L’omosessualità è criminalizzata ancora oggi in oltre 70 Paesi: in molte, troppe parti del mondo essere gay e lesbiche è considerato un reato.
Pallottoliere alla mano parliamo di 68 Paesi e 5 giurisdizioni sub-nazionali.
Di questi 68 Paesi, 43 condannano anche i rapporti omosessuali tra donne. 6 di questi Paesi puniscono i rapporti consensuali omosessuali con la pena di morte (Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Somalia, Mauritania e Yemen), mentre altri sei la prendono in considerazione come possibile sanzione (Afghanistan, Iraq, Nigeria, Maldive, Qatar e Territori Palestinesi) . A questi 68 Paesi che criminalizzano l’omosessualità con leggi specifiche bisogna aggiungere Afghanistan, Iraq ed Egitto, che la condannano de facto. Su 71 Paesi che criminalizzano l’omosessualità, 31 sono in Africa.
Tra 2019 e 2020 Botswana, Sudan e Bhutan hanno depenalizzato l’omosessualità, mentre stanno attualmente lavorando ad una depenalizzazione Libano, Tunisia, Sri Lanka e Guyana. Richieste di abrogazione del reato sono arrivate anche da Barbados, Giamaica, Mauritius, Nigeria, Kenya e Singapore. In Europa l’ultimo Paese a cancellare il “crimine dell’omosessualità” è stato Cipro del Nord, nel 2014, diventando così il primo continente al mondo a non avere più alcun Paese provvisto di leggi contro l’omosessualità.
In Italia l’omosessualità maschile e femminile è stata depenalizzata il 1 gennaio del 1890, con l’entrata in vigore del Codice Zanardelli. Durante il periodo fascista gli omosessuali vennero condannati al confino. Due proposte di legge del 1960 e 1964 intenzionate a rendere illegale l’omosessualità fallirono. Tra gli altri grandi Paesi, la Francia ha depenalizzato l’omosessualità il 1 ottobre 1791, con il nuovo codice penale dopo la rivoluzione francese, mentre in Germania solo nel 1994 la depenalizzazione a livello nazionale è diventata realtà. In Portogallo l’omosessualità è legale dal 23 settembre 1982, mentre lo è dal 27 luglio 1967 in Inghilterra e Galles, dal 1981 in Scozia e dall’8 dicembre 1982 in Irlanda del Nord. In Spagna dal 26 dicembre 1978, in Russia dal 27 maggio 1993, in Svizzera dal 1942, in Vaticano dal 1929 e negli Stati Uniti a livello nazionale dal 26 giugno 2003.
Vediamo ora un report dettagliato suddiviso in continenti, da considerarsi una sintesi dello stato delle leggi “anti-sodomia” (cioè delle norme che puniscono atti sessuali tra persone dello stesso sesso), con l’indicazione (quando disponibile) del range delle pene previste e alcuni riferimenti alle fonti. È importante precisare che:
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- Le fonti consultate (tra cui rapporti ILGA – State-Sponsored Homophobia Report, documenti di Amnesty International, Human Rights Watch e report governativi) evidenziano che la situazione legislativa è soggetta a continue evoluzioni;
- Le informazioni qui riportate si basano su dati e pubblicazioni disponibili fino agli ultimi aggiornamenti noti (alcune fonti risalgono agli anni 2020–2023) e potrebbero essere soggette a modifiche e interpretazioni giurisprudenziali locali;
- In alcuni casi le leggi risalgono all’epoca coloniale o a codici locali (ad esempio, derivati dalla Sharia) e possono essere applicate in maniera non uniforme.
- Algeria: le relazioni omosessuali sono perseguite penalmente – in alcuni casi con pene detentive fino a circa 3 anni
- Camerun: da circa 6 mesi fino a 5 anni di reclusione (alcune fonti segnalano anche pene più severe a seconda della qualificazione dell’atto).
- Gambia: le condanne possono arrivare fino a 14 anni di reclusione; in alcuni casi la legge prevede pene particolarmente severe.
- Ghana: fino a 3 anni di prigione per “atti contro natura” (il linguaggio legislativo varia in base all’interpretazione delle norme esistenti).
- Kenya: fino a 14 anni di reclusione, secondo il vecchio codice penale di origine coloniale.
- Malawi: fino a 14 anni di reclusione.
- Mauritania: la legge prevede la pena di morte (in particolare applicata nell’ambito del diritto islamico per i musulmani).Fonti:
- Nigeria • Nel nord (giurisdizione sharia): pena di morte (lapidazione) per atti omosessuali;• Nel sud (codice penale secolare): fino a 14 anni di reclusione
- Sierra Leone: fino a 14 anni di reclusione (in base alle leggi ereditate dal periodo coloniale).Fonti:
- Sudan: in alcuni articoli del codice penale sono previsti dalla reclusione (ad esempio, da 1 a 5 anni) e frustate, mentre la pena di morte è stata cancellata.
- Tanzania: fino all’ergastolo (alcuni rapporti fanno riferimento a pene estremamente severe, sebbene non sempre la pena di morte sia prevista esplicitamente).
- Uganda: la legislazione coloniale prevedeva fino a 14 anni di reclusione; l’Anti-Homosexuality Act del 2014, sebbene inizialmente contenesse anche la pena di morte, è stata poi annullata – tuttavia, l’applicazione delle leggi esistenti può in alcuni casi portare a pene molto severe, fino all’ergastolo.
- Zimbabwe: fino a 10 anni di reclusione.
- Marocco in Marocco l’omosessualità è criminalizzata; la legge prevede pene che possono arrivare fino a 3 anni di reclusione, oltre a sanzioni pecuniarie.
- Eritrea: La situazione legislativa in Eritrea è opaca; alcune fonti indicano che atti omosessuali possano comportare detenzioni (alcuni riferiscono pene che potrebbero arrivare a diversi anni di reclusione), ma la documentazione è limitata.
- Afghanistan: sotto il regime attuale (talebano) l’omosessualità è perseguibile con la pena di morte.
- Brunei: il nuovo Syariah Penal Code prevede la pena di morte per lapidazione, anche se nel contesto internazionale l’applicazione è stata temporaneamente sospesa; in alternativa, sono previste reclusione e frustate.
- Iran: la legge prevede la pena di morte per atti omosessuali, con possibili alternative che includono reclusione e frustate.
- Malaysia: in base al doppio sistema giuridico (civile e sharia nei singoli stati) le pene possono variare fino a 20 anni di reclusione e, in alcuni casi, frustate.
- Pakistan: la legislazione (in particolare sotto norme ispirate agli Hudood Ordinances) prevede pene che possono arrivare fino a 10 anni di reclusione e punizioni corporali; alcune interpretazioni più severe (in virtù di leggi complementari) hanno fatto riferimento anche alla pena di morte.
- Qatar: fino a 7 anni di reclusione, oltre a multe; per gli stranieri possono essere applicate anche misure di espulsione.
- Arabia Saudita: la legge prevede la pena di morte per atti omosessuali, ma in alcuni casi sono state applicate anche reclusione e frustate.
- Emirati Arabi Uniti: fino a 10 anni di reclusione, oltre a multe e, per i non cittadini, possibilità di espulsione.
- Yemen: in certi casi la legge prevede la pena di morte; in alternativa, sono previste reclusione e frustate.
- Libano: sebbene l’articolo 534 del Codice Penale (che punisce “atti contrari all’ordine naturale”) sia raramente applicato, prevede fino a 1 anno di reclusione e/o multe.
- Maldive: per i musulmani, il sistema giuridico basato sulla Sharia prevede la pena di morte; per i non musulmani le pene possono consistere in reclusione (alcuni riferiscono fino a 3 anni) e multe.
- Birmania: la norma derivata dal vecchio Section 377 (eredità coloniale) prevede pene variabili; a seconda delle interpretazioni, le condanne possono andare da 1 a, in alcuni resoconti, fino a 20 anni di reclusione
Nota: in Myanmar le leggi sono soggette a interpretazioni e la loro applicazione può variare sensibilmente. - Singapore : il Section 377A prevede fino a 2 anni di reclusione, anche se la norma è stata in gran parte “dormiente” in termini di applicazione.
- Kuwait fino a 7 anni di reclusione, con possibili multe e in alcuni casi anche frustate.
- Bahrain (Bahrein): pene che possono arrivare fino a 2 anni di reclusione e multe (in linea con altre legislazioni del Golfo).
- Iraq : fino a 7 anni di reclusione, applicabili in virtù di norme sulla “decenza pubblica” o su altri reati correlati.
- Siria: sebbene non esista una norma specifica che menzioni esplicitamente l’omosessualità, le autorità hanno utilizzato disposizioni contro “atti immorali” per perseguire le persone LGBT, con pene che possono arrivare fino a 2 anni di reclusione.
Paesi che puniscono l’omosessualità nelle Americhe
- Jamaica: fino a 10 anni di reclusione in base all’“Offences Against the Person Act”.
- Barbados: fino a 10 anni di reclusione.
- Trinidad e Tobago: fino a 10 anni di reclusione.
- Dominica: fino a 10 anni di reclusione per “atti contro natura”.
- Antigua e Barbuda: fino a 10 anni di reclusione.
- Grenada Range: pene simili, fino a 10 anni di reclusione
- Saint LuciaRange: fino a 10 anni di reclusione.
- Saint Vincent e Grenadine: fino a 10 anni di reclusione.
- Guyana: fino a 10 anni di reclusione.
Paesi che puniscono l’omosessualità in Oceania
- Papua Nuova Guinea: fino a 14 anni di reclusione, in base alle leggi ereditate dal periodo coloniale.
- Isole Salomone: pene che possono arrivare fino a 14 anni di reclusione.
- Samoa: fino a 7 anni di reclusione.
Conclusioni
Questo report evidenzia come in numerosi paesi, soprattutto in Africa, in alcune parti dell’Asia (incluso il Medio Oriente), nei Caraibi e in alcune nazioni del Pacifico, siano ancora in vigore leggi che puniscono atti omosessuali – spesso eredità di norme coloniali o di interpretazioni rigorose della legge religiosa. I range delle pene variano notevolmente, dalla semplice reclusione (da alcuni mesi fino a oltre 10 anni) fino alla pena di morte, in particolare nei contesti dove la Sharia è applicata.
Nota finale: Per approfondimenti e aggiornamenti, si raccomanda di consultare direttamente le fonti primarie e i report aggiornati di organizzazioni quali ILGA, Amnesty International, Human Rights Watch e altri enti specializzati nella tutela dei diritti umani.
Questo documento intende fornire una panoramica sintetica e non esaustiva della situazione giuridica riguardante la criminalizzazione dell’omosessualità in alcune parti del mondo.










































