stessi giorni rientrano in Forza Italia anche il deputato Gianfranco Sammarco e il consigliere regionale del Lazio Giuseppe Cangemi. Il 26 settembre 2017 Alfano decide di nominare Maurizio Lupi quale coordinatore nazionale del partito.

Per quanto riguarda le elezioni regionali in Sicilia del 2017 il partito raggiunge un accordo con il Partito Democratico e il centro-sinistra per il sostegno, quale candidato presidente, al rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari, con Giovanni La Via, europarlamentare e capodelegazione di AP al Parlamento europeo, come suo vicepresidente della Regione in caso di vittoria.

La decisione di sostenere Micari provoca l’abbandono di tre deputati dell’Assemblea regionale siciliana di AP, che si schierano invece con il candidato del centro-destra Nello Musumeci: Antonino Germanà e Giovanni Lo Sciuto tornano in Forza Italia, mentre Pietro Alongi aderisce all’Unione di Centro. Negli stessi giorni anche il coordinatore regionale di AP in Sicilia Francesco Cascio rientra in Forza Italia.

Alternativa Popolare si presenta alla competizione unitamente al movimento dei Centristi per l’Europa di Gianpiero D’Alia, costituendo la lista comune Alternativa Popolare-Centristi per Micari.

La lista, nonostante i pronostici, non riesce a superare la soglia di sbarramento regionale del 5%, attestandosi al 4,18%.

Il 6 dicembre 2017 il presidente del partito Angelino Alfano annuncia la sua intenzione di non ricandidarsi alle elezioni politiche del 2018. Nei giorni successivi si intensificano gli scontri tra l’ala del partito favorevole al ritorno nel centro-destra (guidata da Maurizio Lupi, Roberto Formigoni e Gabriele Albertini) e quella favorevole a mantenere l’alleanza col centro-sinistra di Matteo Renzi (guidata da Beatrice Lorenzin e Fabrizio Cicchitto).

Il 12 dicembre 2017 la Direzione Nazionale di AP approva all’unanimità una mozione che sancisce la “separazione consensuale” delle due ali del partito: l’ala a sinistra del partito mantiene il simbolo e il nome di Alternativa Popolare, mentre quella di destra riacquista il nome e il simbolo del dissolto Nuovo Centrodestra, dando successivamente vita alla lista elettorale Noi con l’Italia. Viene però deliberato che i due gruppi parlamentari restino uniti fino allo scioglimento delle Camere.

Il 18 dicembre 2017 la Direzione Nazionale del partito solleva Lupi dalla carica di coordinatore nazionale, sostituendolo col sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico Antonio Gentile.

Il 29 dicembre 2017, all’interno della coalizione di centro-sinistra alle elezioni politiche del 2018, Beatrice Lorenzin costituisce la lista Civica Popolare, di cui è leader, che riunisce, oltreché Alternativa Popolare, i Centristi per l’Europa di Pier Ferdinando Casini, Unione per il Trentino di Lorenzo Dellai, L’Italia è Popolare di Giuseppe e Ciriaco De Mita e l’Italia dei Valori di Ignazio Messina. I candidati di AP nei collegi uninominali sono 7 alla Camera (i parlamentari uscenti Lorenzin, Mario Dalla Tor, Nico D’Ascola, Sergio Pizzolante, Gabriele Toccafondi e Guido Viceconte, più Angelo Capelli) e 3 al Senato (gli uscenti Gioacchino Alfano, Paolo Alli e Federica Chiavaroli).

Il 31 dicembre 2017 Antonio Gentile si dimette dalla carica di coordinatore di AP e annuncia il suo riavvicinamento a Forza Italia di Silvio Berlusconi, nonostante questo non si dimette dall’incarico di sottosegretario al Mise.

Alle elezioni regionali in Lombardia del 2018, Alternativa Popolare (sempre in Civica Popolare), dopo aver governato per cinque anni, dapprima come PdL, poi come NCD, con la Presidenza Maroni di centro-destra, per la quale Angelo Capelli è autore della riforma sanitaria[, sostiene il candidato di centro-sinistra Giorgio Gori, come da allineamento nazionale. Raffaele Cattaneo e la maggioranza degli esponenti di Lombardia Popolare, ramo lombardo del partito, aderiscono a Noi con l’Italia per supportare Attilio Fontana in continuità con il centro-destra.

Per le elezioni regionali nel Lazio del 2018 viene in un primo momento mantenuta la linea nazionale e Civica Popolare sostiene il Presidente uscente Nicola Zingaretti con il centro-sinistra, nonostante gli ex rappresentanti del predecessore NCD, e prima ancora PdL, fossero stati cinque anni all’opposizione con il centro-destra, come da elezione nel 2013. Nel gennaio del 2018 Beatrice Lorenzin conferma che, a causa dell’apertura a Liberi e Uguali da parte di Zingaretti, Civica Popolare correrà da sola alle regionali nel Lazio con Jean-Léonard Touadi, ex collaboratore proprio di Zingaretti.

L’11 febbraio 2018 l’europarlamentare Giovanni La Via lascia AP e torna in Forza Italia; così il partito perde la propria rappresentanza al Parlamento europeo.

A seguito di un deludentissimo 0,5% dei voti, Civica Popolare non raggiunge la soglia di sbarramento. Di AP soltanto Beatrice Lorenzin e Gabriele Toccafondi risulteranno eletti nei loro collegi uninominali. Anche le sfide regionali si riveleranno un flop: CP non andrà oltre lo 0,4% in Lombardia e lo 0,2% nel Lazio. In seguito a questi deludenti risultati, Civica Popolare-AP (nome adottato come componente del gruppo misto alla Camera) non corre né alle elezioni regionali in Molise, né a quelle in Friuli-Venezia Giulia.

Il 27 settembre 2018 la Direzione Nazionale del partito nomina come nuovo presidente Paolo Alli, ex deputato di NCD/AP, sostituendo il dimissionario Angelino Alfano.

Alle elezioni regionali in Abruzzo del 2019 AP si presenta inserendo propri candidati (tra cui il consigliere uscente Giorgio D’Ignazio) nella lista di +Europa-Centro Democratico, a sostegno del candidato di centro-sinistra Giovanni Legnini: il modesto risultato della lista, 2,36%, non consente di eleggere alcun consigliere.

In vista delle elezioni europee del 26 maggio AP decide di porre fine all’esperienza di Civica Popolare, ne esce e forma una lista elettorale insieme al Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi. Valentina Castaldini, già portavoce di AP e consigliere dell’ex ministro Enrico Costa, lascia il partito e viene candidata da Forza Italia nella Circoscrizione Italia nord-orientale.

Il 19 settembre 2019, in seguito all’uscita di Matteo Renzi dal Partito Democratico con il suo Italia Viva, Gabriele Toccafondi e Beatrice Lorenzin lasciano AP; Toccafondi entra nel partito di Renzi mentre la Lorenzin si iscrive al PD. AP perde quindi la propria rappresentanza in Parlamento.

Il 6 maggio 2020 AP riprende la sua rappresentanza in Parlamento, questa volta con l’esclusivo potere di deroga, grazie al patto federativo con Popolo Protagonista di Gianluca Rospi, Michele Nitti e Antonio Zennaro (tutti ex M5S) con la creazione della componente Popolo Protagonista-Alternativa Popolare del Gruppo misto, cui aderisce in seguito anche la deputata Fabiola Bologna. La componente si posiziona nell’area di maggioranza in appoggio esterno al Governo Conte II.

L’accordo tra AP e Popolo Protagonista, esteso in seno al Partito Popolare Europeo anche a Popolari per l’Italia, ha “l’obiettivo condiviso di avviare un nuovo progetto politico: quello di rilanciare il Partito Popolare” e “ritornare a una visione popolare, a una coesione tra politica ed etica per fare in modo che la dignità dell’uomo, del lavoro e dei giovani venga messa di nuovo in primissimo piano”.

Alle elezioni regionali in Campania del 2020 in una lista con i Moderati appoggia il Governatore uscente di centro-sinistra Vincenzo De Luca eleggendo un consigliere.

In data 23 settembre 2020 i deputati Michele Nitti e Antonio Zennaro lasciano la componente, che però non cessa grazie alla precedente adesione di Fausto Longo del PSI. In data 5 ottobre 2020 la componente Popolo Protagonista-Alternativa Popolare ha modificato la propria denominazione in Popolo Protagonista-Alternativa Popolare (AP)-Partito Socialista Italiano (PSI).

In data 27 ottobre 2020 la senatrice Tiziana Drago lascia il Movimento 5 Stelle e aderisce al gruppo misto, seguendo le orme di Gianluca Rospi. Il partito torna così ad avere un rappresentante anche al Senato.

Il 23 dicembre 2020 PP e AP passano all’opposizione del governo in seguito al voto contrario sulla legge di bilancio. Longo del PSI lascerà quindi la componente.

Il 10 febbraio 2021 il deputato di Cambiamo! Giorgio Silli aderisce alla componente del Misto Popolo Protagonista-Alternativa Popolare (A.P.). Fanno parte della componente i deputati Gianluca Rospi, Fabiola Bologna e Giorgio Silli. In data 16 febbraio 2021, la componente modifica il nome da “Popolo Protagonista-A.P.” in “Cambiamo!-Popolo Protagonista”, determinando dunque l’uscita di Alternativa Popolare che perde la rappresentanza parlamentare.

Tra il 31 maggio e il 1º giugno 2022 il partito partecipa al XXVII Congresso del Partito Popolare Europeo a Rotterdam. Il 15 giugno il presidente del partito Alli nomina come coordinatore nazionale del partito Stefano Bandecchi, co-fondatore e dal 2021 presidente del Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi “Niccolò Cusano” nonché proprietario della Ternana Calcio.

Con la conduzione Bandecchi Alternativa Popolare passa da essere un partito centrista a un partito sovranista. E quindi inizia un altro percorso…

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