Giorgia Meloni (6 1/2), presidente del Consiglio dei ministri
Nel dare il via libera all’iter di approvazione della legge finanziaria per il 2023, in ritardo con l’abituale tempistica per la tenuta delle elezioni politiche anticipate, governo e Parlamento sono entrati nel vivo anche nelle dinamiche previste dal “semestre europeo” di coordinamento delle politiche economiche dei paesi della zona Euro che implica un giudizio preventivo delle istituzioni europee sulle leggi di bilancio nazionali. Pur in presenza della sospensione delle regole del Fiscal Compact a tutto il 2023, la Commissione europea continua, infatti, a monitorare le politiche economiche nazionali, alla luce altresì degli impegni assunti nel quadro del Recovery Fund, che legano gli stanziamenti aggiuntivi europei ad un preciso calendario di spesa, ma anche a misure di accompagnamento e di riforme strutturali di taluni settori “sensibili” come, nel caso dell’Italia, la giustizia, la pubblica amministrazione eccetera.
Giancarlo Giorgetti (6 1/2), ministro dell’Economia e Finanze *
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha presentato la finanziaria 2023 come un insieme di misure improntate alla responsabilità e alla prudenza finanziaria. Intento senza dubbio lodevole. Questa visione pragmatica sembra aver guadagnato un certo consenso, soprattutto negli ambienti confindustriali. Un attento esame però dimostra che le cose stanno molto diversamente e della prudenza dichiarata non si scorge traccia. La finanziaria Giorgetti-Meloni, al contrario, si rivela molto poco responsabile ed equa, prima sul piano economico e poi, ancora di più, su quello delle scelte sociali.
Carlo Nordio (6 1/2), ministro della Giustizia
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha parlato davanti alla commissione Giustizia del Senato per spiegare il suo programma e le sue priorità. Tra le altre cose si è soffermato alcuni minuti sull’uso delle intercettazioni nelle indagini e nei processi, che ha detto molto chiaramente di voler riformare: «Ne proporremo una profonda revisione, e comunque vigileremo in modo rigoroso – e sottolineo, molto rigoroso – su ogni diffusione che sia arbitraria o impropria». Nordio ha spiegato che in Italia l’uso dei diversi tipi di intercettazioni è «di gran lunga superiore alla media europea» e a quella dei paesi anglosassoni, e ne ha parlato in modo molto critico, come di uno strumento a cui si ricorre troppo spesso e con una certa leggerezza: «Gran parte di queste si fanno sulla base di semplici sospetti e non concludono nulla».
Matteo Piantedosi (6 1/2), ministro degli Interni
Nessuna sorpresa dell’ultimo minuto dal Consiglio Affari Interni straordinario sul tema della gestione delle persone migranti nel Mediterraneo e nel pomeriggio di oggi (25 novembre) a Bruxelles è sembrata andare scemando anche la tensione tra Italia e Francia. I 27 ministri Ue hanno dato il via libera al Piano d’azione per il Mediterraneo centrale presentato dalla Commissione lunedì (21 novembre), dopo la crisi tra i due Paesi membri sul caso Ocean Viking, puntando l’attenzione sul piano delle relazioni esterne con i Paesi extra-Ue e il ruolo delle Ong.
È stato il secondo disastro naturale in Italia manifestatosi nell’autunno 2022. L’area ha già registrato numerosi eventi naturali violenti in passato (per esempio un terremoto nel 2017 e 72 frane registrate tra il 2018 e il 2021), causando sull’Isola oltre 30 morti dal 1910. Numerose fonti sostengono la presenza di un problema di abusivismo edilizio il quale è stato più volte accusato di esacerbare i danni degli eventi calamitosi che hanno colpito l’isola. Gli amministratori locali hanno più volte negato questa tesi, sottolineando invece il problema della mancata cura del territorio da parte delle autorità competenti. Secondo le stime diffuse da Legambiente nel rapporto Ecomafie 2017, sull’isola erano presenti 600 case colpite da ordine definitivo di abbattimento e in occasione delle tre leggi nazionali gli abitanti dell’isola avrebbero presentato oltre 27 000 pratiche di condono.
Guido Crosetto (6 1/2), ministro della Difesa
1,2 miliardi di euro per finanziare 61 progetti di ricerca e sviluppo nel settore della difesa, attraverso il Fondo europeo per la Difesa (EDF). La Commissione Ue ha annunciato le proposte selezionate con la prima “call for proposals” sotto l’ombrello del Fondo per la cooperazione in materia di difesa, adottato nel giugno 2021: si tratta di progetti altamente innovativi, che spaziano da aerei da combattimento di nuova generazione a navi e carrarmati, da tecnologie critiche come lo sviluppo di cloud militari e di applicazioni dell’intelligenza artificiale, ai semiconduttori e a contromisure mediche utili a diagnosticare e curare malattie correlate a minacce chimiche, radiologiche o nucleari.
Nello Mesumeci (6), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare **
A seguito della frana che ha colpito Ischia, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, si è recato in Prefettura a Napoli. Il ministro ha dapprima avuto un vertice con Forze dell’Ordine e Protezione civile. Successivamente si è recato presso il Centro di coordinamento dei soccorsi, dove ha seguito l’evoluzione del quadro. “Un ragionamento sulla prevenzione strutturale prima o poi dovremo farlo. La più grande opera pubblica da realizzare nei prossimi anni è la messa in sicurezza del nostro territorio che è fragile e vulnerabile”, ha affermato il ministro nel corso di un successivo punto stampa con i media.
Roberto Calderoli (6), ministro degli Affari regionali e Autonomie **
Il ministro Roberto Calderoli interviene sull’Autonomia e sul rapporto con gli enti locali: “Facendo un primo bilancio, dopo 45 giorni di insediamento del Governo, posso dire di aver incontrato tantissimi rappresentanti di Comuni, Province e Regioni. È importante dedicare molto tempo al dialogo per affrontare e poi risolvere i problemi che derivano anche dal confronto tra Stato e Regioni”. Così il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli, nel suo intervento a ‘L’Italia delle Regioni’, il primo festival delle Regioni e delle Province Autonome, in corso di svolgimento a Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia.
Raffaele Fitto (6), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR **
Pur avendo incassato il via libera dalla task force della Commissione Ue che in questi giorni è a Roma per le verifiche contabili e di obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, infatti, sia Meloni che Raffaele Fitto – ministro per gli Affari europei con tutte le deleghe sul Pnrr – sono intenzionati a fare un check dei progetti legati al Recovery. La «pagella del primo quadrimestre» arriverà a metà gennaio, mentre lo «scrutino» finale è atteso per marzo. A quel punto i dossier ritenuti troppo in ritardo o comunque economicamente non sostenibili saranno «rimodulati». E spostati sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, così da liberare le risorse del Pnrr e coprire l’aumento del 30% del costo delle materie prime che – lo ripete da tempo Fitto – rischia di compromettere buona parte dei bandi legati al Recovery.
Anna Maria Bernini (6), ministro dell’Università e della Ricerca **
Il nuovo governo trovi il tempo di occuparsi di ricerca, sfruttando appieno le opportunità di finanziamento presenti nel PNRR: è l’appello urgente che 108 società scientifiche italiane mandano alla ministra del MUR Anna Maria Bernini. «L’università e la ricerca italiana hanno vissuto anni difficili, segnati da riduzioni di finanziamenti per la ricerca pubblica, dal calo del personale universitario per il mancato turnover, da un aumento delle posizioni temporanee, dall’emigrazione di giovani ricercatori italiani all’estero», scrivono i presidenti delle società nella lettera aperta riportata per esteso sotto l’articolo. «Solo in questi ultimi anni abbiamo avuto un recupero di risorse e l’opportunità offerta dai finanziamenti del PNRR destinati a università e ricerca. Si tratta, a nostro avviso, di un’opportunità da cogliere pienamente: il Paese ha l’occasione di ridurre il ritardo in questo campo rispetto ai maggiori paesi europei, e di stabilizzare per i prossimi anni la spesa per ricerca a un livello dello 0,70%-0,75% del Prodotto interno lordo».
Orazio Schillaci (6), ministro della Salute. *
«Prossimità, multidisciplinarietà, integrazione, domiciliarità e digitalizzazione sono i driver della riforma territoriale che individua il fulcro della sanità del futuro, dell’integrazione tra ospedale e territorio, con la crescita delle strutture assistenziali di prossimità. Principi che devono tradursi in strutture effettivamente operative». È quanto ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel suo intervento alla seconda giornata della XXXIX Assemblea annuale Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), sottolineando la necessità di un cambio di visione della sanità. Per realizzare la Missione 6 del PNRR bisogna superare la «visione ospedalocentrica», limitando «l’inappropriatezza dei ricoveri ospedalieri e riportando gli ospedali a luoghi di cura per acuti e dedicati al trattamento delle patologie più complesse, liberando così risorse economiche da destinare al territorio e ai servizi sociosanitari», sottolinea Schillaci.
Antonio Tajani (6), ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale *
Si apre la nona edizione di ‘How can we govern Europe?’ e a gettare le basi della due-giorni di discussioni nel quadro dell’evento è il ministro degli Esteri ed ex-presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani: “L’Italia e l’Unione Europea sono chiamate a confrontarsi con complessità inedite e sfide globali, per questo lavoriamo per un’Italia protagonista in Europa e con l’Europa nel mondo“. Dai temi che saranno affrontati da HGE9 oggi e domani (29-30 novembre) all’Europa Experience David Sassoli di Roma “dipende il futuro di tutti noi”, ha puntualizzato Tajani. Il filo che lega la nascita del progetto comunitario con la riforma dei Trattati passa anche e soprattutto dal “ritorno della guerra fredda nel nostro continente, con l’aggressione ingiustificabile della Russia nei confronti dell’Ucraina”. Un “segnale preoccupante” – secondo il ministro Tajani – “perché mette in discussione i principi della Carta delle Nazioni Unite”, su cui si fonda non solo l’ordine internazionale, ma di cui “il processo di integrazione europea è un caposaldo”. Ecco perché “le ragioni profonde della costruzione europea sono oggi più che mai attuali“, sulla base di quel “progetto di pace, riconciliazione e benessere economico tra le nazioni emerso dalle macerie della Seconda guerra mondiale”.
Marina Elvira Calderone (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali *
L’avvocato Maria Calabrese è la nuova consigliera di parità regionale effettiva. La nomina della Calabrese, esperta in materia di parità e pari opportunità, con decreto del 29 novembre del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, su designazione della Regione Molise. “Sono pronta per un lavoro di squadra che coinvolga tutte le istituzioni e gli stakeholder impegnati nella tutela della parità di genere e nella diffusione della cultura della ‘non discriminazione’ nel mondo del lavoro e nel sociale. Stereotipi, preconcetti, ruoli, occupazioni, apparenza fisica, ancora oggi condizionano pesantemente il mondo del lavoro e i rapporti sociali. Svelarli e modificare la dimensione culturale dello stereotipo può aiutare a superare le discriminazioni. I lavoratori e le lavoratrici, nonché tutti coloro che subìscono azioni disciminatorie possono rivolgersi direttamente alla Consigliera di Parità regionale quale referente istituzionale che , con i poteri conferitigli dalla legge, può intervenire a tutela della lavoratrice e/o lavoratore vittima di discriminazione”.
Gilberto Pichetto Fratin (6), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica *
Ha scambiato “compromise” per complimento così come Giorgia Meloni gli aveva scambiato ministero. Per venti minuti (“scusateci, c’è stato un errore nella lista”) Gilberto Pichetto Fratin, deputato di Forza Italia, è stato l’erede di Renato Brunetta, ministro della Pa. Venti minuti dopo lo era di Roberto Cingolani, uno di cui dicono che sia un mezzo genio, ministro della Sicurezza energetica. E’ passato così dai fannulloni al decoupling, al price cap, al Ttf, “ e “l’Eni cosa dice?”… A chi non sarebbe girata la testa? E’ umile al punto che, a Bruxelles, quando si è confuso, “do you find compromise?, ha risposto: “Bah, complimenti, insomma”. I giornalisti, e i suoi colleghi gli vogliono mettere le orecchie d’asino. Lo chiamano “Pichettinelli”, come Danilo Toninelli, l’ex ministro citrullo dei 5s, ma Pichetto è in realtà il Mozziconi di Luigi Malerba (Quodlibet) il piccolo vagabondo solitario che si era scelto un cane per amico perché solo lui “lo ascoltava e non rideva”. Anche il ministro Pichetto, quando torna a casa, a Gifflenga, in provincia di Biella, 104 abitanti, ragiona con il suo cane Ginger e gli liscia il pelo, come il goffo Mozziconi, “e poi gli racconta le cose che ha letto sui giornali o su un libro di storia che ha imparato a memoria”. Si è rimesso infatti pure lui a studiare di sera, a memoria, come fanno i timidi, quelli che non vogliono dirlo perché hanno paura di non farcela.
Francesco Lollobrigida (6), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste *
Lui, Francesco Lollobrigida, è stato appena promosso a capo della cabina di regia sulla manovra. Una stelletta sul petto che lo porta a essere una specie di vicepremier ombra. Il terzo, dopo Matteo Salvini e Antonio Tajani. Lei, Arianna Meloni, presto diventerà responsabile del tesseramento di Fratelli d’Italia. Un ruolo chiaro, apicale e alla luce del sole per la “sorella madre” di Giorgia, da sempre motore silenzioso e apprezzato nel partito. Dio, governo e famiglia. Così la premier sceglie di blindarsi sui fronti che più le stanno a cuore. Da una parte l’esecutivo, dall’altra Via della Scrofa, quartier generale che continua ad allargarsi. E’ notizia dell’altro giorno l’ampliamento dei locali meloniani con l’affitto di altri 130 metri quadrati strappati alla Fondazione di An dietro un canone di circa 8mila euro al mese. E’ sempre la stessa storia: la premier si fida della sorella e del di lei marito. Sono una cosa sola. Da sempre: la Fiamma magica.
Adolfo Urso (6), ministro delle Imprese e Made in Italy
Il consiglio dei ministri ha approvato una riforma del codice degli appalti, ovvero il codice che disciplina il funzionamento degli appalti pubblici, in sostituzione del precedente del 2016. Il nuovo codice è contenuto in un decreto legislativo, adottato in attuazione della legge 78 del 21 giugno 2022 approvata dalla scorsa legislatura, che delegava al governo la riforma del codice in materia di contratti pubblici. Il nuovo codice, che entrerà in vigore dal primo luglio 2023, ha l’obiettivo principale di velocizzare le procedure di assegnazione degli appalti per realizzare gli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), cioè il programma del governo per spendere i fondi europei del cosiddetto Recovery Fund. Il codice prevede, tra le altre cose, l’inserimento dell’elenco delle opere prioritarie direttamente nel Documento di economia e finanza (Def), ovvero il documento che ogni anno entro la prima metà di aprile il governo deve presentare e che definisce gli obiettivi della finanza pubblica, aggiorna le previsioni ed espone eventuali interventi necessari per raggiungere gli obiettivi; l’istituzione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici di un comitato speciale appositamente dedicato all’esame di tali progetti; e la reintroduzione della possibilità dell’appalto integrato, eliminato dal vecchio codice, che in sostanza permette di affidare la progettazione e la realizzazione di un’opera a uno stesso soggetto.
Il governo ha approvato un DPCM (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che ha l’obiettivo di velocizzare i tempi per la vendita di ITA Airways, la compagnia aerea italiana controllata al 100 per cento dal ministero dell’Economia. Il DPCM elimina il vincolo che obbligava il ministero a cedere la maggioranza della compagnia: in sostanza ora il governo può decidere di vendere anche solo una parte minoritaria di ITA Airways, e mantenere il controllo della maggior parte delle azioni. È una decisione che si è resa necessaria per riuscire a chiudere in tempi brevi una trattativa in corso con la compagnia tedesca Lufthansa, che vorrebbe acquisire inizialmente circa il 40 per cento di ITA Airways, lasciando la maggioranza allo Stato italiano.
Daniela Santanchè (6), ministro del Turismo
Si è svolta l’assemblea nazionale di Confesercenti, che riunisce tra gli altri i gestori degli stabilimenti balneari italiani. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la ministra del Turismo Daniela Santanché, che ha parlato di una questione piuttosto delicata di cui il governo dovrà occuparsi nei prossimi mesi: il riordino del sistema delle concessioni balneari. Non è una questione che spetta al ministero di Santanché, dato che il governo ha intenzione di affidare la delega a Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare (anche se formalmente non è stata ancora deliberata). Ma nell’assemblea Santanché ha voluto comunque dare la sua opinione al riguardo, e tra le altre cose ha detto che prima di occuparsi del rinnovo delle concessioni già esistenti il governo dovrebbe pensare ad assegnare a privati le spiagge libere. Santanché ha detto che le spiagge libere sarebbero rovinate da «tossicodipendenti e rifiuti», di fatto mettendo sullo stesso piano la spazzatura e le persone con problemi di dipendenza dalle droghe.
Alessandra Locatelli (4), Ministero della Disabilità **
Il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, durante la sua visita ufficiale a Pompei per conoscere i sistemi di accessibilità e le iniziative di inclusione del Parco archeologico, ha fatto visita alla sede dell’ANMIC locale in Campania. Su invito del professor Nazaro Pagano – Presidente Nazionale ANMIC -, il Ministro Locatelli si è recata presso la sede regionale e provinciale dell’ente. Un luogo conosciuto da tutti, un punto di riferimento per molti cittadini, una sede che ha una storia impossibile da dimenticare. Palese, quindi, la soddisfazione di tutti i convenuti per questo importante evento. Il Presidente Pagano, nel suo intervento ha voluto sottolineare quanto la presenza del ministro abbia, ancora una volta, sottolineato l’impegno di ANMIC come realtà associativa presente sul territorio. Quanto questa visita abbia, dimostrato che il lavoro dell’ente è radicato e riconosciuto a livello nazionale.
Matteo Salvini (3), ministro delle Infrastrutture e Trasporti
Il Tribunale civile di Roma ha cancellato il decreto Salvini che imponeva la dicitura “madre” e “padre” sulla carta di identità al posto della più neutra dicitura “genitore”. Davanti ad un ricorso presentato da due madri, il giudice ha ritenuto che il decreto, oltre a violare le norme comunitarie ed internazionali, sarebbe viziato da eccesso di potere. Per questo un’ordinanza ha deciso che sulla carta di identità della piccola sia scritto “genitori o chi ne fa le veci” anziché il “padre e madre o chi ne fa le veci” voluto da Salvini. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che la decisione sarà esaminata dal Governo, dato che le destre sostengono possa mette a rischio il sistema di identificazione personale, anche se prima di Salvini si era sempre fatto così.
Eugenia Roccella (n.c.), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità **
Se qualcuno si stesse domandando come Meloni e i suoi abbiano preso la proposta di regolamento della Commissione Ue che afferma che le coppie dello stesso sesso e i loro figli dovrebbero essere riconosciuti in tutti gli Stati membri, la risposta l’ha data la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella, le cui posizioni sono notoriamente tutt’altro che progressiste. La meloniana Eugenia Roccella, ospite a “Mattino Cinque News” su Canale 5, è intervenuta sul dibattito relativo all’omogenitorialità e alla dicitura da inserire in questo caso nei passaporti. Ha detto in merito:
Giuseppe Valditara (n.c.), ministro dell’Istruzione e Merito *
Il 21 novembre il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, della Lega, ha partecipato a un evento a Milano chiamato “Italia, direzione nord” promosso dall’associazione Amici delle Stelline e dall’istituto di ricerca Osservatorio Metropolitano di Milano. Valditara ha parlato soprattutto degli episodi di violenza che avvengono in classe e delle sue soluzioni: tra le altre cose, ha proposto l’introduzione dei lavori socialmente utili e di un metodo “educativo” basato sull’umiliazione. Valditara ha citato un episodio di bullismo avvenuto in un istituto tecnico di Gallarate (provincia di Varese) «dove all’indomani di un atto di violenza compiuta da uno di questi ragazzotti, un bullo (…) il dirigente scolastico ha riunito 2 mila ragazzi: li ha voluti responsabilizzare in un discorso molto duro, ma anche molto maturo. Ha parlato ai loro cuori, alle loro menti, e ha avuto un grande successo».
Paolo Zangrillo (n.c.), ministro della Pubblica Amministrazione **
«Confermo l’impegno a cercare le risorse finanziarie, nell’ambito degli equilibri di bilancio, ai primi segnali di ripresa dell’economia, speriamo già nei prossimi mesi». Così il ministro Paolo Zangrillo al Messaggero. Tradotto: al momento i soldi per rinnovare i contratti degli statali non ci sono, ma l’intenzione del governo è di rimediare al più presto. Presto quanto? I rinnovi sarebbero legati a doppio filo all’andamento dell’economia. Le previsioni dell’Istat non lasciano ben sperare: il pil italiano è atteso crescere a ritmi ancora sostenuti nel 2022 (+3,9%) per poi rallentare significativamente nel 2023 (+0,4%). Insomma, il prossimo anno i lavoratori pubblici dovranno farsi bastare il miliardo per l’emolumento una tantum che porterà a un aumento degli stipendi dell’1,5 per cento. Emolumento che ha il sapore di una mancia, nemmeno tanto cospicua, ma che il ministro difende con queste parole: «L’incremento dell’1,5% riguarda tutto il nostro personale e verrà distribuito su tredici mensilità. Non era scontato, ma mi sono battuto per dare un segnale di attenzione ai nostri 3,2 milioni di dipendenti. Un aiuto che si aggiunge alle importanti misure a favore di famiglie e imprese inserite nella Manovra per far fronte alla crisi energetica».
Luca Ciriani (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento **
“La Lampedusa del Nord non va sottovalutata e quella delle riammissioni è una delle soluzioni a cui stiamo pensando”. Le parole pronunciate lunedì a Martignacco (Udine) da Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, danno seguito ai recenti ripetuti annunci del governo Meloni sulla riattivazione delle “riammissioni informali” al confine tra Italia e Slovenia sulla base della direttiva firmata da Maria Teresa Sempreviva, capo di gabinetto del Viminale relativa “all’incremento dei flussi migratori della rotta balcanica”. Ciriani parlando di “Lampedusa del nord” intende l’area del Friuli-Venezia Giulia a ridosso del confine sloveno e definisce riammissioni i respingimenti delle persone operati dalla polizia italiana verso la Slovenia, pratiche che costituiscono una grave violazione dei diritti umani. Il piano del nuovo governo è chiaro: respingere non solo via mare ma anche via terra chiunque tenti di entrare in territorio italiano, tentando di giustificare tali azioni mistificando i numeri. A fronte di un aumento percentuale delle persone prive di regolare permesso di soggiorno intercettate al confine pari al 204% si tiene in secondo piano che il dato numerico sia di 4101 in tutto il 2022.
Maria Elisabetta Alberti Casellati (n.c.), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa **
Se nelle ultime due legislature la presidenza di una delle due camere era stata attribuita a una donna (Laura Boldrini alla camera nella diciassettesima legislatura e Maria Elisabetta Alberti Casellati al senato nella diciottesima), il parlamento appena costituito ha interrotto questa prassi. Al senato infatti è stato eletto Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia, mentre alla camera Lorenzo Fontana, della Lega. Ma anche allargando lo sguardo agli altri incarichi la compagine femminile negli uffici di presidenza appare quantomeno modesta.
Gennaro Sangiuliano (n.c.), ministro della Cultura **
Il primo esecutivo del dopoguerra guidato dall’estrema destra non si è segnalato né per la qualità, né per la varietà dei suoi componenti. Qualche nome originale era inizialmente circolato, ma non è stato poi inserito nella compagine di governo. Uno di essi era quello di Giordano Bruno Guerri: notoriamente di destra, ma altrettanto notoriamente ateo e anticlericale. Lo scorso 18 ottobre diversi quotidiani gli attribuivano con sicurezza il dicastero della cultura. E invece, quando tre giorni dopo è stata pubblicata la lista dei ministri, la casella è stata occupata da Gennaro Sangiuliano.
Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani **
Su una cosa il mondo dello sport e della politica sono d’accordo: sulla giustizia sportiva serve chiarezza e occorre farlo il prima possibile. Lo invoca il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e lo rimarca anche il numero uno del Coni Giovanni Malagò. Il caso specifico è sulla bocca di tutti da qualche giorno, quello che vede la Juventus coinvolta nell’inchiesta della Procura di Torino per la questione relativa alle plusvalenze e agli stipendi. Un caso che per il ministro vede «un club che probabilmente non rimarrà il solo» e questo «ci permetterà di fare pulizia», spiega Abodi, auspicando anche che si risolva al più presto la cronica «asimmetria» tra giustizia ordinaria e sportiva. «Abbiamo bisogno di sapere presto cosa sia successo e che vengano assunte decisioni per ridare credibilità al sistema, nel principio dell’equa competizione. Ed è evidente che negli ultimi anni non è successo», ha aggiunto in occasione della presentazione del volume “Codice di Giustizia Sportiva Figc” dell’avvocato della Federcalcio Giancarlo Viglione al Coni.
Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio **
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, rappresenterà l’Italia alla diciottesima Conferenza ministeriale del Gruppo di cooperazione internazionale sulle droghe e le dipendenze (Gruppo Pompidou) in programma a Lisbona (Portogallo) il 13 e 14 dicembre 2022. Titolo della Conferenza: “I diritti umani al centro delle politiche sulle droghe e sulle dipendenze”. La Conferenza, oltre a rappresentare l’organo decisionale strategico del Gruppo Pompidou, è il forum politico di alto livello in cui i Ministri responsabili delle politiche sulle droghe negli Stati membri si incontrano, di norma, ogni 3 anni. Oltre ai 41 membri del Gruppo Pompidou, sono stati invitati anche gli Stati membri del Consiglio d’Europa e gli osservatori, anche se non membri del Gruppo, nonché i Paesi che partecipano alla Rete mediterranea del Gruppo Pompidou.










































