Un tentativo di colpo di Stato di una parte dell’esercito turco contro il presidente Erdogan, fallito dopo ore di scontri e incertezze, ha scosso Ankara e Istanbul, e ha tenuto i governi di tutto il mondo con il fiato sospeso. Alla fine il bilancio parla di 1.563 militari arrestati e quasi 200 morti: si tratta di 104 golpisti uccisi, 41 poliziotti e due soldati fedeli al governo e 47 civili.
Il presidente, dopo una rocambolesca fuga nella notte sui cieli turchi, è ritornato ad Istanbul dopo aver avuto la certezza del fallimento del golpe. L’evoluzione dell’insurrezione di parte dall’esercito organizzata dai colonnelli (coinvolti solo pochi generali), è stata seguita con la massima attenzione dalla Russia (tra i due Paesi è stata fatta di recente pace dopo un lungo periodo di forte tensione). E dagli Usa, essendo il Paese componente della Nato.
Barack Obama si è schierato al fianco del presidente Erdogan, dichiarando che va sostenuto “il governo turco democraticamente eletto”. Rivolgendosi a tutte le parti, Obama si è appellato “per scongiurare le violenze e bagni di sangue”. Pro Erdogan anche se con prudenza Angela Merkel: “L’ordine democratico deve essere rispettato”, ha dichiarato il suo portavoce. Vladimir Putin è “profondamente preoccupato per le notizie che provengono dalla Turchia”, ha fatto sapere il portavoce del Cremlino.
Regista degli insorti sarebbe stato l’ufficiale Muharrem Kose, rimosso nel marzo scorso dallo staff dello Stato maggiore turco. Il comandante delle forze terrestri turche, il generale Hulusi Akar, capo di stato maggiore fedele al presidente, è stato preso in ostaggio dai golpisti e poi liberato.
Dopo essere stati vicini alla guerra civile, il ministro dell’Interno turco, Efkan Ala, ha dichiarato che “il tentativo di golpe è fallito”. E ha aggiunto che un generale golpista è stato ucciso e almeno 754 membri dell’esercito turco che hanno partecipato al tentativo di colpo di Stato sono stati arrestati. Il governo ha comunicato che 29 colonnelli e 5 generali sono stati destituiti.
Nella battaglia di Ankara si sono avute almeno 60 vittime. Il ministro ha anche ordinato alle Forze armate di abbattere tutti gli aerei e gli elicotteri dei golpisti che dovessero ancora continuare operazioni contro la popolazione civile o le istituzioni. La Marina turca ha preso le distanze dal colpo di Stato.
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