Ha raggiunto l’obiettivo delle cento piazze la mobilitazione #SVEGLIATITALIA lanciata da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit in occasione dell’inizio della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili. Alle città italiane che hanno raccolto l’invito ad attivarsi per ribadire a Governo e Parlamento il traguardo dell’uguaglianza tra tutti e tutte, si aggiungono i presidi di Londra, Copenhagen, Dublino, Limerick, Berlino, Francoforte e Monaco, nati spontaneamente per sostenere dall’estero una battaglia già vinta in gran parte dei Paesi europei.
Attivisti e attiviste lgbt, in Italia e oltreconfine, scenderanno in piazza accanto a un pezzo della società civile: associazioni, istituzioni, partiti, sindacati, liberi cittadini e cittadine hanno aderito in massa all’appello e annunciato la propria presenza ai presidi. Tutti assieme realizzeranno un flashmob, portando con sé sveglie e orologi con suoneria per sincronizzarli e suonare la sveglia al nostro Paese. Nelle città italiane mobilitate sono scesi in piazza anche i cori LGBT, che da nord a sud canteranno insieme per tutti i diritti civili: Checcoro e Good News a Milano (piazza della Scala, 14.30), Qoro a Torino (piazza Carignano, 15.30), Canone Inverso a Padova (via VIII febbraio, 16.00), Komos a Bologna (piazza Nettuno, 16.00), Roma Rainbow Choir a Roma (di fronte al Pantheon in piazza della Rotonda, 15.00), Omphalos Voices a Perugia (piazza Italia, 15.30), corAcor a Napoli (flash mob itinerante da Piazza Garibaldi a Piazza Plebiscito, 16.30).
Polemica a Milano per la decisione del governatore Roberto Maroni di accendere, fin dalla sera del 22 gennaio, le luci del Pirellone con la scritta “Family Day”. Ma anche contro la decisione della giunta regionale lombarda di aderire al Family Day stesso, inviando una delegazione a Roma. «Il Paese non è con chi accende le luci per spegnere i diritti». Così Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, prende la parola in piazza della Scala, gremita all’inverosimile sabato pomeriggio per la manifestazione #svegliatitalia, in decine di piazze, a sostegno del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili anche per persone dello stesso sesso, e contro il Family Day organizzato a Roma per il 30 gennaio. Per inciso, la decisione della giunta regionale si è rivelata un autogol mediatico, perché sui social network sono state create immagini con il Pirellone “illuminato” da scritte fittizie di ogni genere, con la consueta ironia che caratterizza le reazioni sul web
Ma prima ancora c’era stata la dichiarazione di Papa Francesco, che chiariva che non potevano essere confuse le famiglie etero con qualunque altra tipo di unione. E io cvhe mi ricordo quando diceva che non bisognava discriminare gli omosessuali e che lui non era nessuno per giudicarli. Ipocrita!
Categorie:Lgbt













































#BastaCompromessi
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Finora si è sempre gridato: “Basta compromessi!” e finora non si è ancora ottenuto niente. Ogni tanto mi chiedo se la gente conoscescere il significato delle cose che scrive. Per fare un compromesso bisogna avere ottenuto qualcosa in cambio!!!!
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