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Ncd-Udc-Ala-Scelta Civica: quattro partiti determinanti solo in parlamento

Ncd-Udc-Ala-Scelta Civica: quattro partiti determinanti solo in parlamento

Angelino Alfano e Pierferdinando Casini

C’è un pezzo di parlamentari eletti nel 2013 eletti con lo schieramento berlusconiano (esclusa Scelta Civica) che piano pian con il disfacersi del blocco di destra si sono avvicinati al Pd renziano e adesso ambiscono a fare da scudo al governo Renzi sostituendo i fuoriusciti Pd e votando al posto di coloro sono rimasti ancora tra i democrat, ma che su alcuni temi fanno delle bizze accusando il governo di essere di destra.

Il Nnovo Centro Destra è entrato totalmente a far parte della maggioranza nonostante non sia benvoluto all’interno del Pd, ma solo all’interno dei renziani stretti; ma che solo grazie a questo partito questo governo (e anche il governo Letta) si è potuto formare. Nonostante questo partito sia formato ancora considerato di centrodestra (fosse anche solo per il nome); ormai è ampiamente entrato a far parte del centro sinistra e non viene neanche più consultato a livello locale (non solo per l’ostruzionismo totale di Salvini).

L’Unione Democratica di Centro, chiamata più comunemente Udc sopravvive a se stessa. Sa quando (nel 2008) ha lasciato il centrodestra non riesce più ad essere determinante in niente; ma a differenza di altre formazioni per lo meno è riuscita a rimanere in vita. La grande occasione era venuta nel 2013 quando si è formata Scelta Civica (che all’inizio era più un partito contenitore). Ma la scommessa dell’ex partito di Monti è stata persa e il partito di Casini per salvarsi ha dovuto sganciarsi e inventarsi un’altra soluzione. L’occasione è arrivata cercando di abbracciare gli scissionisti dell’allora Pdl del Nuovo Centro Destra. Con tempo hanno fatto un gruppo unico parlamentare denominato Area Popolare, che però doveva anche diventare un partito in cui i due movimenti iniziali sarebbero confluiti. Ma Ap non è riuscita a trovare consensi presso gli italiani e anche se questa formazione resiste ancora in parlamento, lew due componenti sanno che alle elezioni sia politiche che amministrative dovranno affrontare la corrente autonomamente.

Scelta Civica sopravvive come piccolo partito. Del ricordo del grande contenitore di centro non c’è più traccia. Sc, ormai è presente solo alla Camera, visto che al Senato tutti i suoi componenti sono confluiti nel Pd. Stessa cosa successa anche tra i suoi rappresentanti al governo (di cui all’inizio era la seconda forza). L’unico rimasto è il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti, che è diventato anche il segretario del partito, dopo la fuori uscita del predecessore (verso il Pd) DStefania Giannini, rimasta ministro dell’Istruzione U&R.

La vera novità è il gruppo Ala (Azione Liberalpopolare – Autonomie) di Dennis Verdini. Sono gli ultimi usciti da Forza Italia e sono quelli che assicurano i numeri alla maggioranza al Senato coprendo i veri ribelli interni che la maggioranza trova sulle varie riforme. Insomma, pur non essendo determinanti in teoria, lo sono poi nei fatti. Tutto questo per merito di Versini, che ha saputo attrarre a se tutti gli scontenti del suo partito di provenienza.

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