
Netanyahu allontana la pace dal Medio Oriente
Amos Oz, David Grossman e Abraham Yehoshua sono tre famosi scrittori israeliani. I tre hanno firmato una petizione che chiede ai parlamenti europei di riconoscere la Palestina come Stato e all’Unione Europea di fare lo stesso. Secondo l’organizzazione ‘Gush Shalom’ – citata da Haaretz– i tre scrittori, tra i più noti del panorama letterario israeliano e internazionale, hanno firmato la richiesta insieme ad altri 800 cittadini dello Stato ebraico tra cui il premio Nobel per l’economia Daniel Kahneman, l’ex presidente della Knesset Avraham Burg e l’ex ministro degli Esteri Yossi Sarid. Oggi la petizione è stata inviata al Parlamento belga e a quello danese e una sarà fatta pervenire all’organo legislativo irlandese. Nei tre Paesi sono in programma votazioni sul riconoscimento, come è già accaduto in Francia, Gran Bretagna e Spagna.
La reazione del governo israeliano è stata furente, avendo accusato i letterati di essere di sinistra e quindi dello schieramento opposto al governo e di star facendo campagna elettorale proprio nel corso di elezioni anticipate. Benjamin Netanyahu ha infatti sciolto le camere dopo aver sfiduciato due ministri del suo governo. Yair Lapid e Tzipi Livni, a capo di due importanti partiti di centro, criticavano infatti la sua politica di espansione nelle colonie. Con l’esclusione degli esponenti centristi, critici verso la politica degli insediamenti e disponibili alla ripresa dei negoziati con i palestinesi, la speranza di Netanyahu era quella di ricreare una coalizione di destra facendo appello ai partiti ultraortodossi. Ma il piano potrebbe scontrarsi con la formazione di un blocco di centro-sinistra composto dai laburisti e dal partito liberale di Livni.
Come se poi non bastasse il caos negli scorsi giorni la Siria ha accusato israele di attacchi aerei ai confini e un ministro palestinese Ziad Abu Ein è stata ammazzato da soldati israeliani. La morte del ministro palestinese è stata provocata da un blocco dell’arteria coronarica. Così il ministero della Sanità israeliano al termine del rapporto preliminare sull’autopsia del ministro, condotto da esperti israeliani, palestinesi e giordani. Una “lieve emorragia e una pressione locale” sono stati trovati sul collo di Abu Ein. L’Autorità nazionale palestinese ha invece replicato di considerare “Israele responsabile dell’uccisione del suo ministro”.
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