Ambiente

Bruxelles boccia la proroga delle concessioni balneari

Sulle concessioni balneari in Italia “gli ultimi sviluppi sono preoccupanti”. La Commissione europea non digerisce la scelta del governo Meloni di estendere in automatico i permessi di utilizzo dei litorali nazionali attraverso un dispositivo contenuto nel decreto Milleproroghe. Sonya Gospodinova, portavoce della Commissione europea per le questioni di mercato interno, fa sapere che si attendono le carte, ma la notizia, per quanto non gradita, non sorprende: “Abbiamo seguito il dibattito, e sappiamo che il presidente della Repubblica ha firmato il provvedimento con osservazioni circa il profilo di incompatibilità con il diritto dell’Ue”.

L’esecutivo comunitario aspettava la mosse di Giorgia Meloni e del suo governo, nell’auspicio che tenesse conto di procedura d’infrazione in corso e sentenze, sia di diritto europeo sia di diritto nazionale, che spingono per una riforma che invece non c’è stata. “Non abbiamo ancora ricevuto il provvedimento, e non appeno lo avremo lo analizzeremo”, continua Gospodinova. Intanto però il messaggio è chiaro: le scelte fatte a Roma non sono quelle che ci si attendevano. Il rischio multe diventa concreto.

Abbiamo il dovere di difendere il nostro modello produttivo“. Sulle concessioni balneari il governo tiene il punto. Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, a Bruxelles per incontri istituzionali, risponde alla Commissione europea e alle sue preoccupazioni circa le scelte della maggioranza. La proroga dei permessi per l’utilizzo delle spiagge pubbliche non viene messa in discussione. Al contrario, viene difesa. “Non abbiamo una postura arrogante”, dice a margine di incontri tenuti in Parlamento europeo. Ma, aggiunge, in Italia “c’è un’offerta di qualità che va protetta, in linea con gli indirizzi dell’Europa”, Europa che però “deve tenere conto delle peculiarità delle nazioni“.

Lollobrigida ne fa una questione di italianità ed eccellenza. Fin a oggi, spiega,  si registra “una qualità che imprese importanti, come quelle gestite dai balneari italiani per la maggior parte hanno garantito”. E’ questa la risposta l’Italia invia ad un esecutivo comunitario che spinge invece per maggiori liberalizzazione e concorrenza nel settore. L’esponente del governo comunque non intende alzare i toni del dibattito. C’è un’attitudine “di dialogo”, assicura. “Vogliamo capire come riuscire in questo obiettivo: restare in un quadro europeo ma nello stesso tempo difendere un interesse e una qualità che le imprese italiane hanno saputo offrire distinguendosi rispetto ad altre nazioni”.

1 risposta »

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.