Ci fu un periodo, a cavallo con il secondo decennio del XXI° secolo quando anche nel centrodestra italiano c’era la speranza di creare qualcosa di diverso. Questo non vuol dire migliore; ma sicuramente diverso. Un periodo in cui, annusando che l’era berlusconiana stava per finire alcuni imprenditori si diedero il cambio per creare un nuovo contenitore, che fosse di centrodestra, ma soprattutto liberale e che portasse avanti le istanze del mondo delle piccole e grandi imprese.
Il primo a farsi avanti fu Luca Cordero di Montezemolo. A luglio 2009 l’associazione Italia Futura viene lanciata da Montezemolo, con soci fondatori e finanziatori Diego Della Valle, Maria Paola Merloni, Corrado Passera e Luigi Marino, venendo presentata ufficialmente ad ottobre 2009 alla presenza di Enrico Letta, l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi e il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai. Alla fine di dicembre 2011 il presidente Montezemolo annunciò la presenza di Italia Futura alle elezioni successive (2013); ma senza presentare alcuna lista. Nell’ottobre 2012 l’associazione lancia il manifesto politico Verso la Terza Repubblica, proponendo una serie di riforme per la crisi italiana, in riferimento al governo guidato da Monti. Tra i firmatari il segretario CISL Raffaele Bonanni, Carlo Calenda, Andrea Carandini, Mario Ceroli, il magistrato Stefano Dambruoso, il presidente della provincia autonoma di Trento Dellai, Pietro Ferrari, lo scrittore Edoardo Nesi, il presidente delle ACLI Andrea Olivero, Andrea Riccardi, l’economista Nicola Rossi, l’economista Irene Tinagli e Riccardo Tozzi. Il 17 novembre 2012, insieme all’associazione Verso Nord, le ACLI, la CISL ed altre, l’associazione organizza a Roma l’incontro Manifesto Verso la Terza Repubblica, lanciando un appello per la creazione di un nuovo soggetto politico «democratico, popolare e liberale». Alle elezioni politiche del 2013 l’associazione sostiene la coalizione di centro Con Monti per l’Italia, con vari esponenti dell’associazione che si candidano col partito Scelta Civica, e tra essi vengono eletti Andrea Romano, Irene Tinagli, Maria Paola Merloni, Stefano Dambruoso ed Edoardo Nesi, mentre Carlo Calenda entra nel governo Letta come viceministro dello sviluppo economico. Il 17 maggio 2013 si svolge l’assemblea dei soci fondatori che nomina il nuovo Consiglio direttivo, composto da Luca di Montezemolo e Nicola Rossi, il nuovo presidente nella persona dello stesso Rossi ed il nuovo direttore nella persona di Simone Perillo. Nel 2014 Montezemolo lascia la carica di presidente onorario e si dimette dal Consiglio direttivo, mentre alla carica di presidente è nominato Carlo Pontecorvo.
Mentre l’esperienza di Montezemolo stava fallendo e con l’esperienza del governo Monti conclusa; un ministro di quest’ultimo governo tenta una strada alternativa alla ricomposizione di un centrodestra alternativo a Berlusconi fatto dei politici già presenti in campo (Fini, Casini, Rutelli e lo stesso Monti). Ecco l’esperienza di Corrado Passera, che del governo Monti era ministro dello sviluppo economico. Quando dell’esperienza del governo Monti non rimaneva che un partito (Scelta Civica), che si scioglieva al sole in Parlamento settimana dopo settimana ecco che Passera provò a costruire quello che prima Montezemolo e poi Monti avevano fallito. Il 23 febbraio 2014 Corrado Passera ha fondato il movimento politico “Italia Unica“, con la presentazione di un piano di oltre 400 miliardi che secondo lui avrebbe dovuto “rimettere in moto l’economia del Paese“. Il 14 giugno dello stesso anno ha lanciato ufficialmente il “cantiere” e il 31 gennaio 2015 si è svolta a Roma l’assemblea fondativa vera e propria di Italia Unica. Il 6 giugno 2015, al termine della riunione della direzione nazionale di Italia Unica a Milano, Passera ha annunciato la sua intenzione di candidarsi a sindaco di Milano in vista delle elezioni amministrative dell’anno seguente, con l’obiettivo di mettere la sua città in condizione di competere con le metropoli europee più dinamiche, e ponendo la sicurezza come uno dei temi principali della campagna elettorale. Tuttavia, il 9 aprile 2016 si è ritirato dalla corsa a sindaco, annunciando al contempo il suo appoggio al candidato ufficiale della coalizione di centro-destra, l’ex direttore generale di Confindustria Stefano Parisi (il quale perderà la competizione elettorale contro il rivale di centro-sinistra Giuseppe Sala). Il 30 settembre 2016 l’Assemblea Nazionale di Italia Unica ha deliberato lo scioglimento del partito, invitando gli iscritti a “continuare nell’impegno per un Paese migliore“, cominciando dal “No” al referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi.
Il passaggio di consegne tra Passera e Stefano Parisi sembra quasi perfetto; perchè quando Parisi fallirà la campagna elettorale per diventare sindaco di Milano; pur continuando a venire a patti con il centrodestra esistente fonda un suo partito che vorrebbe rinnovarlo. Il 18 novembre del 2016 fonda il partito Energie per l’Italia (forza politica di centro-destra di natura liberista e federalista). Nel corso della XVII legislatura hanno aderito al partito alcuni parlamentari, formando una componente del gruppo misto alla Camera denominata “Civici e Innovatori – Energie PER l’Italia”. Insomma, anche questo è un altro aggancio. Perchè Parisi riceve un aiuto anche da quello che rimane del montismo. Infatti Civici e Innovatori è quello che in parlamento rimane di Scelta Civica dopo che il Nuovo Centrodestra di Alfano e soprattutto il Partito Democratico di Matteo Renzi si sono spartiti i parlamentari eletti alle elezioni del 2013. Ma anche il partito di Parisi non arriva alle elezioni successive. Nel 2018 EpI non si presenta alle elezioni politiche e Parisi viene candidato per il centro-destra alla presidenza della regione Lazio. La coalizione ottiene 964.757 voti pari al 31,18% del totale piazzandosi al secondo posto dopo la coalizione del centro-sinistra capitanata dal presidente uscente Nicola Zingaretti del Partito Democratico. Parisi, eletto in qualità di candidato presidente, ha fatto parte del Consiglio Regionale del Lazio per il gruppo “Lazio 2018” carica dalla quale si è dimesso nel dicembre del 2020. Il 20 dicembre 2019 Parisi viene invitato ad aderire a “Voce Libera”, associazione interna a Forza Italia nata su iniziativa di Mara Carfagna “per ricostruire una casa finalmente non subalterna al pensiero dominante e al populismo di destra e sinistra“. Il 17 dicembre 2020 con un post Parisi dichiara il suo addio alla politica per tornare a fare l’imprenditore ricordando il tentativo, non riuscito, di dare al centrodestra un impulso liberale-popolare.
Ma non finisce qui, perchè un non imprenditore cerca di dare un’ultima possibilità a quello che gli imprenditori precedenti non erano riusciti a fare. Sicuramente è il tentativo con obiettivi raso terra. Forse un tentativo disperato; ma persistente. E’ il tentativo di Gaetano Quaglieriello e la sua Id.eA. Identità ed Azione. Il 25 novembre 2015, quando l’esperienza del Nuovo Centrodestra è già naufragata, fuoriesce dal partiti di Alfano assieme a un gruppo di parlamentari e annuncia la nascita della nuova formazione. Il 10 dicembre i senatori Andrea Augello, Luigi Compagna, Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello abbandonano quindi il gruppo Area Popolare (formato da NCD e UdC) e aderiscono al gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà. Il 5 e 6 marzo 2016 viene indetta la prima conferenza politico-programmatica nazionale del Movimento, presso l’Auditorium di Via Rieti in Roma, intitolata “La nostra Idea”. Al Senato è presente nel gruppo Grandi Autonomie e Libertà, mentre alla Camera i suoi rappresentanti prendono parte alla componente USEI-Idea del Gruppo misto. Il 13 agosto 2016 Quagliariello raccoglie l’eredità proprio di uno degli imprenditori su citati, Passera, che in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati passa a Idea idealmente il testimone. Il 18 maggio 2017 gli esponenti di IDeA al Senato della Repubblica (sino a quel momento iscritti al gruppo GAL) assieme ai senatori Giovanni Bilardi ed Ulisse Di Giacomo (fuoriusciti da Alternativa Popolare per passare all’opposizione), Michelino Davico (indipendente nel gruppo GAL) ed alle senatrici del gruppo misto Anna Cinzia Bonfrisco (del PLI) e Serenella Fucksia (ex M5S) costituiscono il gruppo parlamentare di centro-destra “Federazione della Libertà (IDeA-Popolo e Libertà, PLI)“, inoltre, onde permettere la costituzione del medesimo gruppo grazie al raggiungimento del numero minimo richiesto di dieci membri, alla nuova formazione parlamentare viene “prestato” il senatore di Forza Italia Francesco Aracri. Dopo aver rifiutato di confluire nel nuovo soggetto Noi con l’Italia, vi è l’adesione alla lista plurale che vede l’apporto dell’UdC e di altre formazioni minori, schierandosi nell’alveo della coalizione di centro-destra. La lista non riesce a superare la soglia di sbarramento del 3% nelle elezioni politiche in Italia del 2018, pertanto riesce ad esprimere solo i candidanti vincenti nei collegi uninominali: IDeA elegge un unico parlamentare, cioè il senatore Gaetano Quagliariello presso il collegio dell’Aquila. Il 10 marzo tale esperienza si conclude, mentre il 23 marzo viene sottoscritto l’accordo federativo con Forza Italia.
Da qui in poi l’esperienza di Idea viene rarefatta, cioè non chiude inizialmente i battenti; ma Gaetano Quagliariello decide quale unico rappresentante di Idea in parlamento di tenere i piedi in due scarpe. Oltre a tenere in vita il movimento; segue le sorti politiche di Giovanni Toti e si lega politicamente a lui. Quindi alle amministrative a novembre 2018, in vista delle elezioni regionali in Basilicata del 2019, Quagliariello presenta con largo anticipo le liste di “IDeA- Un’Altra Basilicata” con il consigliere regionale centrista Nicola Benedetto: alle elezioni del 24 marzo 2019 la lista di IDeA ottiene il 4,18% ed elegge il consigliere Vincenzo Baldassarre che il 6 febbraio 2021 passerà a Fratelli d’Italia. Alle regionali in Abruzzo del 10 febbraio 2019 IDeA è in lista con l’UDC e la nuova DC di Gianfranco Rotondi raccogliendo il 2,88% con un seggio spettante all’UDC. Alle comunali di maggio/giugno 2019 IDeA conquista 3 seggi nella vittoria di Potenza (7,31%) e 2 in quella di Corato in Puglia (2,28%), 1 seggio a Giulianova (8,44%). Alle regionali in Umbria del 27 ottobre 2019 IDeA ha due candidati nella lista Tesei Presidente raccoglie il 3,93%: il sindaco di Scheggino Paola Agabiti, unica eletta, diventa assessore al bilancio (nel 2024 aderirà a FdI). In parlamento, però dicevamo la musica era un’altra. Nel settembre 2019 Quagliariello contribuisce al lancio di Cambiamo!, di Giovanni Toti, al quale il partito si federa immediatamente, istituendo i primi comitati promotori per iniziativa del consigliere Nicola Benedetto e del vice presidente del consiglio regionale della Basilicata Vincenzo Baldassarre. Il 26 maggio del 2021 Idea partecipa, con Cambiamo! e alcuni indipendenti perlopiù ex forzisti, alla formazione del movimento Coraggio Italia, guidato dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, di cui Quagliariello diventa vicepresidente il 14 luglio successivo. Il 23 dicembre dello stesso anno, nel gruppo misto del Senato, la componente IDeA-Cambiamo-Europeisti diventa IDeA-Cambiamo-Europeisti-Noi di centro (Noi Campani) dopo l’adesione al gruppo di Sandra Lonardo del partito democratico cristiano noi Di Centro. Il 26 marzo 2022 Gaetano Quagliariello e Giovanni Toti con una convention all’Acquario di Genova lanciano il nuovo partito Italia al Centro di cui il senatore diventa coordinatore nazionale. Contestualmente, Toti e Quagliariello abbandonano gli incarichi all’interno di Coraggio Italia, annunciando una federazione tra i due partiti, che continueranno a condividere gruppi parlamentari. Il 23 giugno lo scioglimento del gruppo di Coraggio Italia sancisce la definitiva rottura tra il partito di Brugnaro e Italia al Centro. A seguito dell’inizio della campagna tesseramento di Italia al Centro, Cambiamo! e IDeA sopravvivono come entità sottostanti e fondatrici, ma cessano di emettere tessere e di utilizzare il proprio simbolo.
In occasione delle elezioni politiche anticipate del 2022 il nuovo partito presenta Noi moderati, una lista comune insieme a Noi con l’Italia, Coraggio Italia e Unione di Centro nella coalizione di centro-destra. All’uninominale Quagliariello promuove la candidatura di Pino Bicchielli a Salerno. Alle elezioni del 25 settembre la lista Noi moderati prende lo 0,91% alla Camera (255.505 voti) e lo 0,89% al Senato (244.363 voti) non riuscendo quindi a superare la soglia di sbarramento del 3% e ad eleggere propri parlamentari nei collegi plurinominali mentre in quelli uninominali la lista riesce a far eleggere 9 parlamentari (7 deputati e 2 senatori), tra i quali proprio Bicchielli alla Camera, che il 27 ottobre aderisce al gruppo Noi moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, UdC, Italia al Centro) – MAIE. Nel maggio 2023 Italia al Centro e Noi con l’Italia avviano la trasformazione di Noi Moderati in un partito politico strutturato. Il 17 ottobre 2023 Giovanni Toti viene eletto presidente del consiglio nazionale di Noi moderati composto da 150 membri. Ma da qui in poi è un’altra storia …
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