Doveva essere una manifestazione per la pace, i primi gruppi di partecipanti avevano appena cominciato a danzare e gridare i loro slogan, quando due esplosioni hanno squarciato il corteo davanti alla stazione di Ankara. Il bilancio fornito dal governo è di 95 morti e 246 feriti. Secondo il partito curdo Hdp, sono rimaste uccise 97 persone. La marcia era stata organizzata da vari gruppi dell’opposizione, organizzazioni di sinistra e curdi moderati dell’Hdp, il cui successo elettorale alla consultazione di giugno aveva impedito a Erdogan di conquistare la maggioranza e l’aveva costretto a indire le elezioni del prossimo primo novembre. Nel frattempo però la guerra con i curdi del Pkk è riesplosa in Turchia, anche in correlazione al conflitto in Siria. E la manifestazione era stata indetta proprio per chiedere la fine del confronto armato con i curdi. I due attentatori kamikaze si sono infiltrati tra i manifestanti e si sono fatti esplodere proprio in mezzo ai militanti dell’Hdp.
Poco dopo aver sentito il boato, un gruppo di persone ha attaccato un’auto delle forze dell’ordine. La polizia ha sparato in aria a più riprese ed è intervenuta con i gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Su Twitter il partito Hdp di Selahattin Demirtas ha denunciato che “la polizia ha attaccato le persone che cercavano di portare via i feriti”. Fonti del governo turco hanno confermato che si tratta di un attacco terroristico. “Condanno questo attentato contro la nostra unità e la pace nel nostro Paese”, ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan. Il premier, Ahmet Davutoglu, ha convocato una riunione d’urgenza con i vertici della sicurezza. Alcune persone hanno contestato i ministri della Sanità e dell’Interno quando si sono recati sul luogo dell’attentato anche con lanci di bottiglie, e i due si sono subito allontanati in auto. Migliaia di persone erano accorse alla manifestazione, organizzata dai sindacati di sinistra Disk e Kesk, dal partito moderato curdo, dalle opposizioni e dagli ordini degli ingegneri e dei medici. Il leder del filo-curdo Partito democratico del Popolo (Hdp), Selattin Demirtas, ha denunciato che le bombe hanno preso di mira specificamente i suoi attivisti tra le centinaia di manifestanti presenti.
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