
Matteo Renzi e Dario Franceschini
Il tasso di disoccupazione a luglio è sceso al 12%, 0,5 punti percentuali in meno rispetto al mese di giugno. Si tratta del livello più basso da due anni (luglio 2013), in un mese che resta di difficile interpretazione per la concomitanza con il periodo estivo e l’avvio dei tipici lavori stagionali: gli indicatori del turismo sono stati positivi. “Siamo sulla strada giusta contro il precariato”. È ottimista il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che commenta così i dati diffusi questa mattina dall’Inps e li interpreta come la prova che “il Jobs Act è un’occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione”.
Il governo vuole sostituire gli attuali buoni pasto cartacei con degli analogi elettronici. Saranno composti da una tessera prepagata che ogni mese verrà ri-finanziata. La novità è che questi soldi potranno essere usati solo nell’orario di lavoro e solo per pranzare. Quindi basta spese al supermercato e basta usarne più di uno alla volta.
La Cgil perde 700.000 iscritti in un anno. Quasi nessun disocuppato tra le sue fila. Precipitano iscrizioni di giovani e precari. Sono sei pagine di tabelle fitte, suddivise per categorie e territori, a cura della Cgil nazionale, “area organizzazione”. Ma in prima pagina, in fondo, c’è il numero che ha fatto venire un brivido lungo la schiena ai dirigenti che hanno ricevuto il documento: rispetto alla fine del 2014, ad oggi, il sindacato “rosso” ha 723.969 iscritti di meno.
«Ci sarà un avvio regolare dell’anno scolastico con tutti gli insegnanti che servono nelle classi. Tutte le cattedre saranno coperte». Lo ha assicurato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. «Abbiamo ricevuto 71.683 domande da parte di coloro che hanno diritto ad essere assunti – ha proseguito la titolare del dicastero di viale Trastevere riferendosi al Piano straordinario di assunzioni di docenti – e questa è una opportunità straordinaria non solo per gli insegnanti ma per tutta la scuola, quindi anche per gli studenti e le famiglie. Diamo risorse, cioè denaro (il fondo di funzionamento sarà raddoppiato per ogni istituto) e docenti, che possano potenziare le competenze dei nostri studenti».
Arrivano tanti direttori stranieri per i musei pubblici più importanti d’Italia. Nella lista dei 20 nominati 7 sono stranieri. Italiani gli altri 13, quattro dei quali tornano dopo prestigiose esperienze all’estero. Franceschini: “Si volta pagina. Sono scelte di altissimo valore scientifico che colmano anni di ritardi”. L’età media dei vincitori è di 50 anni. Su 20, 10 sono uomini e 10 sono donne. Gli stranieri, tutti cittadini Ue, sono 7 (3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese), gli italiani che tornano dall’estero sono 4 (tutte donne: Martina Bagnoli, Flaminia Gennari Santori e Paola D’Agostino che rientrano dagli Stati Uniti e Eva Degl’Innocenti dalla Francia). “Davvero con queste 20 nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni”, ha detto il ministro Dario Franceschini che ha sottolineato come la Commissione presieduta da Paolo Baratta e di cui hanno fatto parte Lorenzo Casini (professore di diritto amministrativo dell’Università di Roma La Sapienza ed esperto di legislazione per il patrimonio culturale), Claudia Ferrazzi (segretario generale dell’Accademia di Francia-Villa Medici di Roma, già vice amministratore generale del Louvre), Luca Giuliani (professore di archeologia classica e Rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino) e Nicholas Penny (storico dell’arte, direttore della National Gallery di Londra) “ha fatto un grande lavoro ed ha offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore”.
L’ennesima assemblea sindacale di un monumento nazionale che lascia i turisti italiani e mondiali che vengono in Italia all’asciutto è stato il campanello d’allarme ed ecco che il governo ha deciso di far rientrare i maggiori musei italiani tra i servizi pubblici essenziali. E così come per gli ospedali e i trasporti pubblici quando ci sarà uno sciopero si dovrà comunque lasciare un servizio minimo in modo che il pubblico non subbisca eccessivi disagi. C’è poi da specidicare che le assemblee sindacali non sono scioperi e quindi di per se non dovrebbe essere prevista un’interruzione del servizio. Ma dove non c’è regolamentazione ognuno fa come gli pare e quindi ben venga questo provvedimento governativo.
Durante il vertice bilaterale Francia-Italia che si è tenuto all’Accademia militare ospitata presso il Palazzo Ducale di Modena Matteo Renzi fatto il punto sulla situazione immigratoria. “L’Italia è pronta a fare la sua parte nella creazione di una politica europea di gestione dell’immigrazione”. “L’Europa non è solo una comunità di regole, ma soprattutto di valori, ideali, iniziative da fare insieme. Se oggi ci sono Paesi che fanno parte dell’Ue è perché qualcuno ha abbattuto un muro e dato la possibilità di benessere, libertà e futuro”. Il chiaro riferimento alla situazione ungherese (ma anche a Slovacchia e Repubblica Ceca) è tutt’altro che casuale.











































