Nel suo discorso conclusivo Fratoianni indica subito alcuni obiettivi: costruire 500 comitati a sostegno dei referendum della Cgil sui voucher, costruzione e rivitalizzazione delle reti mutualistiche che fanno “densità sociale”. In pratica vuol dire che Sinistra italiana metterà i subito i soldi del 2 per mille e quelli che arrivano dai singoli parlamentari a disposizione di chi vuole lavorare sul territorio. Fratoianni è stato praticamente plebiscitato, grazie anche alla decisione di Arturo Scotto e del suo gruppo di disertare il congresso. Questo non vuol dire che non serpeggino tensioni tipiche dei congressi. Un delegato dal forte accento campano riflette ad alta voce sul fatto che “il segretario migliore sarebbe stato Arturo: è uno che è cresciuto nel Pci, conosce la strada. Fratoianni è un tecnico”. Dove per tecnico, spiega, “intendo che è un politico professionista”. Forse voleva dire senza anima. Il nuovo segretario però deve avere sentito questa piccola critica e dal palco sembra rispondere quando dice “Io faccio politica perché non ho mai smesso di indignarmi”.
Una presa distanza proprio dal politico professionale. Fratoianni ne approfitta anche e anche criticare Giuliano Pisapia: “Giuliano, oltre alla i gentilezza serve anche l’indignazione”, gli dice. E motivi di indignazione ce ne sarebbero veramente molti. Vendola punta molto anche sul recupero del senso delle parole, della parola sinistra. Ne affida a Fratoianni il recupero di senso e la custodia. Lui accoglie l’invito. E a sugellare questa operazione di verità contro Renzi e Grillo che hanno accreditato la fine della dicotomia destra-sinistra, sale sul palco Luciana Castellina che chiude il cerchio con il passato, e dice: “Ci dicono che dobbiamo scegliere fra barbari e civilizzati quelli che pensano già ad allearsi. Noi scegliamo i barbari perché con i barbari c’è un pezzo del nostro mondo”.
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