Complicità in evasione fiscale, conflitto di interesse, riciclaggio di denaro e abuso d’ufficio. Sono queste le accuse rivolte al premier romeno Victor Ponta, indagato dalla procura anti-corruzione del Paese, sia in qualità di legale dell’ex ministro dei trasporti Dan Sova, sia come premier per aver proposto lo stesso Sova come ministro. Una bufera che si è abbattuta sul governo romeno e che potrebbe portare instabilità politica, come teme il presidente Klaus Iohannis che ha chiesto le dimissioni del capo di governo. Ponta, però, ha dichiarato che intende rimanere al suo posto e che solo “il parlamento può decidere” sulle sue dimissioni. Il dna chiederà alla camera dei deputati il via libera a procedere contro ponta che è anche deputato.
“Ho parlato con il presidente in maniera estremamente corretta e civile – ha scritto Ponta sul suo profilo Facebook – rispetto la sua posizione pubblica, ma sono stato scelto dal parlamento e solo il parlamento può chiedere le mie dimissioni! Credo che rispettare i principi della costituzione sia essenziale per la nostra società e in nessun caso accetto che un procuratore sia al di sopra del parlamento, del governo o dei cittadini! al contrario si tratterebbe di una dittatura e credo che 25 anni dopo il 1989 sarebbe un grave errore per noi”.
Il presidente romeno si è detto preoccupato e non ha escluso, secondo fonti ufficiali citate da Mediafax, di sospendere Ponta dall’incarico: “Il primo ministro è accusato di reati penali. A mio parere si tratta di una situazione insostenibile per la Romania. D’altra parte, la cosa peggiore per il nostro Paese è una crisi politica. Detto questo, chiedo le dimissioni del primo ministro Victor Ponta”.
Il premier è stato ascoltato in procura nell’ambito delle indagini sull’ex ministro Sova, di cui è stato legale dal 2007. Dopo che la procura ha diffuso la notizia del suo coinvolgimento Ponta ha postato su Facebook le copie dei contratti esistenti tra il suo studio e le società che gestiscono gli impianti di turceni e rovinari: “Questo per informarvi sul motivo per cui sono stato convocato al dna. La situazione mi sembra chiara. La politica si fa in parlamento!”.
Ponta fa riferimento al suo lavoro da avvocato, ma secondo la procura ha commesso anche il reato di conflitto di interessi in tre occasioni, una delle quali nella sua veste di premier. “Da premier Ponta ha nominato Dan Sova-Coman, ad agosto 2012 come ministro per i rapporti con il parlamento, nel dicembre 2012 come ministro delegato per i progetti infrastrutturali e investimenti nazionali ed esteri, nel febbraio 2014 come ministro ad interim dei trasporti e, infine, nel mese di marzo 2014 come ministro dei trasporti – ha scritto la procura – e in passato ha ricevuto da parte di Sova-Coman denaro per un totale di circa 250.000 Lei (circa 56.000 euro, ndr) e il diritto ad uso gratuito di una vettura”.
Secondo la procura le prove dimostrano che gran parte dei proventi della società Sca nei due complessi energetici di Turceni e Rovinari è stata utilizzata da Sova per interessi personali. Inoltre tutti i documenti fiscali esistenti sono stati redatti dallo studio legale “Victor Ponta Viorel”. Risulta anche dalle indagini che ponta, il cui contratto con Sova prevedeva un onorario di 2.000 euro al mese poi salito a 3.000, abbia emesso 17 fatture false, perché il premier “non ha svolto alcuna attività professionale”, scrive il dna.












































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