
Giorgia Meloni (7), presidente del Consiglio dei ministri
Dal caro bollette agli aiuti di stato, dal patto di stabilità al piano nazionale di ripresa e resilienza. La tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa parlamentare (la prima che la vede alla guida di Palazzo Chigi) che si è svolta oggi a Roma (29 dicembre) è una nuova occasione per Giorgia Meloni per rilanciare la sua idea di Europa confederale, l’unica – a detta della premier – in grado di garantire “soluzioni migliori”. Per poi spiegare che l’idea è quella di un’Europa delle nazioni sovrane “che decidono di condividere alcune grandi materie piuttosto che continue cessioni di sovranità per creare questo super Stato europeo estremamente burocratizzato che rischia di ingolfare ulteriormente il sistema”.
Sabato 31 dicembre, come da tradizione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha mandato il suo messaggio di fine anno a reti unificate, parlando dalla Sala della Musica del Palazzo del Quirinale. Era il primo discorso di fine anno dopo la rielezione avvenuta lo scorso febbraio, e dopo quello dello scorso anno in cui si era praticamente congedato dai cittadini e dalle cittadine. Esattamente un anno dopo, Mattarella è ancora al Quirinale, a ripercorrere un anno complicato. All’inizio del discorso Mattarella ha fatto un breve accenno alla sua rielezione parlando della «scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato». Dopodiché ha citato una «novità di grande significato sociale e culturale», ossia il fatto che per la prima volta nella storia italiana a capo del governo c’è una donna, Giorgia Meloni. Alla luce di questo, secondo Mattarella la democrazia italiana può definirsi «matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande paese».
Un incontro di poco più di un’ora per fare il punto sulle sfide e le priorità comuni di Roma e Bruxelles. A due mesi dal primo viaggio di Giorgia Meloni nella capitale dell’Europa in qualità di prima ministra italiana, questa volta è stata la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a farsi ospitare oggi (9 gennaio) a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio dei ministri per un colloquio a vis-à-vis su migrazione, energia e Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il bilaterale si è svolto subito dopo l’intervento della stessa numero uno dell’esecutivo comunitario alla presentazione del libro La saggezza e l’audacia con i discorsi dell’ex-presidente del Parlamento Ue David Sassoli.
Giancarlo Giorgetti (7), ministro dell’Economia e Finanze
La Legge di Bilancio per il 2023, approvata dal Consiglio dei ministri il 21 novembre 2022, ha ricevuto il via libera definitivo del Senato il 29 dicembre 2022. Ecco le principali misure previste nella manovra. Le risorse destinate alle misure contro il caro energia ammontano a oltre 21 miliardi di euro e consentiranno di aumentare gli aiuti a famiglie e imprese allargando anche la platea dei beneficiari. Nel dettaglio, per il primo trimestre 2023 è confermata l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette e rifinanziato il credito d’imposta per le imprese piccole e le attività come bar, ristoranti ed esercizi commerciali che salirà dal 30% al 35%, mentre per le imprese energivore e gasivore dal 40% al 45%. Inoltre, nel 2023 l’aliquota IVA si riduce al 10% per i pellet e al 5% per i consumi associati al teleriscaldamento relativi in questo caso al primo trimestre dell’anno. Prorogata anche al primo trimestre 2023 l’aliquota IVA ridotta al 5% per le somministrazioni di energia termica prodotta con gas metano in esecuzione di un contratto servizio energia. L’Autorità per l’energia potrà sospendere fino al 31 gennaio 2023 i distacchi di gas per le grandi imprese morose. Per il comparto sanità stanziati circa 2 miliardi di euro per il 2023 (inclusi i costi per l’energia), mentre agli enti territoriali, comprese le risorse per il trasporto pubblico locale, è destinato circa un miliardo di euro.
Carlo Nordio (7), ministro della Giustizia
Il disegno di legge è stato approvato su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo che nelle ultime settimane c’erano state molte polemiche per via di alcune modifiche previste dalla riforma introdotta dall’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia e entrate in vigore il primo gennaio. Le modifiche estendevano il numero dei reati non perseguibili d’ufficio, con l’obiettivo di arrivare a uno snellimento e a una maggiore efficienza della giustizia penale. In molti avevano espresso dubbi su queste modifiche, che rendevano di fatto non perseguibili senza una denuncia diversi reati contro la persona e contro il patrimonio (come sequestro e lesioni) che nei casi in cui ci sia l’aggravante mafiosa spesso non vengono denunciati per il timore di ritorsioni.
Matteo Piantedosi (7), ministro degli Interni
Arriva l’emendamento del governo al decreto rave, che riscrive il testo e cambia anche il numero dell’articolo, non più il 434 bis, ma il 633 bis. L’emendamento limita il reato a “chiunque organizza e promuove l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici e privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento” quando “dall’invasione deriva un concreto pericolo” per la salute o l’incolumità pubblica a causa dell’inosservanza delle norme su droga, sicurezza e igiene. Si specifica così il tipo di occupazione, escludendo quelle degli studenti o le altre manifestazioni pubbliche. In questo modo il nuovo reato 633 bis risulta riferito a situazioni precise, viene collegato alla violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene negli eventi e a quelle sulle sostanze stupefacenti. L’ipotesi di maggiore rigore viene circoscritta agli organizzatori e promotori dei rave party; i partecipanti saranno, invece, sempre punibili ma solo in base all’articolo 633 del codice penale, che riguarda l’invasione di terreni o edifici. Il nuovo testo riformula anche la norma che già prevedeva la confisca obbligatoria, estendendo il provvedimento anche ai profitti dei rave party, per fungere da ulteriore deterrente.
Guido Crosetto (6 1/2), ministro della Difesa *
Per Guido Crosetto il caos sulla prima Legge di Bilancio del governo Meloni è dovuto ai pochi giorni di tempo per la preparazione. Ma anche a «una classe dirigente nei ministeri» che «va cambiata in profondità». Il ministro della Difesa punta il dito sulle correzioni chieste dalla Ragioneria dello Stato all’esecutivo. Promettendo uno spoils system massiccio per i dirigenti della Pubblica Amministrazione. In un’intervista a Il Messaggero Crosetto dice che «il primo problema è stata la tempistica: Giorgetti ha avuto appena tre giorni per mettere su la manovra. Il secondo è quello di una classe dirigente nei ministeri e in ogni settore della macchina burocratica che va cambiata in profondità. Non si può pensare di fare politiche nuove e diverse, se nei posti chiave tieni funzionari che hanno mentalità vecchie o servono ideologie di cui noi rappresentiamo l’alternativa. E poi c’è un problema di classe parlamentare. Come è avvenuto nel 2018 per i 5Stelle, si è pagata un po’ di inesperienza».
Raffaele Fitto (6 1/2), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR
Non faccia Bruxelles quello che può fare meglio Roma, non agisca Roma lì dove, da soli, non si è competitivi. Non è la prima volta che Meloni insiste sull’idea di Europa confederale, che lasci intatte le prerogative sovrane degli Stati membri nelle piccole cose, per cercare soluzioni comuni nelle grandi materie. Meloni parla in conferenza stampa dopo l’annuncio fatto ieri dal ministro per Raffaele Fitto che sono stati raggiunti in tempo tutti e 55 gli obiettivi previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dell’Italia per il secondo semestre 2022. “Sono contenta che il governo sia riuscito a raggiungere i 55 obiettivi previsti per il 2022”, ha detto Meloni, rivendicando che quando si è insediata al governo “dei 55 obiettivi ne erano stati conseguiti 25, penso che questa staffetta con il precedente governo abbia funzionato e sono contenta che si sia riusciti”. Il conseguimento degli obiettivi comporta che ora Roma potrà inviare a Bruxelles la lettera con i risultati per chiedere la prossima tranche da 19 miliardi di euro.
In una nota di Palazzo Chigi è stato confermato che “l’incontro odierno, svoltosi con la partecipazione del ministro Raffaele Fitto, ha rappresentato un’ottima occasione per uno scambio di vedute” in preparazione del vertice dei leader Ue di febbraio, “dedicato in particolare all’economia e alla migrazione”, mentre la premier Meloni ha “riaffermato l’impegno del governo italiano sul Pnrr”. Oltre ai dossier più pesanti sul tavolo delle due leader “è stata anche condivisa la condanna per gli atti violenti in Brasile e la solidarietà alle istituzioni democratiche del Paese” – dopo l’assalto alle sedi delle istituzioni nazionali a Brasilia da parte di migliaia di sostenitori dell’ex-presidente Jair Bolsonaro – ed è stata espressa “soddisfazione per la firma della Dichiarazione congiunta Ue-Nato, prevista domani a Bruxelles”.
Gilberto Pichetto Fratin (6), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica
A quel punto il governo ha risposto sostenendo che gli aumenti dei prezzi della benzina erano opera di «speculatori» che stavano lucrando sui consumatori. In particolare alcuni membri del governo, come il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, hanno accusato i benzinai di speculare sui prezzi. Era falso: l’aumento dei prezzi del carburante degli ultimi giorni corrisponde più o meno precisamente all’aumento delle accise deciso dal governo. In risposta alle accuse del governo, le associazioni dei benzinai avevano annunciato uno sciopero dei distributori di due giorni, a fine gennaio (è poi stato sospeso).
Orazio Schillaci (6), ministro della Salute. **
“Abbiamo fatto un’ordinanza del ministero della Salute per far sì che ci sia l’obbligatorietà dei tamponi per i passeggeri in arrivo dalla Cina. È fondamentale nel caso di un tampone positivo poi sequenziarlo e vedere quali sono le varianti presenti. Noi siamo molto tranquilli, speriamo che le varianti siano già presenti sul territorio nazionale. Questo sarebbe un dato molto confortante”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, dopo il Consiglio dei ministri.
Antonio Tajani (6), ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale **
Giovedì, durante un’audizione alla Camera dei deputati, il ministro degli Esteri del governo di Giorgia Meloni, Antonio Tajani, ha commentato l’assalto alle istituzioni brasiliane compiuto domenica scorsa da migliaia di sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro a Brasilia, la capitale del Brasile. Tajani ha voluto evidenziare gli sforzi e l’importanza della diplomazia italiana, e per dimostrare quanto sia stata apprezzata dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha detto: Tajani si riferiva probabilmente al tweet da lui stesso pubblicato la sera dell’assalto alla sede del parlamento, della Corte suprema e dell’ufficio presidenziale a Brasilia: il ministro aveva condannato «con grande fermezza» l’accaduto.
Marina Elvira Calderone (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali **
Il ministro del Lavoro Marina Calderone delinea quella che sarà la base della riforma Pensioni 2024, che dovrà però essere ancora tutta discussa con le parti sociali. Stop agli scaloni pensionistici garantiti dalle varie quote sperimentali che si sono susseguite negli anni; attenzione alle pensioni integrative; possibilità di destinare il Tfr ai fondi complementari e agevolazioni fiscali. Tutte proposte lanciate dalla ministra nel corso di un’audizione al Senato. “Chiudere la stagione delle forme di accesso a pensioni sperimentali” per “individuare l’accesso a pensioni più compatibili con le esigenze personali e sanitarie del lavoratore e al contempo di ricambio generazionale dei datori di lavoro, evitando pericolosi scaloni anagrafici”, ha spiegato. E ancora: “si perseguirà una razionalizzazione degli strumenti di prepensionamento a oggi esistenti, prevedendo forme sostenibili di compartecipazione fra oneri a carico del datore di lavoro e dello Stato con esodo dei lavoratori più vicini alla pensione e percorsi ‘mirati’ di staffetta generazionale con doti attrattive di incentivi alle assunzioni che consentano un efficace rilancio dell’occupazione giovanile”.
Francesco Lollobrigida (6), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste **
Questa squadra stravincerà le elezioni regionali”, parola di Francesco Lollobrigida. Il ministro dell’Agricoltura, oggi pomeriggio era in città per presentare la lista dei meloniani. Una giornata tutta viterbese, quella di Lollobrigida, che ha incontrato Confagricoltura, Coldiretti e la Cia, i sindacati del mondo agricolo. “Ho trovato un’accoglienza straordinaria – ha detto – e posso dirvi che Fratelli d’Italia è pronta a conquistare il Lazio dopo 10 anni di Partito Democratico”. Daniele Sabatini, Giulio Zelli, Giovanna Fortuna e Valentina Paterna, questi i candidati di FdI a Viterbo. “Quattro volti che racchiudono e raccontano la storia di questo partito e di questo territorio”, ha detto il coordinatore provinciale Massimo Giampieri.
Adolfo Urso (6), ministro delle Imprese e Made in Italy *
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato oggi a Kiev il presidente Zelensky e i vertici del governo portando il messaggio del Presidente Giorgia Meloni di piena solidarietà al governo e al popolo ucraino. Il presidente Zelensky ha conferito ad Urso la onorificenza al merito della Repubblica per il sostegno alla causa della libertà dell’Ucraina ed ha ringraziato il governo italiano per quanto ha fatto sinora ed ha invitato il premier Giorgia Meloni a venire presto a Kiev. Urso ha altresì informato i suoi interlocutori che, d’intesa con il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, è in corso l’organizzazione di una grande conferenza sulla ricostruzione che metterà intorno al tavolo autorità istituzionali e imprese italiane e ucraine. Con l’occasione, ha firmato un accordo sulla cooperazione tecnologica e industriale.
Daniela Santanchè (6), ministro del Turismo *
Il 29 dicembre 2022, il ministro del turismo Daniela Santanchè ha firmato il decreto che cofinanzia, per un importo totale di 1 milione mezzo di euro, il Progetto della Piattaforma Italicares – ideata da Federterme – a valere sul Fondo Unico Nazionale Turismo (FUNT) 2022, finalizzato alla promozione del turismo medicale e del benessere, che consentirà di generare flussi organizzati di Turismo Sanitario, Termale e del Benessere in Italia. «Una piattaforma che andrà a colmare un pesante divario attualmente presente in Italia rispetto a Paesi come Spagna e Francia dove il turismo sanitario-termale e’ un pilastro fondamentale del Turismo, avendo una grande connotazione di destagionalizzizione. La piattaforma, che si integrerà con la piattaforma italia.it, garantendo così un’offerta completa e diversificata che possa rispondere alle esigenze di tutti i flussi turistici in particolare Nord Europea – commenta il ministro del turismo Daniela Santanchè – Il turismo sanitario rappresenta infatti un acceleratore importante di sviluppo di un territorio, in quanto legato all’attrattività e competitività di una nazione, anche nel settore sanitario – generando ricadute importanti sull’intero indotto. Questo tipo di turismo rappresenta una realtà consolidata già in altri Paesi europei, come Francia, Germania, Spagna e Slovenia. Per l’Italia è un’opportunità, che bisogna sfruttare al meglio, specie tenendo conto dell’immenso patrimonio di acque termali presenti sul territorio nazionale nonché della qualità dell’assistenza sanitaria, delle strutture ricettive e di un clima sempre favorevole, che ci aiuta a favorire destagionalizzazione e differenziazione dell’offerta turistica. Peraltro a fine gennaio le aziende Termali e del Benessere italiane saranno presenti in forza a Les Thermalies di Parigi – salone mondiale del Turismo del Benessere e Termale», conclude il ministro Santanchè.
Nello Mesumeci (5 1/2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare
“L’Italia è l’unico Paese europeo dove la ricostruzione post calamità finanziata con denaro pubblico può durare in eterno. Serve un limite temporale e ci stiamo già lavorando”. Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, che ha ricevuto stamane il sen. Guido Castelli, neo Commissario per la ricostruzione post terremoto del Centro Italia, ed il sen. Giovanni Legnini, confermato Commissario per la ricostruzione a Ischia. Vocazione organizzativa, conoscenza del territorio e rapporto fiduciario sono i tre requisiti adottati dal governo nella nomina dei commissari. Da oggi inizia per loro una nuova fase, nel segno della continuità e della celerità. Sono certo che non mancherà la leale collaborazione delle Regioni interessate, degli enti locali e di tutte le Istituzioni impegnate sul territorio, per restituire alle popolazioni colpite la necessaria serenità e il diritto alla normalità”, ha concluso il ministro Musumeci.
Roberto Calderoli (5 1/2), ministro degli Affari regionali e Autonomie
La proposta di rilancio delle autonomia da parte del ministro Roberto Calderoli, ieri in visita in Calabria, riaccende la polemica politica. Proprio l’esponente della Lega Nord annuncia querele nei confronti di chi definisce “spacca Italia” la sua proposta di legge sull’autonomia differenziata. Il riferimento esplicito è a due articoli del Messaggero e del Mattino che determinano la reazione dei comitati di redazione dei due quotidiani: “Le minacce del ministro sono inacccettabili”. Se da un lato il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, apre al confronto ma pone in guardia sul calcolo delle eventuali coperture (“si dovesse confermare la spesa storica, per quel che mi riguarda sarebbe un risultato inaccettabile”), l’ex ministro Francesco Boccia parla di “presa in giro per al Mezzogiorno” e di “strappo istituzionale molto grave”. Sostegno a Calderoli arriva dal ministro Lollobrigida: “Non so perché si intende come una forzatura la proposta di un ministro che è lì per fare proposte nel più breve tempo possibile’.
Anna Maria Bernini (5 1/2), ministro dell’Università e della Ricerca
Il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini parteciperà all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Sannio il 27 gennaio 2023. “L’autorevole presenza del ministro – ha dichiarato il rettore Gerardo Canfora – è un importante segnale di vicinanza e incoraggiamento a proseguire lungo la strada che abbiamo intrapreso sin dalla fondazione, coniugare eccellenza didattica e scientifica con attività di promozione culturale, sociale ed economica del territorio”. La cerimonia di inaugurazione sarà occasione per celebrare i 25 anni di età dell’ateneo e lanciare un messaggio universale di pace, anche attraverso la testimonianza dell’altra attesa ospite, la presidente di Emergency Rossella Miccio.
Alessandra Locatelli (3 1/2), Ministero della Disabilità
Il ministro per le disabilità in visita al territorio lecchese. Alessandra Locatelli – esponente della Lega e del Governo Meloni – ha raggiunto oggi la città capoluogo per incontrare operatori e ospiti di alcune delle strutture attive nell’ambito dei servizi socio assistenziali e del terzo settore. Dopo un saluto istituzionale in municipio di Lecco alla presenza del sindaco Mauro Gattinoni, il ministro ha raggiunto “Casa Orizzonte” di via Legnano, prima di una visita alla stanza multinsensorale di via Tagliamento, alla casa di quartiere di via Ortigara e al Centro di servizio per il Volontariato di Monza, Lecco e Brianza, per spostarsi poi alla Nostra Famiglia di Bosisio Parini. Domenica Locatelli tornerà nella nostra provincia per vedere il cantiere del parco giochi inclusivo di Lierna e il parco inclusivo già realizzato in piazza Vittorio Veneto a Calolziocorte.
Matteo Salvini (3 1/2), ministro delle Infrastrutture e Trasporti
A quel punto il governo ha risposto sostenendo che gli aumenti dei prezzi della benzina erano opera di «speculatori» che stavano lucrando sui consumatori. In particolare alcuni membri del governo, come il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, hanno accusato i benzinai di speculare sui prezzi. Era falso: l’aumento dei prezzi del carburante degli ultimi giorni corrisponde più o meno precisamente all’aumento delle accise deciso dal governo. In risposta alle accuse del governo, le associazioni dei benzinai avevano annunciato uno sciopero dei distributori di due giorni, a fine gennaio (è poi stato sospeso).
La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sulla presunta trattativa tra la Lega e la Russia per far arrivare illegalmente al partito guidato da Matteo Salvini circa 58 milioni di euro. L’indagine della Procura era iniziata nel 2019 dopo due inchieste condotte dal settimanale L’Espresso e dal sito di news statunitense Buzzfeed. I giornali avevano rivelato come il 18 ottobre del 2018 l’ex portavoce di Salvini, Gianluca Savoini, avesse partecipato a una riunione nell’hotel Metropol di Mosca con tre persone russe, trattando con loro un eventuale finanziamento illegale alla Lega. Oltre a Savoini all’incontro, di cui furono pubblicate alcune registrazioni audio, erano presenti l’avvocato Gianluca Meranda e il consulente finanziario Francesco Vannucci. I russi presenti alla riunione erano invece Ilya Andreevich Yakunin, Andrey Yuryevich Kharchenko e Yury Burundukov, considerati intermediari del governo russo.
Eugenia Roccella (n.c.), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità ***
Sono destinate nuovamente a fare rumore le parole che la ministra per le Pari Opportunità e della Famiglia, Eugenia Roccella, ha detto in un’intervista di Serena Bortone nel programma di Rai1 Oggi è un altro giorno. Alla domanda della conduttrice: «E l’aborto fa parte di una delle libertà delle donne?» la rappresentante del governo Meloni si è lasciata andare a un «purtroppo sì». Notevole posizione per chi vanta un passato da attivista per i diritti delle donne e che era ospite della trasmissione Rai per presentare la sua autobiografia. Va però detto che non è la prima volta che Roccella si esprime negativamente sul diritto di aborto, in questo caso però ha parlato in veste di ministro di un governo la cui premier ha più volte detto che avrebbero toccato la legge sull’aborto. Roccella che, martedì, alle 12, terrà una comunicazione sulle linee programmatiche del suo dicastero davanti alle commissioni Affari costituzionali e sociali del Senato, non è da sola nel centrodestra a sostenere posizione antiabortiste. È solo di tre giorni fa la notizia dell’esistenza di un nuovo disegno di legge del centrodestra che punta a modificare l’articolo 1 del Codice civile sulla capacità giuridica che, per legge, si acquisisce «dal momento della nascita». Il ddl, a prima firma di Roberto Menia, prevede infatti: la «modifica dell’articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica ad ogni essere umano». La proposta, depositata dall’esponente di Fratelli d’Italia il 13 gennaio scorso si va ad aggiungere ai provvedimenti in materia firmati da esponenti degli altri gruppi della maggioranza. Quello di Forza Italia a prima firma di Maurizio Gasparri depositato a ottobre – che prevede il riconoscimento della capacità giuridica del concepito – e uno del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo del 13 ottobre, che prevede all’articolo 3 che «il concepito è riconosciuto quale componente del nucleo familiare a tutti gli effetti». Un disegno di legge di Isabella Rauti prevede, infine, l’istituzione della «Giornata del nascituro».
Giuseppe Valditara (n.c.), ministro dell’Istruzione e Merito **
«La scuola italiana ha docenti e dirigenti di assoluto valore e che con stipendi modesti svolgono un eccellente lavoro. Non generalizziamo giudizi estemporanei. Lavoriamo insieme per migliorare sempre più il nostro sistema scolastico, a iniziare dalla valorizzazione del ruolo dei docenti». Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, prende posizione in modo netto commentando la lettera aperta scritta da una famiglia finlandese sulla scuola italiana, una lettera di forte critica. Dopo appena due mesi la famiglia, marito moglie e quattro figli, ha fatto i bagagli e ha deciso di lasciare Siracusa per trasferirsi in Spagna.
Paolo Zangrillo (n.c.), ministro della Pubblica Amministrazione ***
E’ partito questa mattina, 9 gennaio, da Perugia “Facciamo semplice l’Italia. Parola ai territori” il roadshow del ministro per la pubblica amministrazione Sen. Paolo Zangrillo, a cura del dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Formez Pa (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle P.A), Sna (scuola nazionale dell’Amministrazione), Agid (agenzia per l’Italia digitale), Invitalia e UnionCamere, per l’ascolto ed il confronto con le realtà territoriali. Un viaggio per condividere e realizzare i tanti progetti di riforma della P.A. che devono essere attuati, attraverso lo strumento del confronto diretto con i rappresentanti delle istituzioni locali. Gremita per l’occasione la sala dei Notari di palazzo dei Priori che ha fatto registrare la presenza, oltre al ministro, del sindaco Andrea Romizi, della presidente della Regione Donatella Tesei, della presidente della provincia di Perugia Stefania Proietti, del sottosegretario all’interno On. Prisco, del Prefetto Gradone, del questore Bellassai, e di tanti altri rappresentanti delle istituzioni civili e militari cittadine e regionali.
Luca Ciriani (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento ***
Riforme istituzionali e scelte di governo. Ruota intorno a questi due temi l’intervista del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a RaiNews 24. Si comincia dal prezzo del carburante, lievitato dal primo gennaio anche per effetto della speculazione. «La decisione del governo di non confermare il taglio delle accise sulle benzine – spiega Ciriani – non è stata presa a cuor leggero. Anzi, è stata una decisione molto meditata e sofferta. È una misura che costa oltre un miliardo al mese e il governo ha deciso di utilizzare quelle risorse per finanziare l’aumento e la rivalutazione delle pensioni minime, il taglio del cuneo fiscale. Tutte misure sociali».
Maria Elisabetta Alberti Casellati (n.c.), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa ***
In considerazione dei ruoli istituzionali che Fanfani ricoprì, una copia del libro edito dalla Fondazione Ragghianti fu inviata all’allora presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha risposto con una lettera indirizzata al direttore Paolo Bolpagni, con la quale ha lodato il volume e ha notato che lo scambio epistolare tra Carlo Ludovico Ragghianti e Amintore Fanfani le è parso «ricchissimo di preziose riflessioni su temi ancora attuali». La presidente Alberti Casellati espresse anche il proprio apprezzamento per l’attività di ricerca svolta dalla Fondazione Ragghianti, che aiuta «a riscoprire e ad approfondite la conoscenza di personaggi importanti della nostra storia del Novecento». Parole di encomio per il lavoro di valorizzazione dei fondi documentari e per l’avvio della pubblicazione degli epistolari di Carlo Ludovico Ragghianti sono giunte inoltre dal Soprintendente ai beni archivistici e bibliografici della Toscana Michele Di Sivo.
Gennaro Sangiuliano (n.c.), ministro della Cultura ***
Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano scrive oggi una lettera al Corriere della Sera per spiegare la sua frase su Dante fondatore del pensiero di destra in Italia. Sangiuliano afferma che la frase è una provocazione che ha un fondamento ben preciso: «Si rintraccia nel monumentale volume “Croce e Gentile” edito dall’Istituto della Enciclopedia Italiana. Nel capitolo “Il Dante di Croce e Gentile” si legge il richiamo del professor Enrico Ghidetti al Dante “epicentro ideologico della trattazione del principio di nazionalità”». Sangiuliano cita poi Augusto Del Noce e il suo saggio su Gentile, nel quale si parla dell’autore della Divina Commedia come simbolo dell’unità spirituale della Nazione. E Marcello Veneziani, che parlava di Alighieri come della «fonte principale e più alta della nostra identità».
Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***
Pensare oltre e agire veloce. E’ il libro che giace sul divanetto giallo dell’ufficio del ministro Andrea Abodi. Il volume parla di innovazione e giovani, anche se il titolo sembra racchiudere la storia personale di questo manager sessantaduenne che un giorno, nel gennaio del 2021, si è toccato il collo. “E ho sentito due ghiandole, due linfonodi, che mi facevano male. Si erano ingrossati. Giorgia Meloni un paio di mesi prima mi aveva proposto di candidarmi sindaco di Roma per il centrodestra. Seguiranno una biopsia, la scoperta della cellula primitiva tumorale nella parete tonsillare. Dunque un ciclo di chemio e uno di radio. Finito il ciclo di cure, ancora stavano lì. Lo diceva la Pet. Niente da fare: mi sono dovuto operare. Era il 3 agosto 2021. Nel frattempo avevo spiegato a Giorgia che non potevo candidarmi in Campidoglio, nonostante lei mi avesse aspettato il più possibile, bloccando in un certo modo le altre candidature di quelle amministrative a Milano, Torino, Bologna. Per un periodo non ho potuto parlare”. Andrea Abodi è il ministro dello Sport e delle politiche giovanili. Riesce a incontrare il Foglio in un frenetico venerdì mattina. Appuntamento alle otto. In un’altra stanza lo attendono i sindacati per un incontro, mentre alle 13 lo aspetta un aereo per Parigi. Riunione con l’omologo francese che si occupa di giovani. Come sta, ministro? “Credo e spero bene. Credo di aver seminato l’ospite indesiderato. Certo, quando ti tolgono la catena linfonodale sei asimmetrico, sembra che ti manchi qualcosa”.
Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***
“Non è un evento come tutti gli altri, perché conferma la centralità di Roma. Verranno milioni di persone dal mondo, gli operatori economici della capitale respireranno dopo gli anni del covid e la crisi per la guerra.
Sarà un’occasione per craere lavori importanti per la città. Ma non è ciò che conta di più, spero che non appaia fuori luogo da parte di un rappresentante di una istituzione laica sottolineare che il giubileo è un evento prima di tutto di fede, che si collega a tradizioni secolari, il pellegrinaggio”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, in conferenza stampa con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, illustrando il Dpcm sulle opere per il Giubileo 2025. “Siamo tutti consapevole che l’Europa è sorta attorno anche alle vie dei pellegrini, le vie ci sono ancora, come la Francigena: cammini protetti, perché richiamavano la pace, oltre che la fede”.
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