Europa

Grecia, Tsipras riparte dalla lotta all’austerità

Grecia, Tsipras riparte dalla lotta all’austerità

Alexis Tsipras

Creare caos e scompiglio nell’unico settore produttivo che in Grecia fa numeri davvero positivi è un’impresa riuscita, in questi giorni di caldo torrido al centro esatto dell’Egeo. Nel bel mezzo della stagione turistica, con la presenza nel Paese di moltissimi vip e turisti normali che già affollano le isole e la capitale greca (il calciatore Francesco Totti è a Mykonos e le maggiori località di tutta la Grecia sono già sold out su Booking), ieri Atene è stata invasa da una montagna di rifiuti. Il motivo? Lo sciopero dei lavoratori della nettezza urbana giunto al tredicesimo giorno in mezzo a un’ondata di afa opprimente. Chiedono una discussione seria sui nuovi contratti di lavoro e lo stop alla mannaia prevista dal quarto memorandum, con ulteriori restrizioni a pensioni e welfare avallate dal Parlamento ellenico due settimane fa. Ma allo stesso tempo non pochi dubbi vengono sollevati sull’assegnazione a società private del business dei rifiuti.

Sono passati due anni sotto il Partenone dopo la vittoria alle politiche 2015 della sinistra radicale di Syriza, ma sembra passato un secolo, dopo il voto sulla Brexit, l’elezione negli Stati Uniti di Donald Trump e la vittoria dei “no” al referendum costituzionale italiano. Il mondo è cambiato completamente e in qualche modo Atene, due anni fa, aveva anticipato la tempesta perfetta in arrivo della protesta della classe media stremata e arrabbiata per gli effetti delle politiche di austerità, dei colpi di coda della globalizzazione/delocalizzazione e a causa dell’immigrazione selvaggia. Solo che ad Atene la risposta politica era stata di segno opposto (un voto a sinistra dei maggio i partiti storici) rispetto a quello che poi è avvenuto nel resto del mondo.

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