Giustizia

CoronaVirus, la procura di Brescia ha chiesto l’archiviazione per Giuseppe Conte e Roberto Speranza

La procura di Brescia ha chiesto al tribunale dei ministri di archiviare le posizioni dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, che erano indagati per omicidio colposo ed epidemia colposa in un’inchiesta sulla gestione della pandemia da coronavirus.

L’inchiesta si basa principalmente sulla mancata istituzione della cosiddetta “zona rossa” nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro e sull’applicazione del piano pandemico nazionale, un documento che dovrebbe dare indicazioni sulle misure di sicurezza da introdurre in caso di pandemia. L’indagine era stata avviata dalla procura di Bergamo, ma il fascicolo era stato successivamente trasmesso a quella di Brescia, competente per materia e territorio.

A dover eventualmente accogliere la richiesta di archiviazione della procura è il tribunale dei ministri di Brescia, ovvero un organo speciale presente all’interno di ogni Corte d’Appello che ha competenza sui reati commessi dal presidente del Consiglio e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni. Se il tribunale dei ministri accoglierà la richiesta di archiviazione, Conte e Speranza saranno definitivamente scagionati; se invece la respingerà, dovrà chiedere al parlamento l’autorizzazione a procedere, e solo in caso di accoglimento di quest’ultima richiesta comincerebbe il processo.

1 risposta »

  1. Giovedì il tribunale dei ministri di Roma ha archiviato un procedimento a carico dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, in carica tra il 2019 e il 2022, che era stato avviato in seguito ad alcune denunce relative alla campagna di vaccinazione durante la pandemia di COVID-19. Il tribunale dei ministri è un organo speciale presente all’interno di ogni Corte d’Appello che ha competenza sui reati commessi dal presidente del Consiglio e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

    Danilo Leva, avvocato dell’ex ministro, ha detto che i giudici hanno riconosciuto «la correttezza della condotta di Speranza volta esclusivamente alla difesa dell’interesse pubblico e del diritto alla salute dei cittadini».

    Il procedimento archiviato giovedì era l’ultimo ancora aperto nei confronti di Speranza tra quelli relativi alla gestione della pandemia. Speranza ha commentato la decisione con un post pubblicato sui social network: «Ho sempre creduto che la verità sarebbe emersa. In una situazione difficilissima, ho dato tutto me stesso per salvare la vita delle persone, seguendo le indicazioni della comunità scientifica. Questa è stata la mia esclusiva priorità», ha scritto.

    "Mi piace"

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.