Economia

Governo Draghi: diciassettesimo mese

M5s: prove tecniche di emancipazione?
Luigi Di Maio

Mario Draghi (9 1/2), presidente del Consiglio dei ministri

Il Presidente del Consiglio incontra a Gerusalemme il primo ministro d’Israele Naftali Bennet, il presidente Isaac Herzog e a Ramallah il primo ministro della Palestina Mohammad Shtayyeh, nell’ottica di ridurre la dipendenza dell’Italia dalle forniture energetiche russe. Dopo le visite in Africa, il premier Mario Draghi si è recato il 14 giugno in Israele per cercare nuove forniture di gas per l’Italia, uno dei paesi più dipendenti dall’energia russa. «Mario amico mio – aveva detto ieri il primo ministro israeliano Naftali Bennett nella conferenza stampa a margine dell’incontro con il presidente del Consiglio Draghi – «Israele vuole aiutare l’Unione europea e l’Italia producendo gas naturale e queste sono ottime notizie per il mondo». Alle parole sono seguite i fatti, e oggi l’aiuto si è concretizzato con la firma dell’accordo tra Egitto, Israele e Bruxelles.

«È il momento dell’Europa, che deve raccogliere le sfide con coraggio, lo stesso coraggio dimostrato dal presidente Zelensky, con determinazione e unità. Lo dobbiamo agli ucraini e agli europei». Il premier Mario Draghi apre così la conferenza stampa al termine dell’incontro con il presidente ucraino Zelensky a Kiev, dov’è giunto questa mattina insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Olaf Scholz. Una giornata storica, dice, nella quale i tre leader hanno dato il sostegno incondizionato all’Ucraina. «Siamo a un momento di svolta nella nostra storia, non possiamo indugiare». L’Italia – chiarisce subito, dopo aver visto la distruzione da vicino percorrendo le strade di Irpin – sosterrà l’inchiesta sui crimini di guerra commessi dalla Russia, ed è favorevole allo status di candidato per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue». Sottolinea: «Abbiamo visto le atrocità commesse a Irpin che condanniamo senza esitazioni». Poi: «Vogliamo pace, ma l’Ucraina deve difendersi».

Nessun cenno, neanche minimo, all’idea di aprire una convenzione interistituzionale per riformare i Trattati dell’Unione europea. I capi di stato e governo riservano appena sei righe alla Conferenza sul futuro dell’Europa nelle conclusioni del Vertice Ue del 23-24 giugno, approvate ieri notte. Sei righe in cui si dice poco su come i governi si impegneranno a dare un seguito concreto all’unico esercizio di democrazia partecipativa nella storia dell’UE che per quasi dodici mesi ha portato 800 cittadini – casualmente selezionati da tutti e Ventisette gli Stati membri – a discutere di futuro dell’Unione Europea e per individuare con quali priorità andare a rendere più solido il progetto di integrazione comunitaria.

Un circolo aperto a tutti i Paesi del mondo, da istituire “entro la fine dell’anno”. La volontà messa nero su bianco dai leader del Gruppo dei Sette (Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti) in un allegato specifico alle conclusioni del vertice del G7 a Schloss Elmau, in Baviera, è di dare vita al “Club del clima” internazionale “aperto e cooperativo”, per spingere il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. Un Club che sostenga “l’effettiva attuazione” dell’Accordo di Parigi, considerato che al momento “né l’ambizione climatica globale né l’attuazione sono sufficienti” per raggiungerne gli obiettivi, notano “con preoccupazione” i leader.

“Forse noi siamo il Paese meno discriminante ma anche noi abbiamo limiti e ora ci siamo arrivati”. Il premier Mario Draghi ad Ankara per il vertice bilaterale con il presidente turco  Recep Tayyip Erdogan, lancia l’allarme immigrazione. “Noi cerchiamo di salvare vite umane. Ma occorre anche capire che un Paese che accoglie non ce la fa più”. Erdogan punta il dito contro la Grecia che “ha cominciato a essere un minaccia anche per l’Italia”. Il presidente turco accusa Atene per i respingimenti di migranti nell’Egeo.

Il leader pentastellato ha presentato al presidente del Consiglio una lettera sottolineando il “profondo disagio politico”. Nella missiva si parla di reddito di cittadinanza, salario minimo, decreto dignità, aiuti a famiglie e imprese, transizione ecologica, superbonus 110%, cashback fiscale, intervento riscossione e clausola legge di delegazione Nel corso dell’incontro di mercoledì a Palazzo Chigi, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha presentato al presidente del Consiglio Mario Draghi un documento con 9 punti sugli interventi che per i pentastellati sono fondamentali. Nella missiva si sottolinea anche un “profondo disagio politico”

“Era una decisione già chiara, c’è una questione di merito per noi importante, che avevamo anticipato. C’è una questione di coerenza e di linearità, quindi nulla di nuovo”. E’ quanto ha affermato il presidente dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, intercettato presso la sede del Movimento in  via campo Marzio, in merito alla scelta del gruppo di non partecipare al voto nell’Aula della Camera sul dl Aiuti. Conte non ha risposto invece a chi chiedeva quale sarà l’atteggiamento in occasione del voto in Senato e non ha commentato la richiesta di una verifica di governo da parte di Fi e Lega.

Marta Cartabia (7 1/2), ministro della Giustizia

Il Senato ha approvato la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm, confermando il testo già licenziato dalla Camera, che è dunque legge. I sì sono stati 173, i no 37, gli astenuti 16. La riforma è stata votata anche dalla Lega. «Manca qualcosa all’appello in questa riforma: noi votiamo a favore di questi ritocchi, ma all’appello manca una riforma costituzionale. C’erano i tempi per farlo, ci avrebbe permesso di dire non solo chi va al Csm, ma chi è meritevole di andare al Csm” ha detto in Senato Giulia Bongiorno annunciando il voto favorevole del Carroccio alla riforma definita “una occasione mancata”. Tuttavia cinque senatori leghisti si sono astenuti: Roberto Calderoli, che si è impegnato particolarmente nella campagna referendaria, il presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari, il capogruppo in commissione Giustizia, Simone Pillon, Alberto Bagnai e Carlo Doria.

Prime sei condanne per l’assalto alla Cgil avvenuto nell’ottobre dello scorso a Roma a margine di una manifestazione contro il Green Pass. Il gup, al termine di un processo svolto con rito abbreviato, ha inflitto condanne tra i 6 anni e 4 anni e mezzo. In particolare sei anni sono stati inflitti Fabio Corradetti figlio della compagna del leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Massimiliano Urisno, leader palermitano di Fn. Accolto l’impianto accusatorio del pm Gianfederica Dito che contesta i reati di devastazione e resistenza a pubblico ufficiale aggravata.

Roberto Speranza (6 1/2), ministro della Salute.

“Il ministro Speranza è in isolamento dopo essere risultato positivo al Covid-19. Si collegherà in videoconferenza con il Consiglio dei ministri”. Lo comunica l’ufficio stampa del ministero della Salute.

La Procura di Roma ha disposto la citazione diretta in giudizio per le quattro persone che tra l’ottobre 2020 e il gennaio 2021 avrebbero inviato oltre cinquanta lettere di minaccia al ministro della Salute Roberto Speranza. «Ci vediamo in obitorio» o «ti ammazziamo la famiglia e poi ti spelliamo vivo» sono solo alcune delle frasi contenute nelle missive, inviate in forma anonima anche alla segreteria del ministro per protestare contro la politica anti Covid attuata dal governo. Gli indagati, tutti di un’età compresa tra i 36 e i 56 anni, sono accusati dal pm dell’antiterrorismo Gianfederica Dito, coordinata dall’aggiunto Michele Prestipino, del reato di minacce aggravate. Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nas, i quattro soggetti, residenti a Torino, Cagliari, Milano ed Enna, avrebbero inviato nell’arco di tre mesi circa una cinquantina di mail a Speranza con account falsi. Dai vaccini alle restrizioni, la protesta sfocia puntualmente in insulti e minacce: «Dovete andare sulla sedia elettrica», «Chiudi la bocca o ti taglio la lingua», e ancora «la pagherete cara per il terrore che state facendo». Dalle indagini non sono emersi collegamenti tra i quattro indagati che ora dovranno attendere il processo fissato al 20 di settembre presso il Tribunale di Roma.

Daniele Franco (6 1/2), ministro dell’Economia

Come anticipato dal Ministro Franco, è in corso a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri per l’approvazione di un nuovo Decreto Legge recante “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina”. Il nuovo provvedimento d’urgenza, già ribattezzato Decreto Aiuti, prevede all’art. 14 la tanto attesa proroga dei termini previsti all’art. 119, comma 8-bis del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) relativamente all’applicazione delle detrazioni fiscali del 110% (superbonus) per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche di cui al comma 9, lettera b) del Decreto Rilancio stesso.

Giancarlo Giorgetti (5 1/2), ministro dello Sviluppo Economico

Draghi e Erdogan si sono incontrati in occasione del terzo meeting intergovernativo tra i due Paesi per nuovi accordi di cooperazione. In primo piano il conflitto in Ucraina, il tema dell’energia e la gestione nei flussi migratori dalla Libia. Contestualmente all’incontro fra Draghi ed Erdogan, le riunioni dei ministri Luigi Di Maio (Esteri), Luciana Lamorgese (Interni), Lorenzo Guerini (Difesa), Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) con i loro omologhi turchi. “La Turchia è oggi il primo partner commerciale per l’Italia nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa”, ha detto il premier.

Andrea Orlando (5), ministro del Lavoro e Politiche Sociali

Algoritmi che valutano le prestazioni, app che fanno incetta di dati, aziende che negano le giuste tutele: modalità lavorative che sono state e sono sperimentate sui rider, ma non riguardano solo loro. “Stiamo vedendo come questo modello si sta espandendo in settori più tradizionali dell’economia”, dice il ministro del Lavoro Andrea Orlando, che crede nell’importanza di guardare al futuro del diritto del lavoro “in chiave più ampia” e di “parlare di diritti digitali dei lavoratori”.

Luigi Di Maio (5), ministro degli Esteri

“Quella di oggi è stata una giornata molto importante, al Senato è stata votata la risoluzione che rafforza il governo e il presidente Draghi che andrà al prossimo consiglio europeo con il forte sostegno delle forze politiche che sostengono l’Esecutivo. Dopo settimane di ambiguità, turbolenze e attacchi oggi siamo arrivati a un voto netto. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, incontrando la stampa all’Hotel Bernini di Roma , al termine della giornata in cui la spaccatura del Movimento si è materializzata con la raccolta di firme per creare un nuovo gruppo alla Camera e una componente del Misto al Senato. “Dovevamo necessariamente scegliere da che parte stare della storia, con l’Ucraina aggredita o la Russia aggressore. Le posizioni di alcuni dirigenti del M5s hanno rischiato di indebolire il nostro Paese” ha continuato Di Maio.

Draghi e Erdogan si sono incontrati in occasione del terzo meeting intergovernativo tra i due Paesi per nuovi accordi di cooperazione. In primo piano il conflitto in Ucraina, il tema dell’energia e la gestione nei flussi migratori dalla Libia. Contestualmente all’incontro fra Draghi ed Erdogan, le riunioni dei ministri Luigi Di Maio (Esteri), Luciana Lamorgese (Interni), Lorenzo Guerini (Difesa), Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) con i loro omologhi turchi. “La Turchia è oggi il primo partner commerciale per l’Italia nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa”, ha detto il premier.

Massimo Garavaglia (4 1/2), ministro del Turismo

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, con due rispettivi decreti, ha attivato l’atto di programmazione del Fondo Unico Turismo di parte corrente ed in conto capitale. Il documento è stato inviato alle Regioni. Per il 2022 il fondo di parte corrente ammonta a 36.920.000 euro (80% dei fondi a disposizione per il 2022). Prevede contributi economici per iniziative promosse da operatori pubblici a favore di interventi per eventi e manifestazioni sportive, culturali e religiosi.

Patrizio Bianchi (3 1/2), ministro dell’Istruzione

«Ho firmato il Piano Scuola 4.0, un intervento trasformativo concreto della nostra scuola. Grazie a questa azione – sottolinea il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -100mila aule su tutto il nostro territorio nazionale diventeranno nei prossimi mesi spazi innovativi di apprendimento, con tecnologie avanzate, dispositivi digitali e arredi che permetteranno una maggiore flessibilità e si adatteranno alle esigenze delle studentesse e degli studenti di oggi». Il ministro spiega poi che «utilizzando in modo integrato altri fondi strutturali, entro il 2026 renderemo tutte le aule del Paese attrezzate per una didattica innovativa. Una scelta precisa: le ricerche educative ci dicono da tempo che gli ambienti influiscono sul processo di apprendimento e sulle metodologie della didattica. Il Piano prevede anche la realizzazione, in ogni scuola secondaria di secondo grado, di laboratori per le professioni del futuro, con spazi e attrezzature per l’apprendimento delle competenze in ambiti tecnologici come la robotica, la cybersicurezza, lo studio dei big data. Facciamo un investimento complessivo di 2,1 miliardi attraverso il nostro Pnrr. È il più grande intervento complessivo di questo tipo mai realizzato, con risorse e tempi certi. Cambieremo rapidamente il volto della nostra scuola».

Elena Bonetti (3 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

Tra i primi appuntamenti della terza giornata di FORUM PA 2022 la “Conversazione con… Elena Bonetti”, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia. La manifestazione prosegue anche domani, 17 giugno, all’Auditorium della Tecnica a Roma e online su diretta.forumpa.it. “Il PNRR – ha affermato il Ministro Bonetti – non si limita a una straordinaria azione di innovazione delle strutture e a un processo di transizione ecologica e digitale, ma è profondamente correlato a un processo di riforma del nostro Paese. Se non cogliamo l’aspetto multidimensionale dell’Italia di domani, non ci sarà un processo profondo di rinnovamento delle regole e delle prassi sociali. Vogliamo che i progetti del PNRR siano funzionali per un percorso nuovo, verso un Paese più moderno, che sia in grado di affrontare sfide e che sia capace di superare disuguaglianze”.

Luciana Lamorgese (3 1/2), ministro degli Interni

Draghi e Erdogan si sono incontrati in occasione del terzo meeting intergovernativo tra i due Paesi per nuovi accordi di cooperazione. In primo piano il conflitto in Ucraina, il tema dell’energia e la gestione nei flussi migratori dalla Libia. Contestualmente all’incontro fra Draghi ed Erdogan, le riunioni dei ministri Luigi Di Maio (Esteri), Luciana Lamorgese (Interni), Lorenzo Guerini (Difesa), Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) con i loro omologhi turchi. “La Turchia è oggi il primo partner commerciale per l’Italia nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa”, ha detto il premier.

Lorenzo Guerini (3 1/2), ministro della Difesa

Draghi e Erdogan si sono incontrati in occasione del terzo meeting intergovernativo tra i due Paesi per nuovi accordi di cooperazione. In primo piano il conflitto in Ucraina, il tema dell’energia e la gestione nei flussi migratori dalla Libia. Contestualmente all’incontro fra Draghi ed Erdogan, le riunioni dei ministri Luigi Di Maio (Esteri), Luciana Lamorgese (Interni), Lorenzo Guerini (Difesa), Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) con i loro omologhi turchi. “La Turchia è oggi il primo partner commerciale per l’Italia nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa”, ha detto il premier.

Vittorio Colao (2 1/2), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

Il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale con delega alle politiche spaziali e aerospaziali, Vittorio Colao, ha partecipato al lancio inaugurale di Vega C, il nuovo lanciatore europeo realizzato in Italia negli stabilimenti dell’azienda Avio a Colleferro. Partito dallo spazioporto dell’Agenzia Spaziale Europea a Kourou, in Guyana Francese, Vega C porta in orbita il satellite Lares-2 nell’ambito di una missione scientifica dell’Agenzia spaziale italiana e sei CubeSat, piccoli satelliti per l’Osservazione della Terra e dello Spazio, costruiti da università e istituti di ricerca europei.

Dario Franceschini (2 1/2), ministro della Cultura

“Da qui alle elezioni, per andare insieme al M5S dobbiamo stare dalla stessa parte, se ci sarà una rottura o una distinzione, perché un appoggio esterno è una rottura, per noi porterà alla fine del governo e all’impossibilità di andare insieme alle elezioni. E si brucerà chiaramente ogni residua possibilità di andare al proporzionale”. L’avvertimento ai grillini è di Dario Franceschini e arriva in chiusura dell’incontro nazionale di AreaDem a Cortona. Se dunque domani Conte dopo l’incontro con Draghi deciderà di uscire dalla maggioranza e proseguire la legislatura del premier con un appoggio esterno al governo (ipotesi caldeggiata da una nutrita parte dei 5S), per Franceschini questo segnerà la fine del patto giallo-rosso e chiuderà le porte alle riforme ancora da fare, tra cui la legge proporzionale. “Draghi e Conte domani mettano sul tavolo elasticità – l’appello del dem – hanno in mano il destino della prossima legislatura, servono generosità ed elasticità”. E ha chiarito: “Le alleanze saranno per una legislatura, non per sempre, non un’alleanza che punta a diventare partito. Questo ci aiuta con i 5 Stelle”.

Renato Brunetta (2 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione

Nelle ultime ore sta circolando moltissimo un video di pochi secondi che, purtroppo, riassume al meglio la distanza siderale che separa la classe dirigente dal Paese reale, quello dei lavoratori dipendenti, delle partite IVA prive di tutele e degli stagionali che navigano a vista. Il filmato risale allo scorso 10 giugno, e riguarda il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ripreso nel corso di un comizio elettorale per le comunali in Veneto. La scena è surreale: con la sicumera tipica di chi è consapevole di occupare una posizione di potere, Brunetta ha ingaggiato un duro scontro verbale con un lavoratore accorso per ascoltarlo.

Fabiana Dadone (1 1/2), ministro delle Politiche Giovanili

La ministra Fabiana Dadone, monregalese di nascita e carrucese di adozione, è probabilmente rimasta spiazzata come tanti altri dalla sorpresa di veder uscire dal Movimento 5 Stelle il collega ministro Luigi Di Maio insieme con alcune decine di deputati e senatori, ma prima di tutto “colleghi di partito”, anche se i “portavoce”  respingevano e forse respingono ancora questa definizione. Ha aspettato un paio di giorni, ma infine giovedì 23 giugno, alle 19:15, in epoca di social, ha scritto il suo pensiero sulla pagina Facebook. «Perdere tanti colleghi ed amici senza preavviso – ha scritto – ha spiazzato tutti ed ammetto che sono giorni in cui è importante fare autocritica ma senza rinnegare chi siamo, perché siamo qui e perché è importante non commettere altri errori. Lasciatemi però dire che non ritengo un errore la fiducia nel prossimo, la tolleranza e il rispetto reciproco».

Enrico Giovannini (1 1/2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

Grazie al ricorso alla cassa integrazione e ai sostegni decisi dal Governo durante la crisi indotta dalla pandemia, che hanno consentito il rapido ritorno in servizio del personale nel settore aereo e aeroportuale, il sistema del trasporto aereo italiano ha retto alla ripresa del traffico negli ultimi mesi. Le attuali criticità e disagi per i viaggiatori sono causati soprattutto dalle ripercussioni sul sistema italiano dei disservizi e ritardi dei vettori provenienti da altri scali europei, come confermato anche dai dati di Eurocontrol. È quanto emerso durante il tavolo di confronto sull’attuale situazione del trasporto aereo, che ha riunito le associazioni datoriali (Assaeroporti, Aeroporti 2030, Assaereo, Aicalf, Assohandler, Ibar, Fairo), Enac ed Enav, per discutere e confrontarsi sulle cause dei disagi nel nostro Paese e individuare possibili soluzioni.

Roberto Cingolani (1), ministro della Transizione Ecologica

Draghi e Erdogan si sono incontrati in occasione del terzo meeting intergovernativo tra i due Paesi per nuovi accordi di cooperazione. In primo piano il conflitto in Ucraina, il tema dell’energia e la gestione nei flussi migratori dalla Libia. Contestualmente all’incontro fra Draghi ed Erdogan, le riunioni dei ministri Luigi Di Maio (Esteri), Luciana Lamorgese (Interni), Lorenzo Guerini (Difesa), Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) con i loro omologhi turchi. “La Turchia è oggi il primo partner commerciale per l’Italia nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa”, ha detto il premier.

Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

“Il Pnrr impegnerà il paese, le istituzioni e il governo fino al meno al 2026, qualsiasi governo che verrà dovrà impegnarsi con determinazione, e non senza difficoltà, nell’attuazione di questo piano”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Roberto Garofoli alla XXI edizione del festival ‘Il libro possibile’, a Polignano a Mare in provincia di Bari. “La resilienza a cui si fa riferimento nel Pnrr -ha sottolineato- consiste nel prepararsi a fronteggiare emergenze che oggi non sono prevedibili”. Commentando, quindi, il tema del festival, “l’anno che verrà”, il professore lo ha definito un “titolo molto impegnativo”. “Credo che prevedere quello che accadrà sia molto, molto complicato. Io credo che ci si debba preparare a fronteggiare crisi e emergenze che ora non sono prevedibili, e questo è il senso della resilienza, che definisce il piano, significa prepararsi a fronteggiare, farsi trovare pronti credo si debba lavorare a questo, a fronteggiare le emergenze”.

Federico D’Incà (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

La giornata che precede l’incontro tra Mario Draghi e Giuseppe Conte è segnata da trattative nella maggioranza: l’obiettivo è evitare che il governo ponga la questione di fiducia sul dl Aiuti.
IL MOVIMENTO 5 STELLE sfoglia la margherita delle sue lamentazioni nei confronti dell’esecutivo. Ci sono le restrizioni al reddito di cittadinanza, ma la questione si risolve più in una vicenda simbolica che sostanziale: il presidente del consiglio ha già fatto capire che la pretesa di far valere anche il rifiuto di offerte di lavoro dai privati, oltre che dai centri per l’impiego, ai fini del conteggio per la sospensione del sussidio è inapplicabile. C’è il tema del caro-bollette e del prezzo dell’energia, ma su quello il governo promette di intervenire ulteriormente. Resta l’inceneritore di Roma, di fronte al quale il M5S non è disposto ad alzare le barricate prima che Conte vada a Palazzo Chigi. E allora resta il Superbonus: il ministro M5S ai rapporti col parlamento Federico D’Incà esplora la possibilità che si discuta un emendamento che sblocchi i crediti che giacciono nella pancia delle banche e li sganci da rischi di irregolarità.

Mariastella Gelmini (n.c.), ministro degli Affari regionali e Autonomie

Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, è intervenuta all’Assemblea della Confederazione per parlare di PNRR. Nel suo intervento di saluto al ministro, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha evidenziato come il caro-energia, l’inflazione e l’incognita guerra rischiano di congelare la ripartenza dell’economia. “Uno scenario nel quale – ha detto Sangalli – occorrono misure più incisive per ridurre in modo strutturale i costi dell’energia e, soprattutto, utilizzare bene le risorse del PNRR per favorire gli investimenti e lo sviluppo dei territori e ridurre la distanza tra il Mezzogiorno e le altre aree del Paese. Senza dimenticare la strategia di sviluppo della montagna italiana, messa a punto proprio dal ministro Gelmini, con l’obiettivo di favorire la crescita economico-sociale e l’accessibilità dei servizi essenziali e delle infrastrutture digitali nei territori montani. Obiettivo – ha concluso Sangalli – connesso anche al rilancio di queste aree che potrebbe avvenire dalle prossime Olimpiadi invernali”.

Stefano Patuanelli (n.c.), ministro dell’Agricoltura

Siglato il decreto sostegni da 144 milioni per la zootecnia colpita dall’impennata dei costi di produzione (“Intervento a favore dei produttori del comparto zootecnico tramite la previsione di aiuti eccezionali di adattamento per i danni indiretti subiti in seguito all’aggressione della Russia contro l’Ucraina”). Lo aveva annunciato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto oggi in streaming al convegno “Incontri di filiera. Prospettive di sviluppo del settore lattiero caseario” organizzato al Centro Congressi Alessandria dalla Regione Piemonte.

Mara Carfagna (n.c.), ministro del Sud e Coesione territoriale

Pur avendo abbandonato da tempo la carriera nel mondo dello spettacolo per dedicarsi a tempo pieno alla politica, Mara Carfagna non ha mai perso la sua bellezza e soprattutto il suo stile innato. Per sottolineare la sua serietà e il suo essere all’altezza dei ruoli istituzionali che ha ricoperto e ricopre, l’attuale ministra per il Sud e la coesione territoriale punta ormai da anni su look essenzialissimi e molto semplici, senza particolari dettagli, ma comunque molto chic. Il suo taglio a caschetto corto è stato il suo fedele compagno per anni, che ora è stato sostituito da uno più lungo, che sfiora le spalle.

Erika Stefani (n.c.), Ministero della Disabilità

«Il Garante per le persone con disabilità farà da collettore, potrà fare ispezioni, interloquire con gli enti in caso di discriminazioni. Avrà poteri reali. Ma di questo parlerò dopo che sarà stato fatto il passaggio in Consiglio dei ministri». Erika Stefani, prima ministra per le Disabilità, annuncia così a Oggi – in edicola da mercoledì 7 luglio – il progetto di rendere operativa una figura a tutela delle persone con disabilità.

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

“Denunciai io le intromissioni della Rettrice”. Parla l’avvocato Samantha Ravezzi, ideatrice e docente del master internazionale in Diritti e Sicurezza Umana dell’università Bicocca di Milano, divenuto un caso per le presunte pressioni di Maria Cristina Messa, all’epoca rettrice e oggi ministro, per far promuovere “studentesse a lei vicine che non riunivano i requisiti minimi per ottenere il titolo”. Pressioni che il ministro ha negato al Fatto e ancora ieri a Radio24, benché riportate nei verbali dei docenti del master, in comunicazioni via pec e in una denuncia penale contro di lei e due funzionarie, archiviata dalla Procura di Milano una settimana dopo che è diventata ministro. Pressioni che ieri la ministra dell’Università ha derubricato a “doveroso interessamento”, dopo che Il Fatto ha rivelato le email in cui convocava “con urgenza” la direttrice del master Silvia Buzzelli per perorare la proroga “ad personam” per tre studentesse e gli audio in cui la direttrice, dopo l’incontro, riferiva ai docenti che “bisogna farle passare”, perché “non posso andare contro la rettrice”.

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