Economia

Governo Meloni: settimo mese

Marina Elvira Calderone Maria Elisabetta Alberti Casellati

Giorgia Meloni (8), presidente del Consiglio dei ministri ++

Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è svolta a Piazza Venezia la cerimonia in occasione della ricorrenza del 25 Aprile, Festa della Liberazione. Mattarella ha ricevuto il saluto del picchetto d’onore, con lui il ministro della Difesa Guido Crosetto. A piazza Venezia c’erano anche le alte cariche della Repubblica, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la presidente della Corte costituzionale, Silvana Sciarra. Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma Roberto GualtieriLa Canzone del Piave ha accompagnato la deposizione al sacrario del Milite Ignoto di una corona d’alloro.

Il 27 e il 28 aprile la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata in visita ufficiale nel Regno Unito, dove ha incontrato a Londra il primo ministro britannico Rishi Sunak. Nel vertice i due leader hanno parlato di varie questioni, dalla cooperazione tra i due Paesi in materia di difesa ai temi economici e politici.  Il viaggio aveva l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i rapporti con il Regno Unito, seguendo quanto fatto dal precedente governo di Mario Draghi. Sono molte infatti le sfide che attendono i due Paesi in ottica internazionale: per esempio nella regione dell’Indo-Pacifico entrambi si sono impegnati nel settore della difesa con un accordo con il Giappone.

Primo Maggio di governo per Giorgia Meloni. Primo Maggio di memoria per Elly Schlein. Il premier riunisce alle 11 il Consiglio dei ministri per varare il decreto Lavoro con cui, tra l’altro, verrà ridimensionato il reddito di cittadinanza. La segretaria del Pd è invece in Sicilia, a Portella della Ginestra, per ricordare la strage del Primo maggio 1947, quando 11 persone vennero uccise e altre ventisette ferite dalla banda di Salvatore Giuliano.

Giancarlo Giorgetti (8), ministro dell’Economia e Finanze +

Nella relazione che accompagna il Documento di economia e finanza (Def), pubblicato il 13 aprile, il governo aveva anticipato che avrebbe finanziato questa misura con oltre 3 miliardi di euro, facendo ricorso a un nuovo scostamento di bilancio (approvato dal Parlamento il 28 aprile). Questa cifra è quella a cui fa riferimento Meloni quando parla di «tesoretto»: grazie a una crescita del Pil nel 2023 migliore delle aspettative, il governo ha deciso di mantenere invariato il rapporto tra il deficit e il Pil stabilito in precedenza, dedicando le risorse in più a debito proprio al taglio del cuneo fiscale. Secondo fonti stampa, alla fine per questo provvedimento le risorse destinate del decreto “Lavoro” potrebbero raggiungere i 4 miliardi di euro (ricordiamo che questo stanziamento vale per i sei mesi tra luglio e dicembre). Per conoscere i numeri definitivi bisogna però attendere la pubblicazione del testo ufficiale del decreto-legge. Con la legge di Bilancio per il 2023, approvata dal Parlamento alla fine del 2022, il governo Meloni aveva già stanziato circa 5 miliardi di euro per ridurre quest’anno il cuneo fiscale. Con queste risorse era stato confermato il taglio del 2 per cento introdotto temporaneamente dal governo Draghi per i redditi fino a 35 mila euro ed era stato alzato al 3 per cento il taglio per chi guadagna fino a 25 mila euro l’anno. Con il decreto “Lavoro”, dunque, fino alla fine di quest’anno il taglio per queste due fasce di reddito salirà rispettivamente al 6 per cento e al 7 per cento.

Matteo Piantedosi (8), ministro degli Interni +

Dando seguito alla circolare Piantedosi, basata sulla sentenza della Cassazione del 30 Dicembre 2022, in udienza davanti ai giudici della ottava sezione civile, il Ministero degli Interni e la Presidenza del Consiglio si sono schierate contro Sala e contro i provvedimenti con i quali il sindaco di Milano ha ratificato la trascrizione dei certificati di nascita dei figli di 4 coppie omogenitoriali. Tutto inizia con l’azione della Procura, che impugna la lettera di Piantedosi. La p.m. Rossana Guareschi ritiene le registrazioni del Comune di Milano illegali, perché iscrivono nello stato civile del Comune due genitori dello stesso sesso per bambini nati con tecniche di procreazione medicalmente assistita, andando contro le norme attuali che “non consentono al bambino nato nell’ambito di un progetto di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata da una coppia dello stesso sesso, l’attribuzione dello status di figlio anche da parte della madre intenzionale”.

Dopo l’approvazione alla Camera, il c.d. Decreto Cutro è divenuto purtroppo legge. Siamo gravemente preoccupati per le disposizioni introdotte, che comporteranno – oltre ai già analizzati cambiamenti radicali in materia di protezione speciale e del sistema di accoglienza – significativi peggioramenti e modifiche nelle procedure di riconoscimento della protezione internazionale. La legge Cutro avrà un impatto soprattutto sulle procedure accelerate di frontiera e sulle misure di trattenimento dei richiedenti asilo.

Raffaele Fitto (7 1/2), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR *

“E’ questione di pochi giorni, poi sarà tutto chiaro. Io non mi faccio condizionare da attacchi al limite degli insulti, che mirano a screditarci in un gioco di sponda tra Roma e Bruxelles, nè distrarre da un dibattito surreale come quello sull’uso dei fondi del Pnrr per il dissesto idrogeologico. Noi stiamo lavorando e porteremo in Europa fatti, non chiacchiere, per spiegare perché il Pnrr va smantellato e profondamente cambiato anche negli obiettivi. Altrimenti ci facciamo molto, molto male”. E’ quanto afferma Raffele Fitto, ministro degli Affari europei, che in un colloquio con La Stampa precisa che “in pochi mesi abbiamo monitorato l’utilizzo dei fondi europei 2014-2020. Tre anni dopo la scadenza, su 126 miliardi ne abbiamo speso il 34%. Vogliamo riproporre questo schema con i fondi del Pnrr che sono quasi il doppio (ai 220 miliardi bisogna aggiungere i 30 del fondo complementare), con meno della metá di tempo di spesa, regole e vincoli molto piú rigidi? Il calcolo è facile. Giugno 2026 sembra lontano, ma è vicinissimo. Questo è il problema”. Per Fitto la conseguenza inevitabile che scaturisce dalla “oggettiva constatazione che gran parte del Pnrr non è spendibile. C’è un problema di quantitá di interventi e uno di qualitá. Non si può spendere tanto per spendere. Quindi noi stiamo immaginando dei cambiamenti importanti. Ciò comporterá il definanziamento di una serie di interventi non strategici, su cui abbiamo acquisito la certezza di non realizzabilità”.

Orazio Schillaci (7 1/2), ministro della Salute.

Non è stata solo una crisi sanitaria, ha causato «sconvolgimenti economici, cancellando trilioni dal Pil e spingendo milioni di persone nella povertà. Ha provocato sconvolgimenti sociali, con chiusura delle frontiere e milioni di persone colpite da isolamento, depressione e ansia». Cosa non ha funzionato? Ghebreyesus: «Una mancanza di coordinamento, di equità e solidarietà ha significato che gli strumenti a disposizione non siano stati utilizzati efficacemente come avrebbero potuto. Per questo abbiamo ora un Piano pandemico: è un impegno verso le generazioni future a non tornare indietro al vecchio schema di panico e trascuratezza che ha lasciato il mondo vulnerabile. Se ritorneremo alle cose come erano prima del Covid, avremmo fallito nell’imparare la lezione». Il ministro della Salute italiano, Orazio Schillaci, osserva: «Possiamo dire che l’emergenza sanitaria Covid-19 è alle nostre spalle. Il mio pensiero va innanzitutto ai medici e agli operatori sanitari e sociosanitari che non hanno risparmiato energie per combattere questo incubo globale e alle persone che non ce l’hanno fatta. In loro memoria non dobbiamo dimenticare questa terribile esperienza e dobbiamo rafforzare la ricerca, le strutture sanitarie e l’assistenza territoriale perché non accada mai più niente di simile».

Daniela Santanchè (7), ministro del Turismo **

Credo che questo governo abbia bisogno di un po’ di tempo per raddrizzare la situazione: anche Gesù Cristo ci ha messo 6 giorni a fare il mondo” (La ministra del Turismo Daniela Santanchè durante la presentazione della nuova strategia di comunicazione del suo dicastero – 20 aprile)

Antonio Tajani (7), ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale 

L’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio avrebbe ottenuto il via libera definitivo per la sua nomina a inviato speciale dell’Unione Europea nel Golfo Perisco. Tra i primi a commentare la formalizzazione del nuovo incarico internazionale al suo predecessore è stato l’attuale ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del suo intervento alla trasmissione “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata. «Quella di Borrell è una scelta legittima, ma una sua scelta. Quella di Di Maio non era la nostra candidatura», ha commentato gelido il luogotenente di Silvio Berlusconi. Ancor meno diplomatica la reazione alla scelta della Lega, fonti della quale hanno definito la nomina di Di Maio come una «indicazione vergognosa» da parte di Bruxelles: di più, «un insulto all’Italia e a migliaia di diplomatici in gamba» dal momento che «gli italiano hanno votato: hanno scelto e continuano a scegliere il centrodestra, non sinistra o grillini».

Carlo Nordio (6 1/2), ministro della Giustizia *

Le toghe di Magistratura democratica, negli ultimi tempi, sono diventate particolarmente ‘suscettibili’ al punto da diramare la scorsa settimana un comunicato in cui smentiscono di avercela con il ministro della Giustizia. “Fa comodo al mainstream dipingere quadri in cui un manipolo di toghe rosse si oppone a qualsiasi riforma del sistema giudiziario, rifiutando di riconoscere il verdetto delle urne, nella speranza di far sorgere per via giudiziaria il sol dell’avvenire”, si legge nella nota firmata da Andrea Natale, giudice del tribunale di Torino e componente dell’esecutivo di Md. “Da qualche tempo, poi, circola voce che Magistratura democratica abbia individuato nel ministro della Giustizia un suo ‘nemico’. Niente di più lontano dal vero. Magistratura democratica non ha nemici e, tantomeno, avverte come nemico il ministro della Giustizia ora in carica. Ma questo non ci impedisce di segnare i profondi punti di dissenso rispetto a diverse cose che, sinora, il ministro della Giustizia ha detto, fatto o non fatto”, prosegue Natale prima di elencare tutte le iniziative di Nordio che non trovano il gradimento di Md. Solo per ricordarne qualcuna, dalla stretta sulle intercettazioni telefoniche, alla decisione di avviare l’azione disciplinare nei confronti dei giudici della Corte d’appello di Milano che avevano concesso i domiciliari ad Artem Uss, figlio di un oligarca russo, poi evaso, su cui pendeva una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti.

Francesco Lollobrigida (6 1/2), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste *

“Il Ministero dell’Agricoltura riconosce l’importanza della sicurezza alimentare e la necessità di garantire cibo sufficiente per tutti gli abitanti del pianeta. In un mondo in cui la popolazione continua a crescere, soprattutto nelle nazioni più deboli e in via di sviluppo, ci sono due approcci alla sicurezza alimentare. Da una parte c’è chi sostiene che la soluzione sia quella di garantire cibo per tutti, a prescindere dalla sua qualità. Noi crediamo invece che ci sia un’altra strada: quella di garantire cibo per tutti, tenendo al centro la qualità”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, intervenendo alla fiera Tuttofood a Milano.”Non ci arrendiamo – ha aggiunto il ministro- all’idea che il cibo debba essere prodotto in modo artificiale, come il pesce stampato in 3D o la carne prodotta nei bioreattori. Crediamo invece nella ricerca, quella vera, che può incidere sulla produzione di qualità attraverso il rafforzamento delle nostre piante. La storia ci ha già mostrato come la genomica possa raddoppiare la produzione di grano a parità di consumo di suolo. Possiamo immaginare un modello di produzione che permetta di portare acqua dove ce n’è meno, come in alcune nazioni africane dove il 65% del terreno è arabile ma manca l’acqua”. “Il nostro obiettivo – ha continuato Lollobrigida- è quello di garantire una sicurezza alimentare basata su una produzione di eccellenza. Per questo motivo, il Governo sta intraprendendo due azioni: la prima è quella di proibire l’importazione, la produzione e la commercializzazione di prodotti non sicuri; la seconda è quella di applicare il principio di precauzione europeo, secondo cui se non si è sicuri se una cosa danneggia l’ambiente o fa male agli esseri umani, si può proibirla”.  “Non vogliamo proibire o evitare la scienza, ma seguire le indicazioni del popolo e tutelare la natura. Gli agricoltori, gli allevatori e i pescatori sono gli ambientalisti che tutti i giorni proteggono l’ambiente con il loro lavoro”. Così ha concluso il ministro Lollobrigida.

Guido Crosetto (6), ministro della Difesa **

Il Ministro Crosetto a Tashkent ha incontrato il Presidente della Repubblica, Shavkat Mirziyoyev, il Ministro della Difesa, Generale Bakhodir Kurbanov e il Rappresentante Speciale per gli Affari di Politica Estera del Presidente, Abdulaziz Kamilov “L’Uzbekistan riveste una fondamentale importanza dal punto di vista della sicurezza dell’Asia centrale. Oggi avviamo una nuova stagione di cooperazione tra i nostri Paesi, sviluppando sinergie che possano essere proficue per entrambi i Paesi”. Così il Ministro della DifesaGuido Crosetto, al termine degli incontri istituzionali avuti oggi in Uzbekistan. A Tashkent, il Ministro Crosetto ha incontrato l’omologo, Generale Bakhodir Kurbanov. Un cordiale colloquio durante il quale i due Ministri hanno confermato la volontà di rafforzare la collaborazione tra le rispettive Difese. “Tra le nostre Difese esistono rapporti di cooperazione che comprendono diverse attività che andranno incrementate nei settori della formazione militare, della sanità militare e dell’addestramento operativo e dell’industria della Difesa” ha detto il Ministro Crosetto.

Marina Elvira Calderone (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali 

Già con la sua prima legge di bilancio alla fine del 2022 il governo di Giorgia Meloni aveva introdotto una serie di modifiche al reddito di cittadinanza valide per il 2023, in attesa di sostituirlo definitivamente: il decreto-legge del primo maggio presenta la misura che lo rimpiazzerà del tutto a partire dal 2024. Il decreto-legge non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, quindi ci sono alcuni dettagli che potranno essere chiariti del tutto solo con il testo ufficiale. Ma il governo ha già spiegato come funzionerà il nuovo sussidio in un comunicato stampa diffuso al termine del Consiglio dei ministri: la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha annunciato che il sussidio attivo dal 2024 si chiamerà “Assegno di inclusione”. La novità principale è che questo “Assegno di inclusione” sarà rivolto solo ai nuclei famigliari in cui ci sono persone sopra ai 60 anni, minori o con disabilità. L’importo dell’assegno mensile sarà «non inferiore a 480 euro» e sarà erogato per un massimo di 18 mesi consecutivi, con la possibilità di rinnovo per altri 12 mesi. Al termine dei primi 18 mesi dovrebbe esserci un’interruzione di un mese, stando alle bozze divulgate alla stampa nelle ultime settimane. Dovrebbe essere inoltre previsto un contributo aggiuntivo fino a 280 euro nel caso di nuclei famigliari che pagano un affitto, ma anche su questo non ci sono ancora conferme ufficiali.

Roberto Calderoli (5 1/2), ministro degli Affari regionali e Autonomie 

«Le riforme costituzionali non rallenteranno l’autonomia differenziata». Roberto Calderoli, ministro leghista per gli Affari regionali, lo dice in un’intervista a Repubblica. Tra le proposte che la Lega sta studiando, c’è quella del “governatorato”, cioè un presidente del Consiglio eletto direttamente sul modello delle Regioni, prevedendo però contrappesi come la «fiducia costruttiva». Ma mentre lavora alle riforme istituzionali, Calderoli non retrocede sull’autonomia: «Se si arenasse, abbandonerei la politica. Sul serio, non come disse Renzi». «Non c’è la riforma di Meloni, bensì di tutto il centrodestra. Nel pacchetto riforme c’è sia l’autonomia differenziata che il presidenzialismo o forme simili. Devono entrambe arrivare a conclusione entro la fine della legislatura. Non sono in concorrenza», dice il ministro. «Una rafforza i poteri del governo, non accentra. E l’autonomia rafforza i poteri territoriali che sono delle Regioni».

Gilberto Pichetto Fratin (5 1/2), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica *

Il Ministro sull’approvazione in Parlamento europeo della direttiva sull’efficienza energetica degli edifici: “La direttiva sulle Case Green approvata in Parlamento europeo è insoddisfacente per l’Italia. Anche nel Trilogo, come fatto fino a oggi, continueremo a batterci a difesa dell’interesse nazionale”. Lo afferma il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto. “Non mettiamo in discussione – spiega il Ministro – gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione e di riqualificazione del patrimonio edilizio, che restano fondamentali. Manca però in questo testo una seria presa in considerazione del contesto italiano, diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come ‘bene rifugio’ delle famiglie italiane”.

Adolfo Urso (5 1/2), ministro delle Imprese e Made in Italy **

Dopo il sopralluogo della presidente Giorgia Meloni nelle zone dell’alluvione, si attendono ora i provvedimenti del governo, il Consiglio dei ministri è convocato per le 11. All’interno del decreto emergenza, ha anticipato il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sarà presentato un primo pacchetto di sostegno, con la probabile sospensione dei mutui, la rateizzazione degli oneri fiscali e soprattutto l’attivazione del fondo di garanzia, “il massimo che ci è consentito dalle norme europee sugli aiuti di Stato”, ha puntualizzato il ministro. La Regione, dal canto suo, ha già inviato un primo elenco di richieste, certo non esaustivo e che dovrà essere aggiornato. Intanto il maltempo ha concesso una tregua, anche se l’allerta rossa è confermata anche domani su un’area però più ristretta, ossia pianura bolognese, costa e collina romagnola, per criticità idraulica e idrogeologica. L’acqua si sta ritirando da Faenza, Cesena e Forlì, dove però a scopo precauzionale è stata svuotata una palazzina di 12 appartamenti a causa di una voragine. Ripulite le spiagge della Riviera, a partire da Rimini, nonostante le mareggiate di martedì e mercoledì scorsi avessero riversato sulla costa tonnellate di legna e detriti. Ancora molta acqua invece a Ravenna, ma pare scongiurato il pericolo che tutta la città vada sott’acqua, coi tesori dell’arte bizantina patrimonio Unesco. Il sole ha aiutato, ma in alcuni punti ha fatto solidificare il fango facendolo diventare duro come il cemento.

Nello Mesumeci (5), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare *

Gli incendi estivi sono un nemico subdolo. Solo con un’attenta prevenzione e facendo rete fra tutti i soggetti, pubblici e privati, potremo riuscire a neutralizzarne gli effetti devastanti. Questo l’appello che ho lanciato nell’incontro preliminare tenuto a Roma in vista dell’imminente campagna estiva contro gli incedi boschivi. Ho ribadito l’appello ad un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti: più uomini in divisa sul territorio per scoraggiare i piromani, il rispetto della effettività della pena a carico degli incendiari condannati, solerzia dei proprietari nel realizzare i “viali tagliafuoco”nei loro fondi agricoli (coltivati o meno), allertamento dei sindaci, motivazione dei volontari e aggiornamento da parte delle Regioni della mappa dei punti di approvvigionamento d’acqua nelle aree rurali per i velivoli anfibi. Prepariamoci ad una stagione impegnativa per tutti!

Anna Maria Bernini (5), ministro dell’Università e della Ricerca *

Tra gli argomenti il caro affitti e le iniziative in ordine all’utilizzo delle risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’aumento dell’offerta di residenze per studenti universitari, alle quali ha risposto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. La ministra ha parlato dell’argomento come “importantissimo, sarà il nostro pane quotidiano fino al 2026”. “Questo governo sa che garantire il diritto allo studio non è una parola ma un percorso, significa mettere in campo non una ma più azioni contemporaneamente. Lo stiamo facendo anche, ma non solo, coi fondi del Pnrr. L’obiettivo, ambizioso, del governo è 60mila posti letto entro il 2026 a fronte dei circa 40mila posti letto, ad oggi disponibili. Questa è l’eredità di decenni, 40mila posti letto”.

Eugenia Roccella (5), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità **

Eugenia Roccella è una di quelle personalità di governo che, fino a sabato scorso, dopo la contestazione al Salone del Libro di Torino da parte di alcuni attivisti di Extinction Rebellion e del collettivo femminista Non una di meno, era rimasta un po’ defilata, vuoi per i deliri di Piantedosi sulla sostituzione etnica, vuoi per le perle di saggezza di un Valditara in formissima e sempre pronto a rubare la scena – «L’umiliazione aiuta a crescere», ricordate?

Maria Elisabetta Alberti Casellati (5), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa

A riassumere, dal suo punto di vista, l’esito degli incontri della lunga giornata di “consultazioni” è stata la stessa premier, dandone conto ai giornalisti nella sala stampa della Camera. «È stata una giornata di dialogo proficua», ha sintetizzato Meloni, ringraziando tutte le forze di opposizione per la disponibilità al confronto, definito «franco e collaborativo». Ora, «sulla base delle indicazioni emerse prepareremo la nostra proposta». Quali le indicazioni emerse, dunque? Pur nella grande diversità di vedute tra i diversi partiti, ha rimarcato la premier, certamente è emersa con chiarezza una «chiusura a monte» sulle ipotesi di un sistema presidenziale o semi-presidenziale, una maggior apertura invece, pur definita «timida» sullo scenario istituzionale dell’elezione diretta del premier (cosiddetto “sindaco d’Italia”). Un esito che «terremo in considerazione», ha assicurato Meloni.

Matteo Salvini (4 1/2), ministro delle Infrastrutture e Trasporti *

“Gli interventi per fronteggiare i problemi idrogeologici servono per mettere in sicurezza i territori, mentre l’idrico vede il Mit in prima linea e serve per gestire la risorsa-acqua”. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. “Su questo tema – ha proseguito il Ministro – abbiamo 11 dighe commissariate per problemi che ne rallentano la conclusione o la manutenzione. Quattro impianti (tre in Sardegna e uno in Sicilia) hanno una gestione speciale perché hanno bisogno di essere completati, in un caso – in Campania – mancano interventi rilevanti a valle della diga, sei strutture sarde non possono essere riempite al 100% per drammatica mancanza di manutenzione: devono essere messe in sicurezza.  “In tutto – ha detto Salvini – prevediamo investimenti da 3 miliardi che comprendono anche i lavori per l’acquedotto del Peschiera alle porte di Roma. In Emilia-Romagna, c’è la diga di Vetto: abbiamo già assegnato 3,2 milioni per la progettazione e confidiamo che il dossier venga sbloccato al più presto”.  “Siamo determinati ad accelerare, costruire, ricorrere ad altri eventuali commissariamenti: i troppi No ideologici hanno aggravato i problemi idrogeologici e hanno rallentato la corretta gestione delle risorse idriche.

Alessandra Locatelli (4), Ministero della Disabilità **

Il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli oggi è a Bologna in visita alle strutture di Casa Dolce, alle domande dei giornalisti in merito al redente DL LAVORO ha dichiarato: “ho voluto dare un segnale forte pensando alle figure che fanno l’accompagnamento per evitare tanti fallimenti, con un incentivo maggiorato per chi assume le persone con disabilità e per l’assunzione a tempo indeterminato. Sicuramente” ha proseguito il Ministro “dobbiamo andare nella direzione di riformare la legge 68 perché questo dà dignità alle persone”. “Da pochi giorni abbiamo approvato il primo dei 5 decreti attuativi della legge delega sulle disabilità – ha spiegato Locatelli – Il primo l’ho voluto approvare il primo maggio e riguarda l’accessibilità fisica e tecnologica delle Pubbliche amministrazioni da parte dei cittadini e dei lavoratori”. L’obiettivo è consentire al “lavoratore con disabilità di avere postazioni per lavorare in autonomia”. “In Consiglio dei ministri abbiamo stanziato delle risorse per l’inclusine lavorativa soprattutto nel terzo settore per giovani entro 35 anni – ha sottolineato il Ministro – e abbiamo promosso un’azione per le imprese sociali che fanno l’accompagnamento”.  “Segnali forti”, li definisce Locatelli che si augura diventino “un traino per cambiare la prospettiva e vedere in ogni persona un investimento da parte delle nostre comunità, degli imprenditori e dei cittadini”.

Giuseppe Valditara (n.c.), ministro dell’Istruzione e Merito ***

“Importante confronto con le forze di maggioranza e di opposizione in occasione dell’indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica. Ho molto apprezzato il clima costruttivo e stimolante su un tema fondamentale, per dare a tutti i nostri giovani un’opportunità di successo formativo e di realizzazione professionale. Il Ministero sta lavorando a una serie di iniziative importanti che potranno essere arricchite dalle proposte parlamentari”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, al termine dell’audizione odierna presso la 7° Commissione del Senato.

Paolo Zangrillo (n.c.), ministro della Pubblica Amministrazione ***

Il ministro della pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, non è più indagato per la cancellazione del nome di Stefano Zacà (ex leader cittadino di Forza Italia) dalle liste della Lega Salvini nelle elezioni comunali di Moncalieri nel 2020, quando ricopriva la carica di coordinatore regionale di Forza Italia. Il pm Gianfranco Colace, che ha coordinato le indagini sull’accaduto disposte dalla procura di Torino, ha archiviato la sua posizione ad aprile 2023. Per la stessa vicenda sono a processo Riccardo Molinari e Alessandro Benvenuto, capogruppo alla Camera e segretario provinciale della Lega Salvini, e Fabrizio Bruno, delegato alla presentazione della lista. Zangrillo, difeso dagli avvocati Stefano Tizzani e Francesco Paolo Sisto, avrebbe quindi esercitato una richiesta legittima alla Lega (ossia rispettare accordi presi e non depennare Zacà dalla sua lista elettorale) e non un reato.

Luca Ciriani (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento ***

In questa giornata tornano in primo piano i valori di libertà e democrazia. Questo il messaggio che riecheggia nelle piazze dello Stivale in occasione del 25 aprileFesta della Liberazione dall’occupazione nazista e dal regime fascista. A Pordenone presenti alla cerimonia il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (Fdi), la neo assessora regionale Cristina Amirante e il presidente dell’Anpi Loris Parpinel. Nel suo discorso ufficiale il sindaco Alessandro Ciriani ha ricordato come «la festa del 25 aprile rappresenta, per ciascun cittadino, l’occasione di sentirsi profondamente italiano, senza condizionamenti ideologici, riconoscendosi parte di una comunità, di un popolo che affonda le sue radici nella democrazia e nella libertà, nell’amore per la Patria e nel rispetto degli altri».

Gennaro Sangiuliano (n.c.), ministro della Cultura ***

Il giornalista Roberto Saviano ha vinto in tribunale contro il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Lo scrittore aveva dato al ministro nel 2018 del «galoppino di Cosentino», collegando la sua ascesa in Rai all’ex sottosegretario del governo Berlusconi condannato in via definitiva come referente della Camorra. Sangiuliano gli ha chiesto di risarcirgli i danni, ma per il tribunale di Roma «non può considerarsi un fatto falso» e rientra nel diritto di critica. Inoltre, si legge nella sentenza della giudice Silvia Albano, il danno che avrebbe patito Sangiuliano non è chiaro, visto che quattro anni dopo è diventato pure ministro.

Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***

“La macchina è avviata, serviranno ancora un paio d’anni”. Il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha tracciato l’orizzonte temporale per la copertura del Centrale del Foro Italico. L’ha fatto nel corso di un incontro del ciclo “Vita da campioni”, promosso da Sport e Salute, FITP e da Kratesis, che si è svolto nella Biblioteca dell’Accademia della Scherma al Parco del Foro Italico. All’incontro ha preso parte anche Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel. Presenti anche Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, “Il tema della copertura del Centrale dipende positivamente da Sport e Salute, sulle tempistiche posso esprimere un auspicio – ha detto Abodi -. So già che la macchina amministrativa sta andando avanti. Auspico che il ciclo di governo vada fino in fondo, per cui abbiamo quattro anni e mezzo per fare quello che si deve fare. Credo che ne servano un paio comunque. Vuol dire che forse creeremo qualche disagio al torneo per fare in modo che la casa del torneo sia più confortevole e moderna. Ma di una modernità che tenga conto della storia e che sappia interpretare in modo rispettoso il luogo dove questa nuova infrastruttura si consoliderà”.

Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***

Il Sottosegretario Mantovano ha visitato la Comunità San Patrignano, insieme al Capo del Dipartimento Paolo Molinari ed al Consigliere, Prefetto Ugo Taucer. Il sottosegretario ha pranzato prima con 800 ragazze e ragazzi attualmente in percorso, tutti accolti gratuitamente, per poi visitare il centro minori femminile, il centro medico e alcuni laboratori e settori di formazione come la tessitura, le decorazioni e il canile. “Questa visita – afferma Mantovano – è la prima di una serie, per aprire un canale di comunicazione e di confronto diretto con il mondo delle comunità terapeutiche. Sono molto colpito non solo dalla struttura ma soprattutto dal clima di accoglienza, solidarietà e professionalità che si respira nella comunità di San Patrignano che rappresenta la riuscita di una esperienza pioneristica, nata 45 anni fa, modello a cui ispirarsi per affrontare la grande problematica delle tossicodipendenze”. Da sempre San Patrignano collabora con il Dipartimento per le Politiche Antidroga e ad oggi porta avanti due progetti importanti: il primo “Iris”, dedicato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo dei ragazzi in comunità, con un monitoraggio dei ragazzi anche successivo al reinserimento, e “WeCare 4.0”, un importante progetto di prevenzione contro le dipendenze che vedrà in due anni il coinvolgimento di oltre 20mila studenti di tutta Italia. A breve invece prenderà il via il progetto “Spaces” che coinvolgerà almeno 200 fra ragazze e ragazzi presenti a San Patrignano, tra i quali 40 minorenni, in attività teatrali, di canto e pet therapy volte a favorire la socializzazione e il benessere psicofisico, migliorare le componenti affettivo – emotive, relazioni – comunicative e comportamentali ed accrescere la loro autostima. “Il sostegno del Dipartimento per le Politiche Antidroga è tanto importante per noi e i nostri ospiti, quanto per tutte le altre comunità presenti in Italia – sottolinea la Presidente di San Patrignano, Vittoria Pinelli – Abbiamo apprezzato l’attenzione del Sottosegretario e di tutta la delegazione nei confronti dei nostri ragazzi, la stessa che la comunità pone da oltre 40 anni nei loro confronti, la stessa che porrà per tutte le ragazze e ragazzi che continueranno a chiederci aiuto”.

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