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L’elettorato era stato chiamato a decidere se modificare o meno l’articolo 48 della costituzione rumena, che definisce il matrimonio come ‘unione spontanea fra coniugi’. I promotori del referendum, volevano modificare il testo mettendo ‘unione spontanea fra uomo e donna’ rendendo praticamente impossibile il riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso anche sul lungo termine.
Il referendum è stato promosso dalla Coaliția pentru Familie, la Coalizione per la Famiglia, formata da organizzazioni di destra e vicine alla Chiesa, ma davanti al quale il Partito Socialdemocratico al governo non ha certo fatto opposizione. In settembre il Senato ha votato a larga maggioranza per mandare avanti la consultazione popolare, che ha ottenuto il via libera anche dalla Corte Costituzionale.
Le operazioni di voto sono andate avanti due giorni dopo settimane di campagna referendaria al vetriolo, dove le associazioni Lgbt hanno denunciato un aumento dei casi di hate speech e omofobia.











































