Europa

Portogallo, eutanasia legale

La Corte Costituzionale ha respinto il referendum sull'eutanasia
Portogallo, eutanasia legale

Il parlamento portoghese ha approvato oggi per la quarta volta una nuova versione della legge che depenalizza l’eutanasia e il suicidio assistito.

La legge era già stata respinta tre volte: da un veto presidenziale, nel 2022, e dalla Corte costituzionale, la prima volta nel 2021, l’ultima il 30 gennaio scorso.

Il motivo delle bocciature precedenti risiedeva sempre nell’ambiguità del lessico utilizzato nella descrizione della malattia come “fatale” o “incurabile”, lasciando, secondo i giudici, un margine eccessivo di opacità e discrezionalità.

Questa quarta versione del testo di legge riprende la definizione di “sofferenza molto intensa” causata “da malattia grave e incurabile” oppure da “lesione definitiva di estrema gravità” e “intollerabile” per il paziente. La novità è che i legislatori hanno fatto cadere certi aggettivi che comparivano nelle stesure precedenti, come “psicologica e/o spirituale” in riferimento alla sofferenza, e stabiliscono ora una sorta di precedenza del suicidio assistito, quando il paziente è ancora in grado di autosomministrarsi i farmaci letali, ed eutanasia, la quale sarà permessa solo in caso di manifesta incapacità del paziente stesso a somministrarsi i farmaci.

Questo principio di sussidiarietà fra le due tecniche, stando alle informazioni raccolte dallo stesso Dipartimento di informazione giuridica e parlamentare, è considerato un unicum rispetto a tutte le legislazioni simili già in vigore in altri Paesi. L’attuale legge portoghese, che ora passerà nuovamente per la valutazione del presidente Marcelo Rebelo de Sousa, non fa riferimento neanche a chi dovrebbe certificare tale incapacità fisica del paziente ad autosomministrarsi i farmaci.

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