Centro

Un pezzo di Italia c’è sbarca in Più Europa

Un pezzo di Italia c’è sbarca in Più Europa

Più Europa va a congresso. Le ragioni per cui ho deciso di impegnarmi ancora, insieme a Federico Pizzarotti e tanti altri amici e amiche. Un pezzo di Italia c’è va in Più Europa.

Più Europa è un partito che ho contribuito a fondare, persino lavorando (eravamo in tre) alle sfumature cromatiche del suo logo, alla nascita dei suoi primi gruppi territoriali, alle iniziative e alle sue idee. A inizio 2021 me ne sono allontanato per divergenze anche profonde e dolorose con chi lo guida, per ragioni di metodo e di merito su cui ora non tornerò. La vita mi ha riservato nel frattempo belle novità: anzitutto sposare Carolina, e poi lavorare per il governo Draghi, come consigliere del ministro per il Sud e la Coesione Territoriale. Certo, mentre si provava a mettere in sesto un Paese scosso dalla pandemia e dalle conseguenze della guerra in Ucraina, maturava la necessità di guardare anche al dopo. Purtroppo, le elezioni anticipate del settembre 2022 hanno reso impraticabile un percorso politico che, con tanti amici, avevamo messo in piedi e che avrebbe voluto essere un concentrato di buone e coraggiose idee riformiste a disposizione di una coalizione “post Draghi” del 2023. Non c’è stato il tempo. Ma ogni esperienza lascia buoni frutti: uno di questi è la collaborazione e l’amicizia nata con Federico Pizzarotti, che pure avevo conosciuto nel 2019 alle elezioni europee (si era candidato con noi di Più Europa). Con lui, dopo le elezioni politiche, ci siamo interrogati sull’opportunità di proseguire nella costruzione del progetto della “lista civica nazionale” e siamo giunti alla conclusione che – anziché promuovere l’ennesimo partito – il valore e il vissuto della rete civica e politica che abbiamo animato può essere utilmente messo a sistema della forza politica di cui entrambi condividiamo idee e visione e che, per entrambi, merita di crescere ed evolvere oltre l’attuale dimensione identitaria. Proporre la candidatura di Pizzarotti a segretario di +E non significa voler “prendersi il partito” o “candidare un estraneo”, ma proporre a tutti gli iscritti e i simpatizzanti di Più Europa una prospettiva: farne una forza capace di raccogliere in giro per l’Italia le migliori esperienze di buon governo, di impegno territoriale e attivismo sociale.
Per me, Più Europa deve essere – da sempre – forza di governo e non di testimonianza. Non deve sostituirsi a Radicali Italiani, che esiste e fa il suo mestiere, ma essere una forza riformatrice pienamente protagonista della famiglia liberaldemocratica europea. A mio parere, occorre anzitutto uscire dal cono d’ombra di un Pd in crisi esistenziale e affetto da sindrome di Stoccolma verso il M5S di Conte.
Per me, come per altri amici, tornare in Più Europa significa tornare a casa, per restarci e per aiutare a migliorarla. A chi invece vorrà farlo per la prima volta (iscrivendosi entro fine 2022, per partecipare al congresso), dico già grazie: sarà un impegno, ma sapremo anche divertirci e sentiremo di fare una cosa bella e utile.

L’unica prospettiva per +E e per i liberali è partecipare alla costituente per il partito unico con Az e IV. Spiace che nessuno dei candidati voglia prendere questa opzione in considerazione. Auguri!

Lorenzo Ruffatti Az e IV non stanno facendo partito unico per ora. Se ci sarà una costituente di partito, secondo me sarà importantissimo parteciparvi. Finché sono due gruppi separati che cooperano solo elettoralmente, è bene che chi vuol portare +E su posizioni schiettamente libdem lo faccia anzitutto irrobustendo il partito. Per sedersi al tavolo, bisogna farlo con pari dignità. Sennò si passa dall’essere subalterni al Pd all’essere subalterni a qualche altra leadership. Se e quando si costruisce un partito, con regole chiare, allora il gioco cambia.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.