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La decima stagione di “Will & Grace”, pur mantenendo lo spirito della serie originale, ha ricevuto recensioni miste, con alcuni critici che hanno notato una certa stanchezza nell’approccio narrativo, pur apprezzando la comicità e le performance del cast.
Ecco alcuni punti chiave emersi dalle recensioni:
- Comicità e ritmo: La serie continua a offrire momenti esilaranti e battute serrate, con Jack e Karen che spiccano per le loro interpretazioni.
- Equilibrio tra comicità e dramma: La serie riesce a bilanciare momenti leggeri con altri più intensi, affrontando temi come la perdita e le difficoltà personali.
- Sentimento di déjà-vu: Alcuni critici hanno notato che, nonostante la freschezza del revival, alcune storie e intrecci appaiono ripetitivi rispetto alla serie originale, soprattutto considerando il tempo trascorso.
- Interpretazioni del cast: Le performance di Eric McCormack, Debra Messing, Sean Hayes e Megan Mullally sono generalmente apprezzate, mantenendo alta la qualità della serie.
- Guest star: La presenza di guest star aggiunge valore alla stagione, mantenendo alta l’attenzione degli spettatori.
- Finali: Il finale del revival, in particolare, è stato oggetto di critiche per il suo tentativo di riproporre la formula originale senza apportare novità significative.
In sintesi, la decima stagione di “Will & Grace” è una commedia che diverte e intrattiene, ma che potrebbe non aver soddisfatto pienamente chi cercava qualcosa di veramente nuovo e originale rispetto alla serie originale.
La trama di Will & Grace 10 riprende dal momento in cui Grace decide di provare a ottenere l’incarico di presidente della New York Society of Interior Designers e incontra Noah (David Schwimmer), il famoso “bisbetico del West Side”, durante una serata organizzata per provare a ottenere voti preziosi. Jack è invece sempre più coinvolto dalla storia d’amore con il suo fidanzato, mentre Karen fa i conti con la fine del suo matrimonio con Stan e il complicato rapporto con Malcolm, Will, infine, è ancora single e si dedica al proprio lavoro. Nelle prime puntate l’irresistibile personaggio di Megan Mullally assume un’importanza centrale “scomparendo” misteriosamente, andando a controllare come procede la costruzione della parte di muro che separa gli Stati Uniti dal Messico grazie alle sue donazioni, entrando in “contatto” con il fantasma di Rosario e scontrandosi con Will per decidere chi dovrà fare da testimone alle nozze di Jack.
Il rapporto tra Will, che incontra qualcuno che potrebbe diventare una presenza importante nella sua vita, e Grace viene messo in difficoltà dal ritrovamento di alcune lettere del passato, mentre la donna cerca di capire come gestire la sua relazione con Noah.
La regia di James Burrows, un vero e proprio maestro del genere comedy, riesce nel difficile compito di equilibrare lo spazio dato a ogni personaggio nei venti minuti di ogni puntata facendo evolvere la storia nel corso della stagione e firmando dei racconti comunque indipendenti. Nonostante il titolo citi solo Will e Grace, anche questo nuovo ciclo di puntate conferma come i personaggi principali dello show siano in realtà quattro e come ognuno di loro sia amato e apprezzato dai fan in egual misura, anche se Karen continua a essere la vera diva dello show, tra battute indimenticabili e scene destinate a diventare cult, come l’apparizione “magica” di un bicchiere di Martini di ricambio o la forse inaspettata redenzione in una cella. Megan Mullally è irresistibile nella sua interpretazione di Karen Walker, solo apparentemente sempre sopra le righe e con momenti di incredibile vulnerabilità e dolcezza. Nonostante la sua complicata situazione sentimentale sia un po’ messa in secondo piano dopo la prima metà della stagione, le disavventure che riguardano Karen, sempre così elegante e pronta a criticare in modo tagliente il prossimo, la sua presenza in scena è uno degli elementi di maggior successo dello show.
Gli sceneggiatori, ovviamente, non hanno mai messo in ombra i coinquilini che hanno influenzato in modo positivo l’opinione pubblica, e il rapporto tra Will Truman e Grace Adler è all’insegna della comprensione, anche nei momenti delle liti più accese. Il quarto episodio, in particolare, approfondisce una pagina del passato dei due amici che arricchisce la storia del loro legame ed emoziona mostrando le loro reazioni a delle lettere mai aperte.
L’entrata in scena di Noah e McCoy Whitman (Matt Bomer) diventa centrale nella seconda metà della stagione e gli alti e i bassi delle relazioni aiutano a evidenziare quanto i personaggi siano disposti, oppure no, a maturare ed esplorare la propria indipendenza.
Sean Hayes è abitualmente una fonte di risate immediate non appena entra in scena e Jack McFarland non si smentisce nemmeno nella decima stagione: dagli arrivi non annunciati a casa di Will e Grace al suo nuovo spettacolo teatrale, passando per creme che bloccano i muscoli facciali e un fidanzamento sempre a rischio, il personaggio supera spesso i limiti dell’assurdo ma senza mai scivolare, per quanto sembri impossibile, nel ridicolo. Hayes, in più passaggi delle puntate, fa inoltre intravedere il lato maggiormente serio e vulnerabile del suo personaggio, in particolare quando deve fare i conti con le proprie insicurezze e i traumi vissuti in gioventù, temendo che il nipote Skip viva delle situazioni simili.
Will & Grace, come da tradizione, attinge a piene mani alla cultura popolare, inserendo alcuni divertenti riferimenti a ciò che circonda i protagonisti: dal momento in stile Bohemian Rhapsody di Will alla passione per i romanzi “rosa” e un po’ vietati ai minori che Karen ama tanto, senza dimenticare ovviamente citazioni musicali, lo stile in soap opera che contraddistingue l’apparizione di Rosario e tutto ciò che circonda la fama di McCoy. La serie si mantiene quindi ferma nella sua aderenza alla società contemporanea, anche grazie allo spazio dato alla politica: Karen continua, almeno per ora, a sostenere il governo Trump e persino la campagna di Grace per ottenere un prestigioso incarico ricorda da vicino le aspre lotte per ottenere il potere.
Numerose anche le guest star che comprendono ritorni dal passato e new entry davvero irresistibili, pur se solo per pochi minuti. I fan saranno infatti felici di rivedere “in azione” Lorraine Finster, la spogliarellista interpretata da Minnie Driver, e la folle Val Bassett, parte affidata a Molly Shannon; la presenza di Alec Baldwin, almeno in avvio di stagione, non è invece particolarmente significativa, nonostante un’entrata davvero ad effetto e un botta e risposta con Karen che entra nella lista dei momenti più complicati da gestire per Grace.
La comedy, anche nei momenti in cui gli script non sono particolarmente brillanti, si sostiene proprio grazie al talento di tutte le persone coinvolte: i protagonisti hanno ormai raggiunto un feeling percepibile ed evidente, Schwimmer e Bomer mettono a frutto la propria esperienza per inserirsi senza troppi intoppi in un ingranaggio ben collaudato e le guest star sono di altissimo valore, impreziosendo e arricchendo le puntate con i loro brevi interventi.
voto: 7
Categorie:Tv











































