Unione Europea

Immigrazione, Merkel apre a richieste italiane

Immigrazione, Merkel apre a richieste italiane

Angela Merkel

Gli accordi di Schengen e Dublino consentono una stretta cooperazione intraeuropea nel combattere la criminalità e nel gestire le domande di asilo. Nato nel 1985, l’accordo di Schengen ha comportato l’abolizione dei controlli delle persone alle frontiere interne, agevolando i viaggi nello spazio Schengen. In compenso sono stati intensificati i controlli alle frontiere esterne e i meccanismi di ricerca e di controllo nazionali, specialmente grazie al Sistema elettronico di ricerca SIS. All’accordo di Dublino del 1990 è nel frattempo subentrato il regolamento Dublino II nel 2003. La cooperazione secondo questo accordo mira a garantire che una determinata domanda di asilo è esaminata da un solo Paese nello spazio Dublino. In particolare grazie alla banca dati dattiloscopica Eurodac, è possibile identificare le persone che depositano più domande d’asilo e indirizzarle verso il Paese competente per il loro trattamento. Non vi è entrata nel merito se la domanda è evidentemente abusiva.

A proposito dei trattati il cancelliere Angela Merkel sostiene che Italia e Grecia debbano essere aiutati sul fronte immigrazione, spalancando una porta che solo un mese fa l’Europa (e la Cancelliera) aveva sbattuto in faccia a Roma. “C’è un grande accordo sul fatto che l’Italia debba essere aiutata” nella crisi dei profughi, dice la Merkel a Berlino. “Non è possibile che i tanti migranti che arrivano in Italia ci restino”. La cancelliera in precedenza aveva parlato ‘col cuore in mano’ al popolo tedesco: “Il mondo vede la Germania come un paese di speranza e di chance, non è sempre stato così”. A proposito della gestione dell’emergenza profughi, che vivono il Paese e l’Europa, ha invocato “flessibilità” da parte della Germania, ricordando che il Paese l’ha dimostrata in diverse occasioni “nel salvataggio delle banche, nell’uscita dal nucleare”. “Serve coraggio”, ha aggiunto, ribadendo che non c’è tolleranza per chi non rispetta la dignità dei richiedenti asilo. Se l’Ue non riuscirà a trovare un accordo “su un’equa suddivisione dei rifugiati, allora è naturale che si dovrà sollevare la questione di Schengen; e non lo vogliamo”, continua la Merkel che avverte: “Se l’Europa fallisse sulla questione dei rifugiati, se si rompesse il legame con i diritti civili universali, non ci sarebbe più l’Europa che abbiamo voluto”. La questione è più che mai urgente: “Dobbiamo muoverci, gli Stati membri devono devono condividere la responsabilità dei rifugiati richiedenti asilo”.

In sostanza la cancelliera sembra sposare la linea di Bruxelles e scopre le carte in vista del Vertice Ue convocato per il 14 settembre. Un tavolo urgente fissato ad hoc per affrontare l’emergenza migranti. Le posizioni sembrano vicine fra i big dell’Unione, eccezion fatta per la Gran Bretagna che ieri ha addiritura messo in discussione gli accordi di Schengen. Oggi Bruxelles ha ‘bacchettato’ Londra. Prima il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans ha invocato regole comuni per l’asilo, in linea con quanto proposto da Matteo Renzi. A stretto giro una portavoce Ue ha toccato direttamente il tema della libera circolazione dei cittadini europei sancita da Schengen. “E’ parte integrante del mercato unico e un elemento centrale del suo successo”, ha detto. Quindi l’attacco all’Ungheria: “No ai muri”.

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