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Un complotto per farli vincere

Un complotto per farli vincere

Paola Taverna e Alessandro Di Battista

Il complottismo a 5 stelle ieri ha raggiunto una vetta altissima, forse un punto di non ritorno. Perché? Una congiura ha come scopo quello di danneggiare la sua vittima, non di avvantaggiarla, portandola alla vittoria.  Il sospetto della senatrice Paola Taverna è che sia già in atto «un complotto» per far vincere a Roma il Movimento 5 Stelle. Possibile? Si dedurrebbe dal tipo di candidature lanciate dal centrodestra e dal centrosinistra: «La scelta di Bertolaso mi ha lasciato perplessa tanto quanto quella di Giachetti. Diciamocelo chiaramente: questi stanno mettendo in campo dei nomi perché non vogliono vincere Roma e si sono già fatti i loro conti».

Quali conti? Lo scenario del post-elezioni ipotizzato dalla senatrice pentastellata sarebbe questo: «Al governo rimane Renzi, alla Regione Lazio Nicola Zingaretti… A livello economico, si sa, Roma dipende dagli stanziamenti regionali e da quelli statali». Ed ecco spiegato il complotto: «A Roma ora vogliono metterci il Movimento 5 Stelle per poi togliergli i fondi e fargli fare brutta figura…». Alessandro Di Battista condivide: «Quando saremo al governo della città, chiuderanno ogni rubinetto. Avremo tutti contro: governo, regione, giornali locali gestiti dai palazzinari…».

Più che un paradosso, è il teatro dell’assurdo. Oltre, c’è solo l’esoterismo. Perché allora occuparsene? Perché svela la paura del Movimento, palpabile dopo esperienze negative a Livorno e Quarto, per esempio: dover essere giudicati non per quello che si dice, o si urla, ma per quello che si riesce a fare sporcandosi le mani con la politica.

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