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Anche i beni culturali tra i servizi pubblici essenziali

Anche i beni culturali tra i servizi pubblici essenzuiali

Anche i beni culturali tra i servizi pubblici essenzuiali

L’ennesima assemblea sindacale di un monumento nazionale che lascia i turisti italiani e mondiali che vengono in Italia all’asciutto è stato il campanello d’allarme ed ecco che il governo ha deciso di far rientrare i maggiori musei italiani tra i servizi pubblici essenziali. E così come per gli ospedali e i trasporti pubblici quando ci sarà uno sciopero si dovrà comunque lasciare un servizio minimo in modo che il pubblico non subbisca eccessivi disagi. C’è poi da specidicare che le assemblee sindacali non sono scioperi e quindi di per se non dovrebbe essere prevista un’interruzione del servizio. Ma dove non c’è regolamentazione ognuno fa come gli pare e quindi ben venga questo provvedimento governativo.

“Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti che sono contro l’Italia. Adesso basta: oggi decreto legge #colosseo #lavoltabuona”. Alla fine interviene anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. E lo fa a muso duro, durissimo, additando i sindacati, colpevoli di tenere in ostaggio l’Italia. E’ ancora scontro tra sindacati e Governo, e a farne le spese sono i turisti. Questa mattina, dalle 8.30 alle 11, sono rimasti chiusi i siti archeologici più importanti della Capitale, dal Foro Romano al Palatino, dalle Terme di Diocleziano a Ostia Antica. E naturalmente cancelli chiusi anche al Colosseo. Davanti ai siti si è subito formata una lunga fila di turisti che non erano a conoscenza dell’assemblea sindacale. Il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini ha attaccato: “La misura è colma”. E ha annunciato che d’accordo con il premier Matteo Renzi proporrà in Consiglio dei Ministri di inserire musei e luoghi della cultura nei servizi pubblici essenziali.

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